Tell Atrib, scoperti resti di un tempio (di Iside?)

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Source: almasryalyoum.com

Leggendo il titolo dell’articolo, si esaurisce quasi completamente la notizia. Sì, perché ciò che si sa di questa scoperta fortuita al momento è veramente poco. Mostafa Waziry, Segretario Generale del Supreme Council of Antiquities, ha annunciato che, durante la realizzazione di un complesso residenziale nei pressi della città di Banha (40 km a nord del Cairo), sono stati individuati i resti di un tempio. I blocchi ritrovati sono coperti da iscrizioni geroglifiche, ma non è ancora stata fornita una datazione. Fonti non ufficiali, invece, parlano di un tempio di Iside perché la dea, insieme ad Horus, comparirebbe in alcune scene sulle pareti e sui frammenti delle colonne. Il cantiere è stato bloccato per permettere agli archeologi del Ministero delle Antichità di proseguire le indagini archeologiche nell’area dove sorgeva l’antica Athribis.

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Esposte per la prima volta le lamine d’oro dalla tomba di Tutankhamon

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Source: dainst.org

In un museo sempre più vuoto, nuovi tesori – una volta tanto non è un’esagerazione – a disposizione dei visitatori.

Ieri, in occasione del 115° anniversario dell’apertura del Museo Egizio del Cairo e del 60° della riapertura del Deutsches Archäologisches Institut Kairo (DAIK), il ministro El-Enany ha inaugurato la mostra speciale delle decorazioni in lamina d’oro provenienti dalla tomba di Tutankhamon. Queste 55 piccole lastre auree su cuoio adornavano i carri da guerra, i finimenti dei cavalli e le guaine delle armi trovate nella KV62, ma non erano mai state esposte al pubblico per il loro cattivo stato di conservazione. Il progetto di restauro è stato portato avanti da specialisti del Museo Egizio, del Römisch-Germanisches Zentralmuseum di Mainz, dell’Institut für die Kulturen des Alten Orients dell’Università di Tübingen e del DAIK. I lavori sono iniziati tre anni fa sotto la direzione di Christian Eckmann – che ha rimediato anche al famigerato incidente della maschera – e sono terminati nei tempi previsti. Ma avete poco tempo per ammirarle – almeno per il momento – perché a fine dicembre saranno trasferite presso il Grand Egyptian Museum.

 

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Deir el-Banat, scoperta mummia greco-romana

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Source: MoA

La missione del Centro per gli Studi Egittologici dell’Accademia Russa delle Scienze (CESRAS) ha scoperto un sarcofago con una mummia di età greco-romana. Il ritrovamento è stato effettuato a Deir el-Banat, necropoli situata in pieno deserto oltre il bordo sud-orientale del Fayyum. Nonostante la bara di legno sia piuttosto danneggiata (foto in basso), la mummia, avvolta in un sudario di lino, è fortunatamente in ottimo stato di conservazione e presenta ancora maschera con lamina d’oro per il volto e copertura in cartonnage dai colori vividi (foto in alto, con tanto di dito sull’obiettivo). Mancano iscrizioni, ma sul torso, sotto la parrucca, si vedono il collare usekh, la dea alata del cielo Nut e i 4 figli di Horus (Duamutef, Hapi, Qebehsenuef, Imsety). Le tombe di questo cimitero vanno dal periodo tolemaico a quello copto e sono state quasi tutte depredate, ma gli archeologi del CESRAS, diretti da Galina Belova, hanno individuato diverse sepolture intatte.

http://www.cesras.ru/deyatelnost/arheologiya/fajjum-dejr-al-banat

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Source: MoA

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“I social media per la cultura: istruzioni per l’uso” (Pisa, 1 dicembre 2017)

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Le “Bufale eGGizie” lasciano internet per un giorno e passano offline grazie all’associazione studentesca VOLO – Viaggiando Oltre L’Orizzonte – di cui sono presidente – che, in collaborazione con l’Università di Pisa, organizza un workshop dal titolo I social media per la cultura: istruzioni per l’uso. Il 1° dicembre, presso la Gipsoteca di Arte Antica (piazza San Paolo all’Orto 20, Pisa), una serie di esperti di comunicazione digitale parleranno della divulgazione culturale attraverso il web e in particolare i social network. Saranno toccati argomenti come arte, cinema, teatro, letteratura, musei e archeologia. Io aprirò gli interventi della giornata illustrando l’ormai consolidata veicolazione virtuale di fake news e cattiva informazione anche nell’archeologia, per una volta non limitandomi all’antico Egitto.

