Articoli con tag: Assuan

Sventato tentativo di furto al Museo Nubiano di Assuan

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Source: akdn.org

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Source: unesco.org

La scorsa domenica, tre uomini hanno cercato di rubare un reperto del Museo Nubiano di Assuan, una delle principali esposizioni archeologiche d’Egitto. I ladri, tra cui due dipendenti del museo stesso, si erano intrufolati nell’edificio durante la chiusura della pausa pranzo (dalle 13:00 alle 16:00) e stavano cercando d’infrangere la vetrina in cui è conservata una statuetta di Iside che allatta il piccolo Horus (tipologia chiamata Isis lactans; Epoca Tarda 664-332 a.C.; foto a sinistra), ma sono stati scoperti dalle telecamere di sorveglianza e costretti alla fuga. Uno dei malviventi è stato arrestato, mentre gli altri due sono ancora ricercati dalla Polizia del Turismo e delle Antichità. Fortunatamente, la direzione del museo ha assicurato che nessun oggetto manca all’appello.

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Scoperte 10 tombe di Epoca Tarda ad Assuan

Sulla costa occidentale di Assuan, nei pressi del mausoleo di Aga Khan, archeologi egiziani hanno scoperto 10 tombe rupestri risalenti all’Epoca Tarda. Parte della grande necropoli che cominciò ad essere usata fin dall’Antico Regno, le sepolture hanno tutte le stesse struttura con una scalinata scavata nella roccia e una singola camera funeraria. Tra i reperti ritrovati, vasi ceramici, sarcofagi in pietra, maschere in cartonnage e mummie.

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Bufale eGGizie*: l’uovo che data le piramidi a 6000 anni fa

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(*A scanso di equivoci, il nome della rubrica contiene volutamente un errore ortografico per sottolineare il carattere a dir poco ridicolo di alcune notizie riguardanti l’Egitto che circolano nel web e non solo)

Per Pasqua non potevo farvi mancare un bell’uovo, anche se spero non vi offendiate se ha più di 6000 anni. Sarà un po’ stantio, ma il pensiero è quel che conta! Si tratta, infatti, di un uovo di struzzo che risale al 4400-4000 a.C. (Naqada I) e che, attualmente, è esposto nel Museo Nubiano di Assuan. Tuttavia, il cosiddetto “Uovo di Assuan” è famoso soprattutto per la sua particolare decorazione che ha spinto alcuni fantasiosi amanti della fantarcheologia a utilizzarlo come pretesto per la solita retrodatazione delle piramidi di Giza. Sulla superficie del guscio, sarebbe incisa una perfetta cartina geografica della Valle del Nilo con la rappresentazione del corso del fiume fiancheggiato dalle terre fertili, della pseudo-oasi del Fayyum e del profilo dei tre monumenti funebri posti proprio a nord-ovest (immagine in alto). Così, le piramidi non sarebbero opera di Cheope, Chefren e Micerino, ma risalirebbero ad almeno due millenni prima. I tre triangoli si ripetono anche nell’altro lato dell’uovo, questa volta affiancati da una linea zigzagante ancora una volta interpretata come il Nilo. Alcuni si spingono addirittura a misurarne un’inclinazione di 23° che coinciderebbe con quella dell’asse terrestre. Inoltre, va da sé che una tale vista dall’alto del territorio implicherebbe anche la capacità di volare, con tutto un bagaglio di altre bufale accessorie.

Ovviamente, non è così, ma partiamo dal principio. L’uovo (Figg. d, e-1 in basso) è stato scoperto alla fine degli anni ’10 del secolo scorso dall’egittologo britannico Cecil Mallaby Firth in una tomba infantile (n° 96) del Cimitero 102 di Dakka, un sito a sud di Assuan ora sommerso dal Lago Nasser. Oggetti simili avevano una doppia valenza, funzionale e rituale: erano contenitori di liquidi (si vede dal foro in cima) e simboleggiavano la rinascita dopo la morte; non a caso, anche l’altro esemplare ritrovato nel sito (Fig. e-2) apparteneva al corredo funebre di un bambino.

