Articoli con tag: Abido

Tombarolo scopre blocco di Nectanebo II sotto casa

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ph. Yaser Mahmoud Hussein

Ancora uno scavo abusivo in ‘cantina’. Durante un’ispezione della polizia turistica nell’area di Beni Mansour, nei pressi dell’antica Abido, un uomo è stato colto in flagranza di reato mentre realizzava una fossa sotto la propria abitazione. Qui, a 4 metri di profondità, è stato trovato un blocco di 1,40 x 0,40 m che reca i cartigli di Nectanebo II (360-343), faraone della XXX dinastia che ha avuto un’intensa politica edilizia nella zona. Accanto al nomen e al prenomen, s’intravede anche la corona bianca del re. Secondo Ashraf Okasha, direttore generale delle Antichità di Abido, il blocco potrebbe appartenere a una cappella reale o al muro di un tempio, ma, per il momento, non è possibile verificarlo a causa del livello delle acque freatiche. Per questo, la vecchia casa in mattoni crudi è stata sequestrata per le verifiche del caso.

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ph. Yaser Mahmoud Hussein

 

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Abido, scoperta necropoli della I dinastia

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Source: Luxor Times

Mahmud Afifi, direttore del Dip. di Egittologia del Ministero delle Antichità, ha annunciato una grande scoperta effettuata ad Abido dalla missione egiziana di Yasser Mahmud Hussein: una necropoli risalente alla I dinastia. Le 15 grandi tombe in mattoni crudi (la maggiore misura 14 x 5 m), insieme a un centro abitato di oltre 5000 anni, sono state individuate 400 metri a sud del tempio di Seti I. Come è noto, Abido fu una delle più importanti città nella fase di unificazione dell’Egitto e sede delle sepolture dei faraoni del periodo protodinastico. La monumentalità di queste tombe, alcune delle quali più grandi delle mastabe reali, farebbe pensare che appartenessero ad alti funzionari legati all’ambiente della corte e, così come gli abitanti del vicino villaggio, alla costruzione del cimitero dinastico.

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L’Edificio della Barca di Sesostri III e i graffiti di 120 navi

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Source: livescience.com

120 navi nel deserto: no, non è un miraggio ma la spettacolare scoperta effettuata dalla missione ad Abido Sud del Penn Museum (University of Pennsylvania) diretta da Josef Wegner. Nei pressi del complesso funerario di Sesostri III (1878-1841), infatti, tra il 2014 e il 2016, è stata liberata dalla sabbia una struttura sotterranea già nota dal 1904 (Arthur Weigall, Egypt Exploration Fund), ma mai scavata. Si tratta di una camera rettangolare (21 x 4 m) in mattoni crudi con copertura a volta a botte, sulle cui pareti stuccate di bianco è stato individuato un gran numero (120, per l’appunto) di graffiti che rappresentano imbarcazioni di diverso tipo e grandezza (da 10 cm al 1,5 m), più alcune immagini di gazzelle, bovini e fiori. La resa dei particolari è molto precisa grazie alla presenza di alberi, vele, cabine, timoni, remi e vogatori.

Anche se l’utilizzo della struttura non è ancora del tutto chiaro, è probabile che il cosiddetto “Boat building” ospitasse la barca funeraria del faraone di XII dinastia, di cui si sono conservate alcune tavole deposte in una cavità al centro della stanza. Molto interessante è anche il ritrovamentento di oltre 145 “giare da birra” sepolte lungo il viale d’accesso alla camera, molte delle quali con il collo rivolto proprio verso l’ingresso. La presenza di queste ceramiche è stata spiegata come sepoltura simbolica di contenitori di acqua su cui far galleggiare la barca reale nel viaggio nell’aldilà o come deposito dei vasi effettivamente usati per la lubrificazione del terreno durante il traino del natante nella struttura.

La pubblicazione originale si trova sull’ultimo numero dell’International Journal of Nautical Archaeology:  http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/1095-9270.12203/full

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Source: livescience.com

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Bufale eGGizie*: l’elicottero e il carro armato di Abido

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Source: en.wikipedia.org

(*A scanso di equivoci, il nome della rubrica contiene volutamente un errore ortografico per sottolineare il carattere a dir poco ridicolo di alcune notizie riguardanti l’Egitto che circolano nel web e non solo)

Tra i “misteri” fantarcheologici più sbandierati in internet, c’è sicuramente quello che riguarda l’alto livello tecnologico delle civiltà del passato, sviluppatosi grazie alla sapienza di popoli estinti (Atlantide, Agartha, Mu ecc.) o ad aiuti di entità extraterrestri. In particolare, l’Egitto ha sempre stimolato risposte fantasiose a domande semplici. Ad esempio, molti utilizzano un rilievo situato ad Abido per avvalorare l’ipotesi di conoscenze scientifiche molto più avanzate di quelle che vengono descritte dagli studi ortodossi.