Qui il programma della giornata:

9:15 – Saluti di VOLO; introduce e modera Azzurra Scarci

9:30 – Mattia Mancini (Djed Medu, Pisa), Alieni e piramidi: fake news e cattiva informazione web in archeologia

9:55 – Marina Lo Blundo (MAN Firenze), Il museo è un luogo social(e)! Comunicare i musei nel web 2.0 e nei social media

10:20 – Michela Santoro (Mlac-Roma), Arte e social media: un mondo reale di reti virtuali

10:45 – Domande e curiosità

11:00 – Pausa

11:15 – Margherita Mattei (Cinema Arsenale, Pisa), “A qualcuno piace social” – La comunicazione online del Cinema Arsenale

11:40 – Antonella Criscuolo (ARTeiNWolrd), Hashtag Puccini: l’Opera è Social

12:05 – Cristina Maranzano, Alice Gennari, Caterina Pinzauti, Gianluca Cometa (Radioeco, Pisa), La comunicazione 2.0: tra web-radio e social

12:30 – Francesco Feola (Francesco Feola Blog letterario, Pisa), La letteratura ai tempi dei social: un fortunato esperimento di blogging

12:55 – Domande e curiosità

http://www.associazionevolo.it/attivita-2/attivita-in-programma/workshop-i-social-media-per-la-cultura-istruzioni-per-luso/

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Scoperto il primo ginnasio ellenistico in Egitto

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Source: MoA

La presenza di gymnasia in Egitto era già attestata da fonti scritte su papiri tolemaici, ma non se n’era mai trovata traccia in scavi archeologici; almeno finora. La missione tedesca del Fayum Survey Project, diretta da Cornelia Römer (Deutsches Archäologisches Institut)ha infatti individuato i primi resti nel Paese di questo particolare tipo di edificio. La scoperta è stata effettuata a Medinet Watfa, villaggio situato 5 km a est di Qasr Qarun e non è un caso perché il Fayyum, insieme al Delta del Nilo, fu l’area egiziana più interessata dal ‘colonialismo’ greco dopo la conquista di Alessandro Magno. Watfa corrisponde all’antica Philoteris, città fondata da Tolomeo II (282-246 a.C.) in memoria della sorella Filotera. Il centro, al suo massimo apice, comprendeva 1200 abitanti di cui 1/3 era macedone; per questo non mancavano strutture architettoniche tipicamente ellenistiche.

Il ginnasio era il luogo preposto alla formazione fisica e intellettuale dei giovani Greci che iniziavano imparando a leggere e scrivere e poi passavano a studi più avanzati di retorica, grammatica, filosofia, musica, senza mai dimenticare l’allenamento del corpo. Della struttura di Watfa sono state ritrovate entrambe le parti caratterizzanti: la palestra, una grande corte a peristilio – probabilmente adorna di statue – usata anche come luogo di ritrovo, e il drômos, la pista adibita alle corse podistiche. In particolare, la lunghezza di circa 200 metri di quest’ultimo fa ipotizzare che sia stato progettato per le gare di stadion, uno sprint rettilineo di 192,28 m.

 

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Usata eclissi solare per datare il regno di Merenptah

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Source: dioni.altervista.org

Vi avevo avvertiti che sarebbe arrivata sul blog una serie di titoli clickbait, anche se, questa volta, la notizia proviene da fonti più che autorevoli: le università di Cambridge e Oxford. Due studiosi degli atenei inglesi, Sir Colin John Humphreys (professore di Scienze dei Materiali e Metallurgia e Direttore della Ricerca a Cambridge) e Graeme Waddington (astrofisico a Oxford), hanno utilizzato dati scientifici e interpretazioni filologiche per individuare quella che, secondo loro, sarebbe la più antica registrazione di un’eclissi solare. Inoltre, questo fenomeno astrologico porterebbe, tramite cross-dating tra fonti bibliche e testi egiziani, a una ricollocazione temporale degli anni di regno del faraone Merenptah e, di conseguenza, del suo più famoso predecessore Ramesse II.

Il tutto è partito da una reinterpretazione del passo biblico di Giosuè 10, 12-13:

“¹²Quando il Signore consegnò gli Amorrei in mano agli Israeliti, Giosuè parlò al Signore e disse alla presenza d’Israele:
«Fèrmati, sole, su Gàbaon,
luna, sulla valle di Àialon».
¹³Si fermò il sole
e la luna rimase immobile
finché il popolo non si vendicò dei nemici.
Non è forse scritto nel libro del Giusto? Stette fermo il sole nel mezzo del cielo, non corse al tramonto per un giorno intero. […]”

[Versione della Bibbia CEI 2008]

