archeologia subacquea

Scoperta statua egizia nelle acque di Pozzuoli

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Source: tg24.sky.it

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Foto per gentile concessione di Mario Rosiello

Una statua egizia nel mare di Pozzuoli. La notizia di una scoperta simile potrebbe sembrare strana, ma in realtà, come vedremo, non lo è.

A 15 metri dalla costa della città campana, 3 metri in profondità, Mario Rosiello, sub professionista in pensione, ha individuato la testa in marmo di una divinità bifronte, probabilmente Giano, e la parte inferiore di una statua naofora in granito che ha prontamente consegnato ai Carabinieri (seppur mi faccia sempre storcere il naso l’archeologia fai da te). La scultura egizia conserva solo la base, le gambe e le mani dell’ancora anonimo individuo rappresentato inginocchiato mentre sorregge un naos, un tabernacolo contenente la figura di un dio.

A Pozzuoli era già stata scoperta una scultura del genere, nella necropoli monumentale di Via Celle. Infatti, l’antica Puteoli, insieme ad altri centri del litorale campano come Cuma, Baia, Bacoli e Pompei, fu il punto iniziale di diffusione dei culti egizi – soprattutto Iside e Serapide – che arrivarono nella penisola italiana a partire dal II sec. a.C. grazie a mercanti e marinai stranieri. Per questo non deve stupire la presenza di aegyptiaca, originali o egittizzanti, nei siti archeologici della Campania.

Per approfondimenti e il video della scoperta: http://www.nationalgeographic.it/multimedia/2019/09/23/video/scoperta_reperti_statue_mare_pozzuoli-4554873/1/

Fra l’altro, non è la prima volta che un ritrovamento del genere viene effettuato nei fondali della zona, come giustamente mi fa notare Antonio Cangiano, giornalista che sta scrivendo un libro sull’archeologia subacquea nei Campi Flegrei. Nel 1985, ad esempio, nei pressi di Punta dell’Epitaffio a Baia, il sub Vincenzo Gaudino individuò fortuitamente un frammento di statua in diorite risalente alla XXX dinastia (380-342 a.C.), iscritto con geroglifici su due lati (foto in basso).

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Di Fraia G., Lombardo N., Scognamiglio E., “Contributi alla topografia di Baia sommersa”, in «Puteoli. Studi di Storia Antica», 9-10 (1985-1986)

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Nuovi “tesori sommersi” al largo di Alessandria

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Source: Christoph Gerigk © Franck Goddio/Hilti Foundation

Utilizzando il titolo spesso usato per le sue mostre, Franck Goddio continua a recuperare “tesori sommersi” dalle acque al largo di Alessandria. La missione di archeologia subacquea dell’Institut Européen d’Archéologie Sous-Marine diretta dal francese ha da qualche mese terminato l’ultima stagione dell’anno nella baia di Abukir, ma il Ministero delle Antichità ne ha ufficializzato i risultati solo 10 giorni fa.

Grazie a un sonar di ultima generazione con cui sono stati scandagliati i fondali a nord-est di Alessandria, si è capito che l’antica città di Canopo, ormai completamente sommersa, si esteva almeno per 1 km verso sud in più di quello che si pensava. I sub, in quest’area, hanno individuato i resti di alcuni edifici e del porto che, per la tipologia di ceramica ritrovata, collocano l’occupazione del sito tra il IV secolo a.C. e l’età islamica. Gli archeologi hanno scoperto anche gioielli (foto in alto a destra) e diverse monete in bronzo e oro, coniate dall’età tolemaica al periodo bizantino (in alto a sinistra).

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Source: Christoph Gerigk © Franck Goddio/Hilti Foundation

Nella vicina Heracleion, invece, sotto metri di deposito limoso, si nascondevano le rovine di un grande tempio consacrato ad Amon, probabilmente il più importante della città, e di un santuario più piccolo. Delle strutture rimangono solo frammenti di colonne e blocchi in pietra sparsi. Anche qui sono state trovate monete di bronzo del III-II secolo a.C., tra cui alcune databili al regno di Tolomeo II (282-246 a.C.).

Sono continuate anche le indagini degli oltre 70 relitti scoperti nel 2001 e, in particolare, è stato completato il rilevamento della nave 61 che è risultata essere un’imbarcazione mercantile lunga 13 metri, inabissata alla fine del II secolo a.C. a causa di un terremoto che probabilmente distrusse anche il tempio di Amon.

https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/1095-9270.12321

 

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Scoperte armi napoleoniche nel mare di Alessandria

Discovered Napoleon weapons from sunken ship Patriot by Luxor Times 4

Source: Luxor Times Magazine

A largo del porto di Alessandria, più precisamente a nord dell’isola di Pharos, sono state recuperate alcune armi risalenti alla fine del XVIII secolo. Le pistole e i fucili potrebbero provenire dalla “Patriot”, una delle navi francesi usate per la campagna d’Egitto (1798-1801) di Napoleone Bonaparte. La scoperta è stata effettuata da una missione russa che sta scandagliando il fondale alla ricerca di relitti di imbarcazioni affondate. Ed è curioso notare che la data di oggi, 22 giugno, corrisponda all’ultima abdicazione dell’imperatore dopo la battaglia di Waterloo nel 1815.

http://luxortimesmagazine.blogspot.it/2014/06/napoleon-sunken-weapons-discovered-on.html

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