Articoli con tag: Cairo

Da novembre l’abbonamento per i siti del Cairo

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Dopo l’esperimento del “Luxor Pass”, anche l’area della capitale avrà un suo abbonamento. Da Novembre, infatti, il “Cairo Pass” permetterà di accedere per 5 giorni a tutti i musei e i siti archeologici della città e del governatorato di Giza; nella lista, quindi, saranno comprese anche due delle principali attrazioni turistiche dell’Egitto: il Museo Egizio di Piazza Tahrir e le Piramidi di Cheope, Chefren e Micerino. Il costo – 100$ per il normale pacchetto e 50$ per gli studenti – permetterà di risparmiare rispettivamente fino a 47 e 23 dollari. Ovviamente, questa cifra fornita dal Ministero delle Antichità corrisponde a un tour onnicompresivo, quindi consiglio di valutare bene se valga la pena acquistare l’abbonamento calcolando i siti che si vogliono visitare.

Il Cairo Pass sarà disponibile pagando anche in euro e portando una fototessera e la fotocopia del passaporto presso il Dipartimento di Relazioni Culturali nella sede del Ministero a Zamalek o le biglietterie della Cittadella di Saladino, del Museo Egizio e delle Piramidi di Giza.

Aggiornamento (18/07/2017)

Al lancio ufficiale del Ministero delle Antichità, il prezzo del Cairo Pass è stato abbassato a 80/40 $. Non è chiaro se sia già acquistabile fin da ora. Inoltre, sono stati specificati siti e musei visitabili con l’abbonamento:

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Grand Egyptian Museum: inaugurazione per la metà del 2018?

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Source: egyptianstreets.com

Prendetela con il solito beneficio del dubbio: è stata diramata l’ennesima data ufficiale di apertura del Grand Egyptian Museum, il mastodontico museo che, all’ombra delle piramidi di Giza, andrà a raccogliere oltre 100.000 reperti, compresi i 3500 del corredo di Tutankhamon. L’inaugurazione – prevista per il 2015, poi 2016 e ancora 2017 – ora è stata spostata alla metà del 2018 dal ministro delle Antichità El-Enany. Sarebbe comunque un’apertura parziale perché per quella definitiva bisognerà aspettare almeno il 2022. I continui ritardi (la posa della prima pietra risale al febbraio del 2002 quando venne lanciato il concorso internazionale per il progetto, mentre gli sporadici lavori della I fase sono iniziati nel 2005) sono da imputare all’attuale crisi politica e, conseguentemente, economica del Paese; non a caso, El-Enany ha aggiunto che ci vorranno 2 miliardi di lire egiziane (circa 112 milioni di euro) per riaprire 20 musei chiusi dal 2011. Di questi, negli ultimi due anni, hanno riaperto i battenti solo il Museo d’Arte Islamica del Cairo, il Museo degli scavi di Elefantina, il Mallawi Museum e quelli di Sohag e di Kom Aushim.

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Riaperto il Museo d’Arte Islamica del Cairo danneggiato dall’attentato del 2014

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Source: elpais.es

Il 24 gennaio 2014, un attentato jihadista sconvolgeva il centro del Cairo provocando morti e causando gravi danni anche al Museo di Arte Islamica, situato nei pressi di una caserma di polizia, vero obiettivo dell’autobomba. Ieri (20 gennaio), a distanza di tre anni, il museo ha riaperto le porte ai visitatori, dopo l’inaugurazione ufficiale avvenuta il 18 alla presenza del Presidente Al-Sisi, del Primo ministro Ismail e del ministro delle Antichità El-Enany.

L’esplosione aveva distrutto la facciata della storica sede della collezione e 179 reperti, tra cui 10 irreparabilmente. Il restauro è stato possibile grazie alle donazioni di Emirati Arabi Uniti (50 milioni di lire egiziane), Italia (800.000 euro), UNESCO (100.000 $), American Research Centre in Egypt e Svizzera (1 milione LE). Inoltre, musei come lo Smithsonian di Washington e il Metropolitan di New York hanno inviato esperti per coordinare le operazioni di ripristino delle opere danneggiate che, ora, sono segnalate da una speciale etichetta dorata.

L’attuale percorso espositivo comprende due nuove sale – Armi e monete (in foto) e Manoscritti – portando, così, a 25 il numero delle gallerie, con 4.400 pezzi che illustrano la storia egiziana dal VII al XIX secolo. In occasione della riapertura, il museo sarà gratuito fino al 28 gennaio.

Il nuovo sito web del museo: http://miaegypt.org/

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Verso la riqualificazione della Piana di Giza

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Source: wikipedia.org

Si va verso il completamento dei lavori di valorizzazione dell’area archeologica di Giza… almeno secondo le ottimistiche dichiarazioni del ministro delle Antichità, Khaled el-Enany, e del direttore generale del sito, Ashraf Mohi, che hanno parlato della fine dell’anno. In realtà, il progetto originario prevedeva la conclusione per il 2012, ma, per adesso, si è ancora fermi al 70%.

