Articoli con tag: Giappone

Giza: inaugurato laboratorio per il restauro della seconda barca di Cheope

RESTAURACIÓN DE LA SEGUNDA BARCA FUNERARIA DE KEOPS

Source: minuto30.com

Ieri mattina, all’ombra della Grande Piramide di Giza, è stato inaugurato il laboratorio temporaneo che sarà utilizzato per il restauro della seconda barca solare di Cheope (2589-2566). La struttura, definita come la più grande del genere realizzata in un cantiere archeologico, è lunga 45 metri, in grado così di contenere l’intera imbarcazione una volta ricostruita prima di essere trasferita definitivamente al Grand Egyptian Museum (dove, finora, erano trattati tutti gli elementi lignei). All’interno, sono presenti le più avanzate strumentazioni e sistemi di controllo di temperatura e umidità che simulano l’atmosfera del pozzo da dove sono prelevati i frammenti. Il laboratorio rientra nel “Khufu Solar Boat Restoration Project” del team giapponese di Sakuji Yoshimura (Waseda University) ed è stato finanziato con 1 milione di lire egiziane (circa 50.000 euro) dalla Japan International Cooperation Agency. Questo progetto, iniziato nel 2009, si avvia verso la fine della prima fase prevista per il 2020 ed è stato celebrato con l’estrazione, alla presenza della stampa, di uno dei pezzi più importanti della barca: la chiglia di 26 metri (foto in alto; video).

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Il Giappone finanzierà il completamento del Grand Egyptian Museum

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Source: moic.gov.eg

Lunedì scorso, a Giza, la ministra egiziana della Cooperazione Internazionale, Sahar Nasr, e l’ambasciatore giapponese al Cairo, Takehiro Kagawa, hanno firmato un accordo per il finanziamento della seconda fase di costruzione del Grand Egyptian Museum. Il documento è stato sottoscritto anche dal ministro delle Antichità, Khaled el-Enany, e da Teruyuki Ito, capo della Japan International Cooperation Agency che fornirà i 460 milioni di dollari necessari per la chiusura del cantiere (con un tasso di interesse dell’1,4% per 25 anni). L’agenzia nipponica aveva erogato una somma simile già nel 2006, all’inizio dei lavori, ma l’Egitto ha chiesto un nuovo prestito a causa dell’impennata dei costi previsti, da 800 milioni a 1,1 miliardi, dovuta anche alla svalutazione della lira egiziana nei confronti della moneta statunitense.

Si spiegano così, in parte, i gravi ritardi nella realizzazione del GEM che, al momento, è solo al 50% (come si vede dallo sfondo della foto). Una parziale apertura dovrebbe coincidere con il completamento della prima fase del progetto, alla fine del 2017, mentre bisognerà aspettare il 2022, inshallah, per vedere pronto quello che sarà il più grande museo archeologico del mondo con oltre 100.000 reperti esposti in un’area di 170.000 m² all’ombra delle piramidi.

http://www.moic.gov.eg/Front/Media/NewsDetail.aspx?MedId=7761

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Individuati elementi metallici nella seconda barca solare di Cheope

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Source: thenews.com

Ieri, durante una visita ufficiale a Giza, il ministro El-Enany ha annunciato un’importante scoperta effettuata dal team giapponese di Sakuji Yoshimura (Waseda University) che sta lavorando all’estrazione dei frammenti lignei della seconda barca solare di Cheope. Una delle ultime tavole prelevate, lunga 8 metri e larga 40 cm, presenta 11 ganci metallici (vedi foto), circolari o “ad U”, forse utilizzati come supporti per i remi. Si tratta del primo ritrovamento del genere in quanto la prima barca, oggi esposta nell’apposito museo accanto alla Grande Piramide, non presenta alcun elemento metallico. Questo particolare ha spinto Yoshimura a ipotizzare che l’imbarcazione sia stata realizzata per navigare effettivamente e non solo a scopo funerario. Tuttavia, è ancora presto per arrivare a conclusioni e bisognerà aspettare che tutta la barca sia portata nei laboratori del Grand Egyptian Museum dove verrà restaurata e rimontata. Infatti, ci vorranno ancora 8 anni per il completamento del “Khufu Solar Boat Restoration Project” perché, al momento, solo 700 pezzi su 1450 sono stati trasferiti al GEM.

Le due barche di 47 metri furono scoperte nel 1954 da Kamal el-Mallakh in fosse a sud della Piramide di Cheope, ma la seconda è rimasta sigillata nel suo pozzo fino al 1987 a causa del pessimo stato di conservazione. Solo nel 2009 è iniziato il progetto di rimozione che ha visto una prima fase di pulizia, disinfestazione e consolidamento in situ e poi, solo dopo aver abbassato il livello di umidità del legno al 55%, la seconda fase di spostamento dei pezzi.

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Un buco da 300 milioni di dollari per il Grand Egyptian Museum

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Continua l’odissea senza fine del Grand Egyptian Museum, tanto da far sembrare bazzecole i ritardi dell’Expo. Quello che diventerà il più grande museo archeologico del mondo (170.000 m² per oltre 100.000 reperti) avrebbe dovuto essere inaugurato quest’anno; ma, allo stato attuale, anche il 2017 sembra una data utopistica. Soprattutto ora che Mamdouh El-Damaty ha annunciato che c’è bisogno di altri 300 milioni di dollari per la conclusione dei lavori. Infatti, i costi preventivati di 800 milioni sarebbero lievitati fino a 1,1 miliardo a causa, secondo il ministro delle Antichità, dell’indebolimento della lira egiziana nei confronti della moneta statunitense. Così, si torna di nuovo a battere cassa al Giappone tramite la Japan International Cooperation Agency che si era impegnata a contribuire per il 45% della spesa totale e che erogherà altri 140 milioni. Il governo egiziano, invece, ha pronti solo 37 milioni, ma creerà un comitato che, in collaborazione con la JICA, ricercherà nuove risorse di finanziamento.

