Tradotto antico codice copto con rituali magici

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Source: livescience.com

Due ricercatori australiani hanno pubblicato la traduzione di un antico codice copto contenente rituali magici della Chiesa egiziana dei primi secoli. Nel loro libro, “A Coptic Handbook of Ritual Power”, Malcolm Choat (Macquarie University, Sidney) e Iain Gardner (University of Sidney) presentano un manuale completo del VII-VIII secolo, composto da 20 pagine di pergamena in cui sono scritte in copto alcune invocazioni e formule propiziatorie, forse due parti distinte unite in un secondo momento. Dopo la richiesta dell’aiuto di figure divine (tra cui la finora sconosciuta Bakhtiotha), ci sono una serie di esorcismi e riti, accompagnati da disegni, per il raggiungimento della buona sorte in affari, salute e amore. Per conquistare il proprio oggetto del desiderio, ad esempio, il codice raccomanda di recitare una particolare preghiera su due chiodi e poi di infiggerli ai lati dello stipite della porta di casa dell’amato/a.

Non si conosce l’origine del documento. La Macquarie University lo acquistò nel 1981 da un antiquario austriaco senza ricevere alcuna informazione. Dallo stile, si pensa che possa venire dall’Alto Egitto e, in particolare, dall’area di Ashmunein/Hermopolis. Inoltre, la prima parte ricorda la teologia dei Seziani, una corrente gnostica che si rifaceva a Seth, terzo figlio di Adamo ed Eva. I loro testi, molti dei quali, compresi alcuni vangeli apocrifi, vennero ritrovati nel 1945 a Nag Hammadi (nella parte nord dell’ansa di Qena), cominciarono ad essere considerati eretici fino all’estinzione totale della setta intorno al VII secolo. Quindi, la presenza di queste invocazioni insieme a quelle ortodosse data il codex e lo colloca in una fase transizionale.

 

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2 pensieri su “Tradotto antico codice copto con rituali magici

  1. salvosipio

    At-Bakh e Othiot sono 2 tecniche tseruf della Qabalah Tradizionale alla base potrebbe esserci proprio il sistema 10 100 1000 proprio dell’At-Bath che è una tecnica moltiplicativa, forse in questo caso il termine Bakh-ti-othat o Bakhtiotha era lo criptogramma omofono che richiamava le tecniche di moltiplicazione nell’articolo da Voi esposto.

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