Articoli con tag: Assuan

Individuate nei pressi di Assuan incisioni rupestri predinastiche (forse reali)

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Source: MoA

Nello Wadi Abu Subeira, vallata nel deserto orientale a 10 km nord da Assuan, un team di archeologi egiziani ha individuato una serie di graffiti che vanno dall’inizio alla fine del Predinastico (IV millennio a.C.). Il sito è già noto da circa un decennio per incisioni rupestri anche più antiche (fino a 15-20.000 anni fa), ma questa volta, almeno secondo il segretario generale dello SCA Mostafa Waziry, saremmo di fronte alle prime iscrizioni reali della zona.

Infatti, oltre ai consueti animali che vivevano nell’area all’epoca – antilopi, giraffe, elefanti, coccodrilli -, ci sarebbero anche una rappresentazione di un centro ‘urbano’ con scene di allevamento di bestiame e alberi piantati, decorazioni floreali e simboli da ricondurre alla regalità, come il falco Horus e il serekh, o “facciata di palazzo” (foto in alto), che era la cornice in cui era inserito il nome del sovrano. Inoltre, aggiunge Abdel Moneim Said (direttore generale delle Antichità di Assuan e della Nubia), alcuni petroglifi apparterrebbero ai primi faraoni come Scorpione e Narmer. Se fosse confermata questa interpretazione, bisognerebbe registrare un precoce controllo stabile dell’estremo sud dell’Egitto.

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Assuan, missione milanese scopre tomba con 35 mummie

Source: MoA

Sulla riva ovest di Assuan, la missione italo-egiziana diretta dalla prof.ssa Patrizia Piacentini (Università degli Studi di Milano) e da Abdel Monaem Said (Ministero delle Antichità) ha scoperto una tomba con circa 35 mummie.

Il team dell’ateneo meneghino era stato chiamato in Egitto nel luglio 2018 per mappare le circa 300 sepolture rupestri nell’area del mausoleo islamico dell’Aga Khan, ma già al primo giorno di missione lo scorso gennaio è stata individua la scalinata d’ingresso di una nuova tomba, seppur depredata in antichità.

La struttura era stata realizzata in origine per Tjt, “Capo carovaniere” di Epoca Tarda (VI secolo a.C.), ma probabilmente riutilizzata fino al periodo greco-romano.

La prima grande camera funeraria conteneva circa 30 mummie in buono stato di conservazione, tra cui alcune di bambini disposte in una nicchia laterale. Con loro sono stati ritrovati vasi contenenti bitume per l’imbalsamazione, anfore, frammenti di cartonnage dipinto o ancora bianco, una lucerna, una statuetta lignea dell’uccello-ba e porzioni del sarcofago le cui iscrizioni hanno fornito nome e titoli del proprietario della tomba e dei suoi familiari. Appoggiata a una parete c’era ancora una barella in legno di palma e strisce di lino usata per portare i corpi dei defunti.

In una seconda sala laterale si trovavano altre quattro mummie di cui due sovrapposte e adagiate in una fossa scavata direttamente nella roccia: si tratta di una donna alta 1,50 m e di un bambino – probabilmente suo figlio – ancora coperte da cartonnage dipinto e da una maschera funeraria di papiro. Maggiori informazioni sull’identità degli individui arriverà con gli esami antropologici la prossima missione. Qui il corredo comprendeva vasi contenenti il cibo per l’aldilà.

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Qubbet el-Hawa, scoperte 6 tombe di Antico Regno

Source: MoA
Source: MoA

Due anni fa, a chiusura della prima stagione del Qubbet el-Hawa Research Project (University of Birmingham in collaborazione con l’Egypt Exploration Society), era stato individuato un muro in pietra (foto in basso) che faceva presagire la presenza di tombe. E in effetti era così.

