Articoli con tag: gatti

Scarabei, gatti, cobra, coccodrilli e tanto altro: gli aggiornamenti sulla scoperta di Saqqara

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Source: Amigos de la Egiptología – AE

Tutti gli aggiornamenti, le precisazioni e le foto relative all’ultimo post su Saqqara nel mio articolo per National Geographic:

http://www.nationalgeographic.it/wallpaper/2018/11/11/foto/egitto_scoperte_7_tombe_con_rarissime_mummie_di_scarabei_e_altri_animali-4186141/1/#media

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Saqqara, scoperte rarissime mummie di scarabeo e altri animali imbalsamati

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Source: ExtraNews

A Saqqara si è appena conclusa la conferenza stampa in cui FINALMENTE è stata annunciata la prima delle tre grandi scoperte archeologiche di cui si parla ormai da due mesi. Le altre due, perfino più importanti secondo quanto riferito dal ministro delle Antichità  Khaled El-Enany (in foto), sono state effettuate nell’Alto Egitto (una di sicuro a Luxor) e verranno rese pubbliche il 19 novembre presso il Museo Egizio del Cairo.

Tornando ad oggi, il ministro e Mostafa Waziry, segretario generale dello SCA, hanno parlato di diversi ritrovamenti in un’atmosfera, tra battute e problemi ai microfoni, più ilare del solito. Nei pressi del Bubasteion, il complesso templare consacrato alla dea Bastet, una missione egiziana ha individuato diverse mummie animali, alcune delle quali molto rare. In Epoca Tarda, infatti, si sfruttarono le già esistenti tombe rupestri di Nuovo Regno per deposizioni di animali imbalsamati, soprattutto gatti, da offrire come ex voto agli dèi. In particolare, sarebbero stati scoperti 4 ipogei di Antico Regno e 3 di Nuovo Regno nei quali si trovavano due casse in calcare, una contenente 2 mummie di scarabei perfettamente conservati e l’altra con ancora all’interno 200 insetti. Secondo Waziry, che dice di aver interpellato musei da USA, Italia, Francia, Inghilterra, Belgio e Russia, sarebbe un vero e proprio unicum della storia dell’egittologia (in realtà il Brooklyn Museum conserva un piccolo sarcofago con resti del coleottero, ma non è paragonabile a questo caso). Ovviamente non mancano decine di gatti mummificati. In più, sono state ritrovate anche due mummie di cobra custodite in statuette con le fattezze del serpente e due sarcofagi lignei con le rispettive mummie di coccodrillo. Tutti gli oggetti, che comprendono anche un migliaio di amuleti, papiri in demotico e ieratico, figurine di animali ecc., saranno esposti nel vicino Imhotep Museum.

A breve su National Geographic Italia per foto e approfondimenti.

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Il cimitero degli animali domestici di Berenice

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Source: ibtimes.co.uk

Vi avevo già parlato del curioso ritrovamento di una serie di sepolture animali a Berenice, importantissima città portuale fondata nel 275 a.C. da Tolomeo II (285-246) come punto di partenza dalla costa del Mar Rosso per le spedizioni commerciali verso il Corno d’Africa, l’Arabia e l’India. La speciale necropoli, scoperta nel 2011 dalla missione americano-polacca diretta da Steven Sidebotham (University of Delaware) e Iwona Zych (Uniwersytet Warszawski), si trova a nord-est del porto e ora, al completamento dello scavo dell’area, permette uno studio complessivo da parte dell’archeozoologa Marta Osypińska (Polska Akademia Nauk, Poznań). Le piccole fosse contengono corpi deposti con cura, ma non mummificati, di 86 gatti domestici, 9 cani, 3 cercopitechi e 1 babbuino verde (il cui nome scientifico, Papio anubis, è un chiaro riferimento alla somiglianza con il dio). Le sepolture, tranne che per tre casi, sono tutte individuali, sottolineando l’importanza che era stata data agli inumati. Due gatti sono stati ritrovati con un pendente in madreperla al collo, mentre altri tre felini e una scimmia avevano ancora un collare in ferro. Pare delinearsi, quindi, un vero e proprio cimitero di animali domestici utilizzato tra l’ultimo quarto del I sec. d.C. e la prima metà del II. Infatti, al contrario di quello che si poteva pensare all’inizio, non si tratta di una fossa comune per le vittime di una epidemia perché non sono state individuate patologie diffuse (tuttavia, interessante è il più antico caso di tumore in un cane); né tanto meno si può parlare di deposito cultuale di ex voto alle divinità perché non sono stati riscontrati segni di uccisione intenzionale, pratica largamente diffusa nel Periodo Tardo e in quello greco-romano.

L’articolo originale pubblicato nell’ultimo numero di Antiquity (90,354, dicembre 2016): https://www.cambridge.org/core/services/aop-cambridge-core/content/view/3E9F9F08ABB32E00E56595C8D1187B0B/S0003598X16001812a.pdf/div-class-title-pet-cats-at-the-early-roman-red-sea-port-of-berenike-egypt-div.pdf

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I primi gatti addomesticati sarebbero egiziani (3700 a.C.)

??????????Lo stretto rapporto tra gli antichi Egizi e i gatti è ben noto e, fino a poco tempo fa, si pensava che la domesticazione di questo animale risalisse al 1950 a.C. Ma uno studio del Royal Belgian Institute of Natural Sciences potrebbe spostare questa data addirittura al 3700, battendo anche il record della recente scoperta del villaggio rurale cinese di Quanhucun nello Shaanxi (3300 a.C.). Infatti, i resti ossei di 7 felini sepolti nella necropoli HK6 di Hierakonpolis proverebbero l’uso del gatto come animale domestico fin dal periodo Naqada II.

Questo cimitero predinastico ha rivelato la presenza rituale di un gatto della giungla (Felis chaus) e di sei gatti selvatici (Felis silvestris) sacrificati durante la sepoltura di membri dell’élite. Il primo esemplare ha tracce di una frattura guarita al cranio, come se fosse stato curato nelle settimane precedenti alla sua morte. Gli altri gatti, invece, erano stati seppelliti in un piccolo pozzo; si tratta di un maschio adulto, quattro piccoli di 4/5 mesi appartenenti a due cucciolate e una femmina adulta di quasi un anno che è troppo giovane per esserne la madre.

Wim Van Neer, che ha condotto lo studio sulle ossa, afferma che proprio la composizione di questo gruppo sarebbe la prova principale della cattività dei gatti perché sembra improbabile che ci siano state 4 diverse catture di esemplari selvatici in un periodo così ravvicinato. Quindi, almeno qualcuno sarebbe stato allevato per l’occorrenza. Le conclusioni non sono definitive, ma l’analisi del DNA dei moderni gatti domestici ha rivelato una discendenza proprio dal gatto selvatico nordafricano e mediorientale (in foto).

L’articolo completo sul Journal of Archaeological Science: More evidence for cat taming at the Predynastic elite cemetery of Hierakonpolis (Upper Egypt)

 

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