Articoli con tag: Canale di Suez

Nuove scoperte a Tell el-Dafna: fortificazioni di Psammetico I e tracce dell’eruzione di Santorini

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Source: face-masr.com/t~158551

Non si fa in tempo a tracciare un bilancio definitivo dell’anno che vengono annunciate nuove scoperte! In occasione della visita ufficiale del ministro El-Damaty al sito di Tell el-Dafna, 15 km a nord-ovest della città di Qantara, nei pressi del Canale di Suez, sono stati resi pubblici ai giornalisti locali gli ultimi risultati della missione egiziana diretta da Mohamed Abd el-Maqsoud. Purtroppo, nonostante si tratti di un’area estremamente interessante e importante dal punto di vista storico, i dispacci ufficiali sono sempre approssimativi e o mal tradotti. Spesso, infatti, vengono riproposte scoperte già effettuate o dati corredati da foto di repertorio. Non fanno eccezione le ultime notizie che, oltre alle già note fornaci di XXVI dinastia, fanno riferimento senza troppi approfondimenti a un bastione di Psammetico I (664-610) e a tracce dell’eruzione di Santorini. Nel primo caso, si parla di un’isola fortificata nel ramo pelusiaco del Delta con possenti mura di mattoni crudi per un perimetro di 400 x 800 m, soprattutto sul versante NW in cui, grazie a uno spessore di  20 metri, servivano ad arginare le acque del Nilo. La struttura apparterrebbe al sistema difensivo che il faraone saitico, dopo la riunificazione dell’Egitto, organizzò per proteggere i confini a ovest, est e sud. Invece, per quanto riguarda le scorie vulcaniche di Santorini, a parte la scelta della nomenclatura “San Torino” (che mi ha fatto pensare a Clint Eastwood…), non vengono fornite altre informazioni. Ed è un peccato perché l’eruzione di Thera, l’antico nome del vulcano e dell’isola cicladica, fu un vero e proprio fenomeno di portata mondiale che ebbe influssi climatici in tutto il bacino del Mediterraneo. Intorno al 1500 a.C. (datazione tradizionale che si basa su tipologie ceramiche e che recentemente è stata messa in dubbio da analisi al C14 che anticiperebbero la data di circa 120 anni), ci fu un’esplosione, ancora più potente di quella del Krakatoa  del 1883, che distrusse l’insediamento di Akrotiri, creò una voragine al centro dell’isola ed emise pomici che arrivarono fino a Creta, Cipro, Anatolia e nord dell’Egitto.

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Inaugurata mostra per il Nuovo Canale di Suez presso il Museo Egizio del Cairo

Source: MSA

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Ieri (2 agosto), il ministro El-Damaty ha inaugurato, presso il Museo Egizio del Cairo, una mostra temporanea in cui verranno esposti 60 reperti provenienti dagli ultimi scavi nell’area del Canale di Suez. L’esibizione, che durerà un mese, insieme ad altre due analoghe nei musei di Ismailia e Suez, fa parte delle manifestazioni organizzate per celebrare l’apertura del nuovo canale allargato fissata per il 6 agosto. I pezzi provengono da una decina di siti del Sinai (Tell el-Habua, Pelusio, Tell Abu-Seifi, Tell Kedua, Tell Dafna, Tell el-Heir) e, tra questi, spiccano un rilievo dipinto di Ramesse II, un blocco con la figura di Thutmosi I di fronte a Montu, una stele con Ramesse I e Seth di Avaris (vedi foto in basso a destra) e alcuni tra i reperti rinvenuti negli ultimi anni nella fortezza di Tjaru. Per la prima volta, inoltre, sarà esposto al pubblico il rilievo che mostra una campagna militare di Apries (589-570, XXVI din.) lungo il “Cammino di Horus”, scoperto nel 2011, coincidenza, dall’esercito durante la rivoluzione.

Le cerimonie si concluderanno giovedì con l’Aida di Giuseppe Verdi che compose l’opera per l’inaugurazione del nuovo Teatro dell’Opera del Cairo (prima rappresentazione il 24 dicembre 1871), dopo aver rifiutato una commissione simile da Isma’il Pascià proprio per l’apertura del Canale di Suez (1868).

Source: english.ahram.org.eg

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Scoperto edificio di Thutmosi II nel nord del Sinai

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Source: MSA

Durante una visita ufficiale ad alcuni siti in corso di scavo a est del canale di Suez, il ministro El-Damaty ha annunciato la scoperta di un edificio residenziale riconducibile a Thutmosi II (1483-1480). Si tratterrebbe di una sorta di ricovero, di una stazione intermedia per i viaggi del faraone durante le campagne militari ad est lungo la “Strada di Horus”. Sarebbe la terza costruzione di questo tipo nel sito di Tell el-Habua, vicino la città di Qantara, dopo quelli di Seti I e Ramesse II; in questo caso, l’attribuzione sarebbe dovuta alla presenza di alcuni sigilli reali su vasi ceramici (vedi immagine). La struttura è in mattoni crudi e si estende per 1200 m² (30x40m).

Nella stessa area, lo scorso gennaio, gli archeologi egiziani avevano scoperto le fondazioni del più grande sistema difensivo del Sinai risalenti al Medio Regno.

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Inaugurato (di nuovo) il Museo Nazionale di Suez

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Source: MSA

Il 29 settembre, il Ministro delle Antichità, Mamdouh El-Damaty, ha inaugurato il nuovo Museo Nazionale di Suez. In realtà, è la terza volta in quattro anni che si celebra un’apertura ufficiale dopo quelle dell’ottobre 2010 e del 29 gennaio 2012. Dopo la precedente, il museo era stato chiuso a causa dell’assalto della folla inferocita dopo la condanna alla pena capitale sentenziata per 21 ultras ai quali erano state imputate le 70 vittime nella megarissa scoppiata durante il match di calcio Al Masri-Al Ahli del 1 febbraio 2012.

Nell’edificio di 6000 m² saranno esposti 1276 reperti che illustrano tutta la storia della regione, dal periodo predinastico fino all’occupazione britannica del XX secolo. Il progetto, costato 46 milioni di lire egiziane (circa 5 milioni di euro), è inserito nella rivalutazione turistica dell’area di Suez sfruttando i lavori di allargamento del canale che dovrebbero portare, nei prossimi anni, un corposo incremento di visitatori.

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I lavori d’ampliamento del Canale di Suez non metteranno in pericolo siti archeologici

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Source: commons.wikimedia.org

Il governo egiziano ha da poco annunciato l’avvio dei lavori di ampliamento del Canale di Suez, la via d’acqua artificiale che, con i suoi 193 km, collega il Mar Rosso al Mediterraneo. Il progetto ha un’importanza economica fondamentale perché prevede il raddoppio di un tratto di 72 km che attualmente consente la navigazione solo a senso unico. Infatti, al termine dei lavori, previsto per il 2019/2020, i tempi di attesa delle navi passeranno da 11 a 3 ore.

I giganteschi cantieri che verranno allestiti nell’area, però, hanno spaventato alcuni archeologi egiziani che, preoccupati per la sorte dei vicini siti e memori di ciò che è successo con la Diga di Assuan, hanno chiesto spiegazioni. A rispondere è stato il Ministro delle Antichità El Damaty che ha affermato che la tratta in questione non attraverserà zone archeologiche e che, anzi, il progetto porterà una spinta positiva per le antichità del Sinai.

Ci fidiamo? Bah…

 

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