Articoli con tag: ceramica

Scoperto nel Delta un laboratorio per la ceramica di epoca greco-romana

Source: Ministry of Tourism and Antiquities

A Kom Aziza, sito nel Delta nord-occidentale (città di Abu Hummus, a circa 40 km da Alessandria; immagine in basso), la missione egiziana diretta da Ibrahim Sobhi della Fayoum University ha individuato resti archeologici che coprono 5000 anni di storia.

Dati dell’Egypt Exploration Society su Google Earth (www.ees.ac.uk/google-earth)

La scoperta principale consiste in un centro di produzione della ceramica risalente al periodo greco-romano, più precisamente dal III sec. a.C. al I sec. d.C. L’area artigianale conserva ancora le tracce di ogni fase produttiva: una vasca dove l’argilla veniva impastata e mescolata con acqua e altri materiali (in molte pitture vediamo come l’operazione venisse effettuata con i piedi – e non nel senso che fosse fatta male…); il punto in cui la materia prima era modellata, dove sono stati ritrovati attrezzi in metallo, una porzione della ruota del tornio e alcuni vasi crudi; lo spiazzo per l’essiccazione al sole prima della cottura; i grandi forni circolari a corrente ascensionale (l’aria calda veniva canalizzata verso l’alto), costruiti con mattoni mattoni rossi nella parte interna e mattoni crudi all’esterno (foto in alto). Nelle camere di cottura si trovavano ancora diverse forme ceramiche.

Come anticipato, però, il sito era frequentato già da molto prima e gli archeologi hanno scavato anche i resti di un villaggio protodinastico (3150-2700 a.C.), con abitazioni in mattoni di fango, forni e silos per la conservazione dei cereali. Inoltre, è stata trovata un’area sepolcrale con tombe di diverse epoche che vanno dalle più antiche sepolture a fossa in posizione fetale a più recenti strutture in mattoni crudi. Questa coesintenza ha reso l’annuncio ufficiale del ministero un po’ confuso, mescolano oggetti cronologicamente molto lontani; tra le foto in basso, infatti, si vedono monete tolemaiche (in alto a destra) e vasi in pietra di Antico Regno (in basso a sinistra).


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Kom Ombo, scoperto un laboratorio di vasaio con il più antico tornio in pietra d’Egitto

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Nicholson, Shaw, Ancient Egyptian Materials and Technology, pag. 126; foto MoA

Ieri, con il clamore provocato dall’apertura del sarcofago di Alessandria, un’importante notizia è passata in sordina. A Kom Ombo, durante i consueti lavori di abbassamento della falda freatica, è stata effettuata un’altra scoperta fortuita: un laboratorio di produzione di ceramica risalente alla IV dinastia (2630-2510 a.C.). Oltre a diversi vasi e stampi per l’argilla, il vero ritrovamento eccezionale consiste in una ruota in calcare forata al centro. Quest’oggetto – secondo Mostafa Waziry, segretario generale dello SCA – sarebbe il più antico tornio in pietra mai ritrovato in Egitto, più o meno coevo di quello in terracotta scoperto ad Abusir nei primi anni ’90 del secolo scorso dalla missione cecoslovacca di Verner. Il disco, come si vede già in alcune rappresentazioni di Antico Regno (come dalla mastaba di Ti a Saqqara; disegno in alto a sinistra), veniva fatto ruotare ruotare con le mani o con i piedi su un asse sollevato e sopra di esso si plasmava in modo più veloce e preciso la forma dei contenitori.

 

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Museo Greco-Romano di Alessandria, riscoperti vasi sotterrati in giardino contro i bombardamenti

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Source: MoA

Quando si dice che è possibile scavare anche nei musei, s’intende la ricerca negli archivi o nei depositi delle grandi e piccole collezioni. Questa volta, però, il termine va preso proprio alla lettera. Durante i lavori di restauro del Museo Greco-Romano di Alessandria, infatti, è stata scoperta una cachette risalente al 1939-1945 d.C. Nessun errore: il nascondiglio, scavato al centro del giardino interno dell’edificio, conservava centinaia di contenitori ceramici greco-romani, copti e islamici posizionati lì da nemmeno 80 anni. Secondo Ayman Ashmawi, capo del settore delle Antichità Egizie del Ministero delle Antichità, sarebbe stato l’archeologo britannico Alan Rowe (1891-1968), insieme agli inservienti del museo, a sotterrare i reperti per salvarli dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Poi, evidentemente, si sarà persa la memoria di questo intervento e, con essa, tutti i vasi e piatti che continuano ad uscire dagli scavi del Patio.

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Source: MoA

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Scoperta a Tel Aviv ceramica egizia da birra di 5000 anni

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Source: timesofisrael.com

A Tel Aviv (Israele), durante scavi per la fondazione di un palazzo, sono stati individuati 17 pozzi per la conservazione di derrate alimentari che risalgono all’Antico Bronzo I (3500-3000 a.C.). Tra le migliaia di frammenti di ceramica locale, sono stati scoperti anche alcuni pezzi che apparterrebbero a larghi contenitori egiziani per la produzione della birra, riconoscibili dall’uso della paglia nell’impasto. Secondo Diego Barkan, direttore della missione dell’Israeli Antiquities Authority (IAA), questo tipo di ritrovamento era stato fatto solo in un edificio amministrativo nel moshav di Ein Habesor (nord del deserto del Negev) e, quindi, sarebbe l’attestazione più a nord di un insediamento egizio dell’epoca. A mio avviso, però, si tratta di un’affermazione un po’ azzardata perché non basta la presenza di cultura materiale per parlare di colonie straniere. Questi bacini potrebbero essere arrivati a Tel Aviv tramite scambi commerciali, così come, in Egitto, già nel periodo Protodinastico, è attestato vino dalla Palestina e dalla Siria.

http://www.timesofisrael.com/ancient-egyptian-brewery-found-in-downtown-tel-aviv/

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Tombaroli scoprono necropoli greco-romana ad Alessandria

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Source: english.ahram.org.eg

 

Durante un’operazione di polizia, sono stati fermati alcuni uomini che stavano effettuando scavi illegali a Mina el-Basal, località ad ovest di Alessandria. I tombaroli avevano scoperto una necropoli di epoca greco-romana composta da loculi scavati in una parete rocciosa.

Secondo le fonti ufficiali, il bottino sequestrato comprende 20 lucerne, 18 bottiglie in vetro e numerosi contenitori ceramici di diverso tipo (vedi foto a sinistra), alcuni dei quali erano utilizzati per conservare le ceneri dei defunti cremati.

Ora, il ministro delle Antichità El-Damaty ha inviato una missione archeologica per completare lo scavo dell’area che, grazie ai corredi funerari, potrà fornire molte informazioni sulla produzione della ceramica in quel periodo.

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