Articoli con tag: Delta

Delta N-E: scoperta tomba nel cantiere di un’abitazione moderna

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Source: MoA

Archeologia preventiva anche in Egitto. Alla richiesta di un privato cittadino di El Husseiniya – provincia nord-orientale di Sharqia – di poter allargare la propria abitazione in un’area a rischio ritrovamenti, gli uomini del Ministero delle Antichità hanno effettuato alcuni sondaggi. E il ritrovamento puntualmente c’è stato. Si tratta di una sepoltura di età faraonica consistente in un enorme ‘sarcofago’ di pietra pesante circa 65 tonnellate e cavato da un unico blocco di basalto o diorite. Le pareti interne ed esterne sono coperte da testi geroglifici, ma, purtroppo, non sono stati ancora forniti dati né sull’identità del defunto né su una datazione più precisa. Tuttavia, secondo Ayman Ashmawi, Dir. del settore Antichità egizie del MoA, la tomba sarebbe stata già scoperta niente popodimeno che da Flinders Petrie intorno agli anni ’50 del secolo scorso (nota non trascurabile: è morto nel 1942). In ogni caso, i blocchi sono stati già trasferiti nei magazzini del vicino museo di Tanis per essere restaurati e studiati.

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Source: MoA

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Pi-Ramesse: scoperti complesso monumentale e tomba con impronte di bambino

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Source: MoA

A Pi-Ramesse, l’antica capitale fondata da Ramesse II nel Delta Orientale (nei pressi dell’attuale Qantir), la missione del Roemer- und Pelizaeus-Museum di Hildesheim (Germania) ha effettuato importanti ritrovamenti di epoca faraonica. Dopo un lungo lavoro di prospezioni geomagnetiche che, lo scorso anno, avevano individuato possibili strutture sepolte, è iniziato lo scavo vero e proprio che ha subito confermato le attese. Infatti, già sotto pochi centimetri dalla superficie, sono uscite diverse strutture murarie in mattoni crudi appartenenti a un complesso monumentale di 200 x 160 m. Secondo Henning Franzmeier (UCL Qatar), direttore dello scavo, l’estensione dell’edificio fa pensare a un palazzo o a un tempio il cui ingresso, stranamente, potrebbe trovarsi fuori asse nell’angolo nord-occidentale.

In un’altra area indagata, è stata trovata una fossa funeraria di 2,5 x 8 m nel cui riempimento figurano anche frammenti di intonaco dipinto. Tuttavia, al momento, non è stato ancora possibile riconoscere motivi specifici. Ma la scoperta più curiosa corrisponde senz’altro al fondo della tomba in cui si conserva ancora uno strato di malta con orme di uno o più bambini, probabilmente utilizzati per impastare il materiale.

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Source: MoA

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Scoperto nilometro a Tell Timai

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Source: nationalgeographic.com

Questa notizia mi era sfuggita, ma, nonostante risalga ormai a due settimane fa, merita di essere segnalata. Gli archeologi diretti da Robert Littman e Jay Silverstein (University of Hawai’i, Manoa) hanno individuato un nilometro di età tolemaica a Tell el-Timai, a sud-est di Mansura nel Delta orientale. Il sito corrisponde all’antica Thmuis, città che, nel IV sec. a.C., divenne il capoluogo del 16° nomo del Basso Egitto al posto della vicina Mendes – distante solo mezzo chilometro – che fu abbandonata dopo lo spostamento del ramo mendesiano del Nilo. Proprio a questo braccio del delta era collegato il nilometro scoperto per caso durante scavi fognari. La struttura è composta da un pozzo del diametro di 2,4 metri in blocchi di calcare e da una scalinata che ne raggiunge il fondo. Lungo le pareti interne, sono incisi nomi in greco – forse dei finanziatori dell’opera – seguiti da numeri.

Il nilometro è datato al III sec. a.C. e, probabilmente, era connesso al vicino tempio tolemaico. L’importanza della scoperta sta nella rarità di queste costruzioni di cui conosciamo solo una ventina di esemplari in tutto l’Egitto (quello meglio conservato si trova a Elefantina). La loro funzione consisteva nel misurare l’altezza della piena che, prima della realizzazione della Grande Diga di Assuan, arrivava ogni anno con la stagione di akhet. In questo modo, era possibile prevedere l’andamento futuro del raccolto e, quindi, decidere la tassazione da applicare ai contadini: il livello ideale si aggirava intorno ai 3 metri; una piena troppo bassa avrebbe portato a un periodo di carestia, una troppo alta, invece, avrebbe creato danni ai campi. La presenza del nilometro, inoltre, conferma che qui passava un ramo del Delta ormai insabbiato.

Il sito della missione: www.telltimai.org

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Tell Tebilla, Scoperta statua reale tolemaica

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Source: firstnews-eg.com

La missione egiziana a Tell Tebilla, nel governatorato di Dakahliya (Delta N-E), continua a fornire interessanti scoperte. Lo scavo, iniziato lo scorso settembre, si sta focalizzando su sepolture del Periodo Tardo e, soprattutto, di età greco-romana; non a caso, l’ultimo ritrovamento consiste in una statua reale dell’inizio del regno tolemaico (III sec. a.C.). La scultura, realizzata in calcare, manca degli arti e di una qualsiasi iscrizione che possa far individuare con certezza quale faraone ritraesse.

