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Scoperto il volto del colosso di Psammetico I

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Source:  Mahmoud Tharwat

Ricorderete sicuramente il colosso di Psammetico I (664-610 a.C.) scoperto nel marzo del 2017 a Eliopoli (area di Souq el-Khamis, nell’odierno sobborgo del Cairo di el-Matariya) dalla egiziano-tedesca diretta da Aiman Ashmawy e Dietrich Raue. La statua in quarzite, in origine alta 8 metri, pezzo dopo pezzo sta prendendo forma e ora comincia ad avere anche un volto. Durante l’ultima campagna di scavo, infatti, è stato ritrovato un bellissimo frammento (immagine in alto) con l’occhio sinistro e parte del naso del faraone della XXVI dinastia, di cui si aveva già corona, mento, bocca, orecchio destro e una piccola porzione dell’occhio destro.

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Kom Ombo, scoperta stele di Amenofi I con le regine Tetisheri e Ahmose-Nefertari

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Source: MoA

Continuano a venir fuori stele dallo scavo d’emergenza di Kom Ombo. Solo una decina di giorni fa, infatti, nel cantiere dei lavori di abbassamento della falda freatica erano stati ritrovati due reperti iscritti in arenaria risalenti ai regni di Tolomeo V e Seti I.  Questa volta, invece, si va ancora più in là con il tempo, fino all’inizio del Nuovo Regno. La stele in questione, di cui è stata scoperta solo la porzione della lunetta e di tre righe di testo geroglifico, mostra una scena di offerta nei confronti di due importanti regine del periodo di passaggio dalla XVII alla XVIII dinastia, in cui la nuova dinastia tebana riuscì a conquistare il potere e a riunificare l’Egitto a discapito dei dominatori stranieri Hyksos.

Sotto il classico disco solare alato, vediamo sedute in trono Tetisheri (a destra) e Ahmose-Nefertari (a sinistra), rispettivamente bisnonna e madre di Amenofi I, il faraone sotto il quale – più precisamente, come si vede all’inizio della prima riga, nell’11° anno del suo regno (1515 a.C. circa) – è stata realizzata la stele. Dopo la data, infatti, si legge la titolatura reale con il prenome Djeserkara e il nome Amenhotep.

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Source: MoA

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Abusir, scoperta tomba di alto funzionario della V dinastia

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Source: Luxor Times

Ad Abusir, una delle necropoli più importanti dell’Antico Regno, gli archeologi cechi diretti da Miroslav Bárta (Univerzita Karlova, Praga) hanno scoperto una tomba di un alto funzionario vissuto durante il regno di Niuserra (2460-2430 a.C.). Curiosamente, la notizia è stata annunciata ieri proprio in corrispondenza del 60° anniversario dalla fondazione dell’Istituto Ceco di Egittologia.

Secondo quanto riferito da Mostafa Waziry, segretario generale del Supreme Council of Antiquities, il defunto si chiamerebbe Kairis e si fregerebbe di importanti titoli quali “Sovrintendente di tutti i lavori reali” (imy-r kAt nbt nt nswt), “Amato dal suo signore”, “Confidente del re” e soprattutto “Custode del Segreto della Casa del Mattino”. Quest’ultima onorificenza sta a indicare la partecipazione ai rituali mattutini, abluzioni e vestizione, che il faraone, in quanto figlio del Sole, officiava al risveglio in una particolare area del palazzo. Durante la V dinastia, il titolo di Hry sStA n pr-dwAt è particolarmente importante perché ricoperto da visir, principi o alti sacerdoti. Un esempio è Ptahshepses, visir e genero di Niuserra, sepolto proprio ad Abusir in una tra le tombe non reali più monumentali dell’Antico Regno.

Sebbene non si sia completato di scavare l’intero ipogeo, è bastato liberare dalla sabbia il pozzo funerario principale per scoprire la statua in granito rosa, spezzata in due parti, che mostra il defunto seduto su un sedile su cui sono incisi nome e titoli.

A breve maggiori dettagli.

