traffico di antichità

Tombarolo scopre blocco di Nectanebo II sotto casa

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ph. Yaser Mahmoud Hussein

Ancora uno scavo abusivo in ‘cantina’. Durante un’ispezione della polizia turistica nell’area di Beni Mansour, nei pressi dell’antica Abido, un uomo è stato colto in flagranza di reato mentre realizzava una fossa sotto la propria abitazione. Qui, a 4 metri di profondità, è stato trovato un blocco di 1,40 x 0,40 m che reca i cartigli di Nectanebo II (360-343), faraone della XXX dinastia che ha avuto un’intensa politica edilizia nella zona. Accanto al nomen e al prenomen, s’intravede anche la corona bianca del re. Secondo Ashraf Okasha, direttore generale delle Antichità di Abido, il blocco potrebbe appartenere a una cappella reale o al muro di un tempio, ma, per il momento, non è possibile verificarlo a causa del livello delle acque freatiche. Per questo, la vecchia casa in mattoni crudi è stata sequestrata per le verifiche del caso.

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ph. Yaser Mahmoud Hussein

 

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Inasprite le pene per il traffico illegale di antichità

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Source: Getty Images

Lo scorso mercoledì, il Gabinetto presieduto dal Primo ministro Sherif Ismail ha approvato un emendamento alla Legge n°117 del 1983 sulla tutela delle antichità egiziane. Il provvedimento, che deve essere ancora discusso in Parlamento, inasprirebbe le sanzioni per chi fosse sorpreso a effettuare scavi abusivi, possedere reperti archeologici o venderli nel mercato nero. La pena massima salirebbe così dagli attuali 7 anni di carcere all’ergastolo. Il provvedimento è pensato per contrastare la gravissima situazione che ha colpito il patrimonio storico dell’Egitto dalla rivoluzione del 2011. Inoltre, sono state introdotte anche pesanti multe – dalle 3000 alle 10.000 lire egiziane (150-500 €) – per i turisti stranieri colpevoli di atti di vandalismo o danneggiamento involontario nei siti archeologici.

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Morti due tombaroli scavando sotto la propria casa

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Source: youm7.com

Ad Assiut (Medio Egitto, l’antico capoluogo del 13° nomo dell’Alto Egitto), due uomini sono rimasti uccisi nel crollo della propria abitazione sotto la quale stavano effettuando scavi illeciti alla ricerca di antichità da rivendere nel mercato nero. Indebolendo le fondazioni della casa, si sono letteralmente scavati la fossa da soli.

La pratica di “lavorare in casa” è molto diffusa tra i tombaroli egiziani (come si può vedere nell’immagine a sinistra), soprattutto in aree pregne di testimonianze archeologiche. Capita anche che queste persone facciano delle importanti scoperte fortuite sotto il pavimento del salotto, come è successo con la cappella tolemaica individuata ad Edfu, il tempio di Thutmosi III a Tell al-Aziziya o, addirittura, un tratto della rampa processionale della Piramide di Cheope.

Frequenti sono anche gli incidenti mortali; negli ultimi mesi, infatti, un uomo è stato sepolto vivo dalla sabbia mentre era in un pozzo profondo 9 metri ad Alessandria e un altro ha perso la vita sotto il crollo di un edificio nella Città del 6 Ottobre (20 km a S-O del Cairo).

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Recuperato a Londra reperto rubato ad Assuan

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Source: english.ahram.org.eg

Destino piuttosto tumultuoso quello dell’oggetto immortalato nella foto a sinistra. Nei pochi anni passati dalla sua sua scoperta, infatti, questo sarcofago in legno per ushabti (h 16.5 cm) è stato rubato, esportato illegalmente e subito recuperato per una fortunata casualità.

Il reperto era stato scoperto nel 2009 a Qubbet el-Hawa, necropoli situata sulla costa occidentale di Assuan, dalla missione spagnola della Universitad de Jaén. Secondo Alejandro Jiménez, direttore della spedizione, si tratterebbe di uno dei primi ushabti della storia, appartenuto al nomarca di Elefantina, Sarenput I (XII dinastia, regno di Sesostri I: 1971-1926). L’importanza del pezzo è evidente dall’ottima fattura e dalle decorazioni dorate. Tuttavia, già nel 2013 se n’erano perse le tracce a causa di un furto nei locali magazzini del Ministero delle Antichità.

