Articoli con tag: Dra Abu el-Naga

Facciamo un po’ di chiarezza sulla scoperta della tomba di Userhat

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Source: MoA

Quando viene effettuato un’importante ritrovamento archeologico, la stampa si concentra più sulle foto e sul titolo – d’altronde, è ciò a cui bada la gente – che sul contenuto della notizia stessa, a discapito dell’approfondimento del tema e della verifica delle fonti. Così, per rendere più accattivanti gli articoli, alcuni giornalisti – non conoscendo la materia – esagerano con le espressioni e fanno leva sui soliti cliché. È successo – come si vede nei seguenti titoli di giornali nazionali e non – anche stavolta con la recentissima scoperta della tomba di Userhat a Dra Abu el-Naga. Tra travisamenti, errate traduzioni e veri e propri sfondoni, credo sia opportuno fare un po’ di chiarezza. Infatti, al di là di comuni sbagli nelle trascrizioni di nomi di personaggi egizi o di località in arabo e del numero variante di sarcofagi che ancora non è stato definito (al momento, si contano 10 sarcofagi e 8 mummie), purtroppo ho letto dichiarazioni inesistenti, messe in bocca al ministro delle Antichità o al direttore della missione, che rischiano di dare credibilità immeritata a testi non veritieri.

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Ma andiamo in ordine. La tomba in questione era già nota, ma non era mai stata scavata: Friederike Kampp-Seyfried, indicandola con il numero -157- (Die thebanische Nekropole. Zum Wandel des Grabgedankens von der XVIII. bis zur XX. Dynastie, Mainz 1996, p. 708), ha proposto una datazione non certa al regno di Thutmosi III (1457-1425). In ogni caso, gli archeologi egiziani diretti da Mostafa Waziry, eliminando i detriti nella corte esterna, sono riusciti a entrare nell’ipogeo – una classica tomba a T – e a individuare altre due entrate ancora da ripulire. Non è assolutamente una sepoltura reale e i faraoni non c’entrano niente: il proprietario originario, Userhat (se proprio si volesse spezzare il nome, il modo giusto sarebbe Wser-hat), era un alto funzionario della XVIII dinastia (1543-1292) recante il titolo, secondo quanto detto da El-Enany, di qnbty n niwt, “Membro del Consiglio della città (Tebe)”. Si tratta di una carica amministrativa più complessa che, pur comprendendo competenze giuridiche, non si limitava ad esse e quindi non può essere tradotta semplicisticamente con “giudice”. Quindi, sarebbe più consono considerare Userhat un “magistrato” ma con l’accezione romana del termine. La tomba è rimasta inviolata al massimo per qualche secolo perché, durante la XXI dinastia (1069-945), la stanza più interna venne sfruttata per la collocazione di diversi sarcofagi con mummie, come la coeva cachette di Deir el-Bahari (DB320) in cui vennero nascoste oltre 50 mummie di re, regine e dignitari. Riassumendo: la struttura risale alla XVIII dinastia, ma fu riutilizzata durante la XXI. Infine, un capitolo a parte va dedicato al corredo funebre. Leggendo delle oltre mille statue ritrovate, ci si aspetterebbe uno sconfinato schieramento di sculture, simil-“Esercito di terracotta”; in realtà, gli archeologi hanno individuato ‘solamente’ degli ushabti, piccole statuette funerarie di pochi centimetri (come si vede nella foto in basso) che accompagnavano il defunto nell’Aldilà per lavorare al suo posto.

Tomb 157

Source: MoA

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Scoperta a Luxor tomba di XVIII dinastia con sarcofagi e oltre 1000 ushabti di XXI dinastia

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Source: Nigel J.Hetherington

Stamattina si sono rincorsi rumors sulla scoperta – o, secondo altre fonti, riscoperta – di una tomba di Nuovo Regno effettuata da archeologi egiziani a Dra Abu el-Naga, Tebe Ovest. Non essendoci ancora stato l’annuncio ufficiale del Ministero delle Antichità, le informazioni non sono ancora verificabili, ma, da quanto affermato alla stampa locale dal direttore della missione Mostafa Waziry, la sepoltura apparterrebbe a Userhat, alto ufficiale della XVIII dinastia, e conterrebbe almeno sei sarcofagi policromi, decine tra ushabti e vasi di ceramica e resti di mummie (immagini in basso).

