Articoli con tag: Kom Ombo

Kom Ombo, scoperte impronte di sigilli reali della V dinastia

48388884_2076545352391104_3502246109890215936_n

Source: MoA

2

Source: MoA

A Kom Ombo, nel governatorato di Assuan, la missione austro-egiziana diretta da Irene Forstner-Müller ha scoperto diverse cretule con impressioni di sigilli reali della V dinastia. Le cretule sono masse di argilla che venivano poste a chiusura di vasi, casse o porte e sulle quali si lasciava il segno di un sigillo che garantisse l’integrità del contenuto stoccato. Si tratta, infatti, di una forma di controllo amministrativo nell’immagazzinamento delle merci.

In questo caso, sono visibili i cartigli del fondatore Userkaf (2510-2500 a.C.), di cui si leggono sia il praenomen che il nome-Horo Irmaat (entrambe le foto qui riportate si riferiscono a lui) , e del terzo faraone della dinastia Neferirkara Kakai (2490-2480). Già all’inizio del progetto, nel novembre del 2017, scavando in una necropoli del I Periodo Intermedio era stata individuata una cretula con il nome del sovrano che regnò tra i due, Sahura (2500-2490), quindi si conferma l’importanza del sito già nell’Antico Regno.

https://www.oeaw.ac.at/oeai/forschung/siedlungsarchaeologie-und-urbanistik/kom-ombo-stadt-und-hinterland/

Annunci
Categorie: scoperte | Tag: , , , , , | Lascia un commento

Kom Ombo, scoperta tomba di una donna incinta con il suo feto

46276257_2027831200595853_1428897342630658048_n

Souce: MoA

A volte, le scoperte archeologiche provocano nei lettori –  ma anche in chi materialmente le realizza – forti reazioni umane di curiosità, stupore e commozione. È proprio questo il caso dell’ultimo ritrovamento effettuato a Kom Ombo dalla missione italo-americana diretta da Antonio Curci (Università di Bologna) e Maria Carmela Gatto (Yale University). In un piccolo cimitero risalente al II Periodo Intermedio (1750-1550 a.C. circa), una semplice tomba a fossa ha custodito per 3500 anni il corpo di una madre e del suo bambino non ancora nato.

Infatti, lo scheletro della giovane donna di 25 anni presentava nella regione pubica i resti di un feto con la testa rivolta verso il basso. Per questo, è probabile che la madre sia morta insieme al figlio/a (la determinazione del sesso dalle ossa dei neonati è molto difficile) proprio durante il parto. Le cause del decesso, secondo uno studio preliminare, potrebbero dipendere da un disallineamento del bacino della donna, dovuto a sua volta da una frattura guarita male.

Il corpo era avvolto in posizione fetale in un sudario in pelle ed era accompagnato da un corredo povero che comprendeva solo due vasi ceramici – una giara di origine egiziana e una classica ciotola di produzione locale sullo stile nubiano dalla superficie rossa lucida e l’interno nero (dovuto dalla mancanza di ossigeno durante la cottura; foto in basso a sinistra) – e frammenti di guscio di uovo di struzzo, alcuni dei quali semilavorati per la realizzazione di perline. Non è chiaro il significato di questa offerta, ma si ipotizza che il materiale non finito sia stato il frutto dell’ultimo lavoro della donna.

La coesistenza nel corredo di elementi egiziani e nubiani è spiegata dalla zona di confine in cui si trova la necropoli, utilizzata da popolazioni nomadiche che arrivarono nella Valle del Nilo dal deserto orientale nell’attuale Sudan. Non a caso l’obiettivo dell’Aswan – Kom Ombo Archaeological Project – nato nel 2005 e portato avanti dal 2010 dalla missione congiunta Yale-Bologna – è quello di studiare dal punto di vista storico-economico le interazioni tra Nord e Sud grazie a scavi, ricognizioni e studi epigrafici.