Fortunatamente, nel 2016, un curatore del British Museum – di cui non è stato specificato il nome – ha riconosciuto il piccolo sarcofago in un negozio d’antiquariato a Londra dopo averne visto una foto durante una conferenza ad Assuan. Così, l’oggetto – che sembra essere stato mutilato nelle parti già attaccate dalle termiti – è stato sequestrato e recentemente consegnato all’ambasciata egiziana in Inghilterra, in attesa di tornare in patria.

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La Svizzera restituirà all’Egitto stele rubata con Iside

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Source: tdg.ch

Ci sono voluti quasi 30 anni, ma, alla fine, Iside tornerà a casa. Un frammento di stele rubato nel 1990 dal tempio della dea a Behbeit el-Hagar (Delta centrale) sarà restituito all’Egitto dopo essere passato per la Svizzera. Nel 2014, infatti, le autorità doganali di Ginevra, durante un controllo inventariale degli oggetti di dubbia origine transitati per il locale porto franco, avevano individuato il reperto e fatto partire un’indagine. Così, grazie a Philippe Collombert, docente di egittologia presso l’Université de Genève che ha confrontato il pezzo con foto scattate negli anni ’70 dall’egittologa francese Christine Favard-Meeks, si è arrivati all’origine del rilievo in granito nero (106 x 92 cm) che rappresenta Iside, con scettro e ankh, di fronte a offerte di diverso tipo.

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Museo statunitense mette all’asta reperti egizi

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Source: christies.com

Ci risiamo. Dopo gli spinosi casi della statua di Sekhemka e del “tesoro di Harageh”, venduti rispettivamente dal Northampton Museum e dall’Archaeological Institute of America – St. Louis Society, un’altra istituzione culturale mette all’asta reperti archeologici egizi. Il Toledo Museum of Art (Toledo, Ohio) si è affidato a Christie’s per piazzare sul mercato circa 60 pezzi. Domani (25 ottobre), a New York, si terrà l’evento principale con l’asta di 164 antichità tra cui 25 appartengono al museo statunitense; dei 10 oggetti egizi, quelli con la valutazione più alta (immagine in alto) sono: una statua di gatto in bronzo di età tolemaica (30.000-50.000 $), un frammento di rilievo dalla tomba di Pediamenopet, XXVI dinastia, El-Assasif a Tebe Ovest (25.000-35.000) e il coperchio di un vaso canopo in alabastro dipinto con le fattezze di Hapi, XIX dinastia (15.000-20.000). Di altri proprietari, invece, sono ulteriori 34 pezzi dall’Egitto, come vasi in pietra dura, sculture, frammenti di tessuti copti e, soprattutto, una statuetta bronzea di Sekhmet di III Periodo Intermedio e due ritratti del Fayyum (200.000-300.000, 150.000-250.000 e 100.000-150.0000 dollari).

http://www.christies.com/SaleLanding/index.aspx?intsaleid=26172&lid=1&saletitle=

Altri lotti meno costosi del museo (1000-6000 $) sono attualmente inseriti in un’asta online che prevede la presentazione di offerte dal 19 al 26 ottobre. Di questi 43 pezzi addizionali, 23 sono egizi: vasi predinastici, amuleti e ushabti.

https://onlineonly.christies.com/s/storied-treasures-antiquities-toledo-museum-art/lots/291?SortBy=LotNumber&Page=1&PageSize=43&ShowAll=true&ListLayout=false

Nei giorni scorsi, però, il Ministero egiziano delle Antichità si è attivato per bloccare l’asta con tutte le procedure legali e diplomatiche possibili. Shalaan Abdel Gawad, supervisore generale del Dipartimento del Rimpatrio delle Antichità, si è rivolto all’UNESCO e all’International Council of Museums, oltre che al ministro degli Esteri e all’ambasciatore egiziano negli USA. Infatti, nonostante il Toledo Museum sia un’istituzione privata no-profit e che il ricavato sarà usato per incrementare il fondo acquisizioni (fra l’altro, già nel 2013 era stata ceduta una parte della collezione attraverso Christie’s), Gawad ha definito l’operazione inaccettabile in quanto contraria ai normali principi che dovrebbero caratterizzare un museo.

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La statua di Sekhemka forse negli USA

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Source: AFP

Le indiscrezioni che volevano la statua di Sekhemka negli USA potrebbero essere fondate. Lo scorso aprile, infatti, allo scadere del divieto di esportazione della scultura, si era parlato di un collezionista statunitense dietro l’offerta vincente di 14 milioni di sterline, 17.645.576 € (15,762,500 £ in totale con le spese accessorie) all’asta di Christie’s del 10 luglio 2014. A confermarlo ci sarebbe un documento presentato al parlamento britannico dal Department for Culture, Media and Sport (link in fondo all’articolo) in cui, per il reperto, si apriva una procedura di esportazione oltreoceano. Il report risale a circa 6 mesi fa, ma la notizia è trapelata solo ora dopo l’interesse della BBC.

