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Condannato Crippa (Lega) per il video fake contro il Museo Egizio di Torino sugli sconti agli arabofoni

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Source: museoegizio.it

Ricorderete la polemica partita all’inizio del 2018 da alcuni esponenti di Lega e Fratelli d’Italia che avevano attaccato l’iniziativa del Museo Egizio di Torino del 2×1 destinato agli arabofoni. In sostanza, per un periodo di tempo limitato, era stato garantito l’ingresso gratuito a chiunque accompagnasse una persona – questa volta pagante – di lingua araba (ne ho parlato ampliamente qui).

Oltre a speculazioni politiche, confusione – dovute a ignoranza o tendenziosità – tra lingua, religione ed etnia, la figuraccia della Meloni ripresa in diretta, (e qualche utente bannato dal sottoscritto), c’era stato un vero e proprio illecito che ieri è stato finalmente punito.

La sezione civile del tribunale di Torino ha condannato Andrea Crippa, oggi deputato e vice-segretario della Lega, al pagamento di un risarcimento di 15.000 euro al museo e alla rimozione dai social del video fake che aveva pubblicato nel gennaio del 2018. Quando infatti era capo del Movimento dei Giovani Padani e assistente di Salvini a Bruxelles, Crippa aveva finto di chiamare in vivavoce il centralino del museo chiedendo informazioni sull’iniziativa e dicendo di sentirsi discriminato “al contrario” in quanto italiano.

Il montaggio fittizio aveva raggiunto in poche ore milioni di visualizzazioni scatenando un’ondata di messaggio razzisti e offensivi sui canali social del Museo Egizio.

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Coronavirus: chiusi tutti i musei e i siti archeologici d’Egitto

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Source: Ministry of Tourism and Antiquities

L’emergenza pandemica del Covid-19 sta colpendo ovviamente anche l’Egitto, primo paese in Africa a registrare un caso da coronavirus e nazione con il più alto numero d’infetti e morti del continente. Ieri (23 marzo), il ministro della Salute ha riferito che gli ammalati sono saliti a 327 e i decessi a 14, ma c’è da scommettere che le cifre siano molto più ingenti.

Per cercare di bloccare la diffusione del virus, il ministro del Turismo e delle Antichità Khaled el-Enany ha disposto la chiusura da oggi, lunedì 23 marzo, a martedì 31 marzo al 23 aprile (aggiornamento 9 aprile) di tutti i musei e i siti archeologici d’Egitto. In questo periodo si provvederà anche alla sanificazione degli ambienti.

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Nature: un nuovo ambiente nascosto nei pressi della tomba di Tutankhamon?

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Source: nature.com

Pensavate che fosse tutto finito? E invece no!

Quando ormai (quasi) tutti si erano dimenticati dell’ultima prospezione con georadar nella Valle dei Re del giugno scorso, ieri un articolo su Nature ha tirato di nuovo in ballo l’annosa querelle “Tutfertiti” scatenando ulteriori controversie.

Secondo quanto riportato sul sito della celebre rivista scientifica, all’inizio di questo febbraio Mamdouh el-Damaty – ex-ministro delle Antichità e attuale professore presso l’Università di Ain Shams – avrebbe presentato al Supremo Consiglio delle Antichità i risultati delle ricerche effettuate attorno alla tomba di Tutankhamon. Il report, non ancora pubblicato ma finito anche a Nature, rivelerebbe la possibile presenza di un ambiente nascosto a pochi metri dalla camera funeraria del giovane faraone.

Sebbene questa possibilità sia stata confutata nel 2018 dal team italiano diretto dal Prof. Franco Porcelli (che comunque ha individuato altre due anomalie vicine ma non direttamente collegate alla KV62), El-Damaty avrebbe riferito l’esistenza di un lungo spazio vuoto, simile a un corridoio, pochi metri a est dell’ipogeo. L’anomalia sarebbe alta due metri e lunga almeno 10 e correrebbe parallela al corridoio d’ingresso raggiungendo la stessa profondità della camera funeraria (immagine in alto). Queste indiscrezioni sembrerebbero allontanarsi dallo schema ipotizzato nell’ormai lontano 2015 da Nicholas Reeves e inizialmente confermato dalle prime scansioni di Watanabe, ma, in mancanza di dati, di una risposta ufficiale dello SCA e soprattutto consci di quanto successo finora, è inutile sbilanciasi.

