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Nominato il nuovo direttore del Museo Egizio del Cairo

Source: facebook.com/EgyptianMuseumCairo

Il Ministro del Turismo e delle Antichità, Ahmed Eissa, ha nominato il nuovo direttore generale del Museo Egizio del Cairo che andrà a sostituire Sabah Abdel Razek, arrivata al pensionamento (in foto proprio le celebrazioni tenutesi mercoledì 25 gennaio). Sarà quindi Ali Abdel Halim (con il microfono in foto), professore presso la Facoltà di Archeologia dell’Università di Ain Shams, a dirigere per un anno lo storico museo di Piazza Tahrir.

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Il Grand Egyptian Museum verso l’apertura

Source: facebook.com/friendsofegyptsupporttourismtoegypt

Forse ci siamo. Il Grand Egyptian Museum di Giza sarebbe vicino alla tanto agognata apertura. Il condizionale però è d’obbligo per un museo la cui data d’inaugurazione è rimandata ormai da anni. E non è un caso che abbia usato lo stesso incipit di un articolo scritto lo scorso maggio, quando ancora si pensava di chiudere il cantiere in occasione dell’anniversario della scoperta della tomba di Tutankhamon.

In ogni caso, in una recente intervista televisiva, Mostafa Waziry, segretario generale del Supremo Consiglio delle Antichità, ha affermato che l’apertura definitiva di quello che sarà il più grande museo archeologico del mondo (490 mila m² per 100 mila reperti) si terrà fra pochi mesi, confermando le ultime indiscrezioni che parlavano della primavera del 2023. Ormai i lavori sono quasi del tutto ultimati e gran parte delle antichità è stata già trasferita (a esclusione della maschera e di altri pezzi del corredo di Tutankhamon per cui si prevede una parata ufficiale). In realtà, già nel 2022 il GEM ha parzialmente accolto alcuni visitatori dalla fine di novembre per via di una “soft opening” che comprende l’accesso per eventi speciali e visite di gruppo all’Obelisco sospeso e alla grande sala d’ingresso dove sono collocati il colosso di Ramesse II, la colonna di Merenptah, la lista dei re di Saqqara, le statue di Sesostri I da Lisht e una cinquantina di altre sculture. Oltre a questi spazi, sono attualmente fruibili il Museo dei Bambini, un’area per la realtà virtuale, i giardini e alcuni dei 28 negozi e 10 ristoranti totali.

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“Il Dono di Thot: leggere l’antico Egitto” (Museo Egizio di Torino, 7/12/2022-7/09/2023)

Nell’anno delle celebrazioni del bicentenario della decifrazione del geroglifico, non poteva mancare un’iniziativa del Museo Egizio di Torino che oggi inaugura “Il Dono di Thot: leggere l’antico Egitto” (7 dicembre 2022-7 settembre 2023). La mostra, curata da Paolo Marini, Federico Poole e Susanne Töpfer su progetto scientifico del direttore Christian Greco, è dedicata alla millenaria storia delle scritture e della lingua della civiltà egizia. Nei 500 m² dei nuovi spazi espositivi concessi dall’Accademia delle Scienze di Torino, 170 reperti, quasi tutti appartenenti al patrimonio dell’Egizio, illustrano l’evoluzione della scrittura, attraverso geroglifico, ieratico, demotico e copto, la varietà di supporti scrittori utilizzati, tra papiri, tavolette di legno, statue, ostraka in ceramica e calcare e tanti altri oggetti, e le implicazioni che il dono di Thot, il dio inventore dell’arte di scrivere, su ambiente, pensiero e società dell’antico Egitto.

Per maggiori info: https://www.museoegizio.it/esplora/mostre/il-dono-di-thot-leggere-lantico-egitto/

Source: museoegizio.it
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Un obelisco sospeso al Grand Egyptian Museum

Source: Friends of Egypt support tourism to Egypt

Qualche giorno fa, avevo scritto della vicina (almeno nei programmi) apertura del Grand Egyptian Museum a Giza. Tra le decine di migliaia di antichità che saranno visibili, c’è un monumento particolare, non tanto per la sua fattura ma per la scelta espositiva adottata: un obelisco sospeso.

