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“L’Egitto di Provincia”: Museo Civico di Sulmona (AQ)

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20160302_091947 (FILEminimizer).jpgSulmona (AQ) è senza dubbio uno dei gioielli d’Abruzzo grazie al suo ricchissimo patrimonio storico-artistico inserito nello splendido scenario naturale della Valle Peligna. Tra le numerose attrattive che la città offre, spicca il Complesso della Santissima Annunziata (foto in alto) con il palazzo quattrocentesco costruito accanto alla chiesa trecentesca per fungere da orfanotrofio e ospedale. L’edificio ha poi subito diversi rimaneggiamenti e restauri nel corso dei secoli e, dal 1894, ospita le collezioni civiche che comprendono la sezione archeologica, quella medievale, gli ambienti musealizzati della “domus di Arianna” (I sec. a.C. – I d.C.) e il Museo del costume abruzzese e molisano e della transumanza. In particolare, la sezione archeologica, riallestita nel 2011 dopo i danni causati dal sisma dell’Aquila, conserva i reperti relativi alla Sulmo di Ovidio e ai siti italici e romani della conca peligna.

Qui, è attualmente in corso (fino al 31 maggio) “Dai confini del mondo alla patria di Ovidio. Merci, uomini e idee”, mostra che raccoglie alcuni oggetti dei tre musei archeologici nazionali d’Abruzzo che testimoniano i contatti commerciali e non solo tra la città e i popoli del resto del mondo conosciuto. L’esempio probabilmente più importante, e per questo diventato il simbolo dell’esposizione, è il cosiddetto “rilievo Dragonetti”, un frammento di monumento funerario del I sec. d.C. che ritrae un dromedario carico di vino, prodotto esportato verso l’Oriente dalla gens Peticia. Non mancano tracce della diffusione dei culti nilotici nell’area, come alcuni bronzetti di Iside-Fortuna e una lapide funeraria dedicata a Ortensia Tartulla, sacerdotessa della dea nel I secolo a.C.

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In quest’ottica, ha meno senso l’inclusione nel percorso di visita degli oggetti egizi ed egittizzanti della “Collezione Pansa” che non sono il frutto di scambi del passato, ma provengono dal mercato antiquario – sempre che non si voglia estremizzare il concetto di contatti tra gli abitanti della città e l’estero includendo anche il collezionismo otto-novecentesco. Giovanni Pansa (1865-1929), avvocato e storico, infatti, nacque proprio a Sulmona e qui raccolse centinaia di antichità che passarono allo Stato nel 1954  e che, in gran parte, sono oggi esposte in due sale del Museo Archeologico Nazionale “Villa Frigerj” di Chieti. Tra questo materiale, molto eterogeneo per provenienza, datazione e tipologia, ci sono anche i 33 pezzi della vetrinetta dedicata all’egittomania che, però, manca di didascalie esplicative. Si tratta di una serie di amuleti in faience (immagine in alto) che ritraggono dèi (Hathor, Anubi, Bes, Bastet, Shu, Tueris) e altri soggetti religiosi (udjat, ibis, il sole che nasce da un fiore di loto). Sempre in faience, c’è anche un bel pendente con il trittico Iside-Horus bambino-Nefti. Completano il gruppo tre piccole stele, alcuni ushabti e una statuetta di Iside lactans, tipica iconografia della dea seduta in trono mentre porge il seno al figlio Horus (immagine in basso).

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L’Egitto di Provincia: “Tracce di Egitto ad Alba Fucens” (21/01/2016 – Museo Paludi di Celano)

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Appuntamento fuori dal normale per la rubrica “L’Egitto di Provincia”. Questa volta, infatti, non ci sarà alcuna descrizione di una piccola collezione ma la segnalazione di un incontro in cui spiegherò di persona la presenza egizia in una città romana nel cuore dell’Abruzzo, a due passi da casa. Ho il piacere di invitare voi tutti a partecipare a “Tracce di Egitto ad Alba Fucens”, appuntamento organizzato dalla Soprintendenza Archeologia dell’Abruzzo – Nucleo Operativo della Marsica nell’ambito di “Fucino 2016, Archeologia a chilometro zero”, progetto di valorizzazione del patrimonio archeologico dell’area del Fucino che comprenderà, per tutto l’anno, visite guidate ai numerosi siti della zona e molti altri eventi gratuiti.

