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L’Egitto chiederà l’inserimento di tre nuovi siti nella lista UNESCO

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Colonna di Pompeo, Alessandria (source: AhramOnline)

Il ministro El-Damaty ha annunciato che l’Egitto chiederà all’UNESCO di includere tre nuovi gruppi di siti nella World Heritage List: l’antica città di Alessandria, i templi tolemaici e le cittadelle islamiche di Qalat al-Gundi, nel centro del Sinai, e dell’Isola del Faraone, Golfo di Aqaba. In particolare, è stato istituito un comitato permanente che, in collaborazione con Ministero delle Antichità, governatorato di Alessandria e Bibliotheca Alexandrina, si occuperà di redigere la documentazione relativa ai luoghi della città mediterranea da tutelare: le catacombe di Kom el-Shoqafa, il teatro romano di Kom el-Dikka, la cosiddetta “Colonna di Pompeo” (foto in alto), i resti urbani sommersi nel mare, la cisterna di Ibn Al-Nabih e le Torri di Alessandria.

In realtà, l’Egitto aveva proposto Alessandria già nel 2003 e l’Isola del Faraone, prima da sola nel 1994, poi in coppia con l’altra fortezza nel 2003. Attualmente, la lista dei Patrimoni dell’umanità presenta sette siti egiziani: Abu Mena (1979); l’antica Tebe con la sua necropoli (1979); Il Cairo storica (1979); Menfi e la sua necropoli – la piana delle Piramidi da Giza a Dahshur (1979); i Monumenti Nubiani da Abu Simbel a Philae (1979); il Monastero di Santa Caterina (2002); Wadi al-Hitan, la “Valle delle balene” (2005).

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Il teatro romano di Kom el-Dikka (source: synotrip.com)

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Catacombe di Kom el-Shoqafa (source: arounddeglobe.com)

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Resti dell’antica città di Alessandria sommersi nel Mediterraneo (source: moco-choco.com)

 

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L’Isola del Faraone (source: pl.wikipedia.org)

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Sole sorge in asse con il tempio di Hibis

Source: thecairopost.com

Source: thecairopost.com

Stamattina, alle 5:46, il sole è sorto nel portale orientale del tempio di Hibis e, per circa 5 minuti, lo ha attraversato lungo l’asse centrale. Il fenomeno, che interessa il sito due volte l’anno, il 7 aprile e il 6 settembre, è stato scoperto nel 2014 da Ahmed Awad, ricercatore presso la facoltà di Ingegneria della October 6 University (Giza). Awad sta portando avanti un progetto che prevede lo studio della posizione di tutti i templi egiziani rispetto al sole e che, per ora, ha individuato diciassette esempi di allineamento. In questo caso, le date non sono collegate ai solstizi (come a Karnak o Qasr Qarun) o alle fasi della piena del Nilo (come per Abu Simbel), ma potrebbero essere sincronizzate con qualche cerimonia religiosa dedicata ad Amon-Ra. Il santuario, infatti, fu costruito nell’Oasi di Kharga sotto la dominazione persiana di re Dario (XXVII din., 525 a.C. circa) in onore della triade tebana Amon-Ra, Mut e Khonsu. Successivamente, divenne presidio militare in epoca romana e chiesa cristiana. Oggi, è il tempio più grande e meglio conservato del Deserto Occidentale.

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Apertura notturna per la Valle dei Re e i templi di Luxor

Source: MSA

Source: MSA

Durante una visita ufficiale a Luxor, il ministro delle Antichità, Mamdouh El-Damaty, ha annunciato che il rinnovamento del sistema d’illuminazione dei siti archeologici cittadini sta andando avanti e che, dal 25 luglio, sarà possibile effettuare visite notturne fino alle 23:00. Il progetto include le tombe della Valle dei Re, il Ramesseum (nella foto) e il tempio di Hatshepsut a Deir el-Bahari. Dal 1 luglio, inoltre, con l’orario estivo, l’apertura del Tempio di Luxor sarà estesa di un’ora fino alle 11 di sera. L’iniziativa è sicuramente interessante e garantirebbe ai turisti un’esperienza suggestiva, ma, conoscendo l’affidabilità dei comunicati stampa egiziani, mi viene da domandarmi a quale anno si riferisca quel 25 luglio…

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Giza, Riaperte al pubblico due mastabe restaurate di Antico Regno

