Articoli con tag: Hyksos

Scoperta piramide a Dahshur

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Source: MoA

Torno serio: la seguente notizia non è un pesce d’Aprile! Il Ministero delle Antichità ha annunciato la scoperta a Dahshur (circa 40 km a sud di Giza) di addirittura una piramide, o meglio, di quello che ne rimane. Come spiega Adel Okasha, il direttore generale del sito, archeologi egiziani hanno individuato la struttura interna composta da un corridoio, una stanza che conduce alla rampa meridionale e un’altra sala nella parte ovest. La sovrastruttura è andata perduta, probabilmente riutilizzata per costruzioni successive. Il ritrovamento è stato effettuato a nord della celebre “Piramide romboidale” di Snefru (2630-2609). Tuttavia, questa ‘nuova’ piramide sarebbe più recente di circa mille anni perché, secondo il dispaccio ufficiale, risalirebbe alla XIII dinastia, durante il II Periodo Intermedio. Questo spiegherebbe la mancata conservazione della struttura: le piramidi di quell’epoca erano molto più piccole di quelle di Antico Regno e costruite con materiali più poveri; una volta asportato il rivestimento di calcare, l’interno in mattoni crudi si disfaceva facilmente.

Non è stato fornito il nome del faraone, però, guardando la foto di un blocco inscritto di alabastro (15×17 cm) scoperto nel corridoio (immagine in basso), mi pare di leggere il cartiglio di Ameny Qemau (o anche Ameny Aamu, cioè “l’Asiatico”, forse riferendosi alla sua origine Hyksos). Di questo re – effettivamente della XIII dinastia; salì al trono intorno al 1790 a.C., – si sa poco, ma in teoria avremmo già una sua piramide a Dashur (a S-E della Romboidale) scoperta da una missione americana nel 1957 (Maragioglio V., Rinaldi C., Note sulla piramide di Ameny ‘Aamu, in Orientalia Vol. 37, N° 3, 1968, pp. 325-338). La struttura, di cui si sono perse le tracce perché rinsabbiatasi, doveva raggiungere i 35 metri di altezza, con una base d 52 m per lato. Che sia stata riscavata la stessa o una piramide satellite?

Aggiornamento 10/05/2017:

Con l’uscita della Newsletter 11 (Aprile 2017), il Ministero delle Antichità ha fugato tutti i dubbi nati sull’identificazione della piramide affermando che la struttura appena scoperta non sarebbe la stessa del 1957, seppur molto vicina.

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Foto originale: MoA; rielaborazione: M.Mancini

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Il faraone Seneb-Kay sarebbe stato ucciso in battaglia

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Source: MSA

Un anno fa, la missione della University of Pennsylvania diretta da Josef Wegner trovava ad Abido la tomba reale di un nuovo faraone, Seneb-Kay. Oggi, dopo un lungo periodo di studio sui resti ossei, conosciamo la sua fine che è stata decisamente violenta. Infatti, sul corpo, sono evidenti 18 ferite che hanno portato il re alla morte. In modo particolare, ad essere interessati dalle lesioni sono gli arti inferiori con Anche, gambe, caviglie e piedi colpiti da armi da taglio. L’angolo e la direzione delle ferite indicano che Seneb-Kay si trovava in una posizione elevata rispetto ai suoi aggressori, probabilmente su un cavallo o un carro. Una volta caduto a terra, il faraone sarebbe stato finito con due colpi d’ascia alla testa (in foto, si vedono i segni sul cranio). Si delinea, quindi, una morte in battaglia, o comunque durante un attentato; tale ipotesi ben si adatterebbe al II Periodo Intermedio, epoca tumultuosa di rottura dell’unità dell’Egitto e di coesistenza, per niente pacifica, di dinastie parallele.

Secondo gli archeologi statunitensi, Seneb-Kay apparterrebbe alla dinastia vassalla degli Hyksos, la XVI, o, addirittura, a una locale di Abido non ancora identificata (1650-1600 a.C.). Dall’analisi dello scheletro, inoltre, si evince che sarebbe morto tra i 35 e i 40 anni e, guardando le deformazioni delle ossa del bacino e delle gambe, che doveva essere un cavaliere. Si tratta, così, del secondo caso comprovato di morte violenta di un faraone dopo quello di Seqenenra Tao della XVII dinastia, scoperto nella cachette di Deir el-Bahari con il cranio sfondato.

 

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Nuove fortificazioni di Medio Regno a Tell el-Habua

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Source: MSA

In una nota ufficiale del Ministero delle Antichità, è stato annunciato il ritrovamento di una serie di fortificazioni, definite genericamente di Medio Regno, a Tell el-Habua, vicino alla città di Qantara e a 3 km a est dal Canale di Suez. Si tratterrebbe di un paio di edifici in mattoni crudi con trincee e barriere di difesa contro le invasioni straniere. Il sito, infatti, corrisponde all’antica Tjaru, il più grande sistema militare lungo la “Strada di Horus” che attraversava il Sinai per proteggere il confine orientale. La mancanza di altre informazioni e le foto rilasciate che sembrano riferirsi a vecchi scavi (2012, 2013), però, fanno sorgere qualche dubbio sull’attualità della scoperta.

 

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