Bufale eGGizie*: le lampade di Dendera

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Source: wikipedia.org

(*A scanso di equivoci, il nome della rubrica contiene volutamente un errore ortografico per sottolineare il carattere a dir poco ridicolo di alcune notizie riguardanti l’Egitto che circolano nel web e non solo)

Oggi faremo luce – espressione quanto mai azzeccata – sulla bufala che riguarda gli OOPArt (Out Of Place Artifact) più famosi d’Egitto, le “Lampade di Dendera”, considerate insieme alla cosiddetta “Pila di Baghdad” la principale prova dello sfruttamento già in antichità dell’energia elettrica. Queste lampadine ‘ante Edison’ si trovano a Dendera, località a circa 70 km a nord di Luxor, più precisamente nel tempio tolemaico di Hathor. Al di sotto dell’edificio, 12 camere sotterranee, ognuna dedicata a una diversa divinità, erano utilizzate per la conservazione degli arredi sacri probabilmente già nel Nuovo Regno, ma furono decorate solo sotto Tolomeo XII (80-51 a.C.) con testi geroglifici e scene che comprendono anche le lampade e altre immagini, come vedremo, mal interpretabili.

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Source: taringa.net

Quarant’anni dopo la scoperta delle cripte, effettuata da Auguste Mariette nel 1857, lo scienziato britannico Norman Lockyer affermò che sulle lastre parietali fossero rappresentate grosse lampade a incandescenza simili ai “Tubi di Crookes“, dando vita così alla bufala. C’è chi crede addirittura che Crookes, nei primi anni ’70 dell’800, abbia preso spunto dalle pubblicazioni di Mariette per la sua invenzione. Peccato che i sei volumi di “Dendérah: description générale du grand temple de cette ville” furono stampati tra il 1870 e il 1875. In ogni caso, sempre più persone cominciarono a parlare di un sistema d’illuminazione composto da corpi globulari di vetro e filamenti metallici interni che si sarebbero surriscaldati fino a irradiare fotoni. Alcuni hanno anche provato a riprodurne il modello (vedi foto in alto).

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Cauville S., Le Temple de Dendera, pag. 57

Ma come veniva creata la corrente? Semplice! Sarebbero esistiti generatori che, attraverso cavi, convogliavano l’elettricità in grandi accumulatori, come si vede nel rilievo della I Cripta Sud, consacrata ad Hathor-Iside (immagine a sinistra). Ovviamente sono sarcastico perché sto parlando dell’ennesimo esempio di quanto i ‘piramidioti’ cerchino il mistero anche dietro fatti acclarati. L’elemento rappresentato, infatti, è una versione particolarmente complessa di un oggetto ben noto agli egittologi: la menat. La menat (foto in basso a sinistra) è una collana formata da un ampio pettorale di perline e da un contrappeso che ricadeva dietro la schiena, utilizzata come strumento musicale e, essendo un attributo di Hathor, anche come simbolo cultuale. Quindi, non è un caso che quest’oggetto sia presente proprio nella cripta dedicata alla dea anche definita “La Signora della menat”. Fra l’altro, quelle che dovrebbero essere le cabine dell’ENEL sono invece quattro sistri, strumenti a percussione forse più conosciuti dal grande pubblico e altro attributo di Hathor, per questo raffigurati anche sui capitelli delle colonne della facciata del tempio (foto in basso a destra).

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Source: archaicwonder.tumblr.com

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Source: wikipedia.org

 

 

 

 

 

 

