Articoli con tag: archeoblogger

“Firenze Archeofilm” (14-18 marzo 2018)

ARCHEOFILM FIRENZE_COVER FACEBOOOK-01

Nuovo appuntamento con la divulgazione archeologica che vede come protagonista il mezzo cinematografico. Nell’ambito delle manifestazioni organizzate da Archeologia Viva per tourismA,  tra il 14 e il 18 Marzo 2018, si terrà la prima edizione di Firenze Archeofilm – Festival Internazionale del Cinema di Archeologia Arte Ambiente. La rassegna vedrà la proiezione di decine di film a carattere archeologico che potranno essere fruite gratuitamente da tutti presso il cinema La Compagnia (via Cavour 50r, Firenze). Ovviamente non mancherà l’antico Egitto che verrà raccontato attraverso 5 pellicole:

Mercoledì 14

CEAlex, 25 anni
(Sala Piccola, 11:30)
Creato nel 1990 da Jean-Yves Empereur, direttore di ricerca al CNRS, il Centro di Studi Alessandrini (CEAlex) fa capo a diverse missioni, organizzate in collaborazione con il Ministero di Antichità Egiziane, per la salvaguardia e la valorizzazione dell’eccezionale patrimonio di Alessandria. 25 anni dopo la sua fondazione, il CEAlex conta più di 80 persone: ingegneri, tecnici, ricercatori… J-Y Empereur rievoca la creazione del Centro e le tappe più importanti, grazie a immagini di archivio, anche inedite.

Giovedì 15

Le statue di Alessandria si muovono
(Sala Grande, 11:30)
Ad Alessandria le statue si muovono. E anche gli obelischi… I Tolemei, che hanno governato l’Egitto in età ellenistica, le hanno fatte scolpire per decorare la loro nuova capitale. In seguito, queste pietre millenarie hanno viaggiato fino a Roma, Londra e New York, dove si trovano attualmente. In età moderna sono state commissionate statue in marmo e in bronzo a Parigi e ad Atene per decorare le piazze di Alessandria. Anche queste statue sono comparse, scomparse e riapparse nel corso della storia della città.

Fotografare l’invisibile
(Sala Grande, 22.45)
La ricerca dell’invisibile interessa anche gli archeologi. Fotografie di oggetti, tombe, sarcofagi, mummie, lasciano intendere che sono andati persi alcuni elementi pittorici. D’altra parte, alcune tecniche di ripresa e di trattamento delle immagini permettono di rendere visibili tracce scomparse da secoli. André Pelle, ingegnere del CNRS, illustra questa avventura e ci porta ai confini dell’invisibile, tra l’archeologia, la fisica, e l’arte.

Venerdì 16

Alla scoperta del tempio di Amenophis III
(Sala Piccola, 10:00)
A Luxor, i colossi di Memnone, segnano l’ingresso del maestoso tempio di Amenophis III. A partire dall’inizio degli anni 2000, una équipe internazionale ha ridato vita a questo tempio, di cui, a parte i due colossi, ben poco era rimasto visibile. Seguiamo, insieme a tutta la squadra di archeologi, le grandi tappe di questa impresa, filmata a partire dal 2004, e prendiamo dunque consapevolezza del carattere grandioso di questo tempio, costruito da un faraone durante il suo regno pacifico e prospero.

Sabato 17

L’harem del Faraone del Sole
(Sala Grande, 17:45)
Nel gennaio del 2011, mentre la regione del Cairo subiva gli attacchi della rivoluzione egiziana, l’Università di Basilea realizzava due importanti scoperte nella Valle dei Re: una cripta contenente decine di corpi e una tomba fino a quel momento sconosciuta. Mentre gli archeologi e gli studiosi riflettono sull’identità dei resti contenuti in queste tombe, giungono a una conclusione stupefacente…

Per il programma completo: http://www.firenzearcheofilm.it/programma-completo/

 

Inoltre, tra i vari premi che verranno assegnati nella giornata conclusiva, ho il piacere di presentare la menzione speciale “WebAward” che verrà data «al film che più ha saputo coniugare l’intento didattico con quello divulgativo e ha presentato la scoperta o lo studio archeologico come facente parte del tessuto storico e sociale di una comunità». La giuria sarà composta dal sottoscritto e da altri archeoblogger:

Annunci
Categorie: cinema/TV | Tag: , , , , , | 2 commenti

“28ª Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico” (Rovereto, 3-8 ottobre)