Oggi Mostafa Waziry, segretario generale del Supremo Consiglio delle Antichità, ha annunciato la scoperta di 6 tombe rupestri risalenti all’Antico Regno nella necropoli di Qubbet el-Hawa, sulla riva occidentale di Assuan. Ad effettuare il ritrovamento il team di Martin Bommas (da poco alla Macquarie University a Sydney) che, tuttavia, si è accorto da subito che le sepolture erano state depredate già in antichità. I muri in mattoni crudi che sigillavano le entrate, infatti, erano stati in parte abbattuti dai tombaroli e all’interno, oltre a diversi vasi, sono stati ritrovati solo un frammento di maschera funeraria e un amuleto in bronzo del dio Khnum. Lo studio della ceramica ha permesso di capire che le tombe sono state riutilizzate fino all’Epoca Tarda.

https://www.ees.ac.uk/qhrp?fbclid=IwAR2GtFFZtz5wjmNRnnU1_zqKUxNmdu_LRMpXi_pzi_Vaikrp_cwfxW9D6T4

Source: MoA
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Assuan, scoperte tombe di Epoca Tarda con sarcofagi e mummie

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Source: MoA

Sulla riva occidentale di Assuan, nei pressi del mausoleo islamico di Aga Khan, gli archeologici egiziani hanno individuato tre tombe rupestri di Epoca Tarda (672-332 a.C.).

Le sepolture sono state sicuramente riutilizzate più volte, come dimostra la presenza di mummie accatastate senza ordine. Tuttavia, nell’ipogeo principale, composto da una camera rettangolare di 3 x 5 metri, si trovava un sarcofago antropoide in arenaria ancora chiuso che conteneva una mummia in buono stato di conservazione (foto a sinistra). Nella tomba sono stati scoperti anche i resti di un sarcofago in terracotta, oltre ad amuleti in faience (occhi udjat, uno scarabeo alato e i quattro Figli di Horus), una testa di statua in arenaria e una statuetta in legno di falco. Sulle pareti, invece, decorazioni pittoriche con divinità come Hathor, Iside e Anubi e iscrizioni geroglifiche ancora non diffuse dal Ministero delle Antichità (foto in basso).

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3 scoperte nella provincia di Assuan

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Source: MoA

Stamattina Mostafa Waziry, segretario generale del Supreme Council of Antiquities, ha annunciato non una, non due, ma ben tre scoperte effettuate nella provincia di Assuan.

La prima riguarda il Gebel el Silsila Project, diretto da Maria NilssonJohn Ward (Lund University, Svezia), nell’ambito del quale, come all’inizio di quest’anno, sono state ritrovate quattro tombe rupestri di XVIII dinastia (1543-1292 a.C.). Questa volta, ad essere inumati nelle antiche cave di arenaria situate tra Edfu e Kom Ombo, sono dei bambini di 2/3, 6/9, 5/8 e 5/8 anni. I loro corpi mummificati giacevano con resti dei sarcofagi lignei e alcuni oggetti del corredo come amuleti e vasi di ceramica (foto a sinistra).

https://gebelelsilsilaepigraphicsurveyproject.blogspot.it/

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Source: MoA

Circa 15 km a sud, a Kom Ombo, la missione egiziano-austriaca diretta da Irene Forstner-Müller ha individuato un cimitero risalente al I Periodo Intermedio (2192 – 2055 a.C.), epoca in cui le aree periferiche dell’Egitto acquisirono sempre più potere portando alla frammentazione dell’unità nazionale e alla creazione di ‘dinastie’ locali. Qui i defunti erano sepolti con vasi ceramici in tombe costruite in mattoni crudi (immagine a destra). Tuttavia, sembrerebbe che la necropoli copra resti più antichi, in particolare un insediamento di Antico Regno perché è stata scoperta una porzione del cartiglio con il praenomen di Sahura, faraone di V dinastia (2500-2490): sAH w [ra] (foto in basso).

