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Scoperti circa 20 sarcofagi ancora sigillati a el-Asasif

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ph. Ahmed Galal

La missione egiziana del Supreme Council of Antiquities ha scoperto una cachette con almeno 20 sarcofagi lignei policromi nella necropoli di el-Asasif, nei pressi del tempio di Hatshepsut a Tebe Ovest.

Non si sa ancora molto del ritrovamento perché i sarcofagi, risalenti alla XXI-inizio XXII dinastia, sono sigillati e saranno aperti solo nelle prossime ore con l’arrivo del ministro delle Antichità Khaled el-Enany e di Mostafa Waziry, segretario generale dello SCA. Ci si aspetta quindi che all’interno ci siano ancora mummie.

La scoperta verrà presentata ufficialmente con una conferenza stampa il 19 ottobre, ma sono filtrate già in anteprima le prime foto, soprattutto grazie a Luxor Times, che ci permettono di vedere i sarcofagi ritrovati ancora accatastati in due strati. Prossimi aggiornamenti alla prossima settimana.

 

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Zahi Hawass annuncia nuove scoperte nella Valle dei Re

Source: see.news

Forse ci si aspettava di più dalla conferenza stampa di stamattina tanto pubblicizzata dai media egiziani. Soprattutto alcuni, ingannati da veri e priori post acchiappa click, immaginavano l’annuncio della scoperta della tomba di Ankhesenamon per cui, invece, bisognerà pazientare ancora.

In ogni caso, una notizia importante c’è: la lista dei numeri delle tombe della Valle dei Re (KV) si aggiorna con il 65. In realtà, la nuova KV65 è un ripostiglio in cui erano stipati diversi attrezzi usati dagli operai per la realizzazione delle vicine tombe.

Questo e altri ritrovamenti annunciati poche ora fa sono stati effettuati dalla missione di Zahi Hawass nella Valle delle Scimmie, ramo occidentale della Valle dei Re. Un’area produttiva individuata serviva per la produzione di suppellettili funerarie da porre nelle tombe e comprendeva un forno per la ceramica e un punto di raccolta delle acque. In questa zona sono stati trovati due anelli d’argento e centinaia di elementi decorativi per sarcofagi di XVIII dinastia.

In un altro punto sono state scavate 30 piccole capanne temporanee per gli operai e i loro utensili.

Altre scoperte sono state annunciate anche per la seconda missione di Hawass, quella nei pressi della tomba di Tutankhamon, ma verranno annunciate in una prossima conferenza stampa.

Per aggiornamenti e ulteriori foto vi rimando all’articolo che a breve scriverò per National Geographic.

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Scoperta statua egizia nelle acque di Pozzuoli

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Source: tg24.sky.it

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Foto per gentile concessione di Mario Rosiello

Una statua egizia nel mare di Pozzuoli. La notizia di una scoperta simile potrebbe sembrare strana, ma in realtà, come vedremo, non lo è.

A 15 metri dalla costa della città campana, 3 metri in profondità, Mario Rosiello, sub professionista in pensione, ha individuato la testa in marmo di una divinità bifronte, probabilmente Giano, e la parte inferiore di una statua naofora in granito che ha prontamente consegnato ai Carabinieri (seppur mi faccia sempre storcere il naso l’archeologia fai da te). La scultura egizia conserva solo la base, le gambe e le mani dell’ancora anonimo individuo rappresentato inginocchiato mentre sorregge un naos, un tabernacolo contenente la figura di un dio.

A Pozzuoli era già stata scoperta una scultura del genere, nella necropoli monumentale di Via Celle. Infatti, l’antica Puteoli, insieme ad altri centri del litorale campano come Cuma, Baia, Bacoli e Pompei, fu il punto iniziale di diffusione dei culti egizi – soprattutto Iside e Serapide – che arrivarono nella penisola italiana a partire dal II sec. a.C. grazie a mercanti e marinai stranieri. Per questo non deve stupire la presenza di aegyptiaca, originali o egittizzanti, nei siti archeologici della Campania.

Per approfondimenti e il video della scoperta: http://www.nationalgeographic.it/multimedia/2019/09/23/video/scoperta_reperti_statue_mare_pozzuoli-4554873/1/

Fra l’altro, non è la prima volta che un ritrovamento del genere viene effettuato nei fondali della zona, come giustamente mi fa notare Antonio Cangiano, giornalista che sta scrivendo un libro sull’archeologia subacquea nei Campi Flegrei. Nel 1985, ad esempio, nei pressi di Punta dell’Epitaffio a Baia, il sub Vincenzo Gaudino individuò fortuitamente un frammento di statua in diorite risalente alla XXX dinastia (380-342 a.C.), iscritto con geroglifici su due lati (foto in basso).