22008190_1695188057172768_2522253525247802783_n

Per il terzo anno consecutivo, avrò il piacere di far parte di una delle giurie speciali della “28ª Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico” di Rovereto. Insieme ad altri archeoblogger, premierò uno dei film in concorso alla più famosa rassegna italiana – e non solo – di documentari che hanno come tema archeologia, storia, paleontologia e antropologia. La manifestazione, organizzata da Fondazione Museo Civico di Rovereto con la collaborazione della rivista Archeologia Viva, vedrà la proiezione di decine di pellicole, alcune delle quali sull’antico Egitto: “La science se frotte aux momies dorées” (il CNRS applica le più moderne tecnologie per l’analisi delle mummie copte di Antipoli); “The Moving Statues of Alexandria” (la storia degli spostamenti delle grandi statue di Alessandria dall’antichità ai giorni d’oggi); “Did the ptolemies have a steam – powered force – pumpe?” (ricostruzione piuttosto fantasiosa sulle capacità tecnologiche dei Tolomei); “Dall’Egitto faraonico all’Africa di oggi” (lavoro dei fratelli documentaristi Alfredo e Angelo Castiglioni). L’Egitto è il protagonista anche della copertina scelta per l’edizione 2017, attraverso il particolare della decorazione egittizzante di una delle famosissime coppe in ossidiana da Stabia.

Gli altri membri della giuria speciale di archeoblogger sono:

Antonia Falcone e Domenica Pate (Professione Archeologo);
Paola Romi (blogger freelance);
Stefania Berutti (Memorie dal Mediterraneo);
Astrid d’Eredità (ArcheoPop);
Giovanna Baldasarre (ArcheoKids);
Marina Lo Blundo (Museo Archeologico Nazionale di FirenzeGenerazione di Archeologi);
Marta Coccoluto (blogger freelance);
Michele Stefanile (Archeologia Subacquea).

Per il programma completo: http://www.rassegnacinemaarcheologico.it/rica_context.jsp?ID_LINK=114199&page=3&area=316&id_context=418932

Categorie: cinema/TV | Tag: , , | Lascia un commento

“XXVI Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico” (Rovereto, 6-10 ottobre)

104796_rass_locand_2015Rovereto torna a essere la capitale della divulgazione in archeologia grazie alla XXVI Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico, manifestazione nata nel 1990 “con l’intento di raggiungere e sensibilizzare il grande pubblico sui temi della ricerca archeologica e della tutela del patrimonio culturale”. Tra il 6 e il 10 ottobre, grazie all’organizzazione della Fondazione Museo Civico di Rovereto, saranno proiettate decine di documentari italiani ed esteri riguardanti archeologia, storia, paleontologia e antropologia. Gli spettatori voteranno il vincitore del PremioCittà di Rovereto – ArcheologiaViva” tra i 58 film in gara, mentre una giuria internazionale, come ogni due anni, assegnerà il XII Premio “Paolo Orsi”.

Naturalmente, non mancheranno produzioni a carattere più o meno “egittologico” come:

  • “En busca de Djehuty” (2015), spettacolare documentario che illustra le scoperte della missione di José Manuel Galán a Dra Abu el-Naga e del Proyecto Djehuty che, se seguite il mio blog, sicuramente conoscerete (il video è temporaneamente disponibile in streaming qui);
  • “Viaggio al Silica Glass, il vetro delle stelle” (2015), spedizione di Alfredo e Angelo Castiglioni nel deserto libico alla ricerca del vetro naturale purissimo, forse di origine meteoritica, utilizzato anche per lo scarabeo di un pettorale di Tutankhamon;
  • “Journey of writing in Egypt” (2015), patrocinato dalla Bibliotheca Alexandrina, racconta il percorso evolutivo della scrittura, autoctona o straniera, in Egitto, dal geroglifico all’arabo.

Quest’anno, inoltre, a uno dei 22 film selezionati dall’organizzazione per il Premio Orsi sarà conferita anche  una menzione speciale* da una giuria di archeoblogger di cui ho l’onore e il piacere di far parte insieme a:

Per il programma completo e altre informazioni: http://www.museocivico.rovereto.tn.it/UploadDocs/10575_libretto_2015_web.pdf

.

*La menzione speciale archeoblogger è stata conferita a: “Tà gynaikeia. Cose di donne” (L. Daniele, 2015)

Categorie: cinema/TV | Tag: , , , , , , , | Lascia un commento

“L’Egitto di Provincia”*: i bronzi ellenistici di Palazzo Strozzi e del Museo Archeologico Nazionale di Firenze

10410568_843245045723018_815064609624747828_n

Paperofi I con la mascotte di Archeostorie alla mostra “Potere e Pathos”