Humphreys ha preso in considerazione il testo originale in ebraico e si è focalizzato sulla parola dôm, “essere fermi”, che però avrebbe la stessa radice di termini utilizzati nelle tavolette astronomiche babilonesi per indicare le eclissi. In tal senso, la nuova traduzione proposta, riferita ai due astri, sarebbe l’interruzione della loro attività abituale, cioè il brillare. Prima attestazione di un’eclissi totale nella storia? Non esattamente. Considerando il periodo che va dal 1500 al 1050 a.C. e riferendosi alla più antica menzione del popolo di Israele, nella “Stele della Vittoria” di Merenptah, il fenomeno più plausibile sarebbe l’eclissi anulare del 30 ottobre 1207 a.C. L’eclissi anulare si verifica quando la Luna è troppo lontana dalla Terra e riesce a coprire con il suo cono d’ombra solo l’86% per Sole, finendo così per creare l’illusione di un cerchio di fuoco. Quella del 1207 sarebbe stata visibile dalla terra di Canaan, in particolare da Gabaon (10 km a nord di Gerusalemme), tra le 15:30 e le 17:38, con l’apice alle 16:50 (immagine in basso; N.B.: la didascalia è errata già nell’articolo originale).

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Source: academic.oup.com

Quest’intuizione avrebbe ripercussioni storiche spostando, anche se di poco, la cronologia assoluta della XIX dinastia egizia. Come detto, Merenptah è il faraone sotto il quale si ha la prima fonte scritta sugli Israeliti grazie al resoconto delle sue campagne militari contro le tribù libiche dei Libu e dei Meshwesh e contro i popoli di Canaan, tra cui viene annoverato anche quello di YsyriAr:

“I re sono abbattuti e dicono ‘Salam’. Nessuno tiene alta la testa fra i Nove Archi; la Libia è devastata; Kheta è pacificata; Canaan è depredata con ogni male; Ascalon è deportata; Geser è conquistata; Ionoam è ridotta come ciò che non esiste; Israele è desolato, non c’è più il suo seme. La Palestina è divenuta vedova per l’Egitto: tutte quante le terre sono pacificate, chi era turbolento è stato legato dal re Merenptah, sia egli dotato di vita come Ra, ogni giorno”.

[traduzione: BRESCIANI E., Letteratura e Poesia dell’Antico Egitto, Torino 1969, p. 277]

La Stele della Vittoria, detta anche “Stele d’Israele”, risale al 5° anno di regno del sovrano, ma la campagna asiatica è collocata tra il 2° e il 4° anno ovvero, secondo Humphreys, al 1207 a.C. Con questa nuova cronologia, il regno di Merenptah, attualmente posto tra il 1213 e il 1203, si daterebbe al 1210-1200 (± 1 anno). Di conseguenza, Ramesse II sarebbe stato al trono tra il 1276 e il 1210 (± 1 anno).

L’utilizzo di fenomeni celesti per fissare punti fermi nella storia non è di certo una novità: l’eclissi registrata a Ninive il  15 giugno del 763 a.C. è stata utile per fornire una cronologia assoluta per i re assiri; per l’Egitto, invece, si può fare l’esempio dell’inizio di un nuovo ciclo sotiaco (coincidenza, ogni 1460 anni, tra il calendario civile e la levata eliaca di Sirio) nel 139 d.C., sotto l’imperatore Antonino Pio. Ma che attendibilità può avere la Bibbia? È indubbio che ci sia del vero tra i versetti del Vecchio Testamento, ma, al di là dell’interpretazione filologica, appare esagerato fidarsi della registrazione di un evento accaduto centinaia di anni prima. La redazione del Libro di Giosuè, infatti, è datata al VI-V sec. a.C. Inoltre, personalmente non trovo il nesso tra la lotta degli Israeliti contro gli Amorrei e la campagna di Merenptah a Canaan. Humphreys aveva subito critiche simili anche per il suo libro “The Mystery of the Last Supper” (2011) in cui, con cieca fiducia nei Vangeli e ancora con l’aiuto tecnico di Waddinton, aveva posto l’Ultima Cena al 1 aprile del 33.

 

L’articolo originale su Astronomy & Geophysics 58 (1917): “Solar eclipse of 1207 BC helps to date pharaohs”

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#ScanPyramids: confermata la presenza di un grande “vuoto” nella Piramide di Cheope?

