Il Re Scorpione (bloopers egittologici – con Paolo Medici)

Nel 2001, il secondo capitolo della trilogia cult della Mummia con Brendan Fraser aveva lanciato un personaggio che, nonostante il minutaggio limitato, aveva attirato il favore del pubblico. Il mostruoso villain del film, l’ibrido Re Scorpione – metà uomo metà aracnide – fu così riutilizzato l’anno dopo per uno spin-off della saga, che tuttavia reinterpretava completamente la storia. Infatti, il malvagio guerriero che aveva venduto l’anima ad Anubi ne “La Mummia – Il ritorno” divenne un mercenario accadico – buono – destinato a uccidere il vero cattivo della pellicola e a regnare per primo sull’Egitto unificato.

“Il Re Scorpione” è fra l’altro il debutto da protagonista di Dwayne Johnson, il wrestler meglio noto come The Rock, che, dopo la breve comparsata nella Mummia (dove spesso è sostituito dal suo orribile doppione in CGI) iniziò così una fortunata carriera da attore. Il film ebbe anche buoni incassi, tanto da essere seguito da un prequel e tre sequel per l’home video… che non ho il coraggio di vedere. È stata infatti già un’impresa finire di guardare questo blockbusterone da 60 milioni di dollari, figuriamoci i seguiti prodotti a basso costo.

Come detto, la storia si svolge più o meno nel 3000 a.C., quando un’armata inarrestabile guidata da Memnone porta morte e distruzione in tutto il Vicino Oriente. Nella mitologia greca, Memnone è un eroe semidivino, re degli Etiopi, che combattè la guerra di Troia al fianco di Priamo. L’Etiopia era il termine con cui, ad esempio, Erodoto indicava le terre a sud di Assuan; per questo i Greci ribattezzarono le due gigantesche statue del tempio funerario di Amenofi III a Tebe Ovest come “Colossi di Memnone”, credendo ritraessero proprio il personaggio. Questo è il primo blooper storico perché convenzionalmente guerra di Troia si colloca nel XII secolo a.C.

In ogni caso, le poche tribù rimaste libere assoldano un mercenario accadico, Mathayus – il futuro Re Scorpione -, per uccidere la maga indovina Cassandra (altro riferimento omerico buttato a caso) che indirizza le campagne militari di Memnone grazie alle sue visioni. Ed ecco il secondo di un’infinita serie di anacronismi perché l’impero accadico parte dal 2334 a.C. con Sargon di Akkad; e pur considerando la precedente fase nomadica delle popolazioni semitiche corrispondenti, siamo comunque fuori strada.

Per farla breve, Mathayus riuscirà più o meno da solo a sbaragliare tutti i nemici, sopravvivere al veleno di uno scorpione, conquistare il cuore della bella Cassandra e diventare il legendario re che, da lì a breve, avrebbe regnerato sull’Egitto unificandolo. Questa volta non vale nemmeno la pena fare un’analisi più accurata perché gli errori storici sono fin troppi: spade in ferro nell’antica Età del bronzo; shuriken e altre armi giapponesi; polvere da sparo; cavalli con selle e briglie; tigri; obelischi e statue di Anubi; menzioni di popolazioni e città molto più recenti come Micenei e Pompei. Più interessante è invece conoscere meglio la figura storica che ha ispirato – almeno nel nome – il protagonista del film. Chi era veramente Re Scorpione? Lo chiediamo a un esperto del periodo, Paolo Medici, laureato in Archeologia del Vicino Oriente a Venezia con tesi triennale sulla nascita della scrittura egizia e magistrale sul ruolo di Hierakonpolis nella formazione dello stato egizio, infine dottorato in Egittologia presso la Freie Universität di Berlino sulla formazione statale egizia e sull’evoluzione della complessità sociale nel periodo Pre e Protodinastico.

Baines, J. and Malek, J. 1980. Atlas of Ancient Egypt, p. 79. Disegno: Adams, B. 2008. Protodynastic Egypt, p. 8

Quale dei due?

Eh sì perché ce ne sono addirittura due! Quello che si vede nel film dovrebbe fare riferimento al secondo cioè quello della Dinastia 0 che si colloca verso la fine del IV millennio a.C, mentre il primo sarebbe un regnante Predinastico di due secoli precedente. Prima però è bene chiarire il quadro storico in cui sarebbe dovuto vivere il re Scorpione (II).

Il primo a definire il concetto di Dinastia 0 fu l’archeologo inglese James Quibell durante gli scavi condotti a Hierakonpolis. La definizione di Dinastia 0, però, presentò fin dall’inizio alcune criticità. In primo luogo suscita perplessità la scelta dei confini cronologici e la lista dei sovrani che vi figurano all’interno. Una seconda problematica riguarda la definizione stessa di dinastia che risulta impropriamente applicata a tali re. Con il termine dinastia ci si riferisce normalmente a un corpo omogeneo di governanti legati fra loro da legami famigliari e più in generale di parentela. La cosiddetta Dinastia 0, al contrario, include governanti e capi non collegati fra loro e riferibili a siti diversi e distanti, come Abydos, Buto, Helwan, Hierakonpolis, Qustul, Tura e Tarkhan. L’unico tratto ad accomunare questi personaggi è, dunque, è la cronologia: tutti i governanti elencati nella Dinastia 0 appartengono, infatti, al un periodo che va da Naqada IIIA/B a Naqada IIIC1 (circa 3350-3100 a.C.), o fino a Narmer per alcuni autori, sebbene Narmer sia spesso considerato il primo monarca della I Dinastia. I dibattiti su questi regnanti sono ancora in corso e, in particolare, il re Scorpione è uno dei più discussi; ci sono ad oggi poche prove archeologiche di questo sovrano e scarse rappresentazioni che lo ritraggono. L’unica tra queste che è collegata a un contesto reale potrebbe essere la testa di mazza di Scorpione trovata nel deposito principale di Hierakonpolis (foto in alto).