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Trasferiti al GEM 15 frammenti della seconda barca solare di Cheope

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Source: english.ahram.org.eg

Continuano i lavori di restauro della seconda barca solare di Cheope. Il “Khufu Solar Boat Restoration Project”, diretto da Afifi Rohayem, è arrivato alla terza fase e punta verso la ricostruzione completa dell’imbarcazione scoperta nel 1987 grazie a uno scanner geo-magnetico. La vera attività sul campo, però, è iniziata solo nel 2008 quando, dopo il sollevamento dei pesanti blocchi che sigillavano la camera ipogea, gli archeologi giapponesi della Waseda University hanno cominciato ad analizzare e a contare i pezzi di legno (1450). Il team del prof. Sakuji Yoshimura ha poi proceduto all’asportazione del primo dei 13 strati di frammenti sovrapposti e, nello speciale laboratorio istallato a Giza, al trattamento dei pezzi infestati da funghi, insetti e altri parassiti.

Proprio tra questi 200 frammenti, sono stati selezionati i 15 più fragili da inviare nei magazzini del Grand Egyptian Museum dove, una volta restaurate tutte le parti, verrà rimontato il battello. Infatti, il progetto prevede l’esposizione, chissà quando, presso il GEM di entrambe le barche con il trasferimento della prima dall’attuale (orribile) museo costruito appositamente accanto alla Grande Piramide.

La presenza di due barche era fondamentale per il viaggio del faraone nell’Aldilà perché una era usata durante il giorno e l’altra durante la notte. Non sono state trovate ancora quelle di Chefren e Micerino, ma Yoshimura ipotizza che il padre possa aver fatto costruire le sue anche per i figli.

 

 

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Slitta ancora l’inaugurazione del Grand Egyptian Museum

10525774_142320359276448_3950049436713618181_nProcedono a rilento i lavori di costruzione del Grand Egyptian Museum. Le dichiarazioni ufficiali di slittamento della data d’inaugurazione superano quelle sui progressi del cantiere. Sul sito ufficiale del GEM, vengono segnalati 303 giorni al termine, ma già a febbraio si parlava di marzo 2016. Il ritardo della III e ultima fase del progetto è evidente dalle immagini che abbiamo a disposizione (quella in alto risale allo scorso luglio) e sarebbe stato causato da una difficoltà di reperimento di fondi. Ora, l’ultima previsione allontana l’apertura al 2017 ed è stata presentata durante la firma di un accordo tra il Ministro delle Antichità El-Damaty, il direttore del museo Tarek Tawfik e Ku Goto, amministratore delegato della Japan International Cooperation Agency, il principale finanziatore del GEM. La JICA, dal settembre 2014 al marzo 2016, fornirà un servizio di aggiornamento professionale per i circa 650 archeologi, restauratori e curatori che lavorano presso la struttura.

Ricordo che il Grand Egyptian Museum di Giza sarà (chissà quando) il più grande museo archeologico del mondo con 470 mila m² e 100.000 reperti esposti (tra cui 3500 dalla tomba di Tutankhamon). La posa della prima pietra risale al febbraio del 2002 quando venne lanciato il concorso internazionale per il progetto, mentre gli sporadici lavori della I fase sono iniziati nel 2005.

Intanto, prosegue il tentativo di portare il turismo culturale anche nelle località balneari. Dopo Sharm el-Sheikh, anche Hurghada avrà il suo museo archeologico nel 2016. Un nuovo edificio ospiterà oltre 22.000 reperti provenienti dai magazzini del MSA a Luxor. Anche in questo caso, il progetto sarà finanziato grazie a una mostra temporanea con 200 pezzi provenienti dai musei di tutto l’Egitto.

 

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Grand Egyptian Museum, chiesti altri 400 milioni di dollari al Giappone

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Source: blooloop.com

Ormai, la costruzione del Grand Egyptian Museum può essere paragonata alla realizzazione delle vicine piramidi di IV dinastia. Il progetto, che porterà al più grande museo archeologico del mondo, risale al 2002 e la data di fine lavori che era stata programmata per il 2015 è stata spostata di nuovo, questa volta al primo trimestre del 2016. Sempre che arrivino 400 milioni di dollari… Infatti, il Ministero delle Antichità ha chiesto un altro prestito al Giappone per riuscire a chiudere il cantiere. La Japan International Cooperation Agency aveva già erogato la stessa somma nel 2006 con un tasso d’interesse al 1,5% per 30 anni. La richiesta è stata fatta martedì durante una conferenza stampa presso l’Ambasciata Giapponese al Cairo.

Il GEM sorgerà su un terreno di 470 mila m² a 2 km dalla Piana di Giza. L’edificio stesso, di 170.000 m², sarà allineato con le piramidi di Cheope e Micerino. L’area espositiva accoglierà 100.000 reperti e si stima che, condizioni ambientali permettendo, sarà visitata dai 4 agli 8 milioni di turisti l’anno. Gli oggetti saranno divisi in categorie storiche: Preistoria, Antico Regno, Medio Regno, Nuovo Regno, Periodo Tardo e Greco-Romano. In una grande sala all’ingresso, si potranno ammirare le statue dalle dimensioni maggiori, mentre una galleria sarà dedicata all’attrazione principale, l’intero corredo funerario di Tutankhamon. Il progetto di creare un museo così all’avanguardia, però, è stato forse troppo ambizioso per un paese ancora non pronto e, per di più, funestato da anni d’instabilità politica e di scontri che sfiorano la guerra civile.

Il sito ufficiale: http://gem.gov.eg/index.htm

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