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Source: ScanPyramids

Vi avverto: tra eclissi datanti, Popoli del Mare e camere nascoste, il prossimo sarà un periodo pieno di grandi proclami in cui i giornali sguazzeranno. Iniziamo con la notizia pubblicata oggi su Nature che riporta all’attenzione pubblica, dopo mesi di silenzio, il progetto #ScanPyramids. Riassumendo brevemente, un team internazionale (HIP.institute, Università del Cairo, Université Laval, Nagoya University) sta utilizzando le tecnologie più avanzate per analizzare la struttura interna delle grandi piramidi di IV dinastia. In particolare, l’obiettivo principale è l’individuazione di vuoti o altre anomalie all’interno della Piramide di Cheope. Grazie all’utilizzo dell’ormai tanto famosa quanto incomprensibile prospezione muonica (qui una breve spiegazione), nell’ottobre 2016, erano state riscontrate due cavità, una alla base del lato nord, dietro l’ingresso originale (presenza confermata anche da termocamere), l’altra in corrispondenza dell’angolo N-E, a 105 metri d’altezza. Ma poi, complice anche lo scetticismo delle autorità locali e soprattutto di Zahi Hawass, si era deciso di verificare questi risultati con altri esami effettuati tra agosto 2016 e luglio 2017. I nuovi rilevamenti confermerebbero l’ipotesi del fisico giapponese Kunishiro Morishima: un grande vuoto posto sopra la Grand Gallery, tra i 50 e i 70 metri dalla base del monumento. Con una lunghezza di più di 30 metri, la struttura sarebbe la più grande scoperta nella piramide dall’Ottocento. Infatti, in corrispondenza di quell’area, viene segnalato un eccesso di muoni (particelle prodotte dai raggi cosmiche) non assorbiti dalla roccia che sono stati rilevati da piattaforme posizionate nella Camera della Regina e fuori dalla piramide.

Da notare, però, che questa volta, memori della precedente tirata di orecchi dal Ministero delle Antichità, nessuno si è azzardato a parlare di “camere”. In ogni caso, al momento è inutile fare ipotesi sulla natura dell’anomalia, anche perché non è ancora possibile sapere se questa sia orizzontale o obliqua come la galleria sottostante. Nonostante ciò, c’è già qualcuno che si è avventurato in spiegazioni parlando di un condotto utilizzato per trasportare i pesanti blocchi di copertura della Camera del Re o comunque legato alla costruzione della Grand Gallery stessa.

Aggiornamento (3 novembre 2017):

Come prevedibile, è arrivata la risposta piccata del Ministero delle Antichità. Mostafa Waziry, Segretario Generale del Supreme Council of Antiquities, ha parlato di conclusioni troppo precipitose per uno studio preliminare e di termini inadeguati considerati addirittura propagandistici. Il comunicato si riferisce a parole come “scoperta”, “camera segreta”, “galleria”, “tunnel” (a dir la verità, usate soprattutto dalla stampa) e in particolare ad alcune interviste rilasciate dallo stesso Mehdi Tayoubi, co-direttore dello ScanPyramids Project. Ma il vero problema è stato sicuramente la pubblicazione della notizia senza l’approvazione del Ministero – che ha l’esclusiva degli annunci e che ha revocato concessioni di scavo a missioni archeologiche per scavalcamenti simili – e del comitato scientifico permanente (Zahi HawassMark Lehner, dir. Ancient Egypt Research AssociatesMiroslav Barta, dir. della missione ceca a Saqqara, e Rainer Stadelmann, ex dir. del Deutschen Archäologischen Institut Kairo) che giudica i risultati del progetto. Lehner, infatti, ha riferito come già si conoscesse la presenza di vuoti lasciati durante la costruzione della piramide, paragonata così alla groviera più che al cheddar (cit.). Quindi niente di nuovo. La risposta di Hawass è stata ancora più categorica: “Questa pubblicazione non fornisce niente all’Egittologia. Zero”.

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Giza, aperte al pubblico le Tombe dei costruttori delle piramidi

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Tomba di Nefer-Theith (Source: MoA)

Da ieri (1 novembre), i turisti che si recano a Giza possono visitare anche le Tombe dei costruttori delle piramidi. Il cimitero, scoperto casualmente nel 1990 (una seconda area nel 2009) e indagato dalla missione di Zahi Hawass, comprende le sepolture degli operai e dei loro supervisori che lavorarono alla realizzazione delle piramidi e dei templi nella piana durante la IV dinastia. La necropoli è divisa in due settori: l’enorme cimitero inferiore raccoglie 600 tombe degli uomini che trasportavano i blocchi, deposti senza mummificazione in semplici fosse scavate nella roccia (1 x 0,5 m) con coperture di diverso tipo, oltre a 60 strutture maggiori forse appartenute ai capisquadra; il cimitero superiore, poco più a sud, presenta 43 tombe più grandi e ricche, in parte ipogee e in parte costruite con calcare, mattoni crudi e altro materiale di scarto dai cantieri reali (granito, basalto, diorite). Queste ultime erano riservate a tecnici come scultori, architetti, disegnatori, supervisori e altri artigiani di un più alto livello sociale.