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Scoperte a Tell Tebilla, Delta N-E

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Source: MSA

Il ministro delle Antichità Mamdouh El-Damaty ha reso noti i primi risultati della nuova missione egiziana a Tell Tebilla, nel Delta nord-orientale, dove, due anni fa, fu scoperta una mastaba di XXVI dinastia con un ricco corredo. Lo scavo dell’antica Ra-Nefer, situata nei pressi della città di Dikirnis, governatorato di Dakahlia, è iniziato lo scorso settembre e si è concentrato su sepolture del Periodo Tardo e, soprattutto, su tombe in mattoni crudi di epoca greco-romana. Tra gli oggetti ritrovati, ci sono contenitori ceramici, statuette di divinità e amuleti in bronzo, faience, alabastro e avorio che andranno nel deposito archeologico del ministero a Dakahliya.

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Avaris, scoperte mura di una città di Medio Regno

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Source: MSA

Un imponente muro in blocchi di arenaria è stato scoperto dai membri della missione dell’Österreichisches Archäologisches Institut, Kairo nell’area di Tell el-Dab’a, nel Delta orientale. Gli archeologi austriaci stanno lavorando soprattutto sull’antica capitale Hyksos Avaris (II Periodo Intermedio), ma la struttura appena scavata, secondo quello che ha affermato il ministro El-Damaty, apparterrebbe a una città di Medio Regno non ancora identificata. Il muro è largo 7 metri e lungo almeno 500 e dividerebbe i quartieri abitati occidentali da una profonda depressione interpretata come porto.

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Scoperto tratto del ramo pelusiaco del Nilo

A Tell el-Dafna, sito ad est del canale di Suez, 15 km a nord della città di Qantara, la missione egiziana diretta da Mohamed Abd el-Maqsoud ha individuato un tratto di 200 metri del ramo pelusiaco del Nilo (nell’area evidenziata di rosso nella cartina). La diramazione più orientale del Delta, cominciata a insabbiarsi dal I sec. d.C., era la principale via di navigazione per il Sinai. L’importanza strategica del luogo è testimoniata non solo dai resti di fortificazioni, costruite dal Nuovo Regno in poi per proteggere il cosiddetto “Cammino di Horus”, ma anche dalle fonti classiche. Per esempio, Erodoto definiva Daphnae come punto di guarnigione di Psammetico I (664-610) contro Arabi e Assiri. E proprio alla XXVI dinastia (664-525) appartengono alcune fornaci per la fusione del ferro scoperte dagli archeologi egiziani (vedi foto in basso). Purtroppo, non si hanno altri dati perché, come sempre succede per le missioni locali, le informazioni sono poche e confuse.

Source: english.ahram.org.eg

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Individuato nel Delta centro romano per la produzione del vetro

Source: MSA

Source: MSA

A Tell Mutubis, a ovest di Rosetta (Delta nord-occidentale), la missione anglo-egiziana della Durham University e della Mansoura University ha individuato un centro di produzione del vetro risalente al tardo periodo romano. Sulla collina era già evidente una gran quantità di materiale ceramico affiorante, ma la scoperta è stata effettuata grazie a prospezioni geomagnetiche che rientrano nel progetto di ricognizione “Delta Survey” dell’Egypt Exploration Society. L’area presenta diversi edifici in mattoni cotti (vedi immagine), tra magazzini e unità abitative, e forni in cui sono state scoperte scorie della lavorazione del vetro oltre a vasi, mortai in pietra e monete. Proprio lo studio di questi reperti, afferma la direttrice della missione Penny Wilson, ha permesso di capire che il sito è stato abbandonato nel VII secolo, all’inizio dell’età islamica.

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Scoperta mastaba di III dinastia nel Delta

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Source: MSA

Importante scoperta compiuta nel Delta dagli archeologi britannici della Egypt Exploration Society. A Quesna, governatorato di al-Manufiyya, è stata individuata una mastaba risalente al regno di Khaba (2655-2650 a.C.), faraone della III dinastia a cui, erroneamente, il dispaccio dell’MSA aveva attribuito la sepoltura. La struttura in mattoni crudi, in realtà, era stata scavata dal team diretto dalla Dott.ssa Joanne Rowland (“EES Minufiyeh Survey”) già nel 2010, ma la datazione è avvenuta solo recentemente grazie a un’impronta di sigillo con il nome del re (vedi immagine a destra). Il ministro delle Antichità ha affermato che si tratta della prima scoperta di una tomba di Antico Regno nel sito che era, prima d’ora, conosciuto per l’occupazione nel periodo romano.

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Ricostruito in 3D il sito di Tell el-Farcha

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Source: scienceinpoland.pap.pl

Jacek Karmowski, dottorando presso l’Istituto di Archeologia della Uniwersytet Jagielloński di Cracovia, ha ricostruito virtualmente un intero villaggio di oltre 5000 anni. Il modello 3D riguarda l’insediamento di Tell el-Farcha, nel Delta orientale, a 120 km del Cairo, individuato nel 1987 dalla missione del Centro Studi Ricerche Ligabue di Venezia, ma, a partire dal 1998, scavato dagli archeologi polacchi. Le prime occupazioni dell’area risalgono al 3600 a.C. e continuano fino al 2600, verso l’inizio della IV dinastia, dando al sito un’importanza fondamentale per la comprensione delle fasi di formazione dello stato unitario egiziano.

Le strutture in mattoni crudi ancora visibili mostrano nuclei abitativi a pianta regolare, di circa 10 m² e costruiti l’uno accanto all’altro. Karmowski ha rilevato le misure perimetrali di tutte le case e, per gli alzati, ha fatto ricerche sulle rappresentazioni più tarde nell’arte egiziana e sulle scelte adottate dai moderni villaggi, come quello di Ghazala vicino al sito. Il risultato della ricostruzione mostra muri con piccole finestre poste in alto, tetti piatti fatti con materiale leggero e ingressi senza porta con soglia rialzata come protezione dalle inondazioni del Nilo.

Per altre immagini: http://scienceinpoland.pap.pl/en/news/news,403626,poles-reconstructed-houses-of-the-first-egyptians.html

 

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