Articoli con tag: karnak

Sconti per gli abbonamenti ai siti di Luxor

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Source: MoA Newsletter

Una buona notizia per i turisti che si troveranno a visitare i monumenti dell’antica Tebe. Il ministro El-Enany, durante il 5th Global Summit on City Tourism recentemente tenutosi proprio a Luxor, ha annunciato che il Supreme Council of Antiquities ha approvato sconti, già in vigore dal 1 novembre, per chi acquisterà il “Luxor Pass”, un abbonamento di 5 giorni che garantisce l’ingresso a tutti i siti e musei della città. Rispetto a quanto deciso lo scorso agosto, ci sarà un risparmio del 25% per il pacchetto completo e del 10% per il biglietto che esclude le tombe di Nefertari e Seti I (il cui accesso ammonta a circa 100 euro per ognuna). Si pagherà, quindi, rispettivamente 200 $ (183 €) al posto di 270 e 100 $ (91 €) invece che 110. Per gli studenti, la cifra si dimezza: 100 e 50 dollari.

Ma valutate bene i vostri programmi: questi abbonamenti convengono solo qualora vogliate visitare le tombe di Seti I e Nefertari o, nel caso del pacchetto parziale, tutto o quasi ciò che ha da offrire Luxor. In poche parole, il “Luxor Pass” è sconsigliato per le vacanze relax che prevedono solo le attrazioni turistiche principali.

http://www.egyptologyforum.org/MOA/MoA_Newsletter_5_English.pdf

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Karnak, ricostruita cappella per barca sacra di Thutmosi III

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Source: CNRS-CFEETK 2016

Alla presenza del ministro El-Enany, ieri è stato ufficialmente inaugurato un nuovo monumento nel Museo all’aperto del complesso di Karnak. Nell’area dell’angolo N-E della cinta di Amon-Ra preposta all’esposizione delle strutture ricostruite (come la “Cappella Bianca” di Sesostri I o la “Cappella Rossa” di Hatshepsut), da oggi è possibile ammirare anche la cappella in calcite di Thutmosi III (1458-1424) ritrovata in frammenti, tra il 1914 e il 1954, nel riempimento del 3° pilone e nei pressi del 9° pilone. Il sacello originariamente era  posto di fronte al 4° pilone come stazione intermedia per accogliere la barca sacra di Amon durante le processioni, prima di essere smantellato e riutilizzato come materiale di reimpiego. La ricostruzione della cappella è stata affidata al team del Centre Franco-Égyptien d’Étude des Temples de Karnak (CFEETK) che aveva iniziato nel 2010 rimontando i pezzi delle pareti per poi passare, lo scorso anno, al difficile ricollocamento della lastra del soffitto, pesante 76 tonnellate (qui il video del procedimento). I lavori di restauro e pulizia finale si sono conclusi nelle scorse settimane.

http://www.cfeetk.cnrs.fr/index.php?page=anastylose-chapelle-thoutmosis-iii

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Source: MSA

Con l’occasione, è stato aperto al pubblico anche il Tempio Orientale di Ramesse II (1279-1212), costruito attorno all’Obelisco Unico nell’estremità est della cinta di Amon, prima del portale di Nectanebo I. Modificato da Taharqa (690-664) e da Tolomeo VIII (170-163), il santuario consisteva in un pilone e una sala ipostila.

Per la ricostruzione virtuale: http://dlib.etc.ucla.edu/projects/Karnak/feature/RamessesIIEasternTemple

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Sventato attacco terroristico al tempio di Karnak

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Source: Reuters

18 anni dopo, Luxor torna a essere insanguinata da un attacco terroristico. Il 17 novembre 1997, a Deir el-Bahari, morirono in 62, stamattina (10 giugno), nei pressi del tempio di Karnak, grazie all’intervento della polizia, solo i tre assalitori. Ma, nonostante il fallimento dell’attacco, il livello di preoccupazione rimane altissimo a causa del cambio di strategia degli oppositori islamici estremisti del presidente Al-Sisi (anche se non c’è stata ancora nessuna rivendicazione) che sono passati dal colpire le caserme ai luoghi turistici. Il bersaglio, infatti, sarebbe stato un pulman di visitatori stranieri che, fortunatamente, non sono rimasti feriti.

I tre uomini hanno cercato di forzare la sbarra del parcheggio del sito, ma due, scesi dall’auto, sono stati freddati nella sparatoria scaturita, mentre il terzo si è fatto esplodere ferendo due guardie e due proprietari di un negozio del vicino bazar. Il Direttore Generale delle Antichità di Luxor, Sultan Eid, ha smentito le voci circolate su eventuali danni al primo pilone, lontano 600 metri dallo scoppio.

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Inaugurati due tratti del “Viale delle Sfingi”

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Source: Bernard M. Adams (egyptmyluxor.weebly.com)

Che sia la volta buona? Dopo cinque anni di rinvii, arriva l’ennesimo annuncio del ministro delle Antichità di turno che dichiara l’apertura al pubblico del “Viale delle Sfingi”. Oggi, infatti, Mamdouh El-Damaty dovrebbe inaugurare il I e il V tratto del viale; ma aveva detto la stessa cosa il precedente ministro, Mohamed Ibrahim, due anni fa (e mi ero mostrato scettico già allora).

L’ambizioso progetto prevede lo scavo, il restauro e la musealizzazione dell’antica via processionale che collegava il Tempio di Luxor al complesso di Karnak. L’attuale percorso corrisponde a quello voluto da Nectanebo I (380-362) che fece restaurare l’originale versione di Amenhotep III aggiungendo ai due lati della strada, per circa 2,7 km, 1350 sfingi (durante la XVIII din. erano a testa di ariete), distanziate di 60 m l’una dall’altra. I lavori di scavo, iniziati nel 2004, non sono stati esenti da polemiche perché, per liberare il Viale, sono state abbattute centinaia di case, moschee e chiese cristiane, spostando migliaia di persone dalle loro abitazioni.