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Source: MSA

La settimana scorsa, presso la necropoli occidentale di Giza (Cimitero G 6000), il ministro El-Damaty ha inaugurato la riapertura di due tombe di V dinastia chiuse dal 2007 per restauro. I lavori, però, erano iniziati solo nel 2010 e si erano subito bloccati a causa della rivoluzione del 2011, per poi essere ripresi sei mesi fa. Le mastabe appartengono a due funzionari del regno di Niuserra (2460-2430): Iymery“Sacerdote del culto di Cheope”, e suo figlio Nefer-Bau-Ptah. La prima tomba (G 6020) è costruita in blocchi di calcare e al suo interno presenta pitture con scene di agricoltura, allevamento e artigianato (falegnami, scultori, orafi. Vedi immagine in basso). La seconda (G 6010), invece, è caratterizzata da una statua a grandezza naturale del defunto scavata nella roccia (vedi a sinistra).

Per maggiori informazioni sulle due mastabe, consiglio di consultare le ampiamente esaustive schede del “The Giza Archives”, progetto del Museum of Fine Arts di Boston che mette a disposizione tutta la documentazione possibile riguardante l’area archeologica di Giza: Iymery e Nefer-Bau-Ptah.

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Source: drhawass.com (@Sandro Vannini)

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Inaugurati due tratti del “Viale delle Sfingi”

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Source: Bernard M. Adams (egyptmyluxor.weebly.com)

Che sia la volta buona? Dopo cinque anni di rinvii, arriva l’ennesimo annuncio del ministro delle Antichità di turno che dichiara l’apertura al pubblico del “Viale delle Sfingi”. Oggi, infatti, Mamdouh El-Damaty dovrebbe inaugurare il I e il V tratto del viale; ma aveva detto la stessa cosa il precedente ministro, Mohamed Ibrahim, due anni fa (e mi ero mostrato scettico già allora).

L’ambizioso progetto prevede lo scavo, il restauro e la musealizzazione dell’antica via processionale che collegava il Tempio di Luxor al complesso di Karnak. L’attuale percorso corrisponde a quello voluto da Nectanebo I (380-362) che fece restaurare l’originale versione di Amenhotep III aggiungendo ai due lati della strada, per circa 2,7 km, 1350 sfingi (durante la XVIII din. erano a testa di ariete), distanziate di 60 m l’una dall’altra. I lavori di scavo, iniziati nel 2004, non sono stati esenti da polemiche perché, per liberare il Viale, sono state abbattute centinaia di case, moschee e chiese cristiane, spostando migliaia di persone dalle loro abitazioni.

Al di là dell’impatto turistico dell’operazione, dai cantieri sono emersi importantissimi dati archeologici; infatti, sono state scoperte le tracce di interventi di numerosi faraoni, da Hatshepsut a Cleopatra VII, la metà delle sfingi, o ciò che ne rimane, e diverse costruzioni di epoca romana, come cisterne e luoghi di produzione del vino. In particolare, le due sezioni che dovrebbero essere aperte corrispondono al 37% del totale: il I tratto è di 350 m e parte dalla facciata del Tempio di Luxor; il V è lungo 600 m e va dal retro della Biblioteca di Luxor alla strada che conduce all’aeroporto.

 

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Riaperto al pubblico il complesso solare del Tempio di Hatshepsut

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Source: Luxor Times Magazine

Domenica scorsa, si è tenuta la cerimonia di apertura ufficiale del complesso solare del tempio di Hatshepsut a Deir el-Bahari. Il centro cultuale si trova nell’area nord della terza terrazza del tempio ed è di nuovo visitabile dopo un lungo periodo di restauro da parte della missione polacca diretta da Zbigniew Szafrański. Gli elementi principali consistono nella Cappella del Sole Notturno e in una corte con l’altare in calcare (vedi immagine). La prima, posta ad est per simboleggiare la resurrezione dell’astro all’alba, presenta una decorazione con il viaggio notturno della barca solare. L’altare, invece, serviva per i riti all’aperto legati al percorso diurno del sole e alla legittimazione il potere della stessa Hatshepsut che si insigniva del titolo di figlia di Amon-Ra. Restaurata anche la vicina Cappella di Anubi.

http://www.osirisnet.net/monument/deb/t3/e_deb_t3.htm

 

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Solstizio d’inverno: il sole attraversa il Tempio di Qasr Qarun e Karnak

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Source: memphistours.co.uk

Oggi, 21 dicembre, in concomitanza con il solstizio d’inverno e l’inizio della stagione più fredda, il tempio di Qasr Qarun è protagonista di un raro fenomeno simile a quello che si ripete due volte l’anno nel Tempio Maggiore di Abu Simbel. Infatti, i raggi del sole attraversano tutto l’edificio illuminando la parte più interna che è sempre al buio, il sancta sanctorum che conservava le statue di Sobek. Il tempio, probabilmente costruito nel III sec. a.C., è dedicato proprio al dio coccodrillo e si trova nell’antica città di Dionysias, nei pressi del lago Qarun, Fayyum.

