Articoli con tag: Il Cairo

Sekhemka come Persefone: 6 mesi a Londra, 6 mesi al Cairo

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Source: thetimes.co.uk

Sekhemka come Persefone. La ormai famosa statua di Antico Regno, venduta all’asta per oltre 14 milioni di sterline, potrebbe fare proprio la fine della mitica sposa di Ade, divisa nell’anno tra Londra e Il Cairo. O meglio, questa è l’ultima proposta di Nasser Kamel, ambasciatore egiziano nel Regno Unito, che, per conto del suo Paese, sta facendo di tutto per annullare la consegna del capolavoro verso il suo, ahimè, legittimo acquirente. In attesa del 29 marzo, scadenza del secondo blocco all’esportazione deciso dal governo britannico, Kamel ha affermato che l’ambasciata potrebbe diventare la proprietaria della scultura per poi lasciarla esposta in alternanza, ogni sei mesi, presso il British Museum e il Museo Egizio del Cairo. Per attuare questo piano, però, l’Egitto dovrà raccogliere in breve tempo 15,8 milioni £.

Dal Qatar, aspettano senza rilasciare dichiarazioni.

http://theartnewspaper.com/news/museums/ambassador-proposes-plan-to-share-sekhemka/

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Scoperto archivio del Supreme Council of Antiquities

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Source: MSA

Notizia che interesserà soprattutto a bibliotecari e archivisti. In un magazzino della sede del Supreme Council of Antiquities (SCA) a el-Abbassiya, Cairo, è stata ritrovata una cospicua raccolta di documenti dell’Ottocento e degli inizi del Novecento (la nota del Ministero delle Antichità indica anche carte del XVIII secolo). Tra foto, mappe, report di missioni archeologiche (ESS, UCL, IFAO) e progetti di musei (Giza, Bulaq e l’attuale Museo Egizio), figura anche la corrispondenza tra i direttori del Servizio delle Antichità egiziane, Jacques de Morgan (1892-1897), Gaston Maspero (1881-1886), Pierre Lacau (1914-1936), e i più famosi egittologi dell’epoca come Flinders Petrie, Howard Carter e Georges Legrain. Curioso è l’esempio della lettera del 1921 di Aylward Blackman (a sinistra) che scrive di dover rimandare di un anno la missione di documentazione del sito di Meir, Medio Egitto, a causa del mancato finanziamento da parte dell’Egypt Exploration Society. Il direttore Lacau (a destra) risponde in francese assicurando il britannico sulla copertura delle tombe.

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Museo Egizio del Cairo: sarà possibile scattare foto per 50 LE

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Source: nilemagazine.com

Ieri, si è concluso il periodo di concessione speciale che, dal 1 dicembre, ha permesso di tornare a scattare gratuitamente fotografie nel Museo Egizio del Cairo dopo 10 anni dall’ultima volta. Dal 2005, infatti, i visitatori erano costretti a lasciare le loro macchine fotografiche in un deposito all’ingresso del museo. Ma da oggi sarà comunque possibile usufruire di questa possibilità, ovviamente senza usare il flash, pagando una licenza giornaliera di 50 lire egiziane (poco meno di 6 euro). Ad annunciarlo, sul suo profilo Facebook, è stato il Dott. Nigel Fletcher-Jones, direttore dell’ American University in Cairo Press. Sicuramente una buona iniziativa intrapresa per favorire il turismo in calo ormai da anni.

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Museo Egizio del Cairo, in mostra reperti mai esposti

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Source: MSA

Khaled el-Enany, supervisione generale del Museo Egizio del Cairo, ha annunciato che, a partire dal 1 dicembre, saranno esposti alcuni reperti mai mostrati al pubblico. Tra i pezzi che si potranno ammirare, ci sono uno scheletro preistorico da sempre chiuso in una cassa e uno dei modellini lignei di barca risalenti al Medio Regno sequestrati lo scorso aprile dalle autorità doganali statunitensi (vedi foto), oltre a due statuette di Tutankhamon che sono state restaurate dopo i danni subiti durante l’assalto al museo del 28 gennaio 2011. L’iniziativa fa parte di un progetto che prevede l’esposizione a rotazione di oggetti mai visti, due al mese, provenienti dagli sconfinati magazzini del museo o da recuperi di opere illegalmente esportate.