Secondo quanto anticipato da Luxor Times, invece, si tratterebbe della già nota tomba Kampp -157-, un classico ipogeo “a T” (anticamera trasversale e corridoio terminante in una nicchia) situato a sud della TT255 e da non confondere con la TT157 di Nebwenenef (Primo profeta di Amon sotto Ramesse II).

Aggiornamento:

Il comunicato ufficiale del Ministero conferma che la tomba appartiene a Userhat e si compone di una corte aperta, una stanza rettangolare, un corridoio e una camera interna. Dopo la pulizia della prima sala, è stato scoperto un pozzo di 9 metri di profondità che conduce a ulteriori due vani ancora da scavare. Nella prima sala, sono stati scoperti il sarcofago, la maschera funeraria e ushabti appartenenti a Userhat; quella più interna, invece, è stata riutilizzata successivamente come cachette per diversi sarcofagi e mummie di XXI dinastia e oltre 1000 ushabti in faience, legno e terracotta.

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Luxor, ri-trovata tomba scoperta da Champollion e Rosellini

Source: CSIC

Source: CSIC

Dopo quasi 200 anni, una tomba viene scoperta per la seconda volta. Si tratta dell’ultima dimora di Djehuty-Nefer, “Soprintendente al tesoro” di Thutmosi III (1479-1424), che Champollion e Rosellini avevano individuato nel 1829 nella necropoli di Dra Abu el-Naga, Tebe Ovest. Da allora, nonostante ci siano diversi oggetti del corredo sparsi per i musei di tutto il mondo (compresi frammenti di una porta al Museo Egizio di Firenze), se ne erano perse le tracce. Fino a gennaio-febbraio di quest’anno, quando gli archeologi spagnoli diretti da José Manuel Galán (Consejo Superior de Investigaciones Científicas) hanno liberato la tomba dalla sabbia e dai detriti di altri scavi che l’avevano ricoperta, proprio vicino a quella del predecessore Djehuty. La particolarità della struttura consiste nella facciata, perfettamente conservata, realizzata a mattoni con sigilli reali che seguono il motivo decorativo della “facciata di palazzo” (vedi immagine in alto).

Ma, la 14a missione del “Proyecto Djehutyha rivelato ulteriori sorprese. In un pozzo di un’altra sepoltura scoperta, ancora anonima, sono venuti fuori due archi di 1,70 m con la corda ancora arrotolata al legno, una dozzina di frecce a punta di selce e un vasetto in alabastro avvolto in un panno di lino (vedi in basso). Naturalmente, si è continuato a lavorare alla tomba di Djehuty il cui corridoio di accesso è stato restaurato mettendo in evidenza un centinaio di graffiti in demotico che testimoniano il riutilizzo nel II sec. a.C. per seppellirvi mummie di ibis e falchi.

Per il dispaccio ufficiale e altre foto: CSIC

Source: CSIC

Source: CSIC

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Scoperta tomba di XI dinastia a Luxor

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Source: Luxor Times Magazine

Dra Abu el-Naga e la missione di  José Manuel Galán continuano a sfornare sorprese! Dopo le scoperte del sarcofago di bambino nel 2013 e di quello “rishi” lo scorso febbraio, nella necropoli di Tebe Ovest più antica del Medio Regno, infatti, è stata individuata anche una tomba di un alto funzionario dell’XI dinastia (2150-1990 a.C). Indagando un pozzo ad ovest della corte della tomba di Djehuty (XVII din.), gli archeologi spagnoli sono arrivati a un corridoio lungo 20 metri, alto e largo 2, che conduce alla nuova camera sepolcrale riutilizzata come cachette durante la XVII dinastia. Come si vede dalla foto a sinistra, tutto lo spazio è riempito da una quantità incredibile di resti umani e ceramica. Il disordine dei resti indica il passaggio di ladri già in antichità.

Per altre immagini: Luxor Times Magazine

Per ulteriori informazioni, foto e il video della scoperta: CSIS

 

 

 

 

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