Articoli con tag: Epoca Tarda

Ossirinco, scoperte due tombe di Epoca Tarda con mummie dalla lingua d’oro

La missione dell’Università di Barcellona, diretta da Maite Mascort i Roca ed Esther Pons Mellado (curatrice della sezione egizia del Museo Arqueológico Nacional di Madrid), ha scoperto due tombe di XXVI dinastia a El-Behnasa, nella provincia di el-Minya, luogo in cui sorgeva l’antica Ossirinco.

Seppur la città sia più nota per la sua fase tolemaica e romana, in particolare per l’enorme quantità di papiri ritrovati, Per-Medjed era già capitale del XIX nomo dell’Alto Egitto nel Periodo Tardo e forse anche dalla fine del Nuovo Regno. Proprio all’età saitica (VII-VI sec. a.C.) risale un’estesa area sepolcrale, utilizzata fino all’epoca bizantina, dove la missione spagnola lavora dal 1982.

In questa che è chiamata “Necropoli superiore”, il team spagnolo ha individuato, come detto, due tombe che seguono la classica tipologia architettonica dell’area: camere con volta a botte in blocchi di pietra e grandi sarcofagi antropoidi in calcare. Da segnalare che le due mummie avevano una lingua d’oro posizionata nella bocca (foto in alto).

Nella prima tomba, accanto al sarcofago dal volto di donna, era stato deposto in antichità il corpo di un’altra persona. La seconda tomba, invece, era ancora sigillato e presentava un corredo composto da 402 ushabti in faience, vasi canopi e diversi scarabei e altri amuleti.

http://www.ub.edu/visitavirtual/visita-virtual-oxirrinc/index.php?idi=EN

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Tuna el-Gebel, scoperta tomba di un tesoriere di XXVI dinastia, con canopi in alabastro, centinaia di ushabti e due statue in pietra

Foto: Ministry of Tourism and Antiquities; rielaborazione grafica: M. Mancini (@DjedMedu)

Nell’ormai consueto ping pong di scoperte tra Saqqara e Tuna el-Gebel, è di nuovo il turno di quest’ultimo sito del Medio Egitto dove la missione egiziana nell’area di al-Ghorifa, diretta da Mostafa Waziri (foto in alto), ha individuato un’ulteriore tomba di Epoca Tarda. Questa volta, però, la sepoltura ha riservato un corredo funebre molto più ricco dei soliti sarcofagi che ci stiamo abituando a vedere settimanalmente.

In fondo a un pozzo di 10 metri, una camera foderata di lastre di calcare conteneva le spoglie di Pa-di-Iset, “Sovrintendente del tesoro reale”, e di sei suoi familiari. Nome e titoli dell’importante funzionario, vissuto durante la XXVI dinastia (664-525 a.C.), compaiono su circa 400 ushabti in faeince azzurra e su 4 splendidi vasi canopi in alabastro (foto in alto con il nome appena visibile evidenziato).

Va sottolineata in particolare la presenza di due statue in calcare di una figura femminile in piedi (foto a sinistra; azzardo che possa essere la dea Neith di cui non si conserva la corona) e di un bovino seduto indicato dal Ministero delle Antichità come toro Apis (foto in basso), rispettivamente alta e lunga circa un metro. Le altre sepolture sono poi accompagnate da un migliaio di ushabti in faience, scarabei, amuleti, vasi in ceramica e altri set di canopi, sia in alabastro che calcare.

Nella tomba si trovano anche quattro sarcofagi in pietra ancora sigillati con malta.

Ministry of Tourism and Antiquities

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Saqqara, scoperto pozzo funerario con decine di sarcofagi di Epoca Tarda ancora sigillati

Source: Ministry of Tourism and Antiquities

L’area di Saqqara indagata dalla missione archeologica egiziana si rivela ancora una volta molto fruttuosa. Dopo le scoperte degli scorsi anni (fino all’ultima annunciata ad aprile), il Ministero del Turismo e delle Antichità ha anticipato la notizia del ritrovamento di una cachette di oltre 2500 anni piena di sarcofagi ancora sigillati.

Al momento si sa poco, anche perché lo scavo non è stato ancora completato; a tal proposito, è prevista una conferenza stampa nelle prossime settimane che presentarà ufficialmente i risultati definitivi.