Al di là dell’impatto turistico dell’operazione, dai cantieri sono emersi importantissimi dati archeologici; infatti, sono state scoperte le tracce di interventi di numerosi faraoni, da Hatshepsut a Cleopatra VII, la metà delle sfingi, o ciò che ne rimane, e diverse costruzioni di epoca romana, come cisterne e luoghi di produzione del vino. In particolare, le due sezioni che dovrebbero essere aperte corrispondono al 37% del totale: il I tratto è di 350 m e parte dalla facciata del Tempio di Luxor; il V è lungo 600 m e va dal retro della Biblioteca di Luxor alla strada che conduce all’aeroporto.

 

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Karnak, scoperte tre statuette di Epoca Tarda

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Source: Luxor Times Magazine

Dopo la sfinge di qualche giorno fa, gli archeologi del Centre Franco-Égyptien d’Étude des Temples de Karnak hanno effettuato ulteriori ritrovamenti. Tra i reperti scoperti più interessanti, spiccano tre statuette di Epoca Tarda. Le prime due sono in bronzo e rappresenta Osiride seduto in trono con corona bianca (alta 36 cm) e stante (15 cm). La terza (16 cm), invece, potrebbe essere stata realizzata in scisto e raffigura la dea Mut seduta con parrucca e doppia corona (vedi immagine).

http://www.cfeetk.cnrs.fr/index.php?page=decouverte-decembre-2014-ptah

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Aggiornamenti sulla sfinge scoperta a Karnak

Ancora nessuna foto disponibile della sfinge scoperta il 4 dicembre nei pressi del Tempio di Ptah a Karnak, ma almeno abbiamo una ricostruzione virtuale del Centre Franco-Égyptien d’Étude des Temples de Karnak. La statua è in ottimo stato di conservazione se si esclude la sola mancanza del naso. Non ci sono iscrizioni quindi, per l’attribuzione, si aspetta la datazione delle ceramiche ritrovate nella fossa dove era stata sepolta la statua.

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Scoperta sfinge a Karnak

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Source: ancienegypte.fr/temple_ptah_karnak/page1.htm

Abdel-Hakim Karar, direttore del Dipartimento delle Antichità dell’Alto Egitto, ha annunciato la scoperta di una sfinge durante un’indagine nell’area del Tempio di Ptah (vedi foto) a Karnak. Il ritrovamento è stato effettuato dagli archeologi del Centre Franco-Égyptien d’Étude des Temples de Karnak che stavano scavano ad est del complesso realizzato da Thutmosi III e allargato in età tolemaica. La statua, in buono stato di conservazione, è in calcare, alta 60 cm e dovrebbe risalire al Nuovo Regno.

Ancora non sono state rilasciate immagini, ma continuate a controllare il blog perché pubblicherò la foto appena l’avrò recuperata.

 

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Gli antichi Egizi potrebbero aver deviato il corso del Nilo per proteggere Karnak

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Il corso del Nilo sarebbe stato deviato dagli antichi Egizi che, inoltre, avrebbero creato una diga-argine per proteggere Karnak dalle piene annuali del fiume. Questo è ciò che risulta dalla tesi di dottorato di Mansour Boraik, capo dell’Amministrazione Centrale delle Antichità del Medio Egitto, che ha studiato l’area esterna del complesso templare. Una struttura in pietra recentemente scavata, lunga 40 m, alta 7 e larga 3, risale al Nuovo Regno e potrebbe essere stata utilizzata come attracco per la zona sacra. A conferma di questa ipotesi, sono state ritrovate tracce di banchine e di muri su diversi livelli dove venivano trascinate le barche per lo scarico delle merci.

Effettivamente, studi geologici e geomorfologici del 1980 della NASA hanno rivelato che il corso del Nilo subì uno spostamento verso ovest tra il XXIV e il XV secolo a.C.

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Forti piogge in Egitto, a rischio i siti archeologici?

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Source: ahram.org.eg

Piove, governo (di transizione) ladro! Nei giorni scorsi, l’Egitto è stato colpito da un’anomala ondata di mal tempo che ha interessato in modo particolare il Sinai, le oasi di Dakhla e Kharga e il sud del Paese. Le forti piogge, unite a un terreno secco e a insufficienti sistemi di drenaggio, hanno provocato ingenti danni e 16 morti, molti dei quali per incidenti stradali. Ora si teme per la sorte dei delicati siti archeologici, soprattutto per quelli che conservano ancora strutture in mattoni crudi. In un comunicato ufficiale, il Ministero delle Antichità ha affermato che non sono stati riscontrati problemi di questo genere, ma bisognerebbe attendere per un controllo più accurato, sperando che non si ripeta anche in Egitto il dramma di Pompei. Per il momento, si è parlato solo di un crollo di un muro nel Tempio di Karnak che, però, non sarebbe antico.

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Riaperto al pubblico il Tempio di Mut a Karnak

Finalmente è possibile visitare il Tempio di Mut, insieme di edifici sacri a sud del complesso di Karnak a Luxor. Da qualche giorno, infatti, è stato aperto al pubblico il luogo consacrato alla dea moglie di Amon e madre di Khonsu. All’interno della cinta, rifatta costruire da Tiberio, ci sono templi che vanno dalla XVIII dinastia, tra cui il principale è quello di Amenofi III, fino al periodo greco-romano. L’area è caratterizzata anche dalla presenza del grande lago sacro a forma di mezza luna e delle numerose statue di Sekhmet ritrovate nella corte.

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