Categorie: scoperte | Tag: , , , , | Lascia un commento

Kom Ombo, scoperta stele di Amenofi I con le regine Tetisheri e Ahmose-Nefertari

43636849_2076960195669122_3780555901862150144_n

Source: MoA

Continuano a venir fuori stele dallo scavo d’emergenza di Kom Ombo. Solo una decina di giorni fa, infatti, nel cantiere dei lavori di abbassamento della falda freatica erano stati ritrovati due reperti iscritti in arenaria risalenti ai regni di Tolomeo V e Seti I.  Questa volta, invece, si va ancora più in là con il tempo, fino all’inizio del Nuovo Regno. La stele in questione, di cui è stata scoperta solo la porzione della lunetta e di tre righe di testo geroglifico, mostra una scena di offerta nei confronti di due importanti regine del periodo di passaggio dalla XVII alla XVIII dinastia, in cui la nuova dinastia tebana riuscì a conquistare il potere e a riunificare l’Egitto a discapito dei dominatori stranieri Hyksos.

Sotto il classico disco solare alato, vediamo sedute in trono Tetisheri (a destra) e Ahmose-Nefertari (a sinistra), rispettivamente bisnonna e madre di Amenofi I, il faraone sotto il quale – più precisamente, come si vede all’inizio della prima riga, nell’11° anno del suo regno (1515 a.C. circa) – è stata realizzata la stele. Dopo la data, infatti, si legge la titolatura reale con il prenome Djeserkara e il nome Amenhotep.

43879403_2076960332335775_5623698094253146112_n

Source: MoA

Categorie: scoperte | Tag: , , , | Lascia un commento

Ancora due stele dagli scavi di Kom Ombo

42778448_1967781483267492_8423722145078575104_n

Source: MoA

Ormai i lettori più assidui del blog l’avranno imparato a memoria, ma mi scuseranno se ripeto questa introduzione per i nuovi arrivati. In prossimità del tempio tolemaico di Kom Ombo, nel governatorato di Assuan, si stanno effettuando lavori per abbassare il livello della falda freatica che minaccia i resti del santuario e, scavando, sono numerose le scoperte fortuite. Dopo i più recenti ritrovamenti, due stele di Tolomeo V e una sfinge, questa volta è il turno di altre due stele, divise nella datazione da oltre 1000 anni.

La prima, spezzata in due, è alta 2.3 metri, larga 1 m e spessa 30 cm. Secondo quanto riferito dal Ministero delle Antichità, sulla lunetta sarebbe mostrato (due volte) Seti I (1290-1279 a.C.) nell’atto di presentare offerte al dio coccodrillo Sobek e a Horus. Inoltre, nelle 28 righe di testo geroglifico sotto la scena rituale sarebbe citato anche il nome dell’ultimo faraone della XVIII dinastia, Horemheb. Fra l’altro, non sarebbe il primo ritrovamento risalente alla XIX dinastia in questo contesto, dopo i frammenti di una statua colossale di Ramesse II.

La seconda stele è conservata peggio essendo fratturata in più parti, ma le misure totali sono state stimate sui 3.25 x 1.15 x 0.3 metri. In questo caso, il sovrano ad essere rappresentato è Tolomeo IV (222-204) insieme alla moglie Arsinoe III al cospetto della trinità di Kom Ombo (qui bisogna fidarsi perché non sono state ancora distribuite foto). Si tratta comunque solo di uno studio preliminare che, visti anche casi passati, non fornisce la certezza delle informazioni rilasciate dal ministero.

 

Categorie: scoperte | Tag: , , , | 1 commento

Scoperta sfinge tolemaica a Kom Ombo

2018-636727046374386457-438

Source: english.ahram.org.eg

Sorrisetto di circostanza, folte sopracciglia inarcate, espressione leggermente contrariata: evidentemente la sfinge non si aspettava di essere disturbata. Eppure i ritrovamenti in quel di Kom Ombo si fanno sempre più frequenti. La statua in arenaria è stata individuata nei pressi del tempio proprio dove, circa due mesi fa, sono state scoperte due stele di Tolomeo V. Come nei casi precedenti, il reperto risale all’età tolemaica ed è il frutto degli scavi effettuati per l’abbassamento della falda freatica. In attesa di maggiori studi, non si hanno ulteriori dati sull’oggetto.

Categorie: scoperte | Tag: , , | 2 commenti

Kom Ombo, scoperte due stele di Tolomeo V

39300713_1910608688984772_7098334158526611456_n
Source: MoA
39243155_1910608892318085_7358050603282464768_n

Source: MoA

Continuano a riservare sorprese i lavori di abbassamento del livello della falda freatica che minaccia il sito di Kom Ombo, nella provincia di Assuan, in corso ormai da oltre un anno. Numerose scoperte, alcune delle quali molto interessanti (come quella recente del laboratorio di un vasaio dell’Antico Regno), vengono effettuate casualmente scavando a due passi da uno dei più importanti templi greco-romani d’Egitto.