In ogni caso, si tratta di una camera scavata nella roccia in fondo a un pozzo funerario lungo 11 metri. Al suo interno erano accatastati almeno 13 sarcofagi lignei decorati. Il numero di bare, però, è sicuramente molto più grande, dal momento che sono state individuate nicchie ricavate ai lati del pozzo, tra cui una sola è stata aperta rivelando la presenza di sarcofagi e diversi oggetti di corredo (tra le foto divulgate, si nota solo una statuetta di Ptah-Sokar-Osiride; immagine in basso al centro).

Non ci resta quindi che aspettare per avere maggiori informazioni.

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Giza, scoperta tomba di due sacerdoti di V dinastia

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Source: egypttoday.com

Questa mattina, a Giza, il ministro delle Antichità Khaled el-Anany e il segretario generale del Supreme Council of Antiquities Mostafa Waziry hanno annunciato la scoperta della tomba di due funzionari e alti sacerdoti della prima metà della V dinastia (XXVI-XXV sec. a.C.).

Waziry, che ha dirige la missione archeologica protagonista del ritrovamento nelll’area sud-orientale della necropoli di Giza fin dall’agosto del 2018, ha riferito che i due proprietari originari della sepoltura, Pehenuika e Nui (rappresentato nella stele in basso a destra), posseggono rispettivamente 7 e 5 titoli, tra cui quello di “sacerdote del re Chefren”. La struttura è stata poi riutilizzata in Epoca Tarda (VII sec. a.C.), periodo a cui appartengono i vari sarcofagi lignei ben conservati presenti nella tomba insieme a diversi ushabti, amuleti, vasi in pietra e ceramica e una statua in calcare senza iscrizioni che rappresenta uno dei due defunti con moglie e figlio.

Ulteriori informazioni e foto nel mio articolo su National Geogrphic: http://www.nationalgeographic.it/wallpaper/2019/05/04/foto/egitto_scoperta_a_giza_tomba_due_sacerdoti_antico_regno-4393551/1/

 

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Dahshur, scoperte mummie con involucri decorati e ghirlande vegetali

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Source: Luxor Times

Mese particolarmente ricco di sarcofagi questo novembre!

Dopo la notizia dei 4 sarcofagi di el-Asasif che ha fatto il giro del mondo, ci spostiamo più a nord dove una missione egiziana ne ha trovati altri 8. Mostafa Waziry, segretario generale del Supreme Council of Antiquities e direttore dello scavo, ha infatti annunciato la scoperta di una serie di sepolture a sud del Cairo, più precisamente a Dahshur, la più meridionale delle necropoli menfite. Le tombe (foto in basso dove sullo sfondo si staglia la piramide romboidale di Snefru) si trovano a SE della piramide di Amenemhat II e comprendevano 8 semplici sarcofagi in calcare di Epoca Tarda, ma con all’interno mummie coperte da involucri variopinti di cartonnage.

In particolare, lo stato di conservazione di 3 esemplerari è così buono che, oltre a mantenere accese le tinte della superficie d’intonaco che copre gli strati di lino, è stato possibile recuperare le ghirlande vegetali deposte sulla mummie (foto a sinistra).

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Source: Luxor Times
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Source: luxor24.news
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el-Asasif, la scoperta della tomba ramesside e l’apertura di 4 sarcofagi intatti

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ph. Mohamed Abd El Ghany /Reuters

Facciamo un po’ di chiarezza.

Durante il fine settimana, i siti di testate giornalistiche nazionali e straniere, blog e pagine Facebook hanno riportato la notizia che vi ho segnalato qui sabato scorso, cioè quella della scoperta di una tomba con sarcofagi ancora sigillati a el-Asasif. Purtroppo, ho visto ovunque (nemmeno Rainews si è salvata parlando un fantomatico faraone chiamato “Ramesside”) errori grossolani, traduzioni errate, date sballate, foto invertite e altre imprecisioni che hanno creato solo confusione tra la gente. Tutto ciò è dovuto alla consueta difficoltà di traslitterazione dall’arabo in inglese di nomi egizi e non solo, dall’accavallamento di due eventi durante la stessa mattinata (oltre alla scoperta della tomba, anche l’apertura “in diretta” di due sarcofagi scoperti nella stessa area dalla missione francese), all’utilizzo di una tomba già nota (TT28, a cui appartiene il soffitto dipinto nelle foto) per mostrare i reperti ritrovati e dalla mancanza di verifica e approfondimento nei vari articoli.