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Di Fraia G., Lombardo N., Scognamiglio E., “Contributi alla topografia di Baia sommersa”, in «Puteoli. Studi di Storia Antica», 9-10 (1985-1986)

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Medio Egitto, scoperti resti di un tempio scavando una fogna

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Source: MoA

Dopo oltre un mese dall’ultima notizia di una scoperta in Egitto e la consueta pausa per la stagione più calda, si torna finalmente a parlare di archeologia, seppur riferendosi a uno scavo di emergenza.  A Kom Ashkaw, l’antica Afrodito nel governatorato di Sohag, Medio Egitto, durante la realizzazione della rete fognaria sono stati individuati blocchi iscritti di calcare. Per il momento è stato messo in luce l’angolo N-E di un edificio, probabilmente un tempio o una cappella, le cui pareti hanno uno spessore di 2,30 m e fondazioni di 5 file di blocchi. Alcuni rilievi, in cattivo stato di conservazione, mostrano la classica scena con la nomenclatura delle diverse province d’Egitto accompagnata dalle rappresentazioni del dio Hapi, personificazione del Nilo e dei nomoi stessi (foto in alto).

 

Aggiornamento (29/09/2019):

Il proseguimento dello scavo ha permesso di far chiarezza sul tempio scoperto che, grazie alla presenza di cartigli (foto in basso), può essere collocato sotto il regno di Tolomeo IV (222-204 a.C.).

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Source: MoA

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Pelusio, individuata la sede del Senato cittadino

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Source: MoA

A Tell el-Farama, sito del Sinai nord-occidentale dove sorgeva l’antica città di Pelusio, una missione egizia ha individuato un grande edificio monumentale di epoca romana.  La costruzione, realizzata in mattoni cotti e blocchi di calcare, si estende per circa 2500 m² con un perimetro rettangolare. All’interno, una struttura circolare presenta 3 livelli di tribune, larghe 60 cm, in mattoni foderati in marmo.

Questa particolarità ha fatto pensare  si trattasse della sede del Senato cittadino, cioè il luogo di riunione dei rappresentanti di Pelusio. Non a caso, l’ingresso principale del palazzo si affaccia a est sulla strada più importante del centro (foto in basso a sinistra). Gli archeologi hanno trovato anche resti di mosaici e pochi frammenti di colonne rimasti dallo smantellamento dell’area nel V-VI secolo, quando la città, ormai abbandonata per l’insabbiamento del ramo pelusiaco del Delta su cui si trovava, fu utilizzata come cava di materiale edile da riuso.

La scoperta è stata effettuata durante lo scorso anno durante scavi di emergenza in un’area in cui sorgerà una nuova città, ma è stata annunciata solo ieri; in realtà, l’esistenza dell’edificio era già stata appurata nel 2005 grazie a saggi e prospezioni geomagnetiche del Centro di Archeologia del Mediterraneo dell’Università di Varsavia.

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Alessandria, scoperto mosaico di epoca romana

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Source: MoA

A Kom el-Dikka, sito di Alessandria d’Egitto noto per il teatro romano, la missione egiziano-polacca diretta da Grzegorz Majcherek (Centro di Archeologia Mediterranea, Università di Varsavia) ha scoperto un nucleo di abitazioni, databili soprattutto tra il I e il III sec. d.C., di cui una con un pavimento in mosaico perfettamente conservato.

Il mosaico policromo si trovava nel triclinio, l’ambiente più importante della casa dove si consumavano i pasti e s’incontravano gli ospiti. Lo schema decorativo prevede un cerchio iscritto in un quadrato con cornici a guilloché, in cui sette esagoni con rosette e fiori di astragalo sono inquadrati da quattro fiori di loto.

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Dahshur, aperta al pubblico la Piramide romboidale e annunciata la scoperta di mummie tarde

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Source: wikipedia.org

Alla ormai consueta presenza di decine di ambasciatori stranieri e giornalisti, ieri il ministro delle Antichità Khaled el-Enany ha tenuto una cerimonia ufficiale a Dahshur, necropoli reale a sud del Cairo, durante la quale ha inaugurato l’apertura al pubblico della cosiddetta Piramide romboidale e della sua piramide satellite.

La piramide, alta circa 105 metri, deve il suo nome alla particolare forma a doppia pendenza che dai 55° iniziali passa a un’inclinazione di 44°. Questo cambiamento probabilmente è stato causato da una riprogettazione in corso d’opera degli architetti incaricati dal faraone Snefru (2630-2609 a.C.) che si accorsero di un possibile collasso della struttura con il disegno originario. In ogni caso, la struttura ha una grande importanza nella storia dell’architettura funeraria religiosa egizia perché coincide con una fase di transizione tra le piramidi a gradoni e quelle classiche; inoltre, è la prima a presentare tutte le caratteristiche del tradizionale schema di sepoltura piramidale: tempio a valle, rampa processionale, tempio funerario e piramide satellite, anche quest’ultima aperta per la prima volta al pubblico.

I due monumenti sono stati restaurati per accogliere i turisti grazie al consolidamento della struttura interna, l’istallazione di sistemi d’illuminazione e di passerelle di legno.

