Articoli con tag: Deir el-BAhari

Aperto al pubblico il Santuario di Amon-Ra a Deir el-Bahari

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Source: travel2egypt.org

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Source: wikipedia.org

Continua il restauro del tempio di Hatshepsut a Deir el-Bahari, Tebe Ovest, ad opera della missione polacca diretta da Zbigniew E. Szafrański. Dopo il Complesso solare e la Cappella di Anubi, verranno aperte al pubblico altre strutture della terrazza superiore. Il 9 dicembre, infatti, ci sarà l’inaugurazione ufficiale del cosiddetto “Portico tolemaico” e del Santuario di Amon-Ra. All’evento saranno presenti, oltre a Szafrański, il ministro delle Antichità, Khaled el-Enany, il direttore del Centro di Archeologia del Mediterraneo dell’Università di Varsavia, Tomasz Waliszewski, l’ambasciatore polacco al Cairo, il governatore di Luxor e altri rappresentanti dei due Paesi.

Il Santuario si trova al centro del lato occidentale della terrazza (indicato dalla freccia rossa nell’immagine a sinistra), in asse con le due grandi rampe, e si apre con il Portico e un portale in granito. La struttura interna è composta dalla Sala della Barca e la Camera della Statua con tre cappelle. Qui, il simulacro del dio viene illuminato dai raggi del sole all’alba di ogni solstizio d’inverno

http://templeofhatshepsut.uw.edu.pl/en/news

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Deir el-Bahari: (ri)scoperte 56 giare con materiale per mummificazione

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Source: MoA

Non è detto che scavare in aree già indagate non porti sorprese. Anzi, in contesti del genere, le scoperte sono molto più frequenti di quello che si pensa. È un esempio l’ultimo ritrovamento effettuato a Deir el-Bahari (Tebe Ovest) dai membri del Middle Kingdom Theban Project, missione focalizzata sullo scavo, il restauro, lo studio epigrafico e la pubblicazione di alcune sepolture di Medio Regno (TT 313, TT 315, CG 28023). Proprio ripulendo l’angolo nord-orientale del cortile della tomba di Ipi (TT 315) – visir sotto Amenemhat I (1994-1964) -, gli archeologi spagnoli diretti da Antonio Morales (Universidad de Alcalá) hanno individuato una camera accessoria piena di contenitori ceramici. In realtà, queste giare – 56 per l’esattezza – erano state già scoperte nel 1921-22 dall’americano Herbert Winlock (Porter-Moss I-1 p. 390) che, tuttavia, non le aveva ripulite probabilmente considerandole reperti di minore importanza. Invece, il loro contenuto potrebbe essere fondamentale per lo studio dei metodi di mummificazione del Medio Regno. Al loro interno, infatti, si trovavano teli di lino lunghi oltre 4 metri, rotoli di bende, abiti, stracci vari e porzioni di tessuto più sottile per avvolgere le dita del defunto. Inoltre, c’erano anche vari strumenti di legno e rame e circa 300 sacchetti contenti natron, sabbia, resine e altri prodotti da utilizzare per l’imbalsamazione di Ipi il cui cuore, estratto e trattato, potrebbe essere stato individuato tra questo materiale da Salima Ikram (American University of Cairo). Importanti anche i sigilli sui tappi e le iscrizioni in ieratico sulla ceramica.

 

http://thebanproject.com

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Source: MoA

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Identificati in Canada due oggetti appartenuti ad Hatshepsut

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urce: cbc.ca

Luther Sousa, ricercatore presso la University of Winnipeg, ha identificato due oggetti risalenti al regno di  Hatshepsut (1479-1457), oggi conservati nel museo antropologico dell’università canadese. In oltre cento anni, nessuno si era accorto che, sui due modellini lignei di zappa e di elevatore oscillante (vedi immagine), si trovava il cartiglio con il praenomen della regina, Maatkara. In particolare, le miniature provengono da uno dei depositi di fondazione del tempio funerario di Deir el-Bahari (anche il nome originale del luogo, “Djeser Djeseru”, è inciso sugli oggetti) scavati nel 1886-88 da Henri Édouard Naville per l’Egypt Exploration Fund (poi diventato Egypt Exploration Society). Furono poi acquistate dal collezionista Albert Edward Hetherington che, a sua volta, le diede all’università tra il 1903 e il 1925 insieme ad altri circa 450 reperti egizi. In realtà, oggetti del genere non sono così rari. I depositi di fondazione sono pozzetti rituali in cui venivano sepolte, tra le altre cose, piccole riproduzioni di attrezzi edili prima della costruzione di un tempio o di una tomba; esemplari provenienti proprio da Deir el-Bahari sono conservati anche nel Museo Egizio di Firenze (foto 1, foto 2), scoperti dalla spedizione franco-toscana di Champollion e Rossellini (1828-29).

http://news-centre.uwinnipeg.ca/all-posts/uwinnipeg-uncovers-ancient-egyptian-treasure/

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Al via le aperture notturne della Valle dei Re e dei templi di Luxor

Source: pinterest.com/pin/513621532473586286/

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A Luxor, il sistema d’illuminazione e videosorveglianza annunciato un mese fa dal ministro El-Damaty è, nonostante l’iniziale scetticismo, effettivamente pronto e, stasera, saranno inaugurate le visite notturne ad alcuni tra i principali monumenti della città. I turisti, da oggi in poi, potranno entrare dalle 6:00 alle 23:00 nel Tempio di Luxor, nel Ramesseum e nel Tempio di Hatshepsut a Deir el-Bahari oltre che nelle tombe di Seti I (KV 17), Ramesse IV (KV 2) e Ramesse VI (KV 9) nella Valle dei Re (vedi foto). Con l’orario invernale, invece, l’apertura dei siti verrà prolungata solo fino alle 21:00.

