Archivi del mese: giugno 2015

La maschera di Tutankhamon sarà restaurata ad agosto

Source: alaraby.co.uk

Source: alaraby.co.uk

La maschera di Tutankhamon sarà finalmente restaurata, anche se bisognerà aspettare ancora poco più di un mese. Dopo la figuraccia mondiale dello scorso gennaio, il ministro El-Damaty ha annunciato che ad agosto si procederà al ripristino dello stato del reperto prima che un incompetente tecnico del Museo Egizio del Cairo rincollasse la barba posticcia con della resina epossidica. Per non ricadere in errori così grossolani, da un mese si stanno effettuando accurati studi sulla maschera per orientare gli interventi di eliminazione dell’errato materiale legante e di restauro della superficie d’oro. Tali analisi sono portate avanti da un comitato scientifico composto dal ministro stesso, da Christian Eckmann, esperto di restauro dei metalli presso il Römisch-Germanisches Zentralmuseum di Mainz, da Tarek Tawfik, direttore del Grand Egyptan Museum, dal responsabile del settore restauro metalli del Museo del Cairo e da un altro tedesco che si occuperà della TAC. Eckmann, poi, si recherà in Germania per creare una replica in gesso della maschera e per provare vari metodi che, in agosto, presenterà in una conferenza internazionale e applicherà sul “paziente”. Quindi, se doveste andare in vacanza in Egitto quest’estate, aspettatevi una teca vuota per un po’ di tempo.

Categorie: restauro | Tag: , , , , , | 6 commenti

“Proposta” sodomitica in un papiro di Ossirinco

Source: bricecjones.com

Source: bricecjones.com

I papiri di Ossirinco non finiscono mai di riservare sorprese (basti pensare alla ricetta con i rimedi per i postumi da sbornia o il frammento usato come carta igienica) e Brice C. Jones, nel suo blog, presenta sempre i casi più curiosi. Questa volta, il papirologo parla di un documento V.M. 18! Si tratta di una lettera scritta in greco nel I secolo d.C. da due uomini, Apione ed Epimaco, allo sfortunato Epafrodito. Infatti, i mittenti lo invitano a farsi sodomizzare per non essere più pestato. Ora, al di là delle preferenze sessuali del destinatario, non sembra che la “gentile” richiesta comprendesse molte scelte. Secondo alcuni studiosi, però, più che al soddisfacimento dei loro appetiti, Apione ed Epimaco potrebbero aver preteso un segno di sottomissione da parte di uno schiavo. E per rendere più chiaro il messaggio, aggiunsero anche un disegnino esplicativo (a destra dell’immagine), in cui si vede un pene che penetra il retto con tanto di didascalie “duro/erezione”, “e ano”.

Per il testo completo e la sua traduzione: http://www.bricecjones.com/blog/porn-on-an-ancient-papyrus

Categorie: papirologia | Tag: , , , , , | Lascia un commento

Antico sudario di lino venduto all’asta per 374.000 euro

Source:

Source: kunicki.eu

Lo scorso giovedì (18 giugno), un antico frammento di lino dipinto è stato venduto per l’esorbitante cifra di 373.800 €. Tale offerta è stata lanciata al telefono da un compratore ancora anonimo che si è aggiudicato il pezzo durante l’asta di antichità della Piasa, a Parigi, partendo da un prezzo base di 50.000 €. Un costo così alto, oltre che dalla bellezza e dall’età (fine XVIII din., 1300 a.C. circa), può essere spiegato dalla rarità della tipologia del reperto nota in soli 22 esemplari conservati in collezioni del mondo come quelle del Museo Egizio del Cairo, del Museum of Fine Arts di Boston, del Louvre e del Metropolitan Museum.

Si tratta di un rettangolo di tessuto di 29 x 21 cm che apparteneva a un sudario probabilmente posto sopra il sarcofago. La superficie è finemente decorata con l’immagine policroma del defunto, Ta-Nedjem, rappresentato seduto su una sedia nera con gambe a forma di zampa animale e di fronte a una tavola d’offerta con tre pani, tre zucche e un pezzo di carne. La resa del gonnellino pieghettato, della collana usekh, della parrucca e del cono profumato sulla testa ha fatto pensare che l’uomo appartenesse alla classe dirigente dell’epoca. La scena è completata da due colonne di geroglifici che dicono (da destra a sinistra):

  • wdn xt nb.t nfr.t wab.t = Offerta di tutto ciò che è bello e puro
  • n kA n tA-nDm mAa xrw = per il ka di Ta-Nedjem, giusto di voce.

