Articoli con tag: barca solare

Terminato il prelievo della seconda barca solare di Cheope

Source: @drmostafawaziry

Il porto* di Giza è in fermento.

Mentre sono stati avviati i preparativi per il trasferimento della prima barca solare di Cheope dal suo attuale museo al Grand Egyptian Museum, il segretario generale del Supremo Consiglio delle Antichità, Mostafa Waziry, ha annunciato la fine dell’asportazione della seconda barca dalla fossa in cui è stata deposta oltre 4500 anni fa. Nell’ambito del “Khufu Solar Boat Restoration Project”, affidato al team giapponese di Sakuji Yoshimura (Waseda University), sono stati infatti prelevati tutti i 1700 frammenti dell’imbarcazione che si tenterà di rimontare sempre presso il GEM.

La fase preliminare era stata lanciata nel 2008, ma era iniziata solo nel 2011 con operazioni di analisi e monitoraggio dell’ambiente sotto i pesanti blocchi di calcare che sigillavano la camera ipogea e con pulizia, disinfestazione e consolidamento del legno di cedro del Libano in situ. Nel 2013 è poi partita la seconda fase che prevedeva, per l’appunto, il prelievo e il trattamento del fragile materiale nel grande laboratorio temporaneo collocato lungo il lato sud della piramide di Cheope (foto in fondo all’articolo). All’interno della struttura si sono svolti i primi interventi di restauro in un’atmosfera controllata che simula temperatura e umidità originarie del pozzo.

*La definizione iniziale di porto era ovviamente ironica. Le due barche di circa 45 metri, che accompagnarono le spoglie del faraone durante i riti funebri e nel suo viaggio nell’aldilà, erano infatti sepolte in due fosse a sud della Grande Piramide. La prima fu scoperta nel 1954 dall’archeologo egiziano Kamal el-Mallakh e per riassemblarla ci vollero 13 anni, fino al 1982, quando la barca fu esposta in un museo costruito appositamente su progetto dell’architetto italiano Franco Minissi (a questo punto ci si augura che la vista meridionale del monumento sia definitivamente liberata da questa ingombrante presenza). La seconda, invece, è stata individuata con precisione nel 1987 grazie all’uso del georadar, ma a causa del peggiore stato di conservazione del legno, evidente dalle immagini riprese da telecamere endoscopiche (foto in alto), si è aspettato solo gli ultimi anni e tecnologie più avanzate per procedere con il restauro.

http://www.egyptpro.sci.waseda.ac.jp/e-khufu.html

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Giza: inaugurato laboratorio per il restauro della seconda barca di Cheope

RESTAURACIÓN DE LA SEGUNDA BARCA FUNERARIA DE KEOPS

Source: minuto30.com

Ieri mattina, all’ombra della Grande Piramide di Giza, è stato inaugurato il laboratorio temporaneo che sarà utilizzato per il restauro della seconda barca solare di Cheope (2589-2566). La struttura, definita come la più grande del genere realizzata in un cantiere archeologico, è lunga 45 metri, in grado così di contenere l’intera imbarcazione una volta ricostruita prima di essere trasferita definitivamente al Grand Egyptian Museum (dove, finora, erano trattati tutti gli elementi lignei). All’interno, sono presenti le più avanzate strumentazioni e sistemi di controllo di temperatura e umidità che simulano l’atmosfera del pozzo da dove sono prelevati i frammenti. Il laboratorio rientra nel “Khufu Solar Boat Restoration Project” del team giapponese di Sakuji Yoshimura (Waseda University) ed è stato finanziato con 1 milione di lire egiziane (circa 50.000 euro) dalla Japan International Cooperation Agency. Questo progetto, iniziato nel 2009, si avvia verso la fine della prima fase prevista per il 2020 ed è stato celebrato con l’estrazione, alla presenza della stampa, di uno dei pezzi più importanti della barca: la chiglia di 26 metri (foto in alto; video).

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Individuati elementi metallici nella seconda barca solare di Cheope

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Source: thenews.com

Ieri, durante una visita ufficiale a Giza, il ministro El-Enany ha annunciato un’importante scoperta effettuata dal team giapponese di Sakuji Yoshimura (Waseda University) che sta lavorando all’estrazione dei frammenti lignei della seconda barca solare di Cheope. Una delle ultime tavole prelevate, lunga 8 metri e larga 40 cm, presenta 11 ganci metallici (vedi foto), circolari o “ad U”, forse utilizzati come supporti per i remi. Si tratta del primo ritrovamento del genere in quanto la prima barca, oggi esposta nell’apposito museo accanto alla Grande Piramide, non presenta alcun elemento metallico. Questo particolare ha spinto Yoshimura a ipotizzare che l’imbarcazione sia stata realizzata per navigare effettivamente e non solo a scopo funerario. Tuttavia, è ancora presto per arrivare a conclusioni e bisognerà aspettare che tutta la barca sia portata nei laboratori del Grand Egyptian Museum dove verrà restaurata e rimontata. Infatti, ci vorranno ancora 8 anni per il completamento del “Khufu Solar Boat Restoration Project” perché, al momento, solo 700 pezzi su 1450 sono stati trasferiti al GEM.

Le due barche di 47 metri furono scoperte nel 1954 da Kamal el-Mallakh in fosse a sud della Piramide di Cheope, ma la seconda è rimasta sigillata nel suo pozzo fino al 1987 a causa del pessimo stato di conservazione. Solo nel 2009 è iniziato il progetto di rimozione che ha visto una prima fase di pulizia, disinfestazione e consolidamento in situ e poi, solo dopo aver abbassato il livello di umidità del legno al 55%, la seconda fase di spostamento dei pezzi.