Variazioni di orario ci saranno anche per il Luxor Museum che, dal 1 agosto, resterà aperto al pubblico anche nel pomeriggio, dalle 17:00 alle 21:00.

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Apertura notturna per la Valle dei Re e i templi di Luxor

Source: MSA

Source: MSA

Durante una visita ufficiale a Luxor, il ministro delle Antichità, Mamdouh El-Damaty, ha annunciato che il rinnovamento del sistema d’illuminazione dei siti archeologici cittadini sta andando avanti e che, dal 25 luglio, sarà possibile effettuare visite notturne fino alle 23:00. Il progetto include le tombe della Valle dei Re, il Ramesseum (nella foto) e il tempio di Hatshepsut a Deir el-Bahari. Dal 1 luglio, inoltre, con l’orario estivo, l’apertura del Tempio di Luxor sarà estesa di un’ora fino alle 11 di sera. L’iniziativa è sicuramente interessante e garantirebbe ai turisti un’esperienza suggestiva, ma, conoscendo l’affidabilità dei comunicati stampa egiziani, mi viene da domandarmi a quale anno si riferisca quel 25 luglio…

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Riaperto al pubblico il complesso solare del Tempio di Hatshepsut

Sun Cult complex in Temple of Hatshepsut at Deir El-Bahari by Luxor Times 1

Source: Luxor Times Magazine

Domenica scorsa, si è tenuta la cerimonia di apertura ufficiale del complesso solare del tempio di Hatshepsut a Deir el-Bahari. Il centro cultuale si trova nell’area nord della terza terrazza del tempio ed è di nuovo visitabile dopo un lungo periodo di restauro da parte della missione polacca diretta da Zbigniew Szafrański. Gli elementi principali consistono nella Cappella del Sole Notturno e in una corte con l’altare in calcare (vedi immagine). La prima, posta ad est per simboleggiare la resurrezione dell’astro all’alba, presenta una decorazione con il viaggio notturno della barca solare. L’altare, invece, serviva per i riti all’aperto legati al percorso diurno del sole e alla legittimazione il potere della stessa Hatshepsut che si insigniva del titolo di figlia di Amon-Ra. Restaurata anche la vicina Cappella di Anubi.

http://www.osirisnet.net/monument/deb/t3/e_deb_t3.htm

 

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Due sarcofagi egizi restaurati a Ischia

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Nella mattinata di oggi, presso il Castello Aragonese di Ischia, si è tenuta una conferenza stampa per presentare un importante progetto di collaborazione tra Italia e Belgio. L’Istituto Europeo del Restauro, che ha sede proprio nell’isola, lavorerà per un anno su due sarcofagi provenienti dal Musées Royaux d’Art et d’Histoire di Bruxelles.

In questo periodo, più ulteriori 12 mesi appena tornati a “casa”, i reperti saranno restaurati e studiati da un team internazionale diretto da Teodoro Aricchio (IER) e coordinato da Luc Delvaux, curatore della collezione egizia del museo belga. Tutte le operazioni, sull’esempio del Museo Egizio di Torino, saranno visibili dal pubblico presso il laboratorio dell’Istituto nel Castello Aragonese.

I sarcofagi risalgono alla XXI dinastia (1070-945) e furono scoperti nel 1891 da Georges Daressy, forse su suggerimento del celeberrimo tombarolo Mohammed Abd el-Rassoul, nella cachette di Bab el-Gasus (la seconda a Deir el-Bahari dopo quella reale della DB320), insieme ad altre 151 bare per lo più appartenenti a sacerdoti di Amon a Karnak. Qualche anno dopo, i sarcofagi furono ceduti dal Museo Egizio del Cairo a quello di Bruxelles insieme a molti altri reperti provenienti dalla tomba.

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Deir el Bahari, studiosi polacchi analizzano mummie e ricostruiscono il tempio di Thutmosi III

Periodo decisamente fruttuoso per gli egittologi polacchi! Dopo le scoperte a Gebelein e a el-Asasif, procedono le missioni dell’Università di Varsavia, in modo particolare nel sito che, fin dal 1961, più di tutti è legato in Egitto all’attività degli studiosi di questo paese est europeo: Deir el-Bahari.

Ad esempio, gli scienziati della Polish-Egyptian Archaeological and Preservation Mission stanno analizzando con TAC e raggi X le mummie dei sacerdoti di Montu (nella foto, la scansione sui resti di Nespekashuti). La maggior parte di questi officianti, infatti, durante la XXV dinastia (780-656), fu sepolta attorno al tempio di Hatshepsut in tombe che vennero scavate intorno al 1930. Per ora, sono stati studiati i corpi conservati presso il Luxor Museum e successivamente si passerà a quelli che si trovano nel Museo Egizio del Cairo e nel National Museum of Egyptian Civilization. Il progetto, iniziato a maggio, è affidato al Dott. Zbigniew E. Szafranski.

La Dott.ssa Monika Dolinska (Museo di Varsavia), invece, dirige il lavoro di ricostruzione virtuale del tempio funerario di Thutmosi III, costruito tra quelli di Mentuhotep II e di Hatschepsut e scoperto nel 1962 da Kazimierz Michałowski. Il modello tridimensionale, attualmente all’80%, prevede anche la riproduzione dell’impianto decorativo delle pareti ricollegando le migliaia di frammenti di rilievi scoperte durante oltre 50 anni di scavi.

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