Su un architrave del Tempio di Osiride fatto costruire da Seti I (1290-1279), è rappresentato un carro armato e una flotta di velivoli che, tra elicotteri, dirigibili, aerei, astronavi e hovercraft (che poi, ognuno ci vede una cosa diversa), farebbe invidia all’aeronautica militare degli USA. Come spiegare questi manufatti fuori dal tempo? Con la pareidolia, parola che ritroverete spesso in questa rubrica. La pareidolia è un fenomeno psicologico che porta l’uomo a riconoscere forme note (visi, lettere, animali, oggetti) in composizioni casuali. A causa di questo meccanismo mentale, ad esempio, vediamo facce nelle prese della corrente o su Marte (altra grande bufala da sfatare). Effettivamente, al di là di alcuni casi in cui le foto sono distorte ad hoc, anche a me quei geroglifici sembrano macchine futuribili, ma a causa di un palinsesto, cioè la sovrapposizione di due iscrizioni diverse. Il santuario, infatti, non fu completato da Seti, ma venne ripreso dal figlio Ramesse II (1279-1212) che, per appropriarsi dell’edificio, modificò alcuni titoli reali del padre inserendo il proprio.

L’iscrizione originale, incisa nella roccia, si riferisce al nome reale nebty (“Le Due Signore”) di Seti I, riscontrabile anche in altre zone del tempio:

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Source: belovedegypt.com

 

 

[wHm  mswt  sxm  xpS]  dr  ps-Dt

“[Colui che rinnova le nascite, forte di spada], che respinge i Nove Archi”

 

 

L’iscrizione più recente, invece, realizzata su stucco per coprire la precedente, presenta la stessa titolatura ma di Ramesse II (in questo caso, non trovando altri esempi, ho scritto il testo con JSesh):

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nbty  mk  kmt  wafw  xAswt

“Le Due Signore: Colui che difende l’Egitto e che conquista le terre straniere”

 

Con la sovrapposizione dei diversi geroglifici e la caduta accidentale di parte degli intonaci coprenti, quindi, si è venuta a creare questa curiosa coincidenza che niente ha a che fare con strumenti bellici (riporterò il codice utilizzato da Sir Alan Gardiner per indicare i vari segni nella sua “Egyptian Grammar”):

elicottero: Arco (T10) + braccio con mano che tiene un bastone (D40) e il braccio in combinazione con il pulcino di quaglia (G45)

carro armato: mano (D46) + Aa15

dirigibile: bocca (D21) + braccio (D36) e cesto con ansa (V31)

aereo: D40 + pane (X1) e planimetria di un villaggio (O49)

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Il faraone Seneb-Kay sarebbe stato ucciso in battaglia

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Source: MSA

Un anno fa, la missione della University of Pennsylvania diretta da Josef Wegner trovava ad Abido la tomba reale di un nuovo faraone, Seneb-Kay. Oggi, dopo un lungo periodo di studio sui resti ossei, conosciamo la sua fine che è stata decisamente violenta. Infatti, sul corpo, sono evidenti 18 ferite che hanno portato il re alla morte. In modo particolare, ad essere interessati dalle lesioni sono gli arti inferiori con Anche, gambe, caviglie e piedi colpiti da armi da taglio. L’angolo e la direzione delle ferite indicano che Seneb-Kay si trovava in una posizione elevata rispetto ai suoi aggressori, probabilmente su un cavallo o un carro. Una volta caduto a terra, il faraone sarebbe stato finito con due colpi d’ascia alla testa (in foto, si vedono i segni sul cranio). Si delinea, quindi, una morte in battaglia, o comunque durante un attentato; tale ipotesi ben si adatterebbe al II Periodo Intermedio, epoca tumultuosa di rottura dell’unità dell’Egitto e di coesistenza, per niente pacifica, di dinastie parallele.

Secondo gli archeologi statunitensi, Seneb-Kay apparterrebbe alla dinastia vassalla degli Hyksos, la XVI, o, addirittura, a una locale di Abido non ancora identificata (1650-1600 a.C.). Dall’analisi dello scheletro, inoltre, si evince che sarebbe morto tra i 35 e i 40 anni e, guardando le deformazioni delle ossa del bacino e delle gambe, che doveva essere un cavaliere. Si tratta, così, del secondo caso comprovato di morte violenta di un faraone dopo quello di Seqenenra Tao della XVII dinastia, scoperto nella cachette di Deir el-Bahari con il cranio sfondato.

 

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Mostra: “Egitto. Come Faraoni e Sacerdoti nel Tempio di Osiride”

ImmagineUn nuovo appuntamento con Abido nato dalle iniziative di Paolo Renier. Il lavoro venticinquennale del fotografo trevigiano nel tempio di Seti I e la consulenza del geometra Maurizio Sfiotti hanno portato alla realizzazione della mostra “Egitto. Come Faraoni e Sacerdoti nel Tempio di Osiride” che si terrà dal 12 settembre al 21 dicembre presso Palazzo Sarcinelli a Conegliano (TV). Lo scopo dell’evento è “rendere accessibile al pubblico una realtà archeologica lontana e talvolta non fruibile”. Infatti, l’Osireion, il tempio funerario di Osiride e uno dei più importanti edifici sacri della XIX dinastia, oggi si trova in stato di abbandono con acqua stagnante che impedisce l’accesso ai visitatori e pesci gatto che nuotano attorno ai pilastri della sala ipostila.