* Questa volta, sfrutterò impropriamente, ma neanche tanto, la rubrica sulle collezioni egizie minori in Italia per parlare di una bella esperienza che ho vissuto lo scorso 30 aprile a Firenze. Invitato nel capoluogo toscano, ho potuto partecipare alla visita speciale, dedicata agli archeoblogger, di due mostre sulla scultura ellenistica in bronzo: “Potere e pathos” a Palazzo Strozzi e “Piccoli grandi bronzi” presso il Museo Archeologico Nazionale (entrambe aperte fino al 21 giugno). Così, non solo ho potuto ammirare alcuni capolavori provenienti da tutto il mondo, ma ho anche avuto il piacere di incontrare di persona autori di blog che seguivo già da tempo e conoscerne altri che, con passione e competenza, raccontano ogni aspetto dell’archeologia: Stefania Berutti (Memorie dal Mediterraneo), Elisabetta Giorgi e Francesco Ripanti (Archeokids), Marina Lo Blundo (Archeotoscana), Domenica Pate e Paola Romi (Professione Archeologo), Valentino Nizzo (Direzione Generale Musei MiBACT), Lidia Vignola (Liberarcheologia), più le gentilissime Giulia Sabattini e Benedetta Scarpelli di Palazzo Strozzi.

Ma, tornando all’asterisco iniziale, l’uso di questa rubrica non è poi così fuori luogo perché l’ellenismo ebbe in Alessandria uno dei principali centri propulsori della cultura, della scienza e della filosofia dell’epoca. Non a caso, il periodo viene fatto terminare convenzionalmente il 31 a.C., con la battaglia di Azio, la morte di Cleopatra VII e la caduta dell’ultimo regno ellenistico indipendente, quello d’Egitto. Dalla nuova capitale tolemaica, provengono alcuni dei capolavori presenti nelle due mostre e che fondono la tradizione di Skopas, Prassitele e Lisippo con la produzione artigianale locale. Non mancano, quindi, anche in Egitto, repertori tipici della scultura ellenistica come i ritratti e altre rappresentazioni realistiche.

11203175_843245309056325_7428064689221734146_n

Testa-ritratto di Arsinoe III

“Potere e pathos. Bronzi del mondo ellenistico” è un vero e proprio evento internazionale che porterà 50 grandi opere, dopo la prima tappa di Palazzo Strozzi, al J. Paul Getty Museum di Los Angeles e alla National Gallery of Art di New York. Le sculture non provengono solo da Firenze (Museo Archeologico Nazionale e Uffizi), ma anche da Napoli, Roma, Madrid, Londra, Atene, Parigi, Vienna e New York. Il titolo della mostra sintetizza due delle caratteristiche principali dell’arte ellenistica: l’eccezionale drammaticità delle pose e l’utilizzo della ritrattistica nella propaganda politica.

Proprio a quest’ultimo caso appartiene l’unico esemplare tolemaico dell’esposizione: la testa di Arsinoe III. In prestito dalla collezione egizia “Giuseppe Acerbi” del Museo Civico di Palazzo Te (Mantova), raffigura il volto della regina (220-204), moglie di Tolomeo IV. In questo caso, all’accuratezza nella realizzazione dei tratti somatici, si aggiunge anche quella della resa dell’acconciatura che caratterizza Arsinoe in ogni sua rappresentazione.

11170342_843245415722981_8021986755812759811_n

“Incognita negra”

In concomitanza con “Potere e Pathos”, si sta tenendo presso il Salone del Nicchio del Museo Archeologico Nazionale (la cui collezione egizia è la seconda in Italia) l’altra mostra che ho visitato: “Piccoli Grandi Bronzi. Capolavori greci, etruschi e romani delle collezioni mediceo-lorenesi”. Se nel primo caso le protagoniste erano grandi statue bronzee, qui sono esposti oltre 170 reperti che vanno dai 10 ai 60 cm raccolti dai Medici e dai Lorena (XV-XVIII sec.).

Appartenendo a collezioni antiche, i bronzetti sono suddivisi per tipologie. Per la ritrattistica ufficiale, ritroviamo Arsinoe III, posta accanto a un piccolo busto del padre Tolomeo III (246-222), mentre più numerose sono le statuette di divinità dell’Egitto greco-romano come Serapide, Giove-Ammone e Arpocrate. Infine, il vario repertorio è completato da soggetti esotici e/o grotteschi come nani e pigmei (qui è chiara l’influenza dell’arte faraonica che ha sempre contemplato questo tipo di iconografia) o come la bellissima “Incognita negra” (usata come immagine rappresentativa della mostra; vedi in alto), “collage” cinquecentesco che combina una brocca miniaturistica a testa di nubiana di età ellenistica con integrazioni rinascimentali.

Sarebbe vietato fare foto, ma noi archeo-raccomandati abbiamo avuto un permesso speciale:

Tolomeo III e Arsinoe III

Tolomeo III e Arsinoe III

Nani e pigmei

Nani e pigmei

Arpocrate

Arpocrate

11225963_756634417786207_530222943_n

Giove-Ammone e Serapide

Categorie: Egitto di Provincia | Tag: , , , , , , , , , , | 1 commento

Blog su WordPress.com.