Ecco come sono andate le cose (più 19 spettacolari foto), sul mio pezzo per National Geographic Italia: https://goo.gl/Ued72X

Con alle spalle lo spettacolare sfondo del tempio funerario di Hatshepsut, sabato 24 novembre si è tenuta sulla riva occidentale di Luxor una conferenza stampa in cui Khaled el- Enany, ministro egiziano delle Antichità, e Mostafa Waziry, segretario generale del Supreme Council of Antiquities, hanno annunciato la scoperta di una tomba, in parte inviolata, nella necropoli di el-Asasif.

La sepoltura risale al periodo ramesside (XIX-XX dinastia, 1290-1080 a.C. circa), anche se, come mostra la gran varietà di reperti ritrovati all’interno, ha avuto più frequentazioni che vanno dal Medio Regno all’Epoca Tarda.

Il proprietario, Tjau-en- khet-ef, era “Scriba nella cappella della mummificazione nel tempio di Mut”, mentre la moglie si fregiava del titolo religioso di “Cantante di Amon”. I due coniugi sono rappresentati nelle vivaci pitture che ancora si conservano su pareti e soffitto della tomba dove compaiono anche le figure della regina Ahmosi-Nefertari e del figlio Amenofi I, morti già da secoli intorno al 1500 a.C., ma divinizzati e oggetto di un culto particolarmente diffuso nella zona.

Come detto, la struttura fu riutilizzata nel corso dei secoli; ne è prova una nicchia scavata nella roccia che gli archeologi egiziani hanno trovato ancora sigillata. Dietro il muro in mattoni crudi, infatti, si celavano due sarcofagi in legno perfettamente conservati e ancora coperti dalle offerte di fiori. Molto buono è anche lo stato delle mummie all’interno che appartenevano al gran sacerdote di Amon Pa-di-iset (foto in questa pagina) e alla figlia Nes-mut-ankh, Cantante di Amon (foto 12).

Secondo il ministro el-Enany, lo stile decorativo dei sarcofagi – fondo nero con decorazioni e geroglifici in oro – è da collocare tra la XXV e la XXVI dinastia (745-525 a.C.). Un’altra nicchia, invece, era occupata da diverse mummie tarde, compresa quella di un bambino, deposte senza sarcofago e probabilmente attribuibili a un solo nucleo familiare.

Tra gli altri oggetti di corredo si contano oltre 1000 ushabti in terracotta, legno o faience, due statuette in legno di Ptah-Sokar-Osiride, 5 maschere funerarie, due coperchi in calcare di canopi, un vaso in alabastro, un papiro con il capitolo 125 del Libro dei Morti e numerosi amuleti.
Inoltre, nel corso dello scavo, è stato individuato anche l’ingresso originario della già nota TT28, ultima dimora del funzionario ramesside Hori.

La mattinata si è poi conclusa nella vicina tomba di Pediamenopet (TT33), dove Frédéric Colin, direttore della missione francese dell’IFAO (Institut Français d’Archéologie Orientale) e dell’Università di Strasburgo, ha aperto davanti ai giornalisti lo splendido sarcofago bianco scoperto circa un mese fa: all’interno, la mummia in buono stato di Puiu (foto 14/15/16), donna vissuta all’inizio della XVIII dinastia (1550- 1500 a.C.). I presenti hanno potuto assistere anche all’apertura di un secondo sarcofago,di poco più antico (XVII dinastia), della tipologia detta “rishi” – dall’arabo “piuma” – per la particolare decorazione con ali che occupano l’intero coperchio (foto 17/18).

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Scoperte due tombe di Epoca Tarda ad Assuan

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Source: MSA

Sulla costa occidentale di Assuan, nei pressi del Mausoleo di Aga Khan, sono state scoperte due tombe rupestri risalenti all’Epoca Tarda (664-332). Il ritrovamento è stato effettuato dalla squadra dell’Aswan Field School che, sotto la direzione di Adel Tohamy, forma giovani archeologi e restauratori. Secondo quanto riferito da Nasr Salama, direttore generale delle Antichità di Assuan e Nubia, le sepolture presentano una semplice sala rettangolare e una rampa di scale che porta al pozzo funerario dove sono stati individuati frammenti dei sarcofagi e delle mummie. Non si segnalano altri ritrovamenti, anche a causa del pessimo stato di conservazione delle strutture; tuttavia, dopo quello individuato l’anno scorso, si tratta del secondo gruppo di tombe di questo periodo per la necropoli di Qubbet el-Hawa, utilizzata soprattutto nell’Antico Regno ma anche nel Medio e nel Nuovo.

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