Articoli con tag: Amenofi III

Kom el-Hettan: scoperta statua di Tiye ai piedi di un colosso di Amenofi III

17342941_10155222210440406_7452456390883322075_nChe mese questo marzo! Durante la visita ufficiale del ministro delle Antichità Khaled el-Enany (foto a sinsitra), è stata presentata l’ennesima scoperta effettuata nel sito di Kom el-Hettan, Tebe Ovest, dal team del “The Colossi of Memnon and Amenhotep III Temple Conservation Project” diretto da Hourig Sourouzian. Sollevando la parte inferiore di uno dei colossi di Amenofi III che si trovava davanti al terzo pilone, è apparsa quella che, con ogni probabilità, è l’elegante figura della regina Tiye, scolpita accanto alla gamba del marito. Non è la prima volta che una rappresentazione della Grande Sposa Reale viene ritrovata nel Tempio funerario (come, ad esempio, ai piedi dei Colossi di Memnone) perché Tiye partecipò alla deificazione in vita del faraone; tuttavia, la novità sta nel materiale della statua, realizzata in alabastro e non in quarzite come nei precedenti casi. Inoltre, il buon stato di conservazione ha permesso l’individuazione di tracce dei colori originari.

 

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Scoperte altre statue di Sekhmet nel tempio funerario di Amenofi III

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Source: MoA

A Kom el-Hettan, Tebe Ovest, dall’inizio dell’anno, la missione egiziano-tedesca del “The Colossi of Memnon and Amenhotep III Temple Conservation Project” – diretta da Hourig Sourouzian – ha individuato frammenti relativi a 66 statue in diorite di Sekhmet. La scoperta è stata effettuata nell’area tra la corte a peristilio e la sala ipostila del tempio funerario di Amenofi III (1387-1350) durante lo scavo del muro che separa i due ambienti. La dea è rappresentata sia seduta in trono sia stante con scettro di papiro nella mano sinistra e ankh nella destra. Inoltre, nella grande corte, è stata trovata anche una statua perfettamente integra dello faraone stesso seduto in trono (immagine in basso a destra), alta 2,48 metri e realizzata in granito nero.

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Scoperte statue di Sekhmet e una sfinge nel tempio funerario di Amenofi III

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Source: english.ahram.org.eg

L’enorme tempio funerario di Amenofi III (1387-1350 a.C.) a Kom el-Hettan, Tebe Ovest, continua ad essere fonte di scoperte. Come spesso è capitato negli anni scorsi, infatti, gli archeologi del “The Colossi of Memnon and Amenhotep III Temple Conservation Project” hanno trovato altre statue di Sekhmet che, in origine, riempivano il santuario. Del gruppo di 730 sculture in granito nero della dea leonessa, di cui alcune trasferite dal Primo Profeta di Amon Pinedjem (1055-1031) nel Recinto di Mut a Karnak, la missione egiziano-tedesca diretta da Hourig Sourouzian ne ha già individuate un’ottantina.

In questo caso, non si tratta di statue integre ma di 4 frammenti, 3 busti (come quello a sinistra) e un torso senza testa, sepolti nell’area in cui sorgeva la Sala Ipostila. Nei pressi del III Pilone, invece, sono emersi un grande pezzo di una sfinge colossale in calcare e un piccolo torso in granito nero appartenente a una divinità ancora da identificare. Tutte le statue sono state trasferite nel magazzino del Ministero delle Antichità, in attesa di essere restaurate e ricollocate nel loro  posto originario.

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Kom el-Hettan, scoperte 8 statue di Sekhmet

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Source: MSA

Kom el-Hettan, area di Tebe Ovest dove sorgeva il tempio funerario di Amenofi III (1387-1350 a.C.), sono state trovate 8 statue in granito nero che ritraggono la dea Sekhmet. A effettuare il ritrovamento è stato il team del “The Colossi of Memnon and Amenhotep III Temple Conservation Project” diretto da Hourig Sourouzian. La missione egiziano-tedesca ha già scavato nel sito oltre 70 reperti simili appartenenti al gruppo di 730 sculture fatte realizzare da Amenofi per il suo “Tempio di Milioni di Anni”, poi trasferite in parte dal Primo Profeta di Amon Pinedjem (1055-1031) nel Recinto di Mut a Karnak.