Il monolite di granito è stato già posizionato di fronte all’ingresso del museo su una struttura rialzata da quattro pilastri. I visitatori, quindi, potranno passargli sotto per vedere la base scoperta in cui è inciso il cartiglio di Ramesse II (1279-1213 a.C.).

Alto circa 13 metri, l’obelisco giaceva spezzato in due tronconi appena fuori dal Grande tempio di Amon a Tanis (Petrie, Tanis I, 1889, pl. VII n. 45), sito ormai diventato una sorta di punto di approviggionamento per questo tipo di reperto (si veda ad esempio l’obelisco trasportato a Piazza Tahrir).

Al di là della trovata scenografica, le autorità del Ministero del Turismo e delle Antichità hanno affermato che il progetto ingegneristico servirebbe anche a proteggere l’obelisco dalle vibrazioni del moderno traffico cairota e dalla metropolitana che collegherà il GEM alla città.

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Verso l’apertura del Grand Egyptian Museum

Source: Ministry of Tourism and Antiquities

Forse ci siamo. Dopo continui rinvii, a quanto pare il Grand Egyptian Museum è vicinissimo al suo completamento e alla tanto attesa inaugurazione, prevista per la fine del 2022. Infatti, durante una recente riunione di coordinamento tra i vertici del Ministero del Turismo e delle Antichità e del Nucleo ingegneristico delle Forze Armate, sono stati forniti aggiornamenti sull’andamento del gigantesco cantiere del museo archeologico situato a Giza, a due passi dalle piramidi.

I lavori di costruzione, compresa la realizzazione degli edifici accessori e del sistema stradale, dovrebbero finire entro il 30 Giugno, mentre la sistemazione degli interni, delle vetrine e delle aree commerciali si protrarrà non oltre il 30 Settembre. In questo modo, seppur non sia stata ancora fornita una data ufficiale, sarà possibile rispettare un’importantissimo anniversario dell’Egittologia, cioè il centenario della scoperta della Tomba di Tutankhamon, o più probilmente dell’accesso all’Anticamera avvenuto il 26 Novembre 1922.

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“Dall’Egitto a Pisa: Gaetano Rosellini e le sue collezioni” (Pisa, Collezioni Egittologiche “Edda Bresciani”, 19 febbraio – 31 agosto 2022)

Testa di statua femminile in calcare, XIX din; parte di sarcofago in granito nero, fine XVIII din.; frammento di rilievo dalla tomba dello sculture Ken di Deir el-Medina, XIX din. (Opera della Primaziale Pisana)

Questa mattina, presso l’Aula Magna Nuova di Palazzo della Sapienza, è stata presentata la mostra “Dall’Egitto a Pisa: Gaetano Rosellini e le sue collezioni” che, dal 19 febbraio al 30 agosto 2022, si terrà nella sede delle Collezioni Egittologiche “Edda Bresciani” dell’Università di Pisa. Prima di tagliare il nastro, sono intervenuti Paolo Maria Mancarella, Rettore dell’Università di Pisa, Gianluca De Felice, Segretario Generale dell’Opera della Primaziale Pisana, Pierpaolo Magnani, Assessore alla Cultura del Comune di Pisa, Salvatore Settis, Accademico dei Lincei e professore emerito della Scuola Normale Superiore, Marilina Betrò, Presidente del Corso di laurea magistrale di Orientalistica: Egitto, Vicino e Medio Oriente all’Università di Pisa, Chiara Bodei, Presidente del Sistema Museale di Ateneo dell’Università di Pisa, e Flora Silvano, Direttrice delle Collezioni Egittologiche, che hanno ricordato la storica tradizione egittologica dell’ateneo toscano e illustrato le sinergie che hanno portato all’organizzazione dell’esposizione.

