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Scoperte a Gebel el-Silsila 12 tombe di Nuovo Regno

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Source: MoA

Il sito di Gebel el-Silsila, antiche cave di arenaria situate tra Edfu e Kom Ombo nel sud dell’Egitto, continua a mostrare sempre di più la sua importanza nell’ambito funerario. Infatti, grazie alla missione di ricognizione dell’area diretta da Maria Nilsson e John Ward (Lund University, Svezia) che già lo scorso anno aveva individuato una quarantina di tombe rupestri, sono state scoperte altre 12 sepolture scavate nella roccia risalenti sempre al Nuovo Regno. Le tombe, nascoste da uno spesso strato di limo, sabbia e detriti, comprendono tre “cripte” (ancora non è chiara la definizione che, forse, si riferisce a strutture multiple ipogee; vedi immagine in basso), due nicchie dedicate alle offerte ai morti, tre sepolture infantili – due delle quali sfruttavano insenature naturali del promontorio – e una camera deposito per animali (una dozzina di pecore e capre, due persici del Nilo e un coccodrillo).

Ogni tomba presenta numerosi corpi che fanno pensare a interi gruppi familiari. Da questi resti ossei, sembrerebbe che gli individui fossero in salute perché mancano tracce evidenti di infezioni o malnutrizione, ma comunque soggetti a intensa attività fisica, come testimoniano le fratture, spesso curate, e le massicce inserzioni muscolari. La necropoli, nonostante sia stata quasi completamente saccheggiata, ha mantenuto parte dei corredi con ricchi sarcofagi scavati nella roccia e dipinti, altri in legno, amuleti, scarabei, gioielli, cartonnage, tessuti e contenitori ceramici che hanno datato le tombe ai regni di Thutmosi III (1479-1424) e Amenofi II (1424-1398).

Il sito della missione: http://gebelelsilsilaepigraphicsurveyproject.blogspot.it/

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Source: lunduniversity.lu.se

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Gebel el-Silsila, scoperti due gruppi scultorei in cappelle rupestri

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Source: MSA

Un’altra notevole scoperta dal sempre prolifico Gebel el Silsila Survey Project. La squadra diretta da Maria Nilsson e John Ward (Lund University, Svezia) ha individuato due gruppi scultorei in rilievo risalenti al Nuovo Regno. Le statue si trovano in fondo a due cappelle rupestri già studiate in precedenza dalla missione epigrafica dell’EES di Ricardo Caminos (1955-1982), ma erano state obliterate da detriti provocati dall’erosione della roccia e da passati terremoti. Il primo gruppo si trova in fondo alla Cappella 30 e rappresenta il proprietario in veste di Osiride seduto insieme alla moglie che gli mette un braccio sulla spalla (vedi in basso). In fondo alla Cappella 31, invece, Neferkhewe (aspetto conferme ufficiali sul nome perché i dispacci del Ministero delle Antichità non sono sempre precisi nelle traslitterazioni), “Supervisore alle terre straniere” sotto Thutmosi III (1479-1424), è ritratto, sempre in foggia osiriaca, insieme alla moglie, al figlio e alla figlia (foto in alto). Gebel el-Silsila, situato tra Edfu e Kom Ombo, è il più grande sito di antiche cave d’arenaria d’Egitto, ma presenta anche numerosi templi, stele e sacelli scavati nelle scarpate ai due lati del Nilo. Tra queste strutture, ci sono proprio una trentina di cappelle private come quelle precedentemente descritte fatte realizzare soprattutto da ufficiali della XVIII dinastia per il culto dei defunti. Per la maggior parte dei casi, si tratta di una facciata decorata con formule di offerta che conduce a una singola stanza quadrata o rettangolare che presenta sul fondo una nicchia con l’effige del committente e di familiari seduti. La posizione difficilmente raggiungibile, però, suggerisce che i riti funebri non fossero effettivamente praticati.

http://gebelelsilsilaepigraphicsurveyproject.blogspot.it/2015/12/six-nk-statues-and-intact-relief-scenes.html

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Source: MSA 

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(Ri)scoperto tempio a Gebel el Silsila

Source: MSA - The Gebel el Silsila Project 2015

Source: MSA – The Gebel el Silsila Project 2015

La missione epigrafica del “Gebel el Silsila Survey Project”, diretta dalla Dott.ssa Maria Nilsson (Lund University, Svezia), ha ri-trovato un tempio di Nuovo Regno la cui ubicazione si era persa ormai da due secoli. Seguendo le indicazioni fornite dall’esploratore e orientalista svizzero Johann Ludwig Burckhardt (1784-1817), i membri del team si sono imbattuti nelle fondazioni di un luogo di culto che misurava 32,5 x 18,2 m, proprio a NO della stele di Amenofi IV. Da una prima analisi, sono emerse tracce di frequentazione sotto Thutmosi III, Amenofi III, Ramesse II e durante il periodo romano, ma un vero e proprio scavo potrà essere organizzato solo nella prossima campagna.

Gebel el Silsila, tra Edfu e Kom Ombo, è il più grande sito di antiche cave d’arenaria d’Egitto estendendosi per 2,5-3 km² su ogni lato del Nilo. Tutta quest’area, una volta conosciuta come Khenu/Kheny, è disseminata di pittogrammi rupestri preistorici, iscrizioni in geroglifico, ieratico, demotico, greco e copto e marchi di cava. L’obiettivo del progetto è proprio la documentazione fotografica dello sconfinato materiale epigrafico. Quest’ultima scoperta, però, sottolinea il fatto che il sito avesse anche una grande rilevanza religiosa.

http://gebelelsilsilaepigraphicsurveyproject.blogspot.it/

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