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Antinoo ritrova la faccia negli USA grazie a un egittologo

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Source: villaludovisi.org

Quando la deformazione professionale non ti abbandona nemmeno in vacanza! È successo durante un viaggio a Roma nel 2005 a W. Raymond Johnson, direttore dell’Epigraphic Survey dell’Oriental Institute di base presso la Chicago House a Luxor. L’egittologo, visitando il Museo Nazionale Romano di Palazzo Altemps, si era imbattuto nel cosiddetto “Antinoo Ludovisi” (inv. n° 8620; immagine a destra), busto marmoreo del II secolo restaurato nel ‘700. La scultura da subito gli era sembrata familiare e non solo perché Antinoo è un personaggio strettamente legato all’Egitto. Il giovane bitinio, infatti, divenuto l’amante preferito di Adriano, lo accompagnò nei suoi lunghi viaggi d’ispezione nelle province orientali fino alla fine di ottobre del 130, quando annegò nel Nilo. La morte nel fiume sacro portò all’identificazione di Antinoo con Osiride e alla conseguente divinizzazione: l’imperatore fondò una città in suo onore, Antinopoli, nel Medio Egitto, vicino il luogo dell’incidente (sempre che di incidente si sia trattato), e fece diffondere il culto del suo amato in tutto l’impero. È per questo motivo che sono così numerosi i suoi ritratti.

chi_cat_9_11.jpegRitornando all’Antinoo Ludovisi, Johnson si era accorto di un particolare che lo collegava a un frammento di statua (immagine in alto a sinistra) conservato presso l’Art Institute of Chicago. Il pezzo era stato acquistato a Roma nel 1898 da Charles L. Hutchinson, primo presidente dell’AIC, quando era ancora inserito di profilo in un rilievo fittizio. Chiaramente attribuibile ad Antinoo per i ricci voluminosi, il ritratto si adatterebbe proprio all’integrazione settecentesca dell’esemplare di Palazzo Altemps. L’ipotesi è stata confermata da analisi di esperti in arte classica e da rilievi con laser scanner che hanno permesso anche l’elaborazione di un modello virtuale. Infine, grazie a una stampante 3D, sono state realizzate copie a grandezza naturale delle due parti finalmente unite dopo secoli (foto a sinistra) e poi un gesso completo senza le lacune provocate dai vecchi restauri. Il prodotto finale e i due ritratti, insieme ad altre statue di Antinoo e Adriano, saranno esposti a Chicago fino al 5 settembre presso la mostra “A Portrait of Antinous, in Two Parts”: http://www.artic.edu/exhibition/portrait-antinous-two-parts

Aggiornamento: la mostra si sposta a Palazzo Altemps

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La mostra – con la dovuta traduzione del titolo – “Antinoo, un ritratto in due parti” si sposta in Italia e i tre pezzi (le due porzioni di Chicago e Roma più la ricostruzione) saranno esposti dal 14 settembre 2016 fino al 15 gennaio 2017 presso il Museo Nazionale Romano di Palazzo Altemps. Un’occasione imperdibile prima che le metà si dividano di nuovo.

http://archeoroma.beniculturali.it/sites/default/files/CS%20ANTINOO.pdf

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Alessandria, Statua del toro Api danneggiata durante il trasporto (?)

Source: english.ahram.org.eg

Source: english.ahram.org.eg

Un altro scandalo potrebbe scuotere le alte sfere del il Ministero delle Antichità. Nei giorni scorsi, è trapelata una notizia, ancora non confermata, che metterebbe di nuovo in discussione la gestione e la conservazione delle antichità da parte delle autorità egiziane. La bellissima statua in basalto del toro Api, realizzata per il nuovo Serapeo durante l’impero di Adriano (117-138), avrebbe subito gravi danni durante il trasporto dal Museo Greco-Romano di Alessandria (num. d’inventario 3512) al Museo Marittimo dove avrebbe dovuto essere preparata per un nuovo spostamento, questa volta più lungo, verso l’Europa. La scultura, infatti, farà parte dell’esposizione itinerante “Egypt’s Sunken Secrets” che porterà a Parigi, Berlino e Londra le grandi scoperte subacquee di Franck Goddio.

Nel frattempo, è arrivata una risposta ufficiale tramite Elham Salah, direttrice del Dipartimento dei Musei del ministero, che ha smentito le accuse del gruppo Egypt’s Heritage Task Force affermando che la statua è integra e che il restauro che sta subendo, dopo il primo alla fine dell’800 e quello di una decina di anni fa, sarebbe un semplice trattamento di routine in previsione del viaggio verso la capitale francese. Le lesioni, invece, sarebbero le stesse riscontrate dopo la scoperta del 1895. Ma, dopo la figuraccia della “barba di Tutankhamon“, è difficile credere alle dichiarazioni dei funzionari dell’MSA e, inoltre, dalle foto che stanno circolando sul web (vedi in basso), sembrerebbe che le fratture siano nuove, soprattutto in corrispondenza delle zampe del toro.

Source: Ahmed Shehab

Source: Ahmed Shehab

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Villa Adriana, domenica 7 sarà visitabile il cantiere del “Tempio di Iside”

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Source: roma.repubblica.it

Domenica 7 dicembre, a Villa Adriana (Tivoli), sarà visitabile il cantiere di scavo/restauro della cosiddetta “Palestra” che, in realtà, potrebbe rivelarsi un centro di culto di divinità egizie. Il complesso monumentale era stato chiamato così da Pirro Ligorio che aveva interpretato come atleti tre busti da lui ritrovati nell’area. Ma si è dovuto aspettare il 2005 per un’indagine archeologica approfondita che ha messo in luce sette edifici tra cui una sala con doppio portico, un giardino pensile e un’aula basilicale già inclusi nel percorso di visita. L’attuale cantiere, invece, è stato avviato l’anno scorso dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio. L’interpretazione, ancora non confermata, come Tempio di Iside deriva da una serie di ritrovamenti effettuati nel corso dei secoli di materiale egittizzante, come un busto colossale di Iside, busti di sacerdoti isiaci e la sfinge acefala scoperta ancora in situ nel 2006. La scorsa primavera, invece, sono emerse altre statue, tra cui uno splendido Horus in forma di falco (vedi foto). Non deve stupire la presenza di un culto egizio in Italia sia per l’apertura dei Romani alle religioni dei popoli assoggettati (Iside e Serapide erano tra le divinità più diffuse nell’impero) sia per l’amore dell’imperatore Adriano per l’Oriente e, in particolare, per l’Egitto in cui visse circa due anni.

L’area di scavo sarà accessibile con visite guidate alle 10.30, 12.00, 14.30 e 15.30, mentre la sfinge, Horus e le altre statue recentemente scoperte saranno esposte nell’Antiquarium del Canopo tutto il giorno. L’ingresso sarà gratuito nell’ambito dell’iniziativa del MiBAC “Domenica al Museo”.

http://www.archeologia.beniculturali.it/index.php?it/142/scavi/scaviarcheologici_4e048966cfa3a/386

 

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