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Source: MoA

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.https://www.oeaw.ac.at/oeai/forschung/siedlungsarchaeologie-und-urbanistik/kom-ombo-stadt-und-hinterland/

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Source: MoA

Infine, proprio ad Assuan, la missione svizzera diretta da Wolfgang Müller ha scoperto una statua frammentaria di epoca greco-romana. La scultura, realizzata in calcare (14 x 9 cm), manca della testa e dei piedi, ma, grazie alla resa degli abiti, può essere interpretata come la rappresentazione della dea della caccia Artemide, in Egitto assimilata con Bastet o Iside.

http://swissinst.ch/html/forschung_neu.html

 

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TAC alle mummie di Qubbet el-Hawa mostra i più antichi casi di tumore al mondo

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Source: almasryalyoum.com

Più di una volta mi sono trovato a parlare della missione del Proyecto Qubbet el-Hawa e delle relative scoperte effettuate dal team di Alejandro Jiménez Serrano (Universidad de Jaén) nella necropoli dei nomarchi di Elefantina. Questa volta, però, dal polveroso cantiere archeologico si è passati all’ambiente asettico (più o meno, viste le tante persone presenti nella foto) dell’ospedale universitario di Assuan. Quattro delle mummie ritrovate nelle precedenti stagioni sono state sottoposte a TAC fornendo a medici ed egittologi conferme e interessanti novità. Infatti, le analisi hanno permesso, in modo assolutamente non invasivo, di conoscere maggiori dettagli sullo stato di salute dei “pazienti” e sulle tecniche d’imbalsamazione nelle diverse epoche.

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Source: abc.es

Le mummie più recenti e meglio conservate risalgono al Periodo Tardo, più precisamente alla fine del VI sec. a.C. Entrambi gli individui sarebbero morti di un’infezione acuta, forse di tipo gastrointestinale, per la mancanza di segni di traumi su ossa e tessuti molli. Di Hor-Udja è stata definita l’età (9 anni) grazie alla visione della dentatura attraverso il meraviglioso sudario intarsiato di perline in faience. Dedusatet, invece, era una donna negroide (siamo al confine con la Nubia) di 25 anni, mingherlina, con carenze nutrizionali, forte usura dei denti (ma questa è una costante dovuta alla dieta) e diverse patologie.

Dalle due mummie più antiche, in realtà solo scheletri, sono arrivati i dati più interessanti. Le ossa di una donna denotano evidenti segni di un tumore al seno, il più antico mai “diagnosticato”. Questo conferma l’ipotesi effettuata già due anni fa dall’antropologo dell’Universidad de Granada Miguel Botella, anche se la datazione è stata spostata all’inizio del Medio Regno (1950 a.C. circa). Sempre allo stesso periodo risalirebbe il più antico caso di mieloma multiplo che, colpendo il midollo, ha devastato le ossa di un uomo morto intorno ai 48 anni.

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Due scoperte dalla provincia di Assuan

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Source: MoA

Nel giorno del Black Friday, due scoperte al prezzo di una: Mostafa Waziry, Segretario Generale dello SCA, ha annunciato due ritrovamenti effettuati nel governatorato di Assuan, all’estremo sud dell’Egitto.

Proprio nel capoluogo della provincia, più precisamente sull’isola di Elefantina, la missione svizzero-tedesca (Schweizerisches Institut für Ägyptische Bauforschung und Altertumskunde in Kairo e Deutsches Archäologisches Institut in Kairo) diretta da Cornelius von Pilgrim ha individuato un laboratorio di carpenteria risalente alla XVIII dinastia. In particolare, l’ultima fase di frequentazione dell’edificio è collocabile tra il regno di Thutmosi III (1458-1425 a.C.) e i primi anni di Amenofi II (1425-1401). Tra i vari attrezzi recuperati dagli archeologi, spiccano due asce, in bronzo e rame, deposte in un piccolo pozzo. La prima (foto in basso), simmetrica con l’estremità allungate, appartiene a una tipologia che comparve nel II Periodo Intermedio (1650-1550 circa). Il suo cattivo stato di conservazione ha necessitato l’intervento di un restauratore. La seconda (foto in alto), invece, è decisamente più interessante perché non sarebbe di produzione locale ma levantina. Questo tipo, mai trovato prima d’ora in Egitto, presenta un foro per l’inserimento del manico (tecnica non egiziana) e 4 punte nella parte opposta alla lama che gli danno il nome di Nackenkammäxten (ascia dal collo a pettine). Pilgrim ha affermato che due esemplari molto simili, ma più tardi, sono stati scoperti a Ugarit (Ras Shamra, costa settentrionale della Siria) e in un santuario di Beit Shean (Israele nord).