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Source: MoA

Durante la conferenza stampa, il ministro e Mostafa Waziry, segretario generale del Supreme Council of Antiquities, hanno annunciato anche la scoperta di un muro di Medio Regno che si estende per 60 m a sud della piramide di Amenemhat II e di una serie di sarcofagi di Periodo Tardo in calcare, terracotta e legno ancora contenenti mummie in buono stato di conservazione. Alcuni dei corpi presentano variopinte coperture in cartonnage e perfino vere ghirlande di fiori, proprio come quelli molto simili scoperti nella stessa area lo scorso novembre.

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Saqqara, archeologi polacchi scoprono una trentina di mummie

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Ph. J. Dąbrowski / PCMA

Gli archeologi polacchi dell’Istituto di Egittologia dell’Università di Varsavia hanno scoperto una trentina di mummie di oltre 2000 anni a ovest del complesso funerario di Djoser a Saqqara. In realtà, il ritrovamento risale all’ultima missione del settembre 2018, ma non era ancora stata annunciato.

L’area di scavo è collocata tra il muro di cinta occidentale e il grande fossato che circonda il complesso (immagine in basso), in una zona in cui si trovano tombe di funzionari di Antico Regno. Tuttavia, lo stesso luogo è stato sfruttato in epoche successive per sepolture molto più povere consistenti in corpi con mummificazione semplice in sarcofagi in legno o coperture in cartonnage, posti in fosse nella sabbia. Per questo motivo, lo stato di conservazione è quasi sempre cattivo e spesso delle bare sono rimaste solo tracce.

Particolare è il sarcofago in legno della Sepoltura 732 (foto in alto) che è stato depredato già in antichità da ladri che hanno asportato la maschera funeraria. La decorazione, secondo il direttore della missione Kamil Kuraszkiewicz, sottolinea la scarsa qualità dell’oggetto il cui artefice era evidentemente analfabeta in quanto l’iscrizione geroglifica non ha un significato compiuto. Inusuale è anche la scelta di utilizzare il blu nel disegnare i due Anubi che si trovano nella parte dei piedi.

http://saqqara.uw.edu.pl/wp-content/uploads/sites/213/2019/06/PEAMS-2018.pdf

Source: saqqara.uw.edu.pl/en/obiekty/fosa/

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Scoperti nel Delta N-O magazzini di Ramesse II per la conservazione del cibo

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Source: MoA

Il team di archeologi egiziani che lavora a Tell Abqain, governatorato di Buharya, ha individuato due magazzini per lo stoccaggio di alimenti databili al regno di Ramesse II (1279-1212 a.C.). Il sito si trova nella città di Housh Eissa, nel Delta nord-occidentale, e corrisponde a una fortezza fatta costruire dal celebre faraone di XIX dinastia per proteggere il confine est dagli attacchi dei Libici. Non a caso, oltre ai due magazzini, sono stati scavati anche un tratto delle mura esterne, torri di avvistamento e un finto cortile di accesso che sarebbe servito a ingannare eventuali invasori.

In ogni caso, le due strutture in mattoni crudi erano suddivise in piccole celle come un alveare. Separati da un’area aperta murata, i magazzini erano protetti da due ambienti adibiti alle guardie. All’interno sono stati ritrovati diversi contenitori ceramici e resti di ossa di animali e pesci. Inoltre, alcuni forni di argilla adiacenti alle strutture potrebbero essere stati utilizzati per tostare il grano, così da eliminare parassiti e umidità e, di conseguenza, prolungare la conservazione dei cereali. Tra i ritrovamenti ci sono anche diversi amuleti protettivi (foto in basso).

 

 

 

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Archeologi polacchi scoprono una delle più antiche chiese egiziane

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T. Skrzypiec/pcma.uw.edu.pl

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Un gruppo di archeologi del Centro di Archeologia del Mediterraneo dell’Università di Varsavia potrebbe aver individuato una delle più antiche chiese cristiane mai costuite in Egitto.

Il ritrovamento è stato effettuato nel porto di Marea, l’antica città di Philoxenite che si trovava sulla costa sud del Lago Mariut, 45 km a sud-ovest di Alessandria. Qui il team polacco diretto da Krzysztof Babraj (Museo Archeologico di Cracovia) sta scavando dal 2000 i resti di una grande basilica cristiana del V-VIII secolo (foto in alto). Tuttavia, alla fine della scorsa stagione (novembre 2018), sotto il pavimento dell’edificio sono emerse tracce di una chiesa più antica che, per la tipologia della struttura muraria in calcare e per le ceramiche presenti, può essere datata addirittura alla metà del IV secolo.

Tra i frammenti di vaso ritrovati, alcuni appartenevano ad anfore da vino provenienti da Cipro e dall’Anatolia, altri a lampade ad olio e a recipienti per l’incenso. Delle strutture murarie, invece, resta solo il muro perimetrale di 15 x 24 m (foto in basso a sinistra) perché tutti gli elementi archittetonici, come colonne e architravi, furono riutilizzati per la basilica successiva. In ogni caso le mura erano decorate con intonaci policromi conservatisi solo in pochi frammenti (in basso a destra).

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