Proseguendo verso est, si arriva alla cripta di Horus Sematawi, dove finalmente troviamo i nostri OOPArt. Anche in questo caso, sono costretto a far ricorso alla pareidolia, cioè a quel processo mentale che ci fa vedere forme note in composizioni casuali. Le lampade, infatti, sono tali solo per il nostro cervello di uomini moderni, abituato a codificare quel tipo di oggetto ogni giorno e meno avvezzo ai miti cosmogonici egizi che sono il vero soggetto dei bassorilievi: un serpente spunta da un loto che, a sua volta, nasce dalle acque primordiali (Nun). Il serpente rappresenta il Sole Bambino, Horus Sematawi (“Colui che riunifica le Due Terre”), mentre sorge nel fiore che è un altro simbolo solare. Non a caso, la cripta si trova nell’angolo S-E del tempio rispettando la topografia celeste degli edifici religiosi egiziani. Ricapitolando, il filamento è invece il rettile, l’ampolla è il bocciolo, il cavo è il gambo, la base a vite della lampadina è il pilastro djed, segno di stabilità che sorregge il loto permettendo la prima creazione della vita e la sua ripetizione ciclica giornaliera. Il serpente è anche l’emblema della fertilità che veniva portato in processione durante le feste dedicate al dio che si celebravano i primi giorni del raccolto. Durante questi eventi, i sacerdoti trasportavano una barca sacra in cui veniva collocato proprio ciò che è raffigurato sulle pareti della cripta e che si può vedere meglio in un’altra versione in cui Horus ha le fattezze più comuni del falco:

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Cauville S., Le Temple de Dendera, pag. 59

Quindi, le camere sotterranee non erano illuminate da faretti alogeni, ma rimanevano al buio tutto l’anno per conservare queste reliquie che erano mostrate alla popolazione solo in occasione delle relative feste. Se non fosse sufficiente la precedente interpretazione iconografica, basterebbe leggere i testi geroglifici che ci forniscono l’inventario delle cose custodite nella stanza:

“Horus-Sematawi, il grande dio che prende posto in Eliopoli, l’anima vivente nel loto e nella barca notturna, ferro, 4 palmi” (Cauville, Dendara V, 140,5)

Viene così descritta una barca di ferro di  30 cm che trasporta l’immagine del dio, in forma di serpente rampante su fiore di loto (Dend. V, 33,5), realizzata in oro (Dend. V, 144,3). In conclusione, nessuno dovrà pagare una salata bolletta della luce.

 

Categorie: bufale eGGizie | Tag: , , , , , | 18 commenti

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18 pensieri su “Bufale eGGizie*: le lampade di Dendera

  1. Daiii, sono assolutamente innocui! Lasciali dire….

  2. Mario

    Bufalando in archeogogliardia:
    Le “lampade di Dendera” potrebbero rappresentare delle vasche contenenti le anguille elettriche (note agli antichi egizi), capaci di generare scariche sino a 600 volts??
    vedi https://oggiscienza.it/2014/07/25/come-i-pesci-hanno-imparato-a-generare-campi-elettrici/ , trattamento dell’epilessia

  3. Certa gente è IDIOTa.

  4. Te sei un debunker per chi lavori ?

    debunker

    • Zen

      È un coglione l’autore dell’articolo. Oltre che ridicolo. E bugiardo. Riassumibile nel termine debunker si. Ma di qualcosa dovranno pur vivere questi 🤡

  5. Gianfranco D'Elia

    Purtroppo il Giacobbo nazionale ci ha (ri)messo lo zampino sulle “lampade” di Dendera, SENZA tuttavia fornire la spiegazione reale legata alla cosmogonia egizia! Non si fa così, Giacobbo, non si fa così perchè fuorvi l’informazione in menti ingenue e poco esperte di egittologia!!! Giacobbo da censura (almeno quando non parla con Hawass)!

    • Non ho visto la puntata, ma posso immaginare…

    • Hai ragione, ma bisogna precisare che Giacobbo ha precisato 30 volte che si trattava di una leggenda, e alla fine del servizio ha spiegato benissimo che quello che qualche volta vediamo è un pò come le nuvole in cielo in cui ognuno ci vede cose diverse. Io di mio non è sicurezza di nulla perchè del passato non ci si può fidar di nulla, di chi ha scritto e così tramandato ne delle certezze che vengono spacciate nei libri di storia. Pensiamo ad Hitler che è morto nel bunker, 60 anni dopo si è scoperto che il corpo preso dai russi non era il suo e quindi per anni si è studiato qualcosa di non certo e in campo egizio ci sono ancora meno sicurezze rispetto ad un evento molto più recente come la seconda guerra mondiale. Detto questo pensiamo alla macchina Anticitera e cosa dicevano gli studiosi a metà novecento di essa….