Friedman, R. 2008. The Cemeteries of Hierakonpolis, in Archeo-Nil, p. 13

Purtroppo, non sono state trovate tombe chiaramente collegate a lui, anche se alcuni autori gli attribuiscono il complesso della tomba 1 nel cimitero d’élite HK6 di Hierakonpolis (nell’immagine in alto, la tomba più a destra).

Stevenson, A. 2015. Locating a Sense of Immortality in Early Egyptian Cemeteries. In Renfrew, C., Boyd, M. and Morley I. (Eds.). Death Rituals, Social Order and the Archaeology of Immortality in the Ancient World: ‘Death Shall Have No Dominion’, pp. 371-381

L’egittologo tedesco Günter Dreyer, invece, ha sostenuto che la tomba B50 di Abydos sia il luogo di sepoltura di Scorpione. Tuttavia, non ci sono prove certe a sostegno di ciò e, come la maggior parte degli autori ritiene, non ci sono testimonianze che Scorpione avesse alcun potere su Abydos. D’altra parte, Kemp sostiene che sia Scorpione sia Narmer provenissero da Hierakonpolis.

In realtà la stessa lettura del segno dello scorpione come nome del sovrano è controversa. Vale la pena soffermarsi prima sul segno della rosetta. Quest’ultima, paragonabile alla rosetta vicino al nome di Narmer nella sua tavolozza e vicino ad altre figure dominanti su altri oggetti, indicherebbe la parola “re”, sebbene ciò non sia mai stato definitivamente dimostrato. Tenuto conto che il simbolo non è mai stato trovato in periodi successivi tra i geroglifici standard, non ci sono elementi che vengano in aiuto per la sua comprensione. Alcuni hanno avanzato anche l’ipotesi che il simbolo dello scorpione possa indicare una divinità locale di Hierakonpolis. La mancanza di documenti amministrativi che portano il suo nome ci impedisce di svelare la vera natura di questo ipotetico “re Scorpione”. Gli unici oggetti rinvenuti, ipoteticamente, riferibili a lui sono alcune placchette d’avorio trovate ad Abydos, Minshat Abu Omar e Tarkhan e recanti un simbolo estremamente stilizzato che mette in disaccordo gli studiosi. Questi si dividono su due interpretazioni: Scorpione o Ka (le braccia alzate messe in orizzontale; foto in basso).

È abbastanza chiaro che, da un punto di vista sia archeologico sia storico, permangono ancora alcune perplessità sull’esistenza di questi due sovrani. Ma cerchiamo di tirare le fila e riassumere il discorso.

Il nome Scorpione sembra fare riferimento a due possibili regnanti: uno teoricamente vissuto attorno al 3400-3200 a.C. e seppellito nella tomba U-j, mentre l’altro vissuto tra il 3200 e il 3000 a.C. e deposto ad Hierakonpolis nella tomba 1 del cimitero HK6, oppure, meno facilmente, nella tomba B50 di Abydos.

Per il primo le testimonianze sono alcune placchette ritrovate nella sua tomba con il simbolo di uno scorpione, a cui si aggiunge un’iscrizione presente nel deserto Tebano in cui è rappresentato il simbolo di uno scorpione che sconfigge non meglio identificati nemici, forse rivali del proto-regno di Naqada.

Il re Scorpione II compare invece sulla testa di mazza a cui si è precedentemente accennato, di cui però non si conosce la provenienza tombale originaria. La stessa lettura della rosetta e dello scorpione come “re scorpione” è dubbia, considerando che potrebbe essere interpretabile come un altro titolo o addirittura come una divinità locale.

In conclusione se si accettasse l’esistenza di questi due regnanti, di origine certamente egizia, allora sarebbe necessario specificare che il primo potrebbe aver avuto un ruolo legato principalmente ad Abydos, dove sarebbe anche stato sepolto, probabilmente come regnante locale quando ancora vi erano 3 proto-regni nell’Alto Egitto (Abydos, Hierakonpolis e Naqada). Il secondo re Scorpione, invece, dovrebbe aver avuto Hierakonpolis come area d’influenza e il sito HK6 come luogo di sepoltura. Nella definizione dei re Scorpioni emerge con chiarezza la complessità politica di questo periodo storico. Un momento in cui si assiste al passaggio dalla presenza contemporanea di diverse figure che esercitarono il potere su territori limitati all’accorpamento progressivo di queste entità politiche in veri e propri proto-regni. È proprio da questo magma di forze politiche in contrasto che emergerà infine la figura Narmer, che regnò sicuramente su un Alto Egitto unito, e forse anche su un Egitto completamente unificato, ma questa è un’altra storia.

Wildung, D. 1981. Ägypten vor den Pyramiden, Mainz
Categorie: cinema/TV, Parola all'Esperto | Tag: , , , , , | 2 commenti

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2 pensieri su “Il Re Scorpione (bloopers egittologici – con Paolo Medici)

  1. Brendan Fraser ha spaccato anche in The air I breathe: l’hai visto?

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