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Firth C.M., The Archaeological Survey of Nubia. Report for 1909-1910, Cairo 1915, pl. 11

Per quanto riguarda la decorazione, invece, non esiste alcun mistero poiché i motivi adottati sono perfettamente conformi alla produzione ‘artistica’ predinastica. Foto sfocate e tagliate ad hoc possono creare qualche suggestione, ma i due fiumi sono in realtà un serpente e uno struzzo, come si può vedere in altri esempi dell’epoca qui in basso e in quello più recente individuato nel 2015 a Qubbet el-Hawa.

Stesso discorso vale per i triangoli, nonostante quanto detto da Osama Abdel Meguid, il direttore del Museo Nubiano, che, in una vecchia puntata di Voyager, affermò che sull’uovo, accanto allo struzzo (almeno questo…), si trova la più antica rappresentazione di piramidi, pur non azzardandosi a fare riferimento a Giza. Immagino – o, più che altro, spero per lui – che si trattasse di una trovata pubblicitaria perché qualsiasi egittologo saprebbe che anche questa iconografia è diffusissima sui vasi predinastici. La forma è semplicemente la stilizzazione di una montagna o, più in generale, di un’altura (collina, duna di sabbia) e quindi era utilizzata per connotare un’area montuosa.

Inoltre, il numero tre indicava una pluralità indeterminata, convenzione successivamente adottata nella forma geroglifica. I tre colli, infatti, diventeranno un segno determinativo (N25 nella lista di Gardiner; in fondo a sinistra) inserito nel nome, come detto, di località montuose ma anche dei paesi stranieri, concettualmente connessi con la montagna e il deserto perché esterni alla Valle del Nilo. I primi esempi del genere coincidono addirittura con le più antiche testimonianze conosciute di scrittura egizia (3320-3150), scoperte nella tomba U-j di Umm el-Qa’ab, nei pressi di Abido. Da questa sepoltura, forse appartenuta al re Scorpione I, provengono vasi con segni d’inchiostro, impronte di sigillo e soprattutto etichette d’osso e avorio (immagini in basso) che recano toponimi interpretati come un’embrionale suddivisione amministrativa del territorio alla fine del Predinastico.

 

 

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Qubbet el-Hawa: scoperte incisioni rupestri neolitiche

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Source: uni-bonn.de

Non solo Medio Regno e Spagnoli. Il sito di Qubbet el-Hawa, riva ovest di Assuan, ha una storia ben più antica, risalente almeno al IV millennio a.C., periodo a cui si datano incisioni rupestri scoperte dalla missione dell’Università di Bonn. Gli archeologi diretti da Ludwig Morenz, mentre scavavano nella necropoli dei nobili di Elefantina, già nel 2015 avevano individuato questi esempi di ‘arte’ neolitica in cui si nota un’evoluzione verso iconografie tipicamente egizie. In particolare, una scena (immagine in alto) rappresenterebbe un rituale sciamanico con un uomo che indossa una maschera di uccello e ha le braccia alzate (a sinistra) intento in una danza propiziatoria e un altro che, armato di arco, sta cacciando uno struzzo. Le figure, ormai quasi illeggibili, erano realizzate con puntini sulla roccia.

https://www.uni-bonn.de/news/078-2017

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Source: uni-bonn.de

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Assuan: scoperta tomba intatta di Medio Regno

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Source: MoA

Grandissima scoperta quella effettuata a chiusura di missione del Proyecto Qubbet el-Hawa”, ad Assuan Ovest. Gli archeologi spagnoli diretti da Alejandro Jiménez-Serrano (Universitad de Jaén) hanno individuato una ricca tomba intatta (QH34bb) di Medio Regno appartenente a un certo Shemai, figlio di Khema, nomarca sotto Amenemhat II (1919-1885), e di Saterhotep e soprattutto fratello di Sarenput II, uno dei più importanti governatori di Elefantina della XII dinastia, in carica sotto i regni di Sesostri II (1885-1878) e Sesostri III (1878-1846).

