Affiliati all’ISIS distruggono il Museo di El-Arish

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@monznomad (Monica Hanna)

Se da un lato si può gioire per la smentita della distruzione delle mura di Ninive, dall’altro si legge dei gravi attentati che, ieri, hanno sconvolto il nord del Sinai. Un gruppo di affiliati all’ISIS, Ansar Beit al-Maqdis (i “Partigiani di Gerusalemme”) hanno rivendicato su Twitter le offensive simultanee in diverse località del governatorato di El-Arish in cui sono morte circa 30 persone, in gran parte soldati egiziani. Il capoluogo è distante solo 45 km dalla striscia di Gaza ed è stato sottoposto a un attacco kamikaze e a una serie di colpi di mortaio che hanno distrutto una base militare, il quartier generale della polizia e un complesso residenziale. In particolare, l’esplosione dell’autobomba avrebbe danneggiato gravemente anche il Museo di El-Arish (vedi foto), grande edificio che conserva reperti faraonici, copti, islamici e beduini. Ancora non si hanno informazioni sui danni, ma non è la prima volta che il museo viene preso di mira dai jihadisti che vorrebbero uno “Stato del Sinai”. Ovviamente, la gravità del fatto non può essere messa a confronto con le numerose vite perse.

 

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3 pensieri su “Affiliati all’ISIS distruggono il Museo di El-Arish

  1. Una vita umana è sacra, è innegabile, non si discute, è prima di tutto.
    Quando però si distrugge deliberatamente la storia, si distrugge la memoria e quindi l’umanità intera.
    La distruzione dei reperti antichi non è un fenomeno moderno, ma ora ci si indigna perché sappiamo e ne riconosciamo il valore di quei reperti, mentre un tempo (anche solo 150 anni fa) le cose si sapevano a posteriori e magari non si comprendeva nemmeno il perché e il percome.
    Quello che mi indigna come ricostruttrice storica è il disprezzo che si porta alla Storia, la paura che certi hanno di fronte al passato, come se potessero essere dei veri nemici della loro lotta (ricordiamoci la distruzione dei Buddha in Afghanistan).

  2. Completamente d’accordo.

  3. Fabrizio

    Un popolo che distrugge il passato.. E un popolo senza futuro.

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