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Ancora due stele dagli scavi di Kom Ombo

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Source: MoA

Ormai i lettori più assidui del blog l’avranno imparato a memoria, ma mi scuseranno se ripeto questa introduzione per i nuovi arrivati. In prossimità del tempio tolemaico di Kom Ombo, nel governatorato di Assuan, si stanno effettuando lavori per abbassare il livello della falda freatica che minaccia i resti del santuario e, scavando, sono numerose le scoperte fortuite. Dopo i più recenti ritrovamenti, due stele di Tolomeo V e una sfinge, questa volta è il turno di altre due stele, divise nella datazione da oltre 1000 anni.

La prima, spezzata in due, è alta 2.3 metri, larga 1 m e spessa 30 cm. Secondo quanto riferito dal Ministero delle Antichità, sulla lunetta sarebbe mostrato (due volte) Seti I (1290-1279 a.C.) nell’atto di presentare offerte al dio coccodrillo Sobek e a Horus. Inoltre, nelle 28 righe di testo geroglifico sotto la scena rituale sarebbe citato anche il nome dell’ultimo faraone della XVIII dinastia, Horemheb. Fra l’altro, non sarebbe il primo ritrovamento risalente alla XIX dinastia in questo contesto, dopo i frammenti di una statua colossale di Ramesse II.

La seconda stele è conservata peggio essendo fratturata in più parti, ma le misure totali sono state stimate sui 3.25 x 1.15 x 0.3 metri. In questo caso, il sovrano ad essere rappresentato è Tolomeo IV (222-204) insieme alla moglie Arsinoe III al cospetto della trinità di Kom Ombo (qui bisogna fidarsi perché non sono state ancora distribuite foto). Si tratta comunque solo di uno studio preliminare che, visti anche casi passati, non fornisce la certezza delle informazioni rilasciate dal ministero.

 

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Menfi, scoperto edificio romano con terme e ambienti rituali

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Source: MoA

A due passi dal sito di Mit Rahina (l’antica Menfi), in un’area indicata come Hid el-Demerdash, gli archeologi egiziani hanno scoperto un grande edificio di epoca romana. La struttura misura 17 x 14,5 metri ed è stata costruita con una tecnica mista di mattoni crudi, blocchi di calcare e mattoni cotti, tipici del periodo e riconoscibili dal colore rosso (come nella scalinata nella foto in basso a destra). Come riferito da Adel Okasha, direttore generale delle Antichità del Cairo e di Giza, a questo corpo principale se ne addossa un altro sull’angolo S-E che comprende terme e ambienti probabilmente adibiti a rituali religiosi per la presenza di diversi bacini lustrali in calcare e un altare per le offerte decorato con una maschera mostruosa interpretata come il volto del dio Bes (foto in basso). Nell’angolo esterno N-E, invece, in un’area esterna recintata, è stato trovato un forno conico, ancora oggi tipicamente usato per cuocere il pane.

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Source: MoA

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Assuan, scoperte tombe di Epoca Tarda con sarcofagi e mummie

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Source: MoA

Sulla riva occidentale di Assuan, nei pressi del mausoleo islamico di Aga Khan, gli archeologici egiziani hanno individuato tre tombe rupestri di Epoca Tarda (672-332 a.C.).

Le sepolture sono state sicuramente riutilizzate più volte, come dimostra la presenza di mummie accatastate senza ordine. Tuttavia, nell’ipogeo principale, composto da una camera rettangolare di 3 x 5 metri, si trovava un sarcofago antropoide in arenaria ancora chiuso che conteneva una mummia in buono stato di conservazione (foto a sinistra). Nella tomba sono stati scoperti anche i resti di un sarcofago in terracotta, oltre ad amuleti in faience (occhi udjat, uno scarabeo alato e i quattro Figli di Horus), una testa di statua in arenaria e una statuetta in legno di falco. Sulle pareti, invece, decorazioni pittoriche con divinità come Hathor, Iside e Anubi e iscrizioni geroglifiche ancora non diffuse dal Ministero delle Antichità (foto in basso).

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Scoperta sfinge tolemaica a Kom Ombo

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Source: english.ahram.org.eg

Sorrisetto di circostanza, folte sopracciglia inarcate, espressione leggermente contrariata: evidentemente la sfinge non si aspettava di essere disturbata. Eppure i ritrovamenti in quel di Kom Ombo si fanno sempre più frequenti. La statua in arenaria è stata individuata nei pressi del tempio proprio dove, circa due mesi fa, sono state scoperte due stele di Tolomeo V. Come nei casi precedenti, il reperto risale all’età tolemaica ed è il frutto degli scavi effettuati per l’abbassamento della falda freatica. In attesa di maggiori studi, non si hanno ulteriori dati sull’oggetto.