E’ proprio l’Osireion il protagonista dell’esposizione che comprende l’estesa raccolta fotografica di Renier, un modellino realizzato da Sfiotti in scala 1:20 e la ricostruzione a grandezza naturale dell’angolo NE della Camera Centrale e della Stanza del Sarcofago. Non saranno tralasciati il Complesso di Osiride all’interno del tempio vero e proprio e il resto dei monumenti che rendono il sito unico nel suo genere. In ogni caso, il percorso completo è consultabile sul sito della mostra: http://www.neltempiodiosiride.it/percorso-della-mostra.html

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Abido, scoperta cappella di Mentuhotep II

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Source: Luxor Times Magazine

Il ministro El Damaty ha annunciato la scoperta di una cappella in calcare attribuibile a Mentuhotep II (2064-2013), primo faraone del Medio Regno. Il santuario dedicato ad Osiride si trova ad Abido, a soli 150 m dal tempio di Seti I. La scoperta è stata effettuata casualmente durante i lavori di pulizia e di monitoraggio dell’area dopo che era stata interessata da numerosi scavi abusivi. Ora, una squadra di esperti ha già cominciato il restauro dei rilievi minacciati dalle concrezioni saline e dagli scarichi fognali delle vicine abitazioni.

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Abido, Presentati i risultati dello scavo su tomba con piramide del 1300 a.C.

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Source: livescience.com

Durante il meeting annuale dell’American Research Center in Egypt (4-6 aprile), saranno presentati i risultati dello scavo della University of Pennsylvania di una tomba del 1300 a.C. ad Abido. Questa missione, tra 2013 e 2014, ha compiuto scoperte straordinarie, tra cui le sepolture dei faraoni Sobekhotep I (XIII din.) e Senebkay, sempre del II P.I. e forse il primo re ad essere individuato di una sconosciuta “Dinastia di Abido” che non ha lasciato tracce sulle fonti storiche.

La tomba in questione è più recente (Nuovo Regno) e apparterrebbe a uno scriba di nome Horemheb. La struttura era completamente ipogea se si esclude la piramide all’ingresso che doveva raggiungere i 7 metri d’altezza. Il nome del defunto è sul bel sarcofago in arenaria dipinta di rosso e finemente lavorato con figure di divinità e formule tratte dal Libro dei Morti. Non è stata ritrovata la mummia all’interno perché la tomba era stata depredata più volte già in antichità; tuttavia, sono stati individuati i resti ossei disarticolati di 3 o 4 uomini, 10/12 donne e due bambini. Kevin Cahail, che ha diretto lo scavo, afferma che il numero di ossa femminili potrebbe essere spiegato non solo con la poligamia, ma anche con sepolture familiari appartenenti a più generazioni o a inumazioni abusive successive.

Source: ancient-origins.net

Source: ancient-origins.net

 

Tra i ritrovamenti più importanti, spicca un rarissimo amuleto in diaspro verde e rosso (qui a sinistra) che rappresenta il cuore ib. Probabilmente legato alla psicostasia, la “pesatura dell’anima” del cap. 125 del Libro dei Morti, il piccolo oggetto potrebbe essere stato inserito nel petto di uno dei morti oppure semplicemente al collo come pendente. Altra reperto interessante è un ushabti dipinto individuato in un’altra camera funeraria, questa volta senza sarcofago. Sulla statuetta si legge il nome di quello che potrebbe essere, secondo gli archeologi americani, il padre o il fratello maggiore di Horemheb, cioè Ramessu “Sovrintendente alle Scuderie”.

 

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Nuove aperture al pubblico per il Tempio di Abido e l’Osireion

Souce: it.wikipedia.org

Souce: it.wikipedia.org

Durante una visita ufficiale al tempio di Dendera, Mohamed Ibrahim ha anticipato alcune novità che riguardano un altro sito dell’Alto Egitto. Il tempio di Osiride ad Abido, fatto costruire da Seti I e completato dal figlio Ramesse II, sarà equipaggiato di tutti gli strumenti per accogliere i turisti anche durante visite notturne. Il progetto comprende anche il prosciugamento delle acque freatiche che invadono il vicino Osireion (oggi popolato di pesci gatto; nella foto a sinistra), così che anche la tomba del dio possa essere visitata.

L’uscita pubblica del ministro è stata caratterizzata anche da un fuori programma particolare. A un anziano turista lussemburghese che si era avvicinato per una foto, Ibrahim ha concesso di realizzare il suo sogno: entrare nella tomba di Nefertari, nella Valle delle Regine a Luxor, che è normalmente chiusa al pubblico. Il settantenne è scoppiato in lacrime.

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