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Source: MoA

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Source: MoA

Circa 40 km più a nord, a Kom Ombo, durante i lavori di abbassamento del livello della falda freatica che minaccia il sito archeologico, è stato portato alla luce un blocco in arenaria (83 x 55 x 32 cm) con iscrizione geroglifica. Il nome nei cartigli appartiene a un faraone poco noto ai più, Filippo III Arrideo (323-317), sovrano che regnò sui territori conquistati dal fratellastro Alessandro Magno nella fase di transizione verso la dinastia tolemaica vera e propria. Il testo presenta invocazioni al dio coccodrillo Sobek – parte, insieme ad Hathor e  Khonsu, di una delle due triadi a cui era dedicato il santuario (l’altra era composta da Horoeris, Tasenetnofret e Panebtawy) –  ed è compreso tra la raffigurazione di Nekhbet sotto forma di avvoltoio e la testa di Filippo con la corona rossa del Basso Egitto. Tale attribuzione sposta indietro la costruzione del Tempio di Kom Ombo, nel quale il primo faraone attestato finora era Tolomeo VI  (163-145).

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Wadi Abu Subeira: scoperti graffiti di 15.000 anni

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Source: MoA

Un team egiziano del Ministero delle Antichità ha individuato nuovi graffiti preistorici nello Wadi Abu Subeira, una valle che s’incunea nel deserto tra Kom Ombo e Assuan. Le incisioni rupestri mostrano branchi di animali che vivevano in Egitto alla fine del Paleolitico: ippopotami, tori selvatici, asini, gazzelle, giraffe. In totale diventano così 10 le pareti d’arenaria dello wadi ricoperte di petroglifi che vanno da 15.000 anni fa alla fine del Predinastico. Secondo Nasr Salam, direttore delle Antichità di Assuan e della Nubia, si è arrivati a una datazione grazie al confronto con siti simili come Qurta ed el-Hosh, a nord di Kom Ombo.

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Sventato tentativo di furto al Museo Nubiano di Assuan

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Source: akdn.org

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Source: unesco.org

La scorsa domenica, tre uomini hanno cercato di rubare un reperto del Museo Nubiano di Assuan, una delle principali esposizioni archeologiche d’Egitto. I ladri, tra cui due dipendenti del museo stesso, si erano intrufolati nell’edificio durante la chiusura della pausa pranzo (dalle 13:00 alle 16:00) e stavano cercando d’infrangere la vetrina in cui è conservata una statuetta di Iside che allatta il piccolo Horus (tipologia chiamata Isis lactans; Epoca Tarda 664-332 a.C.; foto a sinistra), ma sono stati scoperti dalle telecamere di sorveglianza e costretti alla fuga. Uno dei malviventi è stato arrestato, mentre gli altri due sono ancora ricercati dalla Polizia del Turismo e delle Antichità. Fortunatamente, la direzione del museo ha assicurato che nessun oggetto manca all’appello.

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Scoperte 10 tombe di Epoca Tarda ad Assuan

Sulla costa occidentale di Assuan, nei pressi del mausoleo di Aga Khan, archeologi egiziani hanno scoperto 10 tombe rupestri risalenti all’Epoca Tarda. Parte della grande necropoli che cominciò ad essere usata fin dall’Antico Regno, le sepolture hanno tutte le stesse struttura con una scalinata scavata nella roccia e una singola camera funeraria. Tra i reperti ritrovati, vasi ceramici, sarcofagi in pietra, maschere in cartonnage e mummie.

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