Quindi, con un biglietto di 400 lire egiziane (200 per studenti: rispettivamente 20 e 10 € circa) si potrà accedere alle seguenti tombe, restaurate e dotate di pannellistica in arabo e inglese:

  • Ptah-Shepsesu (GSE 1901), la cui sepoltura è stata la prima ad essere scoperta quando, nell’aprile del 1990, un turista americano v’inciampò sopra con un cavallo;
  • Petety (GSE 1923), supervisore degli operai che fece mettere all’entrata un avvertimento per i profanatori: “Ascoltate! Il sacerdote di Hathor colpirà due volte chiunque entri in questa tomba o la danneggi. Gli dèi lo affronteranno perché sono onorato dal Signore. Gli dèi non lasceranno che mi succeda niente. Chi farà qualcosa di male alla mia tomba, allora il coccodrillo, l’ippopotamo e il leone lo mangeranno!” (ed ecco perché i siti web hanno come al solito esagerato parlando di tombe maledette);
  • Nefer-Thieth (LG 53), Soprintendente al palazzo reale, sepolto con la moglie Nefer-Hetepes.

Inoltre, fuori dal cimitero dei lavoratori, saranno aperte al pubblico anche le tombe di Khufukhaf, visir e figlio di Cheope, deposto insieme alla moglie in una mastaba doppia (G 7130-7140) nella Necropoli orientale, e di Seshem-Nefer (G 8680), “Guardiano dei segreti del re” tra la fine della V e gli inizi della VI dinastia.

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“Frankenstein vs. The Mummy” (Blooper egittologici – Speciale Halloween)

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Che Halloween sarebbe senza un horror egittizzante da smontare frame dopo frame? Ormai è diventata una tradizione cercare per questa ricorrenza pellicole brutte su mummie e maledizioni, ma quest’anno mi sono superato… Vi basti sapere solo che la chicca che ho scoperto ha un gradimento dell’11% sul sito Rotten Tomatoes (per fare un paragone, l’inguardabile “The Pyramids” raggiunge il 22%). Tuttavia, a parziale giustificazione, va detto che “Frankenstein vs. The Mummy” (2015) è una produzione indipendente a basso costo pensata per il solo mercato home video e “sfortunatamente” non ancora arrivata in Italia. Quindi dubito che l’abbiate mai vista (e che lo farete in futuro, mi auguro). Come è ovvio già dal titolo, l’idea del regista e sceneggiatore Damien Leone era di far combattere tra loro due icone del cinema horror classico. In questo senso, da un lato segue la moda hollywoodiana e non solo del “Tizio contro Caio” in voga già dagli anni ’40, dall’altro anticipa il Dark Universe iniziato quest’anno con “La Mummia”. Ma il problema principale è che questo “memorabile” scontro tra mostri, come vedremo, dura solo 3 minuti alla fine del film.

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I fatti si svolgono a New York, dove due giovani professori universitari iniziano una relazione sentimentale: Victor Frankenstein (Max Rhyser) insegna filosofia della medicina, mentre Naihla Khalil (Ashton Leigh) è un’egittologa (foto in alto). Così, se si escludono poche scene di tensione, il regista ci ammorba per la prima ora con la loro storia d’amore infarcita di giochi di sguardi, fiorellini, inviti a cena, baci in biblioteca; insomma, il vero orrore! Questa tenera routine viene interrotta dalla pazzia di lui e dalla sfiga di lei. Il Doctor V., infatti, dietro il viso pulito da bravo ragazzo, nasconde manie di onnipotenza e una morbosa ossessione per la vita eterna; per questo, conduce esperimenti in uno scantinato lercio con parti di cadaveri recuperati dall’inquietante bidello dell’ateneo. Ora, d’accordo l’ambientazione splatter e l’ispirazione al racconto ottocentesco di Mary Shelley, ma in un laboratorio del III millennio, seppur clandestino, almeno un frigobar per conservare gli organi umani me lo aspetterei. E poi ci si meraviglia che il cervello arrivato in un sacchettino di plastica sia andato a male. Ma, evidentemente, il servizio non comprendeva il “soddisfatti o rimborsati” e, al rifiuto di pagamento, Frankenstein uccide il suo fornitore e ne usa l’encefalo per completare la sua creatura.