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Un buco da 300 milioni di dollari per il Grand Egyptian Museum

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Continua l’odissea senza fine del Grand Egyptian Museum, tanto da far sembrare bazzecole i ritardi dell’Expo. Quello che diventerà il più grande museo archeologico del mondo (170.000 m² per oltre 100.000 reperti) avrebbe dovuto essere inaugurato quest’anno; ma, allo stato attuale, anche il 2017 sembra una data utopistica. Soprattutto ora che Mamdouh El-Damaty ha annunciato che c’è bisogno di altri 300 milioni di dollari per la conclusione dei lavori. Infatti, i costi preventivati di 800 milioni sarebbero lievitati fino a 1,1 miliardo a causa, secondo il ministro delle Antichità, dell’indebolimento della lira egiziana nei confronti della moneta statunitense. Così, si torna di nuovo a battere cassa al Giappone tramite la Japan International Cooperation Agency che si era impegnata a contribuire per il 45% della spesa totale e che erogherà altri 140 milioni. Il governo egiziano, invece, ha pronti solo 37 milioni, ma creerà un comitato che, in collaborazione con la JICA, ricercherà nuove risorse di finanziamento.

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Capo dei musei egiziani arrestato per tangenti

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Source: english.ahram.org.eg

Tutto il mondo è paese. Purtroppo, quando capita una disgrazia, c’è sempre qualche sciacallo pronto ad approfittarsene. In questo caso, la fonte di “guadagno facile” è stato l’attacco terroristico che, il 24 gennaio 2014, ha sconvolto Il Cairo provocando anche gravi danni al Museo di Arte Islamica. Lunedì scorso, Ahmed Sharaf, capo della sezione Musei del Ministero delle Antichità, è stato arrestato proprio con l’accusa di aver intascato bustarelle da un imprenditore greco-egiziano incaricato di restaurare il museo. La concessione dell’appalto va contro un precedente accordo firmato tra il Ministero e gli Emirati Arabi Uniti che finanziano la ricostruzione dell’edificio in parte distrutto dalla bomba. Ora, il posto di Sharaf è stato momentaneamente affidato a Elham Salah, direttrice regionale della sezione Musei.

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La prima capitale islamica d’Egitto rischia di diventare un giardino

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Source: Save Cairo

Non bastavano furti, scavi abusivi e mercato nero di antichità; ci mancavano solo i progetti di riqualificazione urbana a mettere in pericolo il patrimonio archeologico egiziano. El-Fustat, prima capitale del Paese sotto il dominio islamico, rischia di essere trasformata in un giardinetto pubblico. La città, fondata nel 641 d.C. dal comandante Amr Ibn el-As, corrisponde al nucleo originale della Vecchia Cairo e per oltre 500 anni fu il fulcro dell’ intero Egitto. Il sito, che è stato scavato fino al 2011 da una missione francese, è perfino protetto dall’UNESCO per la presenza di palazzi storici e antiche moschee, tra le quali c’è anche la prima ad essere stata costruita in Africa.

Nonostante ciò, dopo la rivoluzione, l’area è stata funestata dall’abusivismo edilizio ed è diventata un’enorme discarica a cielo aperto (come si vede nella foto a destra) tanto che, negli ultimi anni, il governo avrebbe speso circa 2 milioni di lire egiziane (circa 206.000 €) per sbarazzarsi della spazzatura. Proprio per il malcontento dei burocrati, si sarebbe pensato a istallare qui un “giardino culturale”, in barba all’articolo 20 della Legge sulla Protezione delle Antichità. Ad affermarlo è Sally Soliman, fondatrice del gruppo facebook “Save Cairo”. La decisione è stata presa con il passaggio di proprietà dal Ministero delle Antichità (che non ha mosso alcuna obiezione) al Governatorato del Cairo. In ogni caso, le autorità sono rimaste vaghe e mancano ancora dichiarazioni ufficiali, ma intanto il sito è stato recintato con alte mura ed è stato posto sotto sorveglianza della polizia.

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