Ieri è stato annunciato il ritrovamento di due grandi stele in arenaria di Tolomeo XII Aulete (80-51 a.C.). Il sovrano governò l’Egitto durante la crisi finale della casata tolemaica. Tra dispute dinastiche interne e la pressione crescente di Roma a cui Tolomeo XI aveva lasciato in eredità tutto il Paese in un testamento probabilmente falso, il faraone fu perfino costretto ad andare in esilio nell’Urbe tra il 58 e il 55. Tornato ad Alessandria solo grazie all’appoggio di Pompeo e di un ancora giovane Marco Antonio, Tolomeo XII regnò fino alla morte nel 51, quando il trono passò ai figli Tolomeo XIII e la celebre Cleopatra VII.

La prima stele (2,80 x 1,20 x 0,35 m; foto sulla sinistra) presenta al centro della lunetta, che è sormontata da un disco alato, il re mentre colpisce un prigioniero con una mazza; davanti a lui la triade tarda del santuario di Kom Ombo: Haroeris (Horus il Vecchio), Tasenetnofret (ipostasi di Hathor e sposa di Haroeris) e Panebtauy (il figlio dei due, Signore delle Due Terre). Alle sue spalle, invece, ci sono la regina Cleopatra V (da alcuni autori indicata come Cleopatra VI) e la figlia Arsinoe IV. Sotto la scena si sviluppa un lungo testo in 34 linee di geroglifico e 33 di demotico. La seconda lastra (2,53 x 1 x 0,24 m; foto in alto) è praticamente uguale alla precedente se non per la presenza di due figli della coppia reale (Tolomeo XIII e Arsinoe) e di ‘sole’ 29 righe di testo geroglifico.

Mostafa Waziry, segretario generale dello SCA, ha riferito che i due reperti saranno trasportati verso il Cairo, presso il National Museum of Egyptian Civilization dove si procederà al loro restauro e a una traduzione più completa dei documenti.

Aggiornamento (3/09/2018):

40676340_1935615943150713_6539281196436684800_n

Dopo il trasferimento presso il National Museum of Egyptian Civilization, sono state rilasciate nuove foto delle due stele che sembrano smentire quanto dichiarato dal Ministero delle Antichità in un primo momento. Grazie a questi scatti, infatti, sono riuscito a leggere i cartigli, prima troppo confusi, del faraone che non sarebbe Tolomeo XII, bensì Tolomeo V Epifane (204-180 a.C.). Alle sue spalle, quindi, potrebbero esserci la moglie Cleopatra I, la madre Arsinoe III e un altro Tolomeo, forse il padre Tolomeo IV o un suo successore, ma di questo sono meno sicuro. Inoltre, come si può leggere all’inizio della prima riga, il documento risale al 23° anno di regno, cioè al 182 a.C.

 

 

Categorie: scoperte | Tag: , , , | 2 commenti

Kom Ombo, scoperto un laboratorio di vasaio con il più antico tornio in pietra d’Egitto

Immagine

Nicholson, Shaw, Ancient Egyptian Materials and Technology, pag. 126; foto MoA

Ieri, con il clamore provocato dall’apertura del sarcofago di Alessandria, un’importante notizia è passata in sordina. A Kom Ombo, durante i consueti lavori di abbassamento della falda freatica, è stata effettuata un’altra scoperta fortuita: un laboratorio di produzione di ceramica risalente alla IV dinastia (2630-2510 a.C.). Oltre a diversi vasi e stampi per l’argilla, il vero ritrovamento eccezionale consiste in una ruota in calcare forata al centro. Quest’oggetto – secondo Mostafa Waziry, segretario generale dello SCA – sarebbe il più antico tornio in pietra mai ritrovato in Egitto, più o meno coevo di quello in terracotta scoperto ad Abusir nei primi anni ’90 del secolo scorso dalla missione cecoslovacca di Verner. Il disco, come si vede già in alcune rappresentazioni di Antico Regno (come dalla mastaba di Ti a Saqqara; disegno in alto a sinistra), veniva fatto ruotare ruotare con le mani o con i piedi su un asse sollevato e sopra di esso si plasmava in modo più veloce e preciso la forma dei contenitori.