L’alto rango sociale del defunto è sottolineato dal corredo, ritrovato completo all’interno della camera funeraria (2,5 x 1 m) scavata nella roccia in fondo a un pozzo di 2 metri: due sarcofagi in legno di cedro – l’esterno è stato distrutto dalle termiti, mentre l’interno è in ottimo stato di conservazione e reca ancora il nome e i titoli del morto – (foto in alto), una copertura policroma in cartonnage posta sulla mummia con maschera e pettorale, una serie di vasi ceramici e i tipici modellini lignei dell’epoca, che ritraggono imbarcazioni e scene di vita quotidiana.

Purtroppo, al momento, non sono state rilasciate foto di questi oggetti, quindi si aspettano ulteriori informazioni dal Ministero delle Antichità e dal sito della missione: http://uja.molobo.es/.

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Source: MoA

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Source: abc.es

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Qubbet el-Hawa: un muro indizio di nuove tombe?

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Source: Luxor Times

La chiusura della prima stagione del “Qubbet el-Hawa Research Project” (University of Birmingham in collaborazione con l’Egypt Exploration Society) fornisce grandi aspettative per la prossima. Gli archeologi diretti da Martin Bommas, infatti, hanno individuato un muro in pietra alto 2 metri che, comparato con la tipologia costruttiva adottata nelle vicinanze, potrebbe indicare il terrazzamento di tombe ancora ignote. La struttura si trova sotto la via di accesso all’area nord della necropoli della riva occidentale di Assuan. Secondo Essam Nagy, co-direttrice della missione, il muro risalirebbe alla fine dell’Antico Regno con uno sviluppo successivo perché, all’interno della malta, sono stati ritrovati frammenti di ceramica tipica del regno di Pepi II (2278-2184) e altri del I Periodo Intermedio e dell’inizio del Medio Regno.

All’inizio di novembre, lo stesso team aveva scoperto la rampa processionale della tomba di Sarenput I, governatore di Elefantina sotto Sesostri I (1956-1911).

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Assuan, Scoperta rampa processionale della tomba di Sarenput I

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Source: MSA

A Qubbet el-Hawa, celebre sito funerario sulla riva occidentale di Assuan, gli archeologi diretti da Martin Bommas (University of Birmingham in collaborazione con l’Egypt Exploration Society) hanno individuato la rampa processionale che conduceva a una delle più importanti sepolture della necropoli: la tomba di Sarenput I (QH36).

La struttura (vedi foto a sinistra), lunga 133 metri, serviva a collegare l’imbarcadero sul Nilo all’ipogeo del primo governatore di Elefantina del Medio Regno (sotto Sesostri I, 1956-1911), sul versante alto della collina. Lungo la faccia orientale del muro nord, si sono conservate iscrizioni e una scena rituale che raffigura tre uomini mentre trasportano un bovino sacrificale verso la tomba. Le ceramiche votive ritrovate nei pressi attestano che le offerte continuarono per 600 anni. 

In realtà, la zona era stata già scavata nel 1885 dal generale britannico Francis Grenfell, ma la rampa non era mai stata individuata.

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Scoperta sepoltura di figlia-moglie-madre di governatori di Elefantina

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Source: MSA

A Qubbet el-Hawa, Assuan Ovest, la missione diretta da  Alejandro Jimémez-Serrano (Universidad de Jaén) ha effettuato un’altra importante scoperta nell’area delle sepolture di Medio Regno (QH33). Gli archeologi spagnoli hanno individuato il sarcofago di Sat-tjeni, prominente nobildonna vissuta nella seconda metà della XII dinastia e già nota da fonti epigrafiche. Sat-tjeni V, infatti, era la sposa del governatore di Elefantina Heqaib II e madre di altri due nomarchi dell’isola sotto il regno di Amenemhat III (1853-1809), Heqaib IIIAmeny-Seneb, nelle cui tombe è presente il nome della donna. Tuttavia, il ruolo di Sat-tjeni sembra essere stato molto più attivo perché, a sua volta, era figlia di un governatore, probabilmente Sarenput II (regni di Sesostri II e III), e, di conseguenza, il veicolo della carica. Quest’ultimo dato è conosciuto solo da pochi anni grazie alla scoperta, sempre nella QH33, di una ciotola di ceramica per le offerte in cibo ai defunti con un’iscrizione in ieratico che dice: “La figlia dello ‘Hati-a’ (governatore), Sat-tjeni”.