La mostra, infatti, vede la riunione di due nuclei di antichità egizie che erano rimasti separati per due secoli, seppur se solo, almeno negli ultimi decenni, da poche centinaia di metri: la Collezione Picozzi e tre oggetti in prestito dall’Opera della Primaziale Pisana.

Il patrimonio delle Collezioni egittologiche dell’Università di Pisa, che festeggiano proprio oggi i 60 anni dalla fondazione, comprende tra l’altro un gruppo di oggetti arrivati in Italia nel 1829 grazie a Gaetano Rosellini, zio del più noto Ippolito e membro della Spedizione franco-toscana in Egitto. Se il grosso dei reperti – circa 2000 – provenienti da quella missione finì al Museo Egizio di Firenze, una piccola parte rimase a Gaetano, ma oggi possiamo ammirarla in via San Frediano 12 perché fu donata all’Università di Pisa nel 1962 dalla nipote Laura Birga Picozzi.

Tuttavia, Gaetano Rosellini aveva già ceduto nel 1830 alcuni pezzi della sua raccolta privata a Carlo Lisinio, celebre incisore e conservatore del Camposanto Monumentale. Questo piccolo nucleo di oggetti egizi è stato conservato dal 1986 presso il Museo dell’Opera del Duomo, fino a quando, con il recente riallestimento, è stato spostato nei locali dell’OPA in attesa di una nuova sede espositiva.

Da oggi, quindi, tre di quei 10 reperti (foto in alto) si trovano per la prima volta accanto al meraviglioso mobiletto egittizzante che custodisce la Collezione Picozzi, riunendo così temporanemante un prezioso patrimonio archeologico poco conosciuto, ma che merita senz’altro di essere visto.

Orario di visita della mostra

  • Martedì: 9:00 – 13:00
  • Mercoledì – venerdì: 9:00 – 13:00 e 15:00 – 18:00
  • Sabato, domenica: 10:00 – 13:00 e 15:00 – 18:00
  • Lunedì: chiusura settimanale

https://www.egitto.sma.unipi.it/dall-egitto-a-pisa/

Per maggiori info sulle collezioni egizie a Pisa: https://djedmedu.wordpress.com/2014/05/07/legitto-di-provincia-le-collezioni-di-pisa/

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A Novembre le inaugurazioni del Grand Egyptian Museum e del Viale delle Sfingi di Luxor?

Grand Egyptian Museum – GEM

La domanda che probabilmente mi è stata posta più volte in quasi 8 anni di blog è: “Ma quando apre il GEM?”

Le mie risposte si sono fatte sempre meno sicure col passare degli anni, dal 2014 al 2020, posticipando l’inaugurazione di volta in volta, e si sprecano gli articoli sull’argomento con il punto interrogativo nel titolo.

L’ultima data fornita (in alto a sinistra sul sito ufficiale), spostata ulteriormente a causa della situazione sanitaria globale, è stata “Fine 2021”. Tuttavia, ora potrebbe esserci un’indiscrezione giornalista che confermerebbe – condizionale d’obbligo – l’apertura del Grand Egyptian Museum nel prossimo novembre.

Situato a Giza, a meno di 3 km dalle piramidi, una volta finito sarà il più grande museo archeologico del mondo con 490 mila m² di terreno occupato – comprendenti gallerie, 28 negozi, 10 ristoranti, un centro congressi e un cinema – e 100.000 reperti, di cui la metà sarà esposta. Ormai da anni continuano ad affluire nei depositi della struttura antichità da tutte le parti dell’Egitto, tra nuove scoperte e pezzi già esposti altrove, come l’intero corredo funerario di Tutankhamon. L’ultimo grande trasferimento è stato, per esempio, quello della prima barca solare di Cheope, effettuato poco più di un mese fa.