La storia del reperto è sconosciuta fino al 1926, quando il collezionista Lucien Lépine lo comprò a Qurna. Il luogo d’origine dovrebbe corrispondere al villaggio operaio di Deir el-Medina, forse dagli scavi dell’egittologo Bernard Bruyère, ma il nome Ta-Nedjem non è noto da altre fonti. Poi, arrivato nella capitale francese attraverso l’antiquario Paul Mallon, il frammento fu acquistato nel 1927, come regalo per la moglie, dal ricchissimo Arthur Sachs della famiglia di banchieri Goldman Sachs. Nel ’39, però, Sachs cambiò idea e lo diede alla sua amante, la scrittrice ed editrice Jeanne Loviton (che aveva un bel curriculum di relazioni illustri; basti pensare, tra gli altri, a Paul Valery e Curzio Malaparte), morta nel 1996. Ed è proprio in una delle proprietà della Loviton che, sei mesi fa, è rispuntato fuori il sudario, scoperto dal direttore della Piasa, Henri-Pierre Teissedre, che stava facendo l’inventario degli oggetti da vendere su commissione della figlia dell’autrice.

http://www.piasa.fr/sites/default/files/upload/actualites/fichiers/PIASA_Le_carre_de_Ta-nedjem_18_juin_2015_0.pdf

Categorie: traffico di antichità | Tag: , , , , , , , | Lascia un commento

8 milioni di mummie di cani nelle “Catacombe di Anubi”

Egypt-dog-catacombs-underground

Source: livescience.com

Una necropoli con 8 milioni di mummie e, a differenza del caso di Fag el-Gamous, questa volta non si tratta di una bufala. Infatti, a Saqqara Nord, poco distante dalla Piramide a Gradoni, le cosiddette “Catacombe di Anubi” contengono veramente questo numero incredibile di corpi imbalsamati, anche se di animali, per il 92% cani. Niente di nuovo, tanto che Jacques de Morgan ne parlò già nel 1897, ma solo recentemente sono stati pubblicati i risultati del primo studio di mappatura del sito durato sei anni e diretto da Paul Nicholson (Cardiff University).

La struttura, composta da almeno 49 gallerie sotterranee che si affacciano su un corridoio di raccordo di 173 metri, era stipata di resti animali che i fedeli hanno dedicato come ex voto agli dèi durante tutto il Periodo Tardo e tolemaico. Saqqara, infatti, è stato un importante centro cultuale oltre che funerario e, probabilmente, esisteva un sistema di produzione su larga scala di mummie di cani, gatti, ibis, falchi, tori e, a volte, di falsi vendute ai visitatori. In particolare, il grandissimo numero di cuccioli uccisi poco dopo la nascita fa presupporre che ci fosse un allevamento apposito nelle vicinanze.

L’articolo originale è sul numero di giugno di Antiquity dell’Università di Cambridge.

Categorie: archeozoologia | Tag: , , , | 2 commenti

Bloccata vendita all’asta di una statuetta d’avorio rubata a Elefantina

Source: MSA

Source: MSA

L’ennesimo reperto egizio proveniente dal mercato nero era destinato a un’asta presso l’Aton Gallery di Oberhausen in Germania. Ma, questa volta, il Dipartimento Rimpatrio Antichità è riuscito a bloccarne la vendita. Si tratta di una statuetta frammentaria in avorio alta 11,5 cm, risalente al Periodo tardo e che rappresenta un uomo che porta un’antilope sulle spalle. Scoperta nel 2008 nel tempio di Khnum a Elefantina dalla missione del Schweizerisches Institut für Ägyptische Bauforschung und Altertumskunde in Kairo, era stata rubata dai magazzini dell’isola nel 2013 insieme a un’altra dozzina di pezzi.

Il ministro El-DamatyAly Ahmed, capo del Dipartimento, si sono rivolti all’Interpol segnalando l’esportazione illegale del manufatto e chiedendo l’accertamento dei documenti di proprietà. Intanto, sono state intavolate le negoziazioni diplomatiche con le autorità tedesche per richiedere la restituzione immediata della statuetta.

