Archivi del mese: maggio 2018

Valle dei Re, ripartono le ricerche del Politecnico di Torino

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Source: lastampa.it

Messa definitivamente (?) da parte la questione delle camere nascoste nella Tomba di Tutankhamon, le ricerche del Politecnico di Torino non si concludono. Anzi, a giugno, il team diretto da Franco Porcelli tornerà in Egitto per completare il vero compito che gli era stato affidato dal Ministero delle Antichità, cioè la mappatura completa della Valle dei Re. Il “Progetto VdR Luxor”, infatti – portato avanti con la collaborazione di Università di Torino, 3DGeoimaging di Torino, Geostudi Astier di Livorno, l’azienda inglese Terravision e con la consulenza egittologica del Centro Archeologico Italiano al Cairo – prevede l’utilizzo delle più avanzate tecnologie per lo studio di entrambi i rami della Valle.

In particolare, il lavoro si concentrerà nella cosiddetta Valle delle Scimmie, quella occidentale, dove Zahi Hawass ha già iniziato a scavare da gennaio nei pressi della tomba di  Ay per confermare la presenza di una nuova sepoltura che potrebbe essere stata rilevata dai georadar italiani. Nella più nota Valle Orientale, invece, si rischia di finire di nuovo nel turbinio di clamorose ipotesi perché, come ammette lo stesso Porcelli in un’intervista a La Stampa«La tomba di Nefertiti non è dove avevano ipotizzato alcuni archeologi, ma nel corso dei nostri rilevamenti abbiamo trovato delle “anomalie” intorno al luogo di sepoltura di Tutankhamun. In particolare nelle due aree sotto la collina che sovrasta la tomba, non collegate da tunnel sotterranei, come invece si presumeva. Finora non siamo riusciti a capire cosa possano nascondere».

Quindi, ancora possibili vuoti, forse quelli anticipati nel libro di Brando Quilici, attorno alla KV62: non finirà mai questa storia!

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Individuate dozzine di iscrizioni dedicatorie a Gebelein

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Source: scienceinpoland.pap.pl

Per la serie ‘lavori scomodi’: studiare iscrizioni rupestri ciondolando appesi a corde a metri d’altezza. È quello che hanno fatto gli egittologi del Centro Polacco di Archeologia del Mediterraneo diretti da Wojciech Ejsmond, dottorando all’Università di Varsavia. Infatti, nei pressi del tempio rupestre di Hathor a Gebelein, 30 km a SE di Luxor, hanno individuato dozzine di dediche e preghiere incise o incise e dipinte sulla roccia in onore della dea a cui era intitolata la città (Per-Hathor) e di altre divinità come Anubi e Sobek. A lasciare queste iscrizioni, tra la fine del Medio Regno e la prima metà del Nuovo Regno (1770-1400 a.C. circa) furono pellegrini o sacerdoti come Senebiu che scrisse: “Lo scriba del tempio Senebiu adora Hathor, Signora di Gebelein”.

Questi documenti sono una vera e propria miniera d’informazioni sulla religione popolare, sempre meno conosciuta rispetto ai culti ufficiali di cui abbiamo testimonianze più cospicue nei grandi templi e nelle tombe elitarie. In particolare, ci spiegano meglio la funzione della vicina cappella, costruita durante il regno di Hatshepsut (1478-1458), che era conosciuta già da decenni dalla comunità locale, ma che, prima dell’arrivo degli studiosi polacchi, non era mai stata indagata scientificamente.

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Sa el-Hagar, scoperti bagni pubblici di età tolemaica

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Source: MoA

Continua il trend di scoperte di resti greco-romani (link 1, 2, 3) effettuate nell’ultimo mese da missioni archeologiche egiziane. Questa volta, il team diretto da Saeed Al-Asal ha individuato un grande edificio di età tolemaica (immagine in alto) a Sa el-Hagar, sito del Delta dove sorgeva l’antica Sais, capitale della XXIV, XXVI e XXVIII dinastia.

Mostafa Waziry, segretario generale del Supreme Council of Antiquities, ha riferito che la struttura in mattoni cotti misura 16 x 3,5 metri con un alzato di 1,80 m. Se la funzione dell’edificio non è ancora chiara – forse bagni pubblici – a causa dello stato incompleto dello scavo, la datazione è fornita da una moneta d’oro (un ottodramma di 2,6 cm di diametro e di 28 g di peso) di Tolomeo IV (222-204 a.C.) che celebra la memoria del padre divinizzato Tolomeo III, il cui busto con corona a raggiera è rappresentato su una delle due facce (foto in basso).

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Source: MoA

 

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“Frammenti d’Egitto”: gli USHABTI

Gli ushabti sono una delle categoria di oggetti più presenti nelle collezioni egizie, grandi o piccole che siano. Queste statuette funerarie, infatti, non mancano mai nei musei e spesso colpiscono la curiosità dei visitatori. Ma a cosa servivano?

Ve lo spiego in questo breve video girato per la serie “Frammenti d’Egitto”, progetto di divulgazione e didattica realizzato dall’associazione studentesca VOLO – Viaggiando Oltre L’Orizzonte:

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Salerno, intercettato traffico di reperti egizi dell’ISIS

Come ormai è tristemente noto, uno degli strumenti che l’ISIS sfrutta per finanziare le sue attività terroristiche è il traffico di antichità. I siti archeologici nei territori occupati, dietro la facciata delle distruzioni propagandistiche, sono stati trasformati in veri e propri supermarket di reperti da piazzare nel mercato nero.