Fra l’altro, lo stesso El-Damaty e Charlie Williams – amministratore delegato di Terravision, la società inglese che ha partecipato alla ricerca – avrebbero ammesso di non aver potuto raccogliere informazioni proprio nella zona cruciale, cioè a nord della camera funeraria, a causa delle interferenze prodotte dai macchinari del sistema di areazione della tomba, e quindi di non poter dire se il “corridoio” sia collegato alla KV62 o se faccia parte di un’altra sepoltura. Nell’impossibilità di rimuovere l’impianto, quidi, auspicano di tornare sul sito per effettuare nuove registrazioni con un’antenna GPR diversa e a una distanza minore.

Si è detto invece scettico Zahi Hawass che ha sempre criticato l’efficacia di queste tecnologie in archeologia e che lo scorso anno ha scavato proprio a nord della tomba di Tutankhamon senza trovare niente.

https://www.nature.com/articles/d41586-020-00465-y

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Un anno (il 6°) di Djed Medu: le scoperte archeologiche più importanti in Egitto del 2019

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Source: Khaled Desouki/AFP

Ed eccoci, come ogni 29 dicembre, a celebrare il compleanno di Djed Medu e soprattutto a fare il bilancio dei più importanti eventi egittologici verificatisi durante l’anno. Il 2019, ancor più del 2018, è stato un anno caratterizzato dall’impennata mediatica raggiunta dalle missioni archeologiche egiziane che hanno spesso messo in ombra i risultati, seppur importantissimi, dei team stranieri a cui è stata concessa molta meno visibilità. Per questo, la presenza di scoperte di egittologi locali è (e lo sarà sempre di più) decisamente maggioritaria nella lista che presenterò.

Dal punto di vista del blog, è continuata l’esponenziale crescita di pubblico – nonostante il numero di articoli sia diminuito a causa di impegni lavorativi personali – e di questo non posso che ringraziarvi. In tal senso, ad esempio, la pagina Facebook “Djed Medu – Blog di Egittologia” ha da poco raggiunto e superato i 10.000 follower (se non lo avete ancora fatto, unitevi e mettete anche voi un like alla pagina per rimanere sempre aggiornati e fruire di numerosi contenuti che non trovate qui).

Piccola nota negativa, invece, è stata il passaggio di gestione editoriale del sito nationalgeographic.it che, per il lancio della nuova versione responsive ed ottimizzata per i dispositivi mobile, ha rinnovato la veste grafica e i contenuti. Quindi, per il momento, tutti i vecchi articoli, compresi i miei, non sono più disponibili, ma dovrebbero essere ripubblicati prossimamente. È un po’ un dispiacere non leggere più il mio nome su quel prestigioso sito, ma ho comunque recuperato tutti i miei pezzi e li ho messi qui sul blog raggruppandoli sotto la categoria “National Geographic” (la trovate nella colonna di destra). Ringrazio la redazione di National Geographic Magazine Italia, e in particolare Alessandra, per avermi concesso l’onore di collaborare per più di due anni con un’istituzione che da sempre è l’eccellenza nella divulgazione scientifico-culturale mondiale, un magazine che si affida solo ad esperti del settore per la redazione degli articoli, che evita facili sensazionalismi e che indica ogni volta le fonti, verificandole, delle notizie segnalate.

Ma partiamo con la carrellata delle più importanti notizie egittologiche mese per mese:

GENNAIO

immDopo oltre 10 anni di lavoro, sono terminati i restauri delle pitture della Tomba di Tutankhamon effettuati dal Getty Conservation Institute di Los Angeles. I colori sono quindi tornati al loro splendore (quasi) originario, soprattutto grazie a un nuovo trattamento delle macchioline marroni che li coprivano.

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FEBBRAIO

183334779-946895a9-297f-4894-8bed-9db200b724b3Prima, delle tante, scoperte egiziane annunciate con conferenza stampa è stata quella di due tombe, di epoca tolemaica, con oltre 40 mummie di sacerdoti a Tuna el-Gebel. Il ritrovamento segue quelli effettuati nella stessa necropoli consacrata al dio Thot nel 2017 e nel 2018.

