Archivi del mese: novembre 2022

Scoperte nel Delta mummie dalla lingua d’oro

Source: Ministry of Tourism and Antiquities

A Quesna (o Quweisna), località nel Delta 60 km a nord del Cairo, nota soprattutto per la necropoli dei falchi consacrati ad Horus, gli archeologi egiziani hanno scoperto una serie di sepolture risalenti a diverse epoche, tra cui spiccano tombe con mummie dalla lingua d’oro.

I corpi, seppur in cattivo stato di conservazione, hanno infatti rivelato la presenza di lamine auree all’interno della bocca, pratica che, durante l’epoca tolemaica, serviva ai defunti di parlare con Osiride. L’oro era usato anche per coprire direttamenti i cadaveri secondo una tradizione tipica soprattutto dell’epoca romana, mentre altre lamine del prezioso metallo erano in forma di scarabei e fiore di loto. Sono stati ritrovati anche numerosi amuleti funerari e scarabei in pietra, vasi di ceramica e strumenti per la mummificazione, mentre dei sarcofagi si sono preservati solo frammenti di legno e chiodi in bronzo.

La necropoli mostra diverse fasi di utilizzo, dall’epoca tarda a quella romana, passando per il periodo tolemaico. La peculiare struttura architettonica consiste in una stanza esterna con copertura a volta in mattoni crudi, un pozzo funerario e due camere sotterranee.

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Il più antico allineamento con il solstizio d’inverno per una tomba di 3800 anni ad Assuan

Gli architetti egizi erano in grado di progettare edifici calcolando con precisione la posizione del sole e sfruttandola per giochi prospettici. L’esempio più noto è sicuramente quello di Abu Simbel, ma si registrano allineamenti anche in concomitanza dei solstizi nei templi di Deir el-Bahari, Karnak, e Qasr Qarun.

Questa particolarità è stata riscontrata perfino in tombe private e un recente studio di ricercatori delle università spagnole di Malaga e Jaén ne ha evidenziato il caso più antico. A Qubbet el-Hawa, necropoli situata sulla riva occidentale di Assuan, una sepoltura (QH 33) del 1830 a.C. è risultata perfettamente in asse con il sole di 4000 anni fa durante le albe dei solstizi d’inverno e i tramonti di quelli d’estate. In quelle occasioni, si è visto grazie a un software apposito, i raggi raggiungevano la parte più interna della struttura illuminando il punto in cui era posizionata la statua del defunto, il governatore di Elefantina Heqaib III (fine XII dinastia).

La tomba è stata scavata dal 2008 al 2018 dal team del Proyecto Qubbet el-Hawa, diretto da Alejandro Jiménez Serrano (Universidad de Jaén), ma lo studio architettonico che ha confermato questa particolarità, condotto in particolare da Lola Joyanes (Universidad de Málaga) è stato recentemente pubblicato sulla rivista scientifica “Mediterranean Archaeology and Archaeometry”. La QH 33 sarebbe quindi la tomba con l’allineamento più antico con il solstizio d’inverno (immagine in basso). Il significato ovviamente è simbolico ed è legato al concetto di rinascita. La prima data celebra la vittoria della luce sull’oscurità, mentre il solstizio d’estate coincideva spesso con l’arrivo della piena del Nilo.

L’articolo originale: http://maajournal.com/Issues/2022/Vol22-2/12_Joyanes-Diaz_et_al_22(2).pdf

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Taposiris Magna, scoperto tunnel che (non) porta alla tomba di Cleopatra

Source: Ministry of Tourism and Antiquities

Nell’anno dedicato a Tutankhamon, l’altro celebre personaggio egizio per il grande pubblico sgomita per un po’ di attenzione. E negli ultimi giorni le testate di tutto il mondo, comprese quelle italiane, gliela stanno (immotivatamente) concedendo. Torna infatti l’ormai consueta notizia clickbait della presunta scoperta della tomba di Cleopatra (VII) a Taposiris Magna, sito costiero circa 50 km a ovest di Alessandria.

Per l’ennesima volta viene tirata in ballo l’ultima dimora della regina tolemaica che, secondo la direttrice della missione, l’avvocatessa dominicana Kathleen Martínez, sarebbe nei pressi del tempio di Iside di Tolomeo IV (222-204 a.C.). Questa volta il clamore mediatico è nato dal ritrovamento di un tunnel sotterraneo di epoca greco-romana, lungo 1305 metri e scavato a circa 13 metri di profondità nell’area del santuario. In realtà, la notizia era stata già anticipata lo scorso anno in uno degli episodi della serie di National Geographic “Lost Treasures of Egypt”, durante il quale la caccia alla tomba era stata interrotta proprio perché il tunnel era parzialmente sommerso d’acqua. Tuttavia, non ci sono prove convincenti a favore di questa ipotesi; le fonti dicono che Cleopatra fu sepolta ad Alessandria e la stessa Martínez si è mostrata interessata a indirizzare le sue ricerche a largo della capitale tolemaica. Ed è un peccato perché così si sminuiscono risultati di importanza indiscussa. Ad esempio, è passata di secondo piano la rilevanza architettonica della struttura che è stata messa a confronto con l’acquedotto di Eupalino a Rodi, più corto di quasi 300 metri ma probabilmente con la stessa funzione.

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