Ovviamente, questo allineamento non è casuale, ma è un espediente che gli antichi astronomi e architetti egizi applicarono anche per il complesso di Karnak (nella foto in basso, il sole sorge sul portale di Nectanebo I).

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Source: Nile Magazine

 

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Villa Adriana, domenica 7 sarà visitabile il cantiere del “Tempio di Iside”

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Source: roma.repubblica.it

Domenica 7 dicembre, a Villa Adriana (Tivoli), sarà visitabile il cantiere di scavo/restauro della cosiddetta “Palestra” che, in realtà, potrebbe rivelarsi un centro di culto di divinità egizie. Il complesso monumentale era stato chiamato così da Pirro Ligorio che aveva interpretato come atleti tre busti da lui ritrovati nell’area. Ma si è dovuto aspettare il 2005 per un’indagine archeologica approfondita che ha messo in luce sette edifici tra cui una sala con doppio portico, un giardino pensile e un’aula basilicale già inclusi nel percorso di visita. L’attuale cantiere, invece, è stato avviato l’anno scorso dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio. L’interpretazione, ancora non confermata, come Tempio di Iside deriva da una serie di ritrovamenti effettuati nel corso dei secoli di materiale egittizzante, come un busto colossale di Iside, busti di sacerdoti isiaci e la sfinge acefala scoperta ancora in situ nel 2006. La scorsa primavera, invece, sono emerse altre statue, tra cui uno splendido Horus in forma di falco (vedi foto). Non deve stupire la presenza di un culto egizio in Italia sia per l’apertura dei Romani alle religioni dei popoli assoggettati (Iside e Serapide erano tra le divinità più diffuse nell’impero) sia per l’amore dell’imperatore Adriano per l’Oriente e, in particolare, per l’Egitto in cui visse circa due anni.

L’area di scavo sarà accessibile con visite guidate alle 10.30, 12.00, 14.30 e 15.30, mentre la sfinge, Horus e le altre statue recentemente scoperte saranno esposte nell’Antiquarium del Canopo tutto il giorno. L’ingresso sarà gratuito nell’ambito dell’iniziativa del MiBAC “Domenica al Museo”.

http://www.archeologia.beniculturali.it/index.php?it/142/scavi/scaviarcheologici_4e048966cfa3a/386

 

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Luxor, Riapre al pubblico la tomba di Huy

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Source: wysinger.homestead.com/tombofhuy.html

Dopo tre anni di restauro, la tomba di Amenofi detto Huy tornerà ad essere visitabile verso la metà di dicembre. Huy era “Viceré di Kush” sotto Tutankhamon (1336-1327) e la sua sepoltura (TT40) si trova a Qurnet Murai, necropoli a sud di Sheikh Abd el-Qurna, nella West Bank di Luxor. La struttura è piuttosto piccola con una corte e una camera funeraria, ma è caratterizzata da spettacolari pitture che comprendono scene di caccia, di vita familiare e, soprattutto, la processione di Nubiani che portano al governatore i loro tributi annuali.

Per altre immagini: http://wysinger.homestead.com/tombofhuy.html

 

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Inaugurato il cortile della Grande Sfinge di Giza

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Source: airpano.ru

Stamattina, alla presenza del Primo Ministro Ibrahim Mehleb e dei ministri dell’Antichità e del Turismo El-Damaty e Zazou, è stato inaugurato il cortile della Grande Sfinge di Giza. L’area è stata aperta per la prima volta al grande pubblico e sarà finalmente accessibile tramite il pagamento di un biglietto a parte. I visitatori potranno arrivare letteralmente ai piedi, o, per meglio dire, alle zampe del colosso, mirando da vicino la “Stele del Sogno” di Thutmosi IV e passando anche, altra novità, per il tempio fatto costruire da Amenofi II pochi metri più in là a nord-est.

La cerimonia è stata organizzata dopo la fine dei restauri sulla statua durati oltre tre anni e inclusi in un progetto più ampio di rivalutazione della piana di Giza. Infatti, è stata ripulita tutta l’area che era purtroppo invasa dagli escrementi dei cavalli e dei cammelli usati come attrazioni turistiche. Inoltre, riapre anche la Piramide di Micerino, sostituita da quella di Chefren nella consueta rotazione di chiusura per restauro.

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