Categorie: traffico di antichità | Tag: , , , , | Lascia un commento

Apertura notturna per la Valle dei Re e i templi di Luxor

Source: MSA

Source: MSA

Durante una visita ufficiale a Luxor, il ministro delle Antichità, Mamdouh El-Damaty, ha annunciato che il rinnovamento del sistema d’illuminazione dei siti archeologici cittadini sta andando avanti e che, dal 25 luglio, sarà possibile effettuare visite notturne fino alle 23:00. Il progetto include le tombe della Valle dei Re, il Ramesseum (nella foto) e il tempio di Hatshepsut a Deir el-Bahari. Dal 1 luglio, inoltre, con l’orario estivo, l’apertura del Tempio di Luxor sarà estesa di un’ora fino alle 11 di sera. L’iniziativa è sicuramente interessante e garantirebbe ai turisti un’esperienza suggestiva, ma, conoscendo l’affidabilità dei comunicati stampa egiziani, mi viene da domandarmi a quale anno si riferisca quel 25 luglio…

Categorie: siti archeologici | Tag: , , , , , , | Lascia un commento

Sventato attacco terroristico al tempio di Karnak

_83537065_83537064

Source: Reuters

18 anni dopo, Luxor torna a essere insanguinata da un attacco terroristico. Il 17 novembre 1997, a Deir el-Bahari, morirono in 62, stamattina (10 giugno), nei pressi del tempio di Karnak, grazie all’intervento della polizia, solo i tre assalitori. Ma, nonostante il fallimento dell’attacco, il livello di preoccupazione rimane altissimo a causa del cambio di strategia degli oppositori islamici estremisti del presidente Al-Sisi (anche se non c’è stata ancora nessuna rivendicazione) che sono passati dal colpire le caserme ai luoghi turistici. Il bersaglio, infatti, sarebbe stato un pulman di visitatori stranieri che, fortunatamente, non sono rimasti feriti.

I tre uomini hanno cercato di forzare la sbarra del parcheggio del sito, ma due, scesi dall’auto, sono stati freddati nella sparatoria scaturita, mentre il terzo si è fatto esplodere ferendo due guardie e due proprietari di un negozio del vicino bazar. Il Direttore Generale delle Antichità di Luxor, Sultan Eid, ha smentito le voci circolate su eventuali danni al primo pilone, lontano 600 metri dallo scoppio.

Categorie: news | Tag: , , , , | 1 commento

Studiate le tracce fisiche della “Cerimonia dell’apertura della bocca”

Source: onlinelibrary.wiley.com

Source: onlinelibrary.wiley.com

La “Cerimonia dell’apertura della bocca” è uno dei più antichi rituali connessi alla mummificazione e alla ricerca della vita eterna dopo la morte. Nella prima versione di Antico Regno, a una statua veniva simbolicamente aperta la bocca per far sì che potesse fare le veci del defunto che rappresentava. Successivamente, come si legge sui testi religiosi, il procedimento fu applicato al cadavere stesso prima del bendaggio, per restituire i sensi e rendere efficace il ka grazie a strumenti specifici come l’ascia rituale, il peseshkaf, il “dito d’oro”, il coltello serpentiforme e altri amuleti. Finora, però, mancava la verifica paleopatologica degli eventuali segni fisici della cerimonia sulle mummie.

Già da tempo, erano noti casi di lesioni nell’area oro-facciale e di denti dislocati e finiti altrove nel corpo, ma nessuno se ne era interessato. A pensarci sono stati Roger SeilerFrank Rühli (Istituto di Medicina Evoluzionistica dell’Università di Zurigo) che si sono occupati delle 51 mummie analizzate nell’ambito dello Swiss Mummy Project e di oltre cento teschi sbendati e scarnificati all’inizio del ‘900 per studi craniologici dell’Anthropological Institute & Museum di Zurigo. Di tutti questi casi, sono stati presi in considerazione solo quelli che presentavano fratture o perdita completa dei denti post mortem; sono state scartate, quindi, le lesioni avvenute ancora in vita, caratterizzate da osteolisi periapicale e infiammazioni del tessuto pulpare, come anche quelle provocate dai tombaroli o da errate procedure di conservazione dopo lo scavo. TAC ed esami radiologici, hanno evidenziato molti esempi compatibili in cui si riscontrano danni ai denti frontali, soprattutto incisivi.