Secondo quando riportato dalla testata online Egypt Indipendent, che a sua volta riprende un’intervista telefonica di TeN TV al professore di archeologia Ahmed Badran (Cairo University), l’inaugurazione sarebbe stata pensata per Novembre 2021. Badran ha affermato che si terrà un megaevento di 10 giorni e che le celebrazioni comprenderanno anche la già annunciata opera lirica su Tutankhamon scritta da Francesco Santocono su soggetto di Zahi Hawass e musicata da Lino Zimbone. In realtà, ci sono notizie contrastanti anche per la prima teatrale, prevista per il 20 ottobre 2021 all’Opera House del Cairo e in replica – altra data difforme – per l’inaugurazione del GEM. Per questo, in assenza di un annuncio ufficiale da parte del Ministero del Turismo e delle Antichità, aspetterei ancora a prenotare un viaggio in Egitto per il prossimo inverno con l’unico scopo di visitare il Grand Egyptian Museum.

Aggiornamento (17/09/2021):

Qualcuno scherzando aveva commentato sotto il mio post: “Ok novembre, ma di quale anno?”. Ed effettivamente aveva ragione. Zahi Hawass ha smentito tutti i rumors e ha spostato ulteriormente l’inaugurazione del GEM al 4 novembre 2022, in occasione del 100° anniversario della scoperta della Tomba di Tutankhamon. Data definitiva? Beh, questa sarebbe una ricorrenza troppo importante per essere saltata.

https://see.news/zahi-hawass-reveals-expected-opening-date-of-gem-video/

La situazione del Viale delle Sfingi al novembre del 2018 (foto M. Mancini)

Un’altra importante inaugurazione prevista per novembre è quella del Viale delle Sfingi a Luxor. Anche in questo caso non abbiamo ancora un annuncio ufficiale, ma ci sono più certezze rispetto alla situazione del GEM. Dopo numerosi rinvii dell’apertura, infatti, dovremmo essere vicini a un’altra parata spettacolare che attraverserà tutta la Kebash Road, lungo i 2,7 km che uniscono il Tempio di Luxor al complesso di Karnak. Lo scorso 24 agosto, il Primo Ministro Mostafa Madbouly aveva visitato il sito per ispezionare i lavori in preparazione per la cerimonia di apertura che, secondo Mostafa Waziry, segretario generale del Consiglio Supremo delle Antichità, sarebbero state al 98%.

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Inaugurati i nuovi musei dell’Aeroporto del Cairo

Source: egymonuments.gov.eg

Questa mattina, in occasione della Giornata Internazionale dei Musei, i ministri del Turismo e delle Antichità, Khaled el-Enany, e dell’Aviazione Civile, Mohammed Manar, hanno inaugurato due nuovi musei all’Aeroporto Internazionale del Cairo.

Se il primo piccolo museo esisteva già dal 2016 con 38 reperti esposti nel Terminal 3, la vera novità è un secondo nucleo di antichità visitabile nel Terminal 2, in un’area di circa 100 m² (foto in alto). I 304 pezzi, databili dal predinastico ai periodi copto e islamico, arrivano dai depositi di collezioni maggiori come quelle del Museo Egizio di Piazza Tahrir, Museo Copto e Museo d’Arte Islamica del Cairo, Museo Nazionale di Suez e Museo Greco-Romano di Alessandria.

Anche il museo del Terminal 3 (qui qualche foto del vecchio allestimento che ho scattato nel 2019) è stato spostato al quarto piano, sempre dello stesso edificio, e rinnovato con l’aggiunta di ulteriori oggetti, arrivando a un totale di 59. Il prezzo del biglietto rimane sui 3 dollari statunitensi (50 lire egiziane) per i visitatori stranieri.

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Da una scatola per sigari in un museo scozzese rispunta uno dei pochi oggetti trovati nella Grande Piramide

Source: University of Aberdeen

I depositi dei musei sono luoghi straordinari che riservano sempre nuove sorprese se ci si mette a “scavare” in profondità tra casse e scatoline.