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MARZO

55470261_2216871728358465_5526619953484005376_nIl team della New York University Epigraphical Expedition ha effettuato una scoperta che ha ridisegnato la pianta del tempio di Ramesse II ad Abido. Il nuovo ambiente reale, realizzato in mattoni crudi e lastre di calcare, si trova di fronte all’ingresso S-O.

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APRILE

5-khwys-tomb_antechamber-east-and-north-wall-photo-by-mohamed-megahed-1Aprile è stato il mese più pregno di scoperte, dal Nord all’estremo Sud dell’Egitto. Si parte dalla variopinta tomba di un funzionario di V din. a Saqqara (in foto), per poi passare alla sepoltura tolemaica piena di mummie animali a Sohag e alla più grande tomba a saff di Teve Ovest, per finire con i ritrovamenti della nuova missione milanese ad Assuan.

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MAGGIO

1352195-2A Giza, la missione diretta dal segretario generale dello SCA, Mostafa Waziry, ha individuato le tombe di due funzionari di V dinastia, Pehenuika e Nui , riutilizzate in Epoca Tarda, per la deposizione di diversi sarcofagi antropoidi che conservano ancora alla perfezione i colori e le relative mummie al loro interno.

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GIUGNO

immagineAncora a Saqqara, sempre nei pressi del complesso funerario di Djoser, la missione polacca dell’Istituto di Egittologia dell’Università di Varsavia ha scoperto una trentina di mummie di oltre 2000 anni (seppur la notizia annunciata risalga al settembre precedente).

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LUGLIO

2019_CKS_17042_0110_005(an_egyptian_brown_quartzite_head_of_the_god_amen_with_the_features_of)Grande risalto mediatico ha avuto la vendita durante un’asta Christie’s  di una testa in quarzite di Tutankhamon in forma di Amon che è stata battuta per 4 milioni di sterline. Le autorità egiziane hanno provato in tutti i modi di bloccare l’asta senza riuscirci.

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AGOSTO

67564675_2438283262883976_129881129585999872_nDopo oltre 95 anni dalla sua scoperta, uno degli ultimi oggetti del corredo funerario di Tutankhamon rimasti ancora in situ ha lasciato la Valle dei Re per essere trasportato nei laboratori del Grand Egyptian Museum. Così è iniziato il restauro del sarcofago esterno in legno dorato di Tut.

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SETTEMBRE

immagineRispetto a molte altre notizie che presento sul blog, questa sembrerebbe meno importante, ma il relativo articolo è diventato il più letto dell’anno e tra quelli più condivisi in assoluto. Nel mare di Pozzuoli, un sub ha scoperto la parte inferiore di una statua egizia naofora in granito.

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OTTOBRE

assasif-wooden-coffin-discovery-by-luxor-times-01I risultati dell’articolo appena citato sono ancora più incomprensibili se paragonati alla portata della scoperta effettuata nella necropoli tebana di el-Asasif: una cachette con ben 30 sarcofagi lignei, ancora sigillati e perfettamente conservati, risalenti all’inizio della XXII dinastia.

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NOVEMBRE

171328394-8a395aa3-2338-45f2-badd-f21dc7eccf01L’altra grande scoperta dell’anno è stata quella di un deposito di Epoca Tarda, nell’area del Bubasteion di Saqqara, con decine di mummie animali, tra cui 5 appartenti a cuccioli di leoni (identificazione confermata da radiografie), numerose statue in legno e bronzo e un grande scarabeo in pietra.

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DICEMBRE

merlin_165794211_9960cc80-2390-4a77-9d43-34e0bdc8182f-jumboL’anno si è chiuso con una ricerca che potrebbe aver messo fine a decenni di dibattito tra egittologi. I caratteristici “coni di profumo“, presenti in numerosi dipinti funerari e non solo, sono stati effettivamente individuati in due tombe di Tell el-Amarna.