La Piana di Giza, con le Piramidi di Cheope, Chefren e Micerino, la Sfinge e le altre tombe che gravitano attorno alla necropoli reale, è sicuramente uno dei luoghi più visitati d’Egitto che, tuttavia, non è fornito di strutture recettive adeguate. Inoltre, la situazione è peggiorata dai venditori ambulanti un po’ troppo pressanti e da spazzatura ed escrementi di animali da trasporto che deturpano la splendida vista. Per dare un taglio a quest’andazzo, nel 2009 si è pensato a un piano di riqualificazione dell’area che, però, si è fermato alla sola costruzione di un secondo ingresso, dalla strada per il Fayyum, che diventerà la principale entrata in modo da decongestionare il traffico che si crea sempre sulla Shar’ia el-Ahram (“Via delle Piramidi”). Entro dicembre 2016, sarà costruito un visitor center con modelli in scala, pannelli esplicativi e monitor con un video introduttivo di 6 minuti. Da qui, un servizio di auto elettriche porterà i turisti ai diversi luoghi d’interesse, mentre bancarelle e conducenti di cavalli e dromedari saranno spostati in una zona apposita. Inoltre, sono previsti un incremento delle forze di polizia e delle fonti d’illuminazione.

Parte della cifra stanziata per queste migliorie (349 milioni di sterline egiziane equivalenti a 37,8 milioni di euro) rientrerà con i biglietti il cui prezzo attualmente ammonta a: 40 EGP (4 €, la metà per gli studenti) per l’ingresso alla Piana; 200 per la Piramide di Cheope (20,5 €); 40 per la Piramide di Micerino; 50 (5 €) per la tomba di Meresankh, moglie di Chefren la cui piramide è chiusa per la consueta rotazione di ristrutturazione.

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Scoperti nuovi templi a Eliopoli

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Source: MSA

Conferme e novità dalla missione egiziano-tedesca a Eliopoli, l’odierna Matariya, nella periferia nord del Cairo  Gli archeologi diretti da Dietrich Raue (Universität Leipzig) hanno infatti scoperto altri blocchi di basalto riconducibili alla cappella di Nectanebo I (XXX din., 380-362 a.C.) individuata lo scorso anno (link 1, link 2), sempre decorati con scene rituali con le personificazioni di sei nomoi (province) dell’Alto Egitto e il dio Hapi (immagine in basso). Questi blocchi dovevano costituire la base dei muri in calcare di un tempio della XXX dinastia nel recinto sacro di Eliopoli, frequentato anche in età tolemaica, come testimonia la presenza di statuette bronzee di Bastet e altri oggetti di culto.

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Source: MSA

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Source: MSA

Inoltre, tra questo santuario e quello solare già noto di Ramesse II a Suq el-Khamis (l’edificio più a ovest indicato nello schema in alto), sono stati trovati grandi blocchi e frammenti di statue colossali, possibili tracce di un secondo tempio del faraone della XIX dinastia.

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Inaugurato museo archeologico nell’aeroporto del Cairo

Da qualche giorno, chi deve aspettare un volo all’Aeroporto Internazionale del Cairo ha un’alternativa in più per ingannare il tempo. A inizio mese, il ministro El-Damaty ha inaugurato un piccolo museo archeologico nella sala d’attesa del Terminal 3. Si tratta di una raccolta di 38 reperti, dall’epoca faraonica alla conquista araba, provenienti da tre musei della capitale ed esposti in un’area di 60 m²: 20 pezzi dal Museo Egizio di Piazza Tahrir, 6 dal Museo Copto (manoscritti e altri oggetti liturgici) e 12 dal Museo d’Arte Islamica (lampade, candelabri, piatti e una copia del Corano). L’iniziativa è pensata per dare una spinta al turismo egiziano, ma, in realtà, non è nuova perché era stata prevista per la fine del 2014 dal precedente ministro delle Antichità, Mohamed Ibrahim. Il biglietto d’ingresso costa 3 dollari.

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La maschera di Tutankhamon sarà restaurata ad agosto

Source: alaraby.co.uk

Source: alaraby.co.uk

La maschera di Tutankhamon sarà finalmente restaurata, anche se bisognerà aspettare ancora poco più di un mese. Dopo la figuraccia mondiale dello scorso gennaio, il ministro El-Damaty ha annunciato che ad agosto si procederà al ripristino dello stato del reperto prima che un incompetente tecnico del Museo Egizio del Cairo rincollasse la barba posticcia con della resina epossidica. Per non ricadere in errori così grossolani, da un mese si stanno effettuando accurati studi sulla maschera per orientare gli interventi di eliminazione dell’errato materiale legante e di restauro della superficie d’oro. Tali analisi sono portate avanti da un comitato scientifico composto dal ministro stesso, da Christian Eckmann, esperto di restauro dei metalli presso il Römisch-Germanisches Zentralmuseum di Mainz, da Tarek Tawfik, direttore del Grand Egyptan Museum, dal responsabile del settore restauro metalli del Museo del Cairo e da un altro tedesco che si occuperà della TAC. Eckmann, poi, si recherà in Germania per creare una replica in gesso della maschera e per provare vari metodi che, in agosto, presenterà in una conferenza internazionale e applicherà sul “paziente”. Quindi, se doveste andare in vacanza in Egitto quest’estate, aspettatevi una teca vuota per un po’ di tempo.

