Individuate le più antiche tracce di morte per insufficienza cardiaca

Tra le decine di lecture presentate durante l’XI International Congress of Egyptologists di Firenze, quella esposta mercoledì 26 dalla Dott.ssa Raffaella Bianucci (sezione di Medicina legale presso l’Università di Torino) è risultata particolarmente interessante. In “Unravelling the cause of death of a 18th dynasty élite individual (QV30)”, ha illustrato i risultati dello studio paleopatologico di una equipe internazionale sui resti mummificati di Nebiri, “Capo delle scuderie” sotto Thutmosi III (1479-1424). La tomba del funzionario, purtroppo depredata già in antico, fu scoperta nel 1904 nella Valle delle Regine da Ernesto Schiaparelli che portò al Museo Egizio di Torino ciò che rimaneva del corpo: la testa (cat: S.5109) e gli organi ancora contenuti nei quattro vasi canopi (S.5110, S.5111/02, S.5112, S.5113).

La testa della mummia, quasi completamente sbendata ma ben conservata, è stata sottoposta alla ormai consueta TAC che ha rilevato malattie tipiche dell’epoca come una forte paradontite, diversi ascessi e un’aterosclerosi mite alla carotide interna destra. La causa della morte, però, sopraggiunta tra i 45 e i 60 anni, è stata individuata grazie all’esame del polmone conservato nel canopo di Hapi (testa umana) che è parzialmente rotto e che, quindi, ha permesso il campionamento dell’organo. L’istologia è stata affidata al Prof. Andreas Nerlich (dipartimento di Patologia alla LudwigMaximilians-Universität di Monaco di Baviera) che ha riscontrato nel “paziente” un edema polmonare, cioè un aumento dei liquidi nello spazio extravascolare (interstizio e alveoli). Escluse, grazie alle colorazioni istochimiche, malattie come tubercolosi, granulomi o altre infezioni batteriche, si è capito che Nebiri morì per uno scompenso cardiaco acuto dovuto a un’insufficienza cronica al lato sinistro del cuore. Detto in parole povere, quando il cuore non è più in grado di pompare in modo efficiente, il sangue si accumula nei polmoni con conseguente emorragia interna a causa dell’aumento della pressione che spinge i globuli rossi contro le pareti dei capillari.

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Categorie: antropologia/paleopatologia | Tag: , , , , , , , | Lascia un commento

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