Tornando alla scoperta, la mummia era avvolta nel lino e deposta in due sarcofagi in legno di cedro del Libano tra cui solo quello interno è in buone condizioni (vedi foto). Sono stati recuperati anche alcuni frammenti della maschera funeraria in cartonnage.

Il sito della missione: http://www.ujaen.es/investiga/qubbetelhawa/index.php

Per maggiori informazioni su Sat-tjeni: http://www.degruyter.com/dg/viewarticle.fullcontentlink:pdfeventlink/$002fj$002fzaes.2015.142.issue-2$002fzaes-2015-0013$002fzaes-2015-0013.pdf?t:ac=j$002fzaes.2015.142.issue-2$002fzaes-2015-0013$002fzaes-2015-0013.xml

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Elefantina, scoperta cappella di Hatshepsut per barca sacra

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Source: MSA

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Source: MSA

A quanto pare, le polemiche portano bene. Continuano, infatti, le scoperte degli archeologi svizzeri e tedeschi che lavorano sull’isola di Elefantina. Questa volta, è la missione diretta da Felix Arnold (Deutsches Archäologisches Institut in Kairo) a fregiarsi di un importante ritrovamento: una serie di circa 30 blocchi di un edificio attribuibile ad Hatshepsut (1479-1457). Questa costruzione fu completamente smantellata in antichità e il materiale risultante fu riutilizzato per le fondazioni del tempio di Khnum di Nectanebo II. Altri blocchi erano stati già individuati dalla missione svizzera negli anni precedenti, ma solo ora è chiara la loro origine, anche grazie agli evidenti segni di damnatio memoriae che recano, come si può vedere dai cartigli della regina cancellati sotto il regno di Thutmosi III (a sinistra e in alto).

Secondo Arnold, si tratterebbe di una cappella che fungeva da stazione intermedia per ospitare la barca sacra durante le processioni dedicate a Khnum. Sui pilastri che circondavano l’unica sala, infatti, è raffigurato il dio locale (foto in alto) insieme ad altre divinità. Ma la particolarità del ritrovamento sta nella rappresentazione di Hatshepsut con fattezze femminili – poi rimpiazzate dal figliastro con quelle del defunto padre Thutmosi II (foto in basso) – caratteristica tipica dei suoi primi anni di regno e nota finora solo a Karnak.

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Source: MSA

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Elefantina, scoperta statua di Heqaib

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Source: MSA

Ancora notizie da Elefantina, questa volta prettamente archeologiche. I membri della missione diretta da Cornelius von Pilgrim – che, pochi giorni fa, si era dovuto difendere da accuse infondate a causa della vicenda delle stelle di David – hanno scoperto una statua frammentaria (vedi in alto) che rappresenta Heqaib, nomarca di Elefantina sotto Pepi II (2276-2200 circa) alla fine della VI dinastia. Il governatore di Assuan è noto soprattutto per le sue spedizioni in Nubia descritte nei testi autobiografici della sua tomba a Qubbet el-Hawa. Dopo la morte, Heqaib fu divinizzato e venerato, tra l’XI e la XIII dinastia, in una cappella proprio sull’isola di Elefantina. A questo culto locale, quindi, sarebbe da ricondurre la presenza della statua nelle vicinanze del tempio di Khnum.

Inoltre, gli archeologi svizzeri hanno individuato un’altra statua – anch’essa di Antico Regno e mancante della parte superiore – e una stele d’offerta in arenaria (40 x 60 cm) risalente alla XVIII dinastia (foto in basso).

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Source: MSA

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Source: MSA

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