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Accorpati Ministeri delle Antichità e del Turismo

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Source: Egypt Today

Stamattina, la camera dei rappresentanti egiziana ha approvato un rimpasto di governo con l’aggiunta di alcuni ministeri. Tra i provvedimenti presi c’è anche l’accorpamento del Ministero delle Antichità con quello del Turismo che passano entrambi sotto la direzione di Khaled el-Enany (in foto), già ministro delle Antichità dal 23 marzo 2016. Rania al-Mashat, invece, passa dal Turismo alla Cooperazione Internazionale. I due dicasteri tornano quindi uniti come dal 1964 al 1966.

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Ufficializzate le nuove cariche dell’International Association of Egyptologists

11953078_1483529495301018_1182024587559521751_nSi è da poco concluso il XII International Congress of Egyptologists che si è tenuto al Cairo dal 3 all’8 novembre. Nella giornata inaugurale del Congresso è stata ufficializzata la composizione del nuovo Consiglio dell’International Association of Egyptologists. A succedere a Chris Naunton alla presidenza è Willeke Wendrich (University of California, Los Angeles), mentre Tarek Tawfik (direttore del Grand Egyptian Museum) e Richard Bussman (Universität zu Köln) sono stati eletti rispettivamente vice-presidente e segretario generale. Le cariche saranno valide fino al prossimo Congresso che si terrà nel 2023 a Leida in Olanda.

http://www.iae-egyptology.org/index.php

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Riprendono le ricerche di camere nascoste nella Valle dei Re?

Ph. Mattia Mancini

The NeverEnding Story…

Nemmeno un mese fa vi facevo una summa dei risultati delle ultime prospezioni geofisiche nell’area della Tomba di Tutankhamon, ma pare che serva già un aggiornamento. Infatti, indiscrezioni riportate negli ultimi giorni da alcuni giornali egiziani online (link 1, 2, 3, 4) parlano della ripresa della ricerca nella Valle dei Re per confermare o smentire le anomalie (camere ancora sconosciute?) individuate nei pressi della KV62 dalla missione italiana del prof. Porcelli.

Nella più totale segretezza e senza i soliti proclami mediatici a cui siamo ormai abituati, sembra che tra domenica e martedì siano stati effettuati nuovi esami con georadar (foto in basso) i cui dati dovrebbero essere processati in circa due mesi. Il nuovo team incaricato sarebbe diretto da Mamdouh el-Damaty, ministro delle Antichità all’inizio della vicenda e grande sostenitore delle tesi di Nicholas Reeves, e comprenderebbe ricercatori della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Ain Shams e tecnici della società inglese Terravision Center che aveva già collaborato con il team italiano.

Niente è stato ancora confermato ufficialmente, quindi prendete tutto con il beneficio del dubbio; in ogni caso, vi avvertirò appena avrò novità.

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Foto Ahmed Galal

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Le ultime notizie egittologiche del 2018

Con il nuovo anno, faccio una veloce carrellata delle ultime notizie del 2018 che non ho riportato sul blog per mancanza di tempo o per concomitanza di altri articoli da pubblicare.

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Source: MoA

A Tell el-Deir, nella città di Damietta (costa del Mediterraneo), una missione egiziana ha scoperto una serie di sarcofagi di epoca romana. Le bare consistono in contenitori di terracotta con i tratti del viso abbozzati o semplici decorazioni geometriche. Al loro interno gli archeologi hanno ritrovato ancora tracce delle bende e degli involucri di cartonnage. I ritrovamenti comprendono vasi di ceramica, oltre 700 amuleti di diversi tipi e materiali (scarabei, udjat, cuori-ib, pilastri-djed, piume, nodi-tiet, figure di Tauret e Iside, orizzonti-akhet, ecc.), ushabti di Epoca Tarda (nelle precedenti campagne di scavo qui era stata indivuiduata una necropoli databile al regno di Nectanebo II) e 5 tra anelli e pendenti d’oro romani.