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Scoperta tomba di Medio Regno a Lisht

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Source: MoA

Continuano le news da Lisht, la necropoli della capitale del Medio Regno Itj-tawy. A pochi giorni dall’annuncio della documentazione di 802 tombe già note, ne è stata scoperta una nuova, scavata nella roccia a circa 300 metri a N-E dalla piramide di Sesostri I (vedi mappa in basso). Gli archeologi egiziani hanno individuato la sepoltura di un funzionario, di cui ancora non si conoscono ancora né nome né titoli, composta da una corte aperta e da un corridoio iscritto che si addentra nella collina. Il passaggio termina in un’ampia sala sul cui lato ovest si trova una piccola cappella decorata di cui il Ministero delle Antichità non ha fornito foto.

Nel cortile esterno è stato trovato anche un pozzo profondo 3 metri che conduce alle camere funerarie vere e proprie. Dal lato ovest del fondo, infatti, si accede a due stanze successive in cui sono stati ricavati due sarcofagi in calcare scavati nel pavimento. In particolare il secondo, vuoto come il primo, presenta una strana lavorazione a “scalini” all’interno. Anche sulla faccia sud del pozzo si apre un corridoio che conduce ad altre stanze che saranno scavate nella prossima stagione.

 

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Individuato uno dei più antichi insediamenti del Delta del Nilo

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Source: MoA

A Tell el-Samara, sito del governatorato di Daqahliya nel Delta Orientale, l’uomo s’insediò molto prima di quello che si credeva. Infatti, la missione franco-egiziana diretta da Frederic Guyot (Institut Français d’Archéologie Orientale) è riuscita a individuare tracce di presenze che risalgono al Neolitico, cioè alla fine del V millennio a.C. Le precedenti attestazioni, note già dal 1982, si aggiravano per lo più a 1000 anni più tardi, cioè alla fine del Predinastico.

Quanto annunciato oggi dal Ministero delle Antichità, tuttavia, è più che altro una conferma dei risultati arrivati già dopo la prima campagna di scavo (dicembre 2015), come si può evincere dal report preliminare del 2016. La ceramica degli strati più profondi del sito, infatti, era apparsa da subito comparabile con quella dei più antichi insediamenti del Delta, come Sais, el-Omari e Merimde. Oltre ai manufatti, sono stati ritrovati un riparo e un silos cilindrico dal diametro di 85 cm, pieno di ossa animali e resti paleobotanici che verranno analizzati per conoscere meglio le abitudini alimentari della società neolitica.

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Alessandria d’Egitto, scoperte tombe di epoca tolemaica

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Source: Luxor Times Magazine

Ancora tombe casualmente scoperte ad Alessandria d’Egitto nel bel mezzo di cantieri edili. Ma, questa volta, non c’è alcuna possibilità di tirare in ballo a sproposito Alessandro Magno perché le sepolture sono piuttosto modeste e mancano sarcofagi. Il ritrovamento, come detto, è stato effettuato durante lo scavo per la realizzazione di un muro inerente agli edifici della ferrovia che passa a el-Zeytoun, nei pressi della stazione centrale della città.

Gli archeologi diretti da Fahima El Nahas hanno così identificato alcune tombe scavate nella roccia risalenti all’epoca tolemaica, ma utilizzate a lungo anche in periodi successivi. La struttura comune prevede una breve scalinata che conduce a una piccola anticamera e alla camera rettangolare su cui si affacciano i loculi, molti dei quali ancora sigillati da uno strato d’intonaco dipinto. Il corredo funebre presenta diversi contenitori ceramici, da anfore a vasi più piccoli, lucerne e ampolle di vetro. Presenti anche i resti ossei dei defunti sepolti che sono comunque stati disturbati già negli anni ’30 del secolo scorso dai lavori di costruzione della ferrovia e poi dai bombardamenti aerei della seconda guerra mondiale.

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