      • Le “leggende” presentate così portano la gente a pensare che siano vere. La sicurezza c’è quando TUTTI gli studiosi, quelli che si occupano realmente di questo argomento, ti dicono che più chiaro di così non si può quando è scritto nel testo geroglifico e ci sono decine di immagini note dello stesso genere. Non c’è proprio margine di dubbio e mi sembra di essere stato chiaro nell’articolo.

  6. Gianfranco D'Elia

    Purtroppo Giacobbo ha peggiorato la situazione non solo perchè NON ha fornito la spiegazione storico-egittologica esistente (che sicuramente doverebbe conoscere, e già questo basta per porlo in malafede!), ma ha ADDIRITTURA lasciato che a fornire la spiegazione “ufficiale” sia stato un maldestro e strano tipo, un tale sconosciuto a nome di Clarbruno Vedruccio, pubblicizzato addirittura come fisico e candidato premio Nobel per la medicina nel 2011 (in realtà per aver inventato un oggetto poi rivelatosi inutile e mai più prodotto), che di professione è un semplice militare della Marina.

    La cosa più grave per Giacobbo è l’aver fatto deliberatamente passare la spiegazione “elettrica” come fornita da una fonte altamente autorevole ed ufficiale! Ma in realtà resa da un tipo totalmente sconosciuto e sicuramente ed assolutamente NON di competenza in materia egittologica! Se questi ciarlatani sono le fonti di Giacobbo, Mediaset dovrebbe allora subito chiudere il programma!

    Penso a tanti ragazzi che avranno seguito la puntata…Grave ma molto grave la malafede di Giacobbo!

  7. Kevin

    Certo che ne dici di cavolate per confondere la gente… Il semplice fatto che nessuno ne parla mai, che non siano state rinvenute tracce di cenere o fuoco all’interno delle piramidi dove ci sono dipinti e geroglifici (fatti al buio quindi?) e il fatto che dentro i muri delle stesse piramidi siano stati ritrovati anche i filamenti di rame che facevano da conduttura con l’esterno sono prove abbastanza sufficienti per dimostrare che avevano già la luce ed erano più avanti di noi per molti aspetti!
    Un post del genere non fa altro che rispecchiare quanta superbia ed egocentrismo diamo a noi stessi dandoci come il culmine più alto della società quando e propio il contrario!
    Ora vienimi a dire che hanno dipinto dentro le piramidi con un po’ di buchi sul muro e un gioco di rimbalzo luce sugli specchi così dimostri ancora una volta quanto siamo limitiati oggi giorno… che amarezza!

    • Lampade sono comunissime da trovare in contesti egizi. In una tomba dove io stesso ho lavorato a Luxor ce n’era più di una. Inoltre – notizia sconvolgente – le piramidi si costuiscono dal basso e quindi camere e tunnel sono all’aperto durante la realizzazione. Ma su una cosa ti do ragione: il tenore di certi ragionamenti non supportati dalla minima prova mi fanno pensare che il culmine della società sia piuttosto lontano.

      • Monik

        Mah….a me pare che sai tutto tu, eppure non si sa chi sei. A criticare sono tutti bravi e tutti hanno ragione solo loro.

      • Mmm, siamo poco attenti oltre che superficiali. Tralasciando il fatto che nome e cognome compaiono in tutti gli articoli, cliccando su “About” troverai chi sono, dove mi sono formato e perché posso ritenere di saperne di più di chi si documenta guardando “Mistero” et similia. Buona domenica

  8. Francesco

    ciao, cosa ne pensi di questa novità?

    http://www.ansa.it/canale_scienza_tecnica/notizie/energia/2018/08/01/grande-piramide-i-fisici-scoprono-il-segreto-della-sua-energia-_172052f1-4547-47cf-8faf-78b79ec92c47.html

    (non trattasi di fake in quanto realmente esistono le pubblicazioni accademiche americane e tutto ciò che conferma la buonafede dell’articolo)

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