Sarebbe, così, attestata un’operazione di apertura fisica della bocca da parte dell’imbalsamatore che era costretto a “calcare la mano” anche con uno scalpello per riuscire a muovere i tessuti resi rigidi dalla disidratazione nel natron. Eventuali rotture erano poi camuffate con strati di resina. Questi segni, però, non sarebbero da imputare alla “Cerimonia dell’apertura della bocca” che, probabilmente, restò sempre simbolica, ma a un’ulteriore fase della mummificazione in cui si tornava a pulire e a trattare con oli ed essenze profumate tutto il corpo ormai disseccato, compresa la cavità orale.

L’articolo con i risultati dello studio è stato pubblicato sull’ultimo numero di The Anatomical Record.

Categorie: antropologia/paleopatologia | Tag: , , , , | Lascia un commento

Scoperte sei tombe di XXVI dinastia ad Assuan

Source: MSA

Source: MSA

Il ministro El-Damaty ha annunciato la scoperta di sei tombe di XXVI dinastia (672-525 a.C.) nelle vicinanze del Mausoleo di Aga Khan, sulla costa occidentale di Assuan. Al loro interno, gli archeologi egiziani diretti da Mostafa Khalil hanno trovato sarcofagi in calcare e legno ancora contenenti mummie e splendidi oggetti di corredo come statuette in faience dei quattro figli di Horo, una serie di altri amuleti e piccole figurine lignee a forma di falco (vedi immagine in basso). Le tombe presentano tre o quattro sale scavate nella roccia senza iscrizioni e la principale, da cui proviene la maggior parte degli oggetti individuati, ha una scalinata di accesso di 30 gradini. Queste sepolture hanno una grande importanza perché sono le prime di Epoca Tarda per la necropoli di Qubbet el-Hawa che, finora, era stata caratterizzata da resti di Antico, Medio e Nuovo Regno.

Source: MSA

Source: MSA

Categorie: scoperte | Tag: , , , , , | 1 commento

“L’Egitto di Provincia”: Museo di Stato di San Marino

Source: abenteurer.net

Source: abenteurer.net

Seconda puntata estera per la rubrica “L’Egitto di Provincia”, ma, questa volta, senza allontanarsi troppo: parlerò della collezione egizia del Museo di Stato di San Marino. Una piccola raccolta per una piccola Repubblica. Il museo si formò nella seconda metà dell’Ottocento grazie a donazioni di antichità da tutto il mondo, a partire da quelle del conte Luigi Cibrario, diverse volte ministro sotto Vittorio Emanuele II. Per questo, oltre a dipinti del XVI e XVII secolo, monete e medaglie sammarinesi e reperti archeologici locali dal Neolitico al Medioevo, è possibile trovare anche oggetti più “esotici”. Tutto il materiale fu inizialmente raccolto a Palazzo Valloni, sede della Biblioteca Governativa, per poi essere spostato nel 1982 a Palazzo Pergami Belluzzi (vedi foto in alto) e reso accessibile al pubblico dal 2001.

Amuleti

Amuleti

Ushabti

Ushabti

La collezione egizia, formatasi tra il 1865 e il 1881, si trova nel piano primo sottostante, nella sezione donazioni archeologiche (Sala XIV), e occupa due vetrinette. Comprende oggetti piuttosto tardi, tanto che il reperto più antico è uno scarabeo del cuore di XXI-XXII dinastia.

Il gruppo più importante è composto da 17 ushabti in faience (vedi a sinistra. Ringrazio Mariacarmela per avermi inviato le foto del museo), ma corposa è anche la raccolta di statuette in bronzo di divinità come Api, Amon-Ra, Neith, Bastet, Anubi, Iside, Horus e, soprattutto, Osiride. Non potevano mancare gli amuleti, 65 per la precisione, che, in diversi materiali, rappresentano scarabei, udjat, poggiatesta, pilastri djed, cuori ib, contrappesi di menat, ecc.

Completano la collezione le 23 “ampolle di San Mena”, fiaschette in terracotta del VI-VII secolo d.C. che i fedeli cristiani acquistavano in ricordo del loro pellegrinaggio al santuario del martire egiziano ad Abu Mena, nei pressi di Alessandria.

Per maggiori info: http://www.museidistato.sm/

Statuette in bronzo di divinità

Statuette in bronzo di divinità

“Ampolle di S.Mena”

Categorie: L'Egitto di Provincia | Tag: , , , | Lascia un commento

Blog su WordPress.com.