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Naihla, invece, oltre ad insegnare in una classe di decerebrati che crede che gli alieni abbiano costruito le piramidi, è appena tornata da una missione archeologica a Giza. Veniamo a sapere che, in quell’occasione, era stata ritrovata la mummia reale di Userkara, poi trasportata in USA per essere studiata. Peccato che in Egitto la partage – la spartizione dei reperti ritrovati tra scopritori stranieri e paese ospitante – sia stata abolita gradualmente dal 1922. Tale riforma fu accelerata dalla scoperta della tomba di Tutankhamon e dei suoi inestimabili tesori. In ogni caso, Userkara è effettivamente il nome di un faraone della VI dinastia che regnò intorno 2330 a.C. circa, secondo alcuni studiosi usurpando il trono per pochi anni tra Teti e Pepi I. Forse proprio per questo gli sceneggiatori lo hanno scelto per riferirsi a una mummia maledetta. Durante l’autopsia – condotta in maniera non proprio professionale – l’antropologo Prof. Walton trova un amuleto udjat in faience sotto le braccia e lo sradica letteralmente dalla cassa toracica con un bisturi. Così facendo, viene investito da un getto di gas velenoso che lo rende schiavo di Userkara la cui anima è intrappolata nel corpo imbalsamato. Infatti, in questo stato, il faraone non può muoversi e, per poter finalmente spezzare la maledizione e il suo tormento eterno, ha bisogno prima di risvegliarsi con sangue umano e poi di seguire le direttive scritte nella parte finale – ovviamente andata persa – del papiro ritrovato nella sua tomba.

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Così, dopo un’ora e mezza, inizia finalmente la parte sanguinolenta del film con i mostri che cominciano ad effettuare i rispettivi efferati omicidi. Le due scie di sangue convergono verso la povera egittologa che il mostro di Frankenstein vuole sfruttare per convincere il suo creatore a dargli un corpo più giovane e sano, mentre la mummia crede essere l’unica in grado di formulare l’incantesimo che la libererebbe. Questa convinzione deriva dal fatto che le vede un ciondolo con l’occhio di Horus in uno sfondo di desktop photoshoppato male (immagine in alto) e poi che la sente parlare in un egiziano antico di fantasia.

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Siamo all’epilogo:

  • 1h42′: arriva lo scontro finale;
  • 1h45′: finisce il combattimento con il mostro di Frankenstein che strappa il cuore alla mummia e la uccide (di nuovo);
  • 1h51′: un morente Victor riesce a far fuggire la sua fidanzata piantando un machete nel cranio della sua creatura;
  • 1h54′: titoli di coda.

Riassumendo, l’epica battaglia tra gli antagonisti del film, pompata già nella locandina, si riduce a tre miseri minuti a ridosso della fine che, comunque, lascia il campo libero a un seguito (che si spera nessuno avrà il coraggio di girare).

 

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Tutti i nuovi prezzi d’ingresso a musei e siti archeologici egiziani

Dal prossimo 1 novembre 2017, entrerà in vigore il nuovo prezzario dei biglietti d’ingresso ai musei e ai siti archeologici in Egitto, diramato ufficialmente dal Ministero delle Antichità. In generale, si registra un aumento causato dalla  forte svalutazione della lira egiziana (al 30/10/2017, 1 € = 20,5 LE). Qui di seguito, avete la lista completa dei costi per ogni attrazione turistica del Paese, indicati, se non segnalato diversamente, in valuta locale. La prima cifra si riferisce al normale biglietto per adulti, mentre la seconda – la metà – è riservata agli studenti. I numeri tra parentesi, invece, si riferiscono ai cittadini egiziani. Le località sono raggruppate secondo il governatorato di appartenenza. Per l’utilità di questa risorsa, lascerò la lista in una pagina indipendente accessibile in alto a destra della home.

 

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MUSEI

Cairo 

  • Museo Egizio del Cairo                                       120/60 (10/5)
  • Museo Egizio del Cairo (ingresso serale)           180/90 (30/15)
  • Sala delle Mummie                                             150/75 (30/15)
  • Museo Egizio + Sala delle Mummie                    240/120 (60/30)
  • Museo d’Arte Islamica                                         100/50 (10/5)
  • Museo d’Arte Islamica (ingresso serale)             120/60 (15/10)
  • Museo Copto                                                       100/50 (10/5)
  • Museo dei Tessuti                                                20/10 (10/5)
  • Museo delle Carrozze Reali                                100/50 (20/10)
  • Museo Nazionale della Civiltà Egiziana               60/30 (-)
  • Museo di Mohammad Ali                                     15/10 (5/3)
  • Museo di Rokn Farouk                                         50/25 (5/3)
  • Museo del Palazzo Manial                                   100/50 (20/5)
  • Museo del Palazzo Abidin                                    100/50 (20/10)
  • Gayer-Anderson Museum                                     60/30 (5/3)
  • Museo dell’Aeroporto del Cairo                             3 $ (25 LE)
  • Museo della Barca di Cheope (Giza)                    80/40 (10/5)