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Una ‘non notizia’ che è circolata in questi giorni a causa dell’inaccuratezza dei siti egiziani è quella della scoperta della più antica fabbrica di profumi al mondo nel governatorato di Daqahliyya, nel nord del Delta. Al di là del tono eccessivamente sensazionalistico per un’area di età tolemaica quando ci sono esempi molto più antichi, dei nomi sbagliati e delle foto vecchie o appartenenti ad altri contesti (come il tempio di Antonino Pio a Siwa), non si tratta di una novità ma il resoconto di una conferenza fatta sui risultati della missione archeologica americana nella zona (foto in basso). Infatti, Jay Silverstein – direttore del Tell Timai Project insieme a Robert Littman (University of Hawaii a Manoa) – la scorsa settimana ha illustrato a giornalisti, archeologi e amministratori locali le scoperte effettuate dal 2007 ad oggi. In particolare, il centro di produzione dei profumi è stato individuato nel sito di Timai el-Amdid e consiste in speciali forni e vani con dipinti che mostrano le tecniche di estrazione delle essenze da fiori e piante e d’infusione dell’olio d’oliva. Tuttavia, nonostante questa fiorente attività, l’antica Thmuis sembra essere stata abbandonata intorno al  206–186 a.C. dopo un evento cruento, come testimoniano armi e caveri di soldati abbandonati nelle strade (per approfondire, un articolo più esteso di Archaeology nov/dic 2017).

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Source: Tell Timai Project

La missione italo-olandese a Saqqara è finalmente riuscita a dare un nome al proprietario della Tomba X scoperta nel 2013 (foto in basso). Durante l’ultima missione, infatti, gli archeologi del Rijksmuseum van Oudheden di Leiden e del Museo Egizio di Torino hanno identificato il defunto che si chiamava Ry ed era un ufficiale d’armata sotto Horemheb (1319-1292 a.C.).

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Source: Friends Of Saqqara

Hisham Samir Ibrahim, assistente del ministro delle Antichità per le questioni ingegneristiche, ha annunciato che il Museo Greco-Romano di Alessandria riaprirà alla fine del 2019. Fondato nel 1892 da Giuseppe Botti, il museo è stato chiuso nel 2005 per restauro che, dopo la recente ripresa dei lavori, è al 40%. Staremo a vedere…

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Un anno (il 5°!) di Djed Medu: le scoperte archeologiche più importanti in Egitto del 2018

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Fine anno, tempo di bilanci. A maggior ragione se cade anche l’anniversario della fondazione del blog. Ebbene sì: Djed Medu compie 5 anni!

Era il 29 dicembre 2013 quando pubblicai il primo degli 800 articoli che trovate qui, un breve sommario delle notizie più importanti uscite nel mese di inattività durante il passaggio dal vecchio blog su cui scrivevo (archeoblog di VOLO, dall’8 maggio 2012) a quello attuale.

Un lustro pieno di scoperte, mostre, pubblicazioni, clamorosi colpi di scena (vedasi l’infinita storia delle camere nascoste nella tomba di Tutankhamon), bufale eGGizie e bloopers egittologici. Un quinquennio in cui ho avuto il piacere di diventare articolista per National Geographic Italia e la possibilità di divulgare la storia e l’archeologia dell’antico Egitto anche offline grazie a conferenze, accrediti stampa, blog tour e collaborazioni varie con musei ed istituzioni culturali (Museo Egizio di Torino, Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico e Museo Civico di RoveretoPalazzo Strozzi e Museo Archeologico Nazionale di Firenze, BMTA di Paestum, Museo Archeologico Nazionale e gruppo FAI di Crotone, tourismA, Firenze Archeofilm, Festival dell’Inutile di Corigliano d’Otranto, Castello di Zumelle, ecc.).

kkkkkkColgo così l’occasione per ringraziare tutti voi che leggete le mie “parole dette” (che poi è proprio il significato del nome del blog), aficionados della prima ora e chi è capitato da queste parti solo recentemente. E non siete nemmeno così pochi visto che qualche giorno fa ho toccato – perdendo, dannazione!, l’attimo per screenshottare la cifra tonda – le 500.000 visualizzazioni. Spero che nel corso di tutto questo tempo abbiate apprezzato gli articoli proposti e che ci sia stato un miglioramento nella forma e nel contenuto. Dal canto mio, mi impegnerò a mantenere il più possibile la frequenza di pubblicazione e a portarvi le ultime notizie, sempre verificate e appofondite che non si limitino alla traduzione dei comunicati stampa. Fra l’altro, per chi non lo sapesse, potete trovare altri tipi di contenuti, ovviamente a tema egittologico, sui miei social: Facebook, Instagram e Twitter. Infine, ringrazio anche tutte le persone che hanno prestato tempo e conoscenza per scrivere guest post per Djed Medu.