Sei statue – di cui 3 sono piuttosto complete con un’altezza di 1,90 m (come l’esempio a sinistra), due conservano solo la parte inferiore, una quella superiore – rappresentano la dea seduta in trono mentre tiene nella mano destra l’ankh. Due busti senza testa, invece, appartengono a figure stanti con scettro di papiro nella sinistra e ankh nella destra.

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Edfu, sequestrata statua di Amenofi III

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Source: MSA

Ultima scoperta dell’anno. O meglio, ultimo sequestro. Nell’abitazione di un trafficante di droga e armi nel villaggio di Al-Nakhl, nei pressi di Edfu, la polizia locale ha individuato una bella statua di Amenofi III (1387-1348), evidentemente pronta per il mercato nero. I funzionari del Ministero delle Antichità hanno già autenticato il reperto e lo hanno trasferito nel magazzino del vicino sito archeologico per il restauro. La scultura di granito nero è alta circa 150 cm e rappresenta il faraone stante con nemes e shendyt tenuto da una cintura in cui è inciso il cartiglio come sulla base (tipologia molto simile a un’altra statua di Amenofi III, poi usurpata da Merenptah, oggi conservata presso il Luxor Museum). Sul pilastro dorsale, invece, è presente la titolatura reale completa che, da quello che si può vedere in foto, dice:

nsw  bity  nb  tA.wy  nb  ir.t  x(.t)  <nb-mAa.t-ra>  sA ra  <Imn-Htp  HqA-wAs.t>  di  anx  [Dd  wAs  mi  ra  D.t]

“Re dell’Alto e del Basso Egitto, Signore delle Due Terre, Signore del Compimento del Rituale <Neb-Maat-Ra>, Figlio di Ra <Amenhotep, Signore di Tebe>, che sia dotato di vita [stabilità e potere come Ra per sempre*]”

*La porzione d’iscrizione tagliata nella foto è visibile in questo video.

P.S. Colgo l’occasione per prendere in prestito la parte finale della titolatura e augurare anche a tutti voi “vita, forza e salute” per un buon 2016.

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Israele, scoperti scarabei e amuleti egizi

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Source: ynetnews.com

Dopo la ceramica da birra della scorsa settimana, nuovi reperti egizi sono stati scoperti in Israele. Questa volta, il ritrovamento è stato effettuato più a sud, a Tel Halif, nel deserto del Negev. Qui, l’Unità per la prevenzione dei furti di antichità dell’Israel Antiquities Authority ha effettuato scavi di emergenza dopo aver individuato tracce del passaggio di tombaroli. Amir Ganor, Direttore dell’Unità, ha affermato che dal cantiere sono usciti circa 300 contenitori ceramici, molti dei quali ancora intatti, alcune dozzine di ornamenti in bronzo, conchiglia o faience, sigilli, cretule e altri oggetti che vanno dal Tardo Bronzo (1500 a.C.) all’Età del Ferro (1000 a.C.). Tra la cultura materiale attribuibile alla Tribù di Giuda, è stata individuata una ventina di reperti provenienti dall’Egitto, come scarabei in pietra semi-preziosa, due anelli-sigillo e alcuni amuleti di divinità in faience. Secondo Dapha Ben-Tor, curatrice della sezione di egittologia presso l’Israel Museum di Gerusalemme, il gruppo è databile per lo più al XV-XIV sec. a.C.; infatti, su due scarabei sono incisi i cartigli di Thutmosi III e Amenofi III. In ogni caso, non c’è niente di sensazionale nella scoperta perché, durante questo periodo, la terra di Canaan era proprio sotto il dominio egiziano.

http://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-4643349,00.html

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Scoperte due statue di Sekhmet nel tempio funerario di Amenofi III

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Source: MSA

Due nuove statue di Sekhmet sono state scoperte nel tempio funerario di Amenofi III a Kom el-Hettan, Tebe Ovest. Si tratta di un tipo di ritrovamento che ormai caratterizza il sito da anni. La missione tedesca diretta da Hourig Sourouzian, infatti, ne aveva già individuate più di 70 che, come per il Recinto di Mut nel complesso di Karnak, dovevano riempire tutta l’area. I due pezzi sono realizzati in granito nero; uno rappresenta la dea seduta in trono ed è alto 174 cm, mentre il secondo conserva solo il busto con la testa di leonessa di 45 cm (vedi foto). Le statue erano situate nella zona NO della corte solare.