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Diplomatico belga coinvolto nel traffico di antichità

Source: MSA

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La Polizia per il Turismo e le Antichità ha arrestato alcuni uomini accusati di aver rubato e venduto all’estero una statua in calcare di Medio Regno conservata nei magazzini di Mit Rahina, l’antica Menfi. Tra i fermati, compare anche un ispettore del Ministero delle Antichità che avrebbe sottratto il reperto e lo avrebbe sostituito con una copia alla fine dello scorso anno. Il gruppo scultoreo in questione rappresenta il sacerdote N(y)ka e sua moglie Sat-Hathor ed è stato scoperto nel 2011 durante il Mit Rahina Beginners Field School (campo scuola per archeologi organizzato dall’Ancient Egypt Research Associates, l’American Research Center in Egypt e l’Egypt Exploration Society).

La cosa più grave della faccenda è che sarebbe coinvolto anche un dipendente dell’Ambasciata del Belgio al Cairo che, approfittando dell’immunità diplomatica, avrebbe spedito la statua a Bruxelles senza che il pacco potesse essere controllato alla dogana, metodo probabilmente applicato anche per altri reperti. In ogni caso, il ministro El-Damaty ha affermato che la statua è stata già recuperata e riportata in Egitto da qualche mese.

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Cairo, Conferenza internazionale sulla tutela del patrimonio culturale in Medio Oriente

Source: MSA

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Il 13 e 14 maggio, l’Antiquities Coalition e il Middle East Institute, in collaborazione con i ministeri egiziani degli Esteri e delle Antichità e sotto l’alto patrocinato dell’UNESCO, hanno organizzato al Cairo una conferenza internazionale dal titolo: “Cultural Heritage under Threat: The Security, Economic and Cultural Impact of Antiquities Theft in the Middle East”. Si è discusso sui problemi che affliggono il patrimonio culturale dei paesi del Medio Oriente dopo la “primavera araba”; la mancanza di controllo, sicurezza e stabilità politica ha portato all’aumento esponenziale degli scavi illegali e del contrabbando di antichità. Per questo, i rappresentanti di Iraq, Siria, Giordania, Libano, Kuwait, Sudan, Libia, Arabia Saudita e Oman hanno parlato della grave situazione delle loro nazioni. Non è mancato l’apporto dell’Italia grazie alla presenza dell’ambasciatore Alessandro Modiano.

Sono state prese in considerazione anche le possibili soluzioni alle distruzioni provocate dal terrorismo e dall’estremismo religioso, con ovvio riferimento alla catastrofe dell’ISIS. Proprio in quest’ottica, il Grande Imam di al-Azhar, Ahmed Al-Tayeb, ha affermato che “distruggere le antichità è contro l’Islam”. Nel caso specifico, l’Egitto ha ricordato l’attentato dinamitardo del gennaio 2014 che ha danneggiato gravemente il Museo d’Arte Islamica del Cairo, da dove Irina Bokova, Direttrice Generale dell’UNESCO, ha simbolicamente lanciato la campagna mediatica #unite4heritage.

http://www.unesco.org/new/en/unesco/about-us/who-we-are/director-general/singleview-dg/news/in_egypt_unesco_director_general_appeals_to_unite4heritage_to_defeat_extremism_and_intolerance#.VVW_z47tmkr

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Recuperate 22 pagine rubate della Description de l’Égypte

Description de l'EgyptIl Dipartimento di Investigazione Criminale del Ministero degli Interni ha oggi annunciato l’intercettazione di un tentativo di contrabbando di una copia originale della “Description de l’Égypte”. 22 pagine (secondo altre fonti, 44) del rarissimo volume erano state occultate in 7 pacchi imbarcati in un volo della Lufthansa diretto in Kuwait insieme a 18 foto dello stesso libro e un tappeto antico. Le pagine misurano 74 x 56 cm e risalgono agli inizi del XIX sec., quando vennero pubblicati gli studi dei cosiddetti savant che Napoleone Bonaparte portò con sé nella Campagna d’Egitto.

I documenti erano stati saccheggiati durante l’incendio del 17 dicembre 2011 alla sede dell’Institut d’Égypte al Cairo, durante il quale vennero persi (bruciati o rubati) 160-170.000 testi dei 200.000 originariamente conservati nella biblioteca dell’istituto.

www.dailynewsegypt.com

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