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Identificata la “Cappella del capitano” della seconda barca solare di Cheope

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Source: weekly.ahram.org.eg

Durante le operazioni di asportazione e restauro del legno appartenente alla seconda barca solare di Cheope, è stata identificata la copertura della “Cappella del capitano” (foto in alto). Le tavole in cedro -riconosciute grazie a un confronto con la prima barca solare che oggi è nel museo accanto alla Grande Piramide – facevano parte di una struttura che si trovava a prua, una sorta di baldacchino per il conducente dell’imbarcazione opposta alla grande cappella del faraone a poppa (immagine in basso).

I pezzi in questione sono gli ultimi dei 700 su 1400 trasferiti presso il Grand Egyptian Museum dove verranno restaurati e rimontati per l’esposizione prevista, un po’ troppo ottimisticamente, per il 2017. Le due barche di 47 metri furono scoperte nel 1954 da Kamal el-Mallakh in fosse a sud della Piramide di Cheope, ma la seconda è rimasta sigillata nel suo pozzo fino al 1987 a causa del pessimo stato di conservazione. Ma solo nel 2009, è iniziato il progetto di rimozione affidato alla squadra di Sakuji Yoshimura (Waseda University) che ha effettuato una prima fase di pulizia, disinfestazione e consolidamento in situ per poi, abbassato il livello di umidità del legno al 55%, completare le procedure nei laboratori del GEM.

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Elaborazione grafica delle foto originali da ancient-egypt-online.com e ehoza.com

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Abusir, scoperta barca solare di Antico Regno

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Source: iforum.cuni.cz/IFORUM-15840.html

Dopo un gennaio piuttosto avaro di notizie, febbraio inizia subito con una grande scoperta che non poteva che venire dalla missione ceca ad Abusir diretta da Miroslav Bárta. Anche quest’anno, infatti, gli egittologi della Charles University di Praga hanno effettuato un importante ritrovamento nella necropoli dei dignitari di Antico Regno a nord di Saqqara: una barca solare in legno lunga 18 metri (vedi foto). L’imbarcazione, che serviva al defunto per il suo viaggio nell’Aldilà, dovrebbe risalire alla fine della III-inizi della IV dinastia (circa 2550 a.C.) perché in connessione con la vicina Mastaba AS54, situata 12 metri a nord. Questa grande tomba (52.6 x 23.8 m) apparteneva a un funzionario ancora sconosciuto vissuto ai tempi di Huni, ultimo faraone della III dinastia, e la cui importanza ora è sottolineata dalla presenza della barca che, finora, era stata ritrovata solo in contesti reali (basti pensare alle due di Cheope, una esposta accanto alla Grande Piramide e l’altra in fase di ricostruzione). Il buono stato di conservazione degli elementi del natante, pioli ancora inseriti, le fascine vegetali di copertura e le corde che tenevano insieme le tavole, permetterà un approfondito studio sulle tecniche di costruzione usate, grazie a una collaborazione, nella prossima stagione di scavo, con l’Istituto di Archeologia Nautica della Texas A&M University.

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Riaperto al pubblico il complesso solare del Tempio di Hatshepsut

Sun Cult complex in Temple of Hatshepsut at Deir El-Bahari by Luxor Times 1

Source: Luxor Times Magazine

Domenica scorsa, si è tenuta la cerimonia di apertura ufficiale del complesso solare del tempio di Hatshepsut a Deir el-Bahari. Il centro cultuale si trova nell’area nord della terza terrazza del tempio ed è di nuovo visitabile dopo un lungo periodo di restauro da parte della missione polacca diretta da Zbigniew Szafrański. Gli elementi principali consistono nella Cappella del Sole Notturno e in una corte con l’altare in calcare (vedi immagine). La prima, posta ad est per simboleggiare la resurrezione dell’astro all’alba, presenta una decorazione con il viaggio notturno della barca solare. L’altare, invece, serviva per i riti all’aperto legati al percorso diurno del sole e alla legittimazione il potere della stessa Hatshepsut che si insigniva del titolo di figlia di Amon-Ra. Restaurata anche la vicina Cappella di Anubi.

http://www.osirisnet.net/monument/deb/t3/e_deb_t3.htm

 

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Trasferiti al GEM 15 frammenti della seconda barca solare di Cheope

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Source: english.ahram.org.eg

Continuano i lavori di restauro della seconda barca solare di Cheope. Il “Khufu Solar Boat Restoration Project”, diretto da Afifi Rohayem, è arrivato alla terza fase e punta verso la ricostruzione completa dell’imbarcazione scoperta nel 1987 grazie a uno scanner geo-magnetico. La vera attività sul campo, però, è iniziata solo nel 2008 quando, dopo il sollevamento dei pesanti blocchi che sigillavano la camera ipogea, gli archeologi giapponesi della Waseda University hanno cominciato ad analizzare e a contare i pezzi di legno (1450). Il team del prof. Sakuji Yoshimura ha poi proceduto all’asportazione del primo dei 13 strati di frammenti sovrapposti e, nello speciale laboratorio istallato a Giza, al trattamento dei pezzi infestati da funghi, insetti e altri parassiti.

Proprio tra questi 200 frammenti, sono stati selezionati i 15 più fragili da inviare nei magazzini del Grand Egyptian Museum dove, una volta restaurate tutte le parti, verrà rimontato il battello. Infatti, il progetto prevede l’esposizione, chissà quando, presso il GEM di entrambe le barche con il trasferimento della prima dall’attuale (orribile) museo costruito appositamente accanto alla Grande Piramide.

La presenza di due barche era fondamentale per il viaggio del faraone nell’Aldilà perché una era usata durante il giorno e l’altra durante la notte. Non sono state trovate ancora quelle di Chefren e Micerino, ma Yoshimura ipotizza che il padre possa aver fatto costruire le sue anche per i figli.

 

 

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