Altre località

  • Museo Nazionale di Alessandria                          80/40 (10/5)
  • Museo Greco-Romano (Alessandria)                   100/50 (10/5) – CHIUSO
  • Museo dei Gioielli Reali (Alessandria)                  80/40 (10/5)
  • Museo Nazionale di Rashid (Rosetta)                  40/20 (5/3)
  • Rommel’s Cave Museum (Marsa Matruh)            40/20 (10/5)
  • Museo di San el-Hagar (Tanis)                              25/10 (10/5)
  • New Valley Museum (Kharga)                               60/30 (5/3)
  • Museo di Kom Oshim (Fayyum)                            40/20 (5/3)
  • Museo di Mallawi                                                   40/20 (5/3)
  • Museo di Beni Suef                                               20/10 (5/3)
  • Museo di Tanta                                                      15/5 (5/3)
  • Museo di Port Said                                                30/10 (5/3)
  • Museo di Ismailia                                                  40/20 (5/3)
  • Museo di el-Arish                                                  30/15 (10/5)
  • Museo Nazionale di Suez                                     80/40 (10/5)
  • Museo Nazionale di Suez (ingresso serale)         120/60 (15/10)
  • Museo di Sohag                                                     60/30 (10/5)
  • Luxor Museum                                                       120/60 (30/15)
  • Museo della Mummificazione                                80/40 (10/5)
  • Museo Nubiano (Assuan)                                      100/50 (10/5)

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SITI ARCHEOLOGICI

Alessandria

  • Necropoli di Mustafa Kamel                                   40/20 (5/3)
  • El-Shatby                                                                40/20 (5/3)
  • Catacombe di Kom el-Shoqafa                              60/30 (10/5)
  • Colonna di Pompeo                                                60/30 (10/5)
  • Tombe di el-Anfoushy                                             40/20 (5/3)
  • Kom el-Dekka (teatro e villa romana)                     80/40 (10/5)

Oasi di Siwa

  • Gebel el-Mawta                                                      40/20 (10/5)
  • Tempio dell’Oracolo di Amon                                 40/20 (10/5)

El Sharqiya

  • Tell Basta (Bubastis)                                               60/30 (5/3)

Sinai

  • Fonte di Mosè (Oyun Musa)                                   40/20 (10/5)

Cairo e Giza

  • Piana di Giza                                                          120/60 (10/5)
  • Piramide di Cheope                                                300/150 (60/30)
  • Piramide di Chefren                                                60/30 (10/5)
  • Piramide di Micerino                                               60/30 (10/5)
  • Cimitero degli Operai                                              400/200 (-)
  • Giza + Cheope + Museo della Barca                      400/200 (-)
  • Obelisco di Matariya                                               60/30 (5/3)

Saqqara

  • Sito di Saqqara                                                       120/60 (10/5)
  • Tombe di Nuovo Regno                                          50/25 (5/3)
  • Tomba di Mereruka                                                 80/40 (20/10)
  • Via processionale della Piramide di Unas              5/3 (5/2)
  • Serapeo                                                                  120/60 (20/10)
  • Dahshur                                                                  60/30 (5/3)
  • Abusir                                                                      80/40 (5/3)
  • Mit Rahina (Menfi)                                                   60/30 (10/5)

Fayyum

  • Kom Aushim (Karanis)                                            60/30 (5/3)
  • Tempio di Qasr Qarun                                             60/30 (5/3)
  • Piramide di Hawara                                                 60/30 (5/3)
  • Piramide di el-Lahun                                               60/30 (5/3)
  • Medinet Madi                                                           50/25 (5/3)

Oasi di Bahariya

  • El-Qasr ed El-Bawiti                                                100/50 (5/3)

Beni Suef

  • Piramide di Meidum                                                60/30 (10/5)

El-Minya

  • Zawyet Sultan                                                         40/20 (5/3)
  • Tombe di Beni Hasan                                              60/30 (5/3)
  • Tuna el-Gebel                                                          60/30 (10/5)
  • Tell el-Amarna                                                         60/30 (10/5)
  • Tomba reale di Akhenaton (Amarna)                      40/20 (5/3)

Asyut

  • Necropoli di Asyut                                                   20/10 (5/5)
  • El-Hamamia                                                            40/20 (5/3)
  • Tombe rupestri di Meir                                             40/20 (5/3)

Sohag

  • Abido                                                                        80/40 (10/5)
  • Statua di Meritamon (Akhmim)                                40/20 (2/1)
  • Shunet el-Zebib + Kom el-Sultan                             40/20 (-)

Oasi di Dakhla

  • Tombe di Qaret el-Muzawwaqa                               40/20 (5/3)
  • Tempio di Deir el-Hagar                                           40/20 (5/3)
  • Qila el-Dab’a e Ain Asil (Balat)                                40/20 (5/3)
  • Ezbet Bashendi                                                       40/20 (5/3)
  • Pacchetto completo                                                120/60 (10/5)