 

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Kom el-Hettan, inaugurato altro colosso di Amenofi III

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Source: dailymail.co.uk

 

La scorsa domenica, alla presenza del ministro El-Damaty e di altri funzionari dell’MSA, è stata inaugurata un’altra statua colossale di Amenofi III (1387-1348 a.C.) a Kom el-Hettan, il tempio funerario del faraone nella West Bank di Luxor. A differenza dei cosiddetti “Colossi di Memnone”, l’effige in quarzite, alta 13 metri e pesante 110 tonnellate, rappresenta il re in posizione eretta con la corona bianca dell’Alto Egitto e tenente nella mano un rotolo di papiro con il suo cartiglio.

La statua, insieme alla sua gemella presentata al pubblico all’inizio dell’anno, si trovava nell’entrata nord del tempio e cadde a pezzi a causa di un terremoto nel 27 a.C. Il restauro è stato effettuato dalla squadra del “Colossi of Memnon and Amenhotep III Temple Conservation Project” diretta dall’egittologa tedesca  Hourig Sourouzian.

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Armant, scoperta testa di statua di Amenofi III

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Source: ifao.egnet.net/archeologie/ermant

Durante la visita alle missioni attive nel governatorato di Luxor, il ministro El-Damaty ha annunciato la scoperta della testa di una statua di Amenofi III (altre fonti parlano di Thutmosi III). Il ritrovamento è stato effettuato dagli archeologi francesi dell’IFAO che stanno lavorando al consolidamento delle fondamenta del Tempio di Montu-Ra ad Hermonthis (l’attuale Armant, 25 km a sud del capoluogo). La struttura, originaria dell’Antico Regno, fu riutilizzata e modificata per tutta la storia egizia fino all’epoca romana. Notevoli sono gli interventi di Thutmosi III e il riallestimento completo durante i Tolomei, mentre la necropoli era particolarmente legata al culto del toro Bukhis.

La testa in questione è in arenaria e in pessimo stato di conservazione. La resa del volto è completamente abrasa e poco rimane della corona. Per questo, il reperto sarà presto restaurato nei magazzini IFAO di Luxor. Il caso vuole che, nell’ultimo anno, nel sito siano state ritrovate altre cinque teste reali, una con la corona bianca e quattro con la corona dell’Alto e del Basso Egitto, probabilmente risalenti al Nuovo Regno (qui un articolo sul numero 44 di “Egyptian Archaeology” per approfondire l’argomento).

 

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Spondilite anchilosante o DISH? Diagnosi sulle mummie reali

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Source: commons.wikimedia.org

Diagnosi contrastanti per pazienti illustri. Fino a poco tempo fa, vecchie analisi ai raggi X erano utilizzate come prova della presenza di tracce di spondilite anchilosante nelle mummie di Amenofi II (1387-1348), Ramesse II (1279-1212) e Merenptah (1212-1202; vedi immagine). La SPA è una malattia reumatica infiammatoria cronica che colpisce soggetti geneticamente predisposti, soprattutto giovani, e che può portare alla fusione delle vertebre.

Questi risultati, però, sarebbero messi in discussione da un nuovo studio condotto dalla Dott.ssa Sahar Saleem (Fac. di Medicina dell’Università del Cairo) e dall’arcinoto Zahi Hawass. Analizzando 17 mummie reali dalla XVIII alla XX dinastia, questa volta utilizzando le moderne TAC, non si riscontrerebbero segni di fusione nelle articolazioni della schiena o erosione di quelle sacroiliache del bacino; al contrario, in quattro casi, nei corpi di Amenofi III (1387-1348), Ramesse II, Merenptah e Ramesse III (1185-1153), sarebbe stata individuata la Iperostosi Scheletrica Idiopatica Diffusa. La DISH, a uno sguardo disattento, potrebbe somigliare alla SPA, ma è una condizione degenerativa che colpisce in età avanzata. In questo modo, quindi, sarebbe confutata l’ipotesi di un’antica origine della spondilite anchilosante.

Ma per dettagli più tecnici, che esulano dalla mia formazione, vi rimando all’articolo originale sull’ultimo numero di Arthritis&Rheumathology.

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