Articoli con tag: cristianesimo

Fayyum, scoperto eremo cristiano di 1300 anni

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Source: scienceinpoland.pap.pl

A Deir el-Naqlun, nel Fayyum, gli archeologi polacchi diretti da Włodzimierz Godlewski (Università di Varsavia) hanno scoperto un eremo cristiano risalente a 1300 anni fa. L’insediamento fa parte del gruppo di eremi della collina vicina al convento dell’Arcangelo Gabriele, fondato alla metà del V sec. e rimasto attivo fino alla fine del XX secolo, quando è stato abbandonato dagli ultimi due monaci. Dallo scavo sono emerse tre stanze ricavate dalla roccia che comprendono un’area giorno intonacata e con diverse nicchie (vedi foto in alto), una camera da letto e una piccola cucina con un profondo pozzo arieggiato per la conservazione del grano. L’eremo è stato abitato da un solo monaco, tra il VI e l’inizio del VII secolo, che forse si chiamava Neilos. Questo nome compare su una lettera scritta in greco su papiro (vedi immagine in basso) perfettamente conservata che, secondo il papirologo Tomasz Derda, sarebbe un invito da parte di un alto esponente della Chiesa locale, forse il vescovo di Arsinoe (l’odierna Medinet el-Fayyum). Insieme allla lettera, sono stati scoperti altri oggetti di vita quotidiana come un paio di sandali in cuoio, frammenti di tessuto e vetro, un set di contenitori ceramici da mensa e anfore da vino.

http://www.archeo.uw.edu.pl/szablon.php?id=858

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Source: scienceinpoland.pap.pl

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Tradotto antico codice copto con rituali magici

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Source: livescience.com

Due ricercatori australiani hanno pubblicato la traduzione di un antico codice copto contenente rituali magici della Chiesa egiziana dei primi secoli. Nel loro libro, “A Coptic Handbook of Ritual Power”, Malcolm Choat (Macquarie University, Sidney) e Iain Gardner (University of Sidney) presentano un manuale completo del VII-VIII secolo, composto da 20 pagine di pergamena in cui sono scritte in copto alcune invocazioni e formule propiziatorie, forse due parti distinte unite in un secondo momento. Dopo la richiesta dell’aiuto di figure divine (tra cui la finora sconosciuta Bakhtiotha), ci sono una serie di esorcismi e riti, accompagnati da disegni, per il raggiungimento della buona sorte in affari, salute e amore. Per conquistare il proprio oggetto del desiderio, ad esempio, il codice raccomanda di recitare una particolare preghiera su due chiodi e poi di infiggerli ai lati dello stipite della porta di casa dell’amato/a.

Non si conosce l’origine del documento. La Macquarie University lo acquistò nel 1981 da un antiquario austriaco senza ricevere alcuna informazione. Dallo stile, si pensa che possa venire dall’Alto Egitto e, in particolare, dall’area di Ashmunein/Hermopolis. Inoltre, la prima parte ricorda la teologia dei Seziani, una corrente gnostica che si rifaceva a Seth, terzo figlio di Adamo ed Eva. I loro testi, molti dei quali, compresi alcuni vangeli apocrifi, vennero ritrovati nel 1945 a Nag Hammadi (nella parte nord dell’ansa di Qena), cominciarono ad essere considerati eretici fino all’estinzione totale della setta intorno al VII secolo. Quindi, la presenza di queste invocazioni insieme a quelle ortodosse data il codex e lo colloca in una fase transizionale.

 

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Scoperta ad Ossirinco antica icona copta di Gesù Cristo

Rimaniamo in ambiente cristiano copto. Dopo, l’articolo sul fantomatico “Papiro della Moglie di Gesù”, c’è un’altra notizia che riguarda il Nazareno. Ad Ossirinco, gli archeologi catalani diretti da Josep Padró (che solo qualche giorno fa erano stati protagonisti della scoperta di due tombe saitiche) avrebbero individuato un’antichissima rappresentazione pittorica di Cristo. L’immagine si trova in una strana struttura quadrata sotterranea alta 3,75 m e con i lati di 8 m. La stanza ipogea è sorretta da quattro pilastri e potrebbe essere un osireion o un serapeo (documentato dai papiri, ma non ancora trovato) poi riutilizzato in età cristiana. Le pareti della cripta sono ricoperte da cinque o sei strati di affreschi, l’ultimo dei quali è pieno di iscrizioni copte del VI-VII sec. Tra i motivi vegetali, c’è anche la figura di un giovane riccio con corta tunica in atto di benedizione con il braccio alzato (vedi immagine a sinistra). Questa iconografia è molto simile a quelle paleocristiane delle catacombe romane che rappresentano Gesù. Padró, infatti, afferma che potrebbe essere una delle prime immagini del Salvatore in Egitto. Forse, la traduzione delle iscrizioni potrà confermare l’ipotesi.

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