Oasi di Kharga

  • Bagawat                                                                    50/25 (1/0,5)
  • Qasr Zaiyan                                                              40/20 (1/0,5)
  • Qasr el-Ghueida                                                       40/20 (1/0,5)
  • Tempio di Qasr Dush                                                40/20 (1/0,5)
  • Tempio di Hibis                                                         80/40 (1/0,5)
  • Pacchetto completo                                                  120/60 (10/5)

Qena

  • Tempio di Dendera                                                    80/40 (5/3)

Esna

  • Tempio di Esna                                                          50/25 (10/5)
  • Tempio di el-Tod                                                        40/20 (10/5)
  • Tempio di el-Mo’allah                                                 40/20 (5/3)

Luxor

  • Complesso di Karnak                                                120/60 (10/5)
  • Museo all’aperto di Karnak                                        60/30 (10/5)
  • Karnak + Museo all’aperto                                        150/75 (-)
  • Tempio di Mut (Karnak)                                             40/25 (10/5)
  • Tempio di Luxor                                                         100/50 (10/5)
  • Tempio di Hatshepsut (Deir el-Bahari)                       80/40 (10/5)
  • Tempio di Seti I  (Qurna)                                            60/30 (10/5)
  • Tempio di Merenptah                                                  40/20 (5/3)
  • Ramesseum                                                               60/30 (10/5)
  • Tempio di Ramesse III (Medinet Habu)                      60/30 (10/5)
  • Tempio di Iside e Monastero di el-Shelwit                  40/25 (10/5)
  • Villaggio di Deir el-Medina                                          80/40 (10/5)
  • Tomba di Pashedu (Deir el-Medina)                           15/8 (5/3)
  • Tombe di Menna e Nakht (Qurna)                               60/30 (10/5)
  • Tomba di Ramose (Qurna)                                          60/30 (10/5)
  • Tombe di Userhat e Khonsu                                        40/20 (5/3)
  • Altre tombe di Sheik Abd el-Qurna                              40/20 (10/5)
  • Tombe di Roy e Shuroy (Dra Abu el-Naga)                 40/20 (5/3)
  • Tomba di Pabasa  (Assasif)                                        40/20 (10/5)
  • Altre tombe di El-Assasif                                             60/30 (10/5)
  • Tombe di El-Khokha                                                    40/20 (5/3)
  • Valle delle Regine                                                        80/40 (10/5)
  • Tomba di Nefertari                                                       1000/500 (-)
  • Carter House + Replica KV62                                      50/25 (5/3)
  • Valle dei Re (3 tombe)                                                 160/80 (20/10)
  • Tomba di Tutankhamon                                               200/100 (35/20)
  • Tomba di Ramesse VI                                                  80/40 (10/5)
  • Tomba di Seti I                                                             1000/500 (-)
  • Tomba di Ay (Valle dei Re, ramo ovest)                       40/20 (5/3)

Assuan

  • Tempio di Edfu                                                            100/50 (10/5)
  • El Kab                                                                          60/30 (5/3)
  • Tempio di Horemheb (Gebel el-Silsila)                       40/20 (5/3)
  • Kom Ombo + Crocodile Museum                                80/40 (10/5)
  • Obelisco incompleto                                                    60/30 (5/3)
  • Tempio di File                                                              100/50 (10/5)
  • Tombe dei Nobili                                                          60/30 (10/5)
  • Isola di Sehel                                                               40/20 (10/5)
  • Tempio di Kalabsha                                                     60/30 (10/5)
  • Tempio di Amada                                                         70/35 (10/5)
  • Abu Simbel                                                                  160/80 (10/5)
  • Abu Simbel (visite del 22 feb e del 22 ott)                   240/120 (20/10)

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ABBONAMENTI

  • Cairo Pass (5 giorni)                                            80/40 $
  • Luxor Pass (5 giorni)                                           80/40 $ – 80/40 €
  • Luxor Pass + tombe di Seti I e Nefertari             160/80 $ – 150/80 €
  • Museo Nazionale di Alessandria (1 anno)          100/50 $
  • Museo dei Gioielli Reali (1 anno)                        100/50 $
  • Museo Egizio del Cairo (1 anno)                         100/50 $
  • Museo d’Arte Islamica (1 anno)                          100/50 $
  • Museo Copto (1 anno)                                        100/50 $
  • Museo del Palazzo Manial  (1 anno)                  100/50 $
  • Museo Nazionale di Suez (1 anno)                     100/50 $
  • Museo di Mallawi (1 anno)                                  100/50 $
Categorie: turismo | Tag: , , , | 2 commenti

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