Detto questo, passiamo a raccontare l’anno che sta per finire. Il 2018 è stato caratterizzato da un’intensificazione dell’attività archeologica egiziana e della diffusione mediatica dei relativi risultati. Ma tra i tanti ritrovamenti, importanti o visibilmente spettacolari, gli articoli più letti sul mio blog sono stati quelli concernenti la scoperta, l’apertura e lo studio del contenuto dell’ormai celebre sarcofago nero di Alessandria che, nonostante le attese, ha rivelato solo una brodaglia di liquami, ossa di tre individui e tre piccole placche d’oro (foto in alto). Un successo simile è derivato da una strana commistione tra interesse dei giornali, curiosità popolare, luoghi comuni e superstizione. In realtà, l’anno ha regalato molto di più. Ecco la lista dei principali eventi egittologici mese per mese:

GENNAIO

fcarrionmolinaIl 2018 si è aperto senza scoperte particolarmente eclatanti. L’evento più rilevante è stato la conclusione del megatrasloco del colosso di Ramesse II, in origine a Ramses Square, verso il Grand Egyptian Museum. Lo spostamento della statua, alta 11 metri e pesante 83 tonnellate, è stato effettuato in diretta TV, nel solco della recente e costante promozione pubblicitaria a favore del nuovo museo.

FEBBRAIO

113007709-ced24bc7-a42d-47d6-badb-01f6d6646c86Seguendo la tradizione iniziata nel 2017, il Ministero delle Antichità ha continuato ad annunciare le principali scoperte con conferenze stampa in pompa magna. Come il ritrovamento a Tuna el-Gebel di una necropoli (8 tombe e diversi pozzi funerari) in cui si trovavano oltre 40 sarcofagi di sacerdoti di Thot (approfondimento su National Geographic).

MARZO

114420864-9c8992d5-339f-4f1d-b28a-11fd69fba1bbUno studio agli infrarossi effettuato su due mummie predinastiche conservate presso il British Museum ha individuato le tracce dei più antichi tatuaggi figurativi al mondo (Naqada II, tra il 3351 e il 3017 a.C.). Il famoso Ginger (“Uomo A di Gebelein”) presenta un uro e una capra berbera sul braccio destro; la cosiddetta “Donna di Gebelein”, invece, 4 motivi ad “S” su una spalla e forse un bastone rituale sul braccio.

APRILE

100943816-17ecaffd-8f9a-45c8-8d37-71ef5b543dbdDoppia scoperta per Aprile con una rara testa di Marco Aurelio ritrovata fortuitamente durante i lavori di abbassamento della falda freatica a Kom Ombo (articolo NG) e il podio cermoniale per il giubileo di Ramesse II individuato a Eliopoli dalla missione dell’ex ministro delle Antichità Mamdouh el-Damaty.

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MAGGIO

32072966_1772518269460482_1866311672642142208_nEnnesima puntata della soap Tutfertiti con colpo di scena finale (si spera): nella tomba di Tutankhamon non c’è nessuna camera nascosta! Il team italiano diretto da Franco Porcelli (Politecnico di Torino) ha reso noti gli esiti della terza mandata di prospezioni al georadar effettuate a gennaio che hanno messo fine alla questione non avendo rilevato alcun vuoto dietro le pareti nord e ovest della camera funeraria.

GIUGNO

36189165_1827775780601397_4158860542598971392_nLa necropoli di el-Asasif, come si vedrà soprattutto nei mesi successivi, è stata con Saqqara il sito protagonista dell’anno. Ma già per giugno va segnalata la scoperta nella già nota tomba di Karabasken (TT391) di 4 vasi canopi in calcite riposti in una fossa quadrangolare scavata nel pavimento.

LUGLIO

001808838-de6b8d1f-8739-407f-b294-a30ff4844eb0Anche se l’attenzione mediatica si è concentrata tutta sul sarcofago nero di Alessandria, la scoperta del mese – forse dell’anno – è stata quella a Saqqara di un laboratorio d’imbalsamazione, una cachette con gli attrezzi utilizzati nel trattamento dei cadaveri, un pozzo funerario e oltre 35 mummie di XXVI dinastia. Tra i reperti del corredo, spicca una rarissima maschera funeraria in argento.

