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“Il ritorno dei faraoni”: riapre la sezione egizia del Museo Archeologico Nazionale di Napoli

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Source: repubblica.it

Finalmente, dopo 6 anni, domani sarà riaperta al pubblico la sezione egizia del Museo Archeologico Nazionale di Napoli. L’evento coincide con l’ultima tappa del progetto espositivo “Egitto Pompei” che ha unito il museo partenopeo con il Museo Egizio di Torino e Pompei, seguendo l’inaugurazione della nuova Sala dei culti orientali. Non a caso, alla cerimonia ufficiale di apertura delle 17:00, oltre al Direttore del MANN Paolo Giulierini, parteciperanno anche il Direttore dell’Egizio Christian Greco e il Soprintendente del sito vesuviano Massimo Osanna. I lavori di ristrutturazione e rinnovamento degli spazi espositivi, costati 1.200.000 euro, metteranno a disposizione dei visitatori cinque sale con i seguenti temi: Uomini e Faraoni, La Tomba e il Corredo Funerario, La Mummificazione, Il Mondo magico e religioso, La Scrittura, i Mestieri e l’Egitto in Campania.

La collezione, una delle più importanti d’Italia con i suoi 2500 reperti, è la più antica d’Europa; infatti, anticipando di qualche anno la costituzione delle raccolte di Berlino, Torino, Louvre e Vaticani, nel 1821, il Real Museo Borbonico (1816) aprì ufficialmente il “Portico dei Monumenti Egizi” esponendo l’unico pezzo faraonico del nucleo originario, il cosiddetto Naoforo Farnese (una statua di XXVI dinastia recuperata a Roma nel ‘600) insieme al gruppo del Cardinale Stefano Borgia. L’alto prelato, in qualità di Segretario della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, tra il 1770 e il 1789, aveva potuto accumulare numerosi oggetti esotici recuperati dai suoi missionari sparsi in tutto il mondo. A questi, si aggiunsero i reperti scoperti nei siti campani come Pompei, Pozzuoli, Cuma e, nel 1826, quelli appartenuti a Giuseppe Picchianti, viaggiatore veneto che, spinto dalle delle imprese padovano Belzoni, passò sei anni in Egitto raccogliendo materiale lungo tutto il Nilo. Una parte di questa collezione fu acquistata dal British Museum, mentre un’altra fu venduta dalla vedova dell’avventuriero, la contessa Angelica Droso, proprio dal museo napoletano.

http://www.museoarcheologiconapoli.it/it/2016/09/apertura-al-pubblico-dei-nuovi-allestimenti-della-collezione-egiziana-e-della-collezione-epigrafica/

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