iniziative Fucino 2016Tornando a noi, il 21 gennaio, dalle 15:30 alle 17:00, presso il deposito della Soprintendenza nel Museo Paludi di Celano (AQ), vi illustrerò cosa lega la Valle del Nilo ad Alba Fucens, spettacolare colonia romana fondata intorno al 304 a.C. ai piedi di Monte Velino (il gruppo montuoso innevato che si vede sullo sfondo della foto). Ovviamente, avrete modo di vedere da vicino i reperti egizi o egittizzanti ritrovati nel sito. Vi aspetto!

Per maggiori informazioni e la lista degli altri eventi: https://www.facebook.com/Fucino-2016-Archeologia-a-chilometro-zero-464471010411787/?fref=ts

 

 

 

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“L’Egitto di Provincia”: Museo Archeologico Nazionale “La Civitella”, Chieti

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Source: lacivitella.it

Torno a parlare della mia regione, l’Abruzzo, presentando un piccolo gruppo di oggetti egizi ed egittizzanti che si trovano nel Museo Archeologico Nazionale “La Civitella” di Chieti. Il museo sorge sulla parte più alta della città, in cima alla collina che gli dà il nome, all’interno del parco archeologico che include i resti dell’anfiteatro romano. La struttura è piuttosto recente, inaugurata nel 2000, anche se il nucleo originario risale all’Antiquarium degli anni ’30 del secolo scorso che raccoglieva collezioni di fine ‘800. Tre percorsi espositivi si diramano sottoterra (ma ci sono evidenti problemi d’infiltrazione, tanto che, durante le giornate di pioggia, si vedono bacinelle ovunque riempite dalle gocce che cadono dal soffitto) presentando materiale archeologico che racconta la nascita e lo sviluppo della città di Teate Marrucinorum, diventata municipio dopo la Guerra sociale (91-88 a.C.):

  • La Terra dei Marrucini: reperti dal Paleolitico alla formazione del popolo italico ritrovati nel medio e basso corso del fiume Pescara;
  • L’inizio della storia urbana: area dedicata alla fase repubblicana (III-II sec.) con, in particolare, la decorazione dei tre frontoni in terracotta policroma appartenenti al complesso templare dell’acropoli;
  • Da Roma a Ieri: la riproduzione dei diversi ambienti della città dal periodo romano ad oggi con sale dedicate alle domus, al teatro, all’anfiteatro e alle terme.

11028836_714506068665709_1711590311_oA quest’ultimo percorso appartiene il gruppo che più ci interessa, in corrispondenza della zona dedicata ai culti esotici. L’apertura della religione romana alle credenze straniere fece sì che, soprattutto nel periodo imperiale, fossero incluse nel pantheon classico anche divinità egizie come Iside e Serapide. Così, anche in centri italiani, è facile trovare oggetti importati dalla Valle del Nilo o riproduzioni locali. Infatti, oltre a una testa in marmo di Serapide, un pannello presenta quattro reperti scoperti proprio a Chieti di cui uno, però, è solo una copia: si tratta del busto in basalto del generale Harsiesi (XXVII dinastia), con pilastro dorsale iscritto, il cui originale si trova presso il Museo Barracco di Roma. Di basalto è anche la testa con nemes scoperta nelle vicinanze del foro (III-I sec. a.C.). Infine, è possibile vedere un frammento in granito di statuetta di Epoca Tarda della dea ippopotamo Tueris recante il nodo “sa” (amuleto magico con funzione protettiva, soprattutto per le partorienti) e un bronzetto votivo di Iside Fortuna (I-II sec. d.C.) con tutti i suoi attributi, canestro, cornucopia, timone e falce lunare.

http://www.lacivitella.it/

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Testa di Serapide

 

 

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Frammento di testa in basalto, III-I sec. a.C.

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Frammento di statuetta di Tueris, Epoca Tarda

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Iside Fortuna, I-II sec. d.C.

 

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