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AGOSTO

ac-2018-02535h_0001Ancora Saqqara ma con i risultati di uno studio portato avanti dall’Università di Catania che è riuscito a stabilire l’età del più antico formaggio solido conosciuto: ben 3200 anni! Altre analisi scientifiche, realizzate sulla mummia predinastica del Museo Egizio di Torino, avrebbero stabilito che l’imbalsamazione sarebbe stata praticata volutamente già intorno al 3600 a.C.

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SETTEMBRE 

2018-636727046374386457-438Tra i tanti ritrovamenti fortuiti che in questi anni stanno venendo dal cantiere di Kom Ombo, quello della sfinge tolemaica è stato il più apprezzato dai lettori, sia per lo stato perfetto di conservazione che, forse, per l’espressività del volto. Altro evento da ricordare, purtroppo, è stato il devastante incendio che ha distrutto il Museo Nazionale di Rio de Janeiro e la più grande collezione egizia del Sud America.

OTTOBRE

110938065-5a7b8a20-c8cd-4b51-8b0e-45839fe30422Ad Abusir, la storica missione ceca di Miroslav Barta ha individuato la tomba di Kairis (approfondimento su NG), alto funzionario della V dinastia che poteva fregiarsi di importanti titoli, come “Custode del Segreto della Casa del Mattino”, che lo legavano strettamente al faraone. Del defunto si è conservata anche una statua in granito rosa.

NOVEMBRE

222715984-165d114e-9f2d-4bf5-8404-2f28c4b0b1e1Tanta roba! Anche se di queste scoperte si vociferava almeno da settembre. Partiamo da Saqqara con una serie di tombe riutizzate in Epoca Tarda per la deposizione di mummie animali: gatti, coccodrilli, serpenti e addirittura scarabei. Passiamo poi a el-Asasif con ben quattro sarcofagi: due di Epoca Tarda ritrovati dagli egiziani e due dell’inizio XVIII din. aperti in diretta dalla missione francese.

DICEMBRE

DufHAqFWsAAjlfPL’anno si è chiuso alla grande per gli archeologi egiziani con la scoperta a Saqqara della tomba di un sacerdote di V dinastia. Le spettacolari decorazioni parietali hanno spinto Mostafa Waziry a definirla la tomba più bella ritrovata nel 2018.

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Incendio al Museu Nacional di Rio de Janeiro: in fumo la più grande collezione egizia del Sud America

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Source: globo.com

Ieri, alle 19.30 locali (nostre 22:30), un enorme incendio è scoppiato nel Museu Nacional di Rio de Janeiro e in poco tempo ha avviluppato l’intero edificio devastando gran parte degli oltre 20 milioni di reperti in esso contenuti. Gli 80 vigili del fuoco accorsi non hanno potuto niente. Proprio lo scorso 6 giugno, quella che è la più antica istituzione culturale brasiliana aveva celebrato i 200 anni dalla sua fondazione.

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Source: seshat.com.br

Se fortunatamente non si contano vittime umane, i danni al patrimonio storico sono incalcolabili. Persa per sempre è, tra l’altro, anche la collezione egizia, la più grande dell’America Latina con i suoi 700 pezzi. La raccolta era nata nel 1826, quando Pietro I, primo imperatore del Brasile, acquistò centinaia di oggetti provenienti dagli scavi di Belzoni. Questo gruppo, donato all’allora Museo Reale, costituisce il nucleo principale della collezione a cui si sono aggiunte nel tempo le acquisizioni fatte dal figlio Pietro II, ulteriori membri della corte e altri donatori privati.

B 1431Tra i reperti più importanti, spicca il bellissimo sarcofago di Sha-Amun-en-su, cantante di Amon durante il Periodo Tardo (immagine a sinistra), che insieme alla mummia della defunta fu donato a Pietro II dal khedivè d’Egitto Ismail Pascià. Poi era possibile ammirare altri tre sarcofagi e cinque mummie umane, diversi corpi imbalsamati di animali, dozzine di stele funerarie, frammenti di rilievi, maschere, statuette di divinità, ushabti, vasi canopici, coni funerari, amuleti e gioielli.

Per maggiori informazioni: https://goo.gl/fhfv8X

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