Caso 14, pag. 43: https://www.gov.uk/government/uploads/system/uploads/attachment_data/file/522346/4821_ACE_Export_Objects_Cultural_Interest_2014-15.pdf

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Inglese trova nell’armadio martello di Antico Regno

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Source: hansonsauctioneers.co.uk

È la seconda volta in due anni che scrivo di un inglese qualunque che si ritrova per caso con un martello antico 4500 anni… Non è nemmeno così raro che dalle britanniche soffitte spuntino reperti egizi; la particolarità sta nel fatto che, dopo il mazzuolo acquistato nel 2014 in un mercatino da un abitante di Northumberland per sole 3,5 sterline, un anonimo fortunato del Derbyshire ne ha trovato uno uguale in un armadio ereditato. Si tratta, infatti, di un attrezzo ligneo (immagine a sinistra) risalente all’Antico Regno che un suo parente aveva trovato mentre, durante la seconda guerra mondiale, era accampato in una grotta del Monte Muqattam, nei pressi del Cairo.

L’attuale proprietario, dopo aver fatto autenticare l’oggetto dagli esperti del Natural History Museum di Londra, ha subito deciso di venderlo affidandolo alla  Hansons Auctioneers and Valuers che lo metterà all’asta il 7 ottobre con una valutazione iniziale di 2000-3000 £ (2300-3460 €).

http://www.hansonsauctioneers.co.uk/pages/news-details.php?id=663

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Israele restituisce all’Egitto due coperchi di sarcofago

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Source: haaretz.com

Finalmente tornano a casa i due reperti egizi sequestrati nel 2012 in un negozio di antiquariato della città vecchia di Gerusalemme. Si tratta di coperchi di sarcofagi in legno di palma ricoperti in stucco dipinto e datati, tramite il C14, al XVI-XIV e al X-VIII sec. a.C. Secondo l’Israel Antiquities Authority, i due pezzi, segati a metà per facilitarne il trasporto, sono stati scavati illegalmente nel deserto occidentale per poi essere esportati a Dubai e poi in un paese europeo prima di finire in Israele. La restituzione – la prima del genere dagli anni ’90 – è stata resa possibile grazie all’intervento dell’Interpol e ad accordi diplomatici tra i due paesi, tornati a dialogare lo scorso settembre con la riapertura dell’ambasciata israeliana al Cairo. I coperchi ora si trovano nei magazzini del Museo Egizio di Piazza Tahrir per il restauro, in attesa di essere esposti nello stesso museo o nel Grand Egyptian Museum di Giza.

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Restituiti ritratti del Fayyum confiscati dai nazisti

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Source: media.uzh.ch

Negli ultimi anni, sono sempre più frequenti le notizie di restituzioni all’Egitto di antichità illegalmente esportate. Questa volta, però, i reperti andranno in USA, verso i legittimi eredi del loro proprietario originario: Rudolf Mosse. Mosse (1843-1920) era un editore ebreo di Berlino e un amante di antiquariato e arte. La sua ricca collezione passò alla figlia Erna Felicia, ma, a causa delle leggi razziali della Germania nazista,  fu confiscata e messa all’asta nel 1934. Tra i pezzi poi venduti, figuravano anche due splendidi ritratti del Fayyum di un uomo vissuto durante la dinastia flavia (69-96) e di una donna morta intorno alla metà dell’età antonina (150 d.C.). Queste tavole funerarie dipinte, insieme ad altre 7, passarono nel 1979 alla collezione archeologica dell’Università di Zurigo (n° inv. 3798 e 3795) che le acquistò per 220 mila franchi svizzeri da Paulette Goddard-Remarque, attrice e vedova dello scrittore Erich Maria Remarque (“Niente di nuovo sul fronte occidentale”). L’ateneo ovviamente non conosceva l’origine dei pezzi che è venuta fuori dopo alcune ricerche interne e grazie all’operato del “Mosse Art Restitution Project” lanciato nel 2012. Così, si è deciso di consegnare i ritratti ai discendenti di Mosse che, comunque, ricambieranno con una somma di denaro non specificata.

http://www.media.uzh.ch/de/medienmitteilungen/2016/mumienbilder.html (anche per la versione HD delle immagini)

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