Secondo quanto riferito ieri sera dal Tg1, i carabinieri e la polizia di frontiera di Salerno hanno bloccato un tentativo del genere sequestrando al porto un container pieno di reperti egizi. Il carico diplomatico si trovava in una nave proveniente da Alessandria, ma il materiale dovrebbe essere partito dal Sinai, area in parte controllata da Daesh.

I 118 oggetti recuperati comprendono un sarcofago, maschere funerarie in cartonnage, ushabti in faiance, monete, vasi canopi, giare e modellini in legno come quelli di due barche funerarie e uno di produzione di birra. La refurtiva, in attesa delle indagini della Procura di Salerno, è ora conservata presso la caserma Tofano di Nocera Inferiore.

http://www.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-18f10c6d-90d2-4b49-9c78-5ff6c431f347-tg1.html

 

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Scoperto tempio di Antonino Pio nell’Oasi di Siwa

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Source: MoA

A distanza di poco più di un mese, un altro tempio è stato scoperto nell’Oasi di Siwa, più precisamente a El-Haj Ali, 350 metri dalla cosiddetta “Montagna dei Morti” Gebel el-Mawta. Gli uomini di Abdel Aziz El-Demery, direttore generale delle Antichità di Matrouh e Siwa, hanno liberato dalla sabbia le fondazioni in calcare di un’enorme struttura rettangolare che misurava 8,5 x 40 m. L’ingresso, sul lato nord, conduceva attraverso due piccoli vestiboli e una corte di 25 metri al sancta sanctorum, l’area più interna e privata dell’edificio. Inoltre, il santuario era incluso in un recinto di 56 x 71 metri.

Si è arrivati alla datazione del tempio grazie a un’iscrizione monumentale in 3 frammenti che menziona in greco l’imperatore romano Antonino Pio (138-161).

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Saqqara, scoperta tomba di generale ramesside

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Source: MoA

Durante il terzo Meeting internazionale delle missioni archeologiche in Egitto, Ola El-Aguizy (Università del Cairo) ha annunciato la scoperta di una tomba ramesside a Saqqara. La sepoltura apparteneva a Iurkhy, generale, forse di origine straniera, sotto Seti I (1290-1279) e Ramesse II (1279-1212). La grandezza della struttura – corte esterna, peristilio, stanza della statua, ripostigli con volta stuccata e le cappelle occidentali che non sono state ancora scavate – indica l’importanza del defunto che è menzionato insieme al figlio e, in particolare, al nipote Hatiay.

L’area si trova a sud della rampa processionale della piramide di Unas, punto della necropoli del Nuovo Regno che sembra essere stata dedicata ad alti funzionari militari come Paser, la cui tomba era stata ri-scoperta dalla stessa missione nel 2014.

I rilievi sui blocchi conservatisi rappresentano scene di vita quotidiana e di campagne militari, come la straordinario esempio, ancora con tracce di colore, di una squadra di fanti e carri che attraversano un corso d’acqua (foto in alto) in cui spuntano le teste di alcuni coccodrilli. Quest’ultima scena ha solo un parallelo relativo a Seti I, lungo la parete nord della grande sala ipostila di Karnak e, per la presenza di fortificazioni, è stata interpretata come il passaggio dell’esercito sul confine orientale dell’Egitto. Non a caso, è stato trovato anche un blocco con il trasporto di giare da vino da Canaan.

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Colpo di scena: nessuna stanza nascosta nella tomba di Tutankhamon

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Source: MoA

Tanto rumore per nulla. Dopo quasi tre anni, un’analisi con termocamera e tre con georadar, tre squadre di tecnici impiegate, sembrerebbe che la tesi di Nicholas Reeves sia da rigettare definitivamente: non esiste alcuna stanza nascosta nella tomba di Tutankhamon! La notizia è stata annunciata oggi da Mostafa Waziry, segretario generale del Supreme Council of Antiquities, durante la 4a Tutankhamun International Conference presso il Grand Egyptian Museum. A mettere una pietra tombale (mai definizione fu più azzeccata) sulla querelle è stato Franco Porcelli, docente di Fisica presso il Politecnico di Torino e direttore della missione italiana a cui è stata affidata l’ultima prospezione nella camera funeraria della KV62.

Gli esami erano stati effettuati dal 31 gennaio al 6 febbraio del 2018 e ci sono voluti mesi per elaborare i dati che sono stati consegnati al Ministero delle Antichità dal team del Politecnico in collaborazione con l’Università di Torino3DGeoimaging di Torino, Geostudi Astier di Livorno, l’azienda inglese Terravision e, per la consulenza egittologica, il Centro Archeologico Italiano al Cairo (Istituto Italiano di Cultura).  In contrapposizione con i risultati delle analisi precedenti del giapponese Hirokatsu Watanabe e della National Geographic, la relazione indicherebbe la non discontinuità tra roccia naturale e mattoni nelle pareti nord e ovest della camera funeraria e, dato ancor più importante, l’assoluta mancanza di prove che attestino vuoti celati.

Quindi, nonostante le grandi aspettative fomentate dalla precedente direzione del Ministero delle Antichità, al 99% non ci sarebbero né stanze segrete né corridoi bloccati verso tombe riutilizzate. Secondo Porcelli, le anomalie riscontrate nelle precedenti prospezioni potrebbero essere dovute a “segnali fantasma”, cioè a comportamenti difformi delle onde radar che, invece di penetrare nella roccia, sono scivolate lungo la superficie dell’intonaco dipinto conduttore di elettricità.

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