Proprio in una piccola confezione di sigari nascosta in una collezione universitaria scozzese è stato ritrovato uno dei tre oggetti individuati nella Grande Piramide di Giza. A discapito delle dimensioni colossali dell’ultima dimora di Cheope, infatti, dal suo interno provengono solo (oltre al sarcofago in granito, e gli inaccessibili oggetti ripresi nel 1993 dal robot Upuaut-2) una sfera in dolerite dal diametro di circa 7 cm e pesante 540 g, un attrezzo in rame a forma di coda di rondine e un bastoncino in legno di cedro lungo 12 cm. A trovarli fu l’ingegnere britannico Waynman Dixon nel 1872, quando, esplorando la Camera della Regina, individuò due condotti di areazione che all’epoca erano ancora nascosti dalle lastre che foderano le pareti. Alla base di quello settentrionale c’erano i tre manufatti, arnesi dimenticati dai costruttori o forse modellini rituali lasciati intenzionalmente per permettere al faraone di aprire il passaggio e raggiungere il cielo.

Harper’s Weekly, 1873

Se i primi due sono stati donati nel 1976 dai discendenti di Dixon al British Museum, dell’asta di legno si erano perse le tracce da quasi 80 anni. Nel 1946, infatti, la figlia dell’ormai defunto James Grant – fisico, medico e collezionista scozzese che esplorò la Piramide insieme all’amico Dixon – lasciò l’oggetto all’Università di Aberdeen dove il padre si era formato e a cui aveva già ceduto gran parte della sua collezione di reperti archeologici.

Il collegamento era stato ricostruito nel 2001 grazie a un documento, ma solo recentemente è stato confermato da Abeer Eladany, assistente curatrice delle raccolte universitarie che era rimasta incuriosita dalla vecchia bandiera del suo paese su una scatolina che si trovava tra gli oggetti della collezione asiatica. Il confronto incrociato tra i numeri di inventario ha definitivamente accertato che i frammenti di legno al suo interno corrispondono a ciò che resta di una delle cosiddette “reliquie di Dixon” (il n. 3 dell’illustrazione in alto). Il carbonio 14 ha poi portato a una datazione del 3341-3094 a.C., circa 500 anni prima di Cheope (2589-2566 a.C.). Il legno utilizzato o l’oggetto stesso erano quindi molto più antichi della Grande Piramide.

https://www.abdn.ac.uk/news/14573/

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Inaugurati i musei archeologici di Sharm el-Sheikh e di Kafr el-Sheikh

Questa mattina, nonostante il periodo non sembri proprio il più propizio, sono stati inaugurati ufficialmente due musei archeologici in fase di costruzione da anni: il Museo di Sharm el-Sheikh e quello di Kafr el-Sheikh. In contemporanea è stato riaperto anche il Museo delle Carrozze Reali al Cairo, dopo un lungo processo di ristrutturazione e rivisitazione degli spazi espositivi.

Il Museo di Sharm el-Sheikh rientra in un più ampio progetto di valorizzazione del turismo in Egitto che prevede che famose località balneari, come è già successo con Hurghada, siano dotate anche di attrazioni culturali per rendere più ampia l’offerta ai visitatori. Il museo illustra i diversi aspetti della civiltà egizia esponendo una selezione di circa 7000 manufatti da altre raccolte del Paese, come quelle del Cairo, Luxor, Kom Oshim, Saqqara, Suez, Ismailia e Minya.

Nonostante il nome simile, Kafr el-Sheikh si trova da tutt’altra parte, nel mezzo del Delta del Nilo. Il suo museo, il cui progetto risale addirittura al 1992, copre l’intera storia dell’area con circa 5800 reperti che vanno dall’età faraonica fino al periodo copto e islamico. In particolare, nelle sale sono esposti oggetti provenienti dai principali siti della provincia, come l’importante città di Buto (oggi Tell el-Farain), Xois o Sakha – dove, secondo la tradizione, soggiornò la Sacra famiglia durante la fuga in Egitto – e Fuwah, centro famoso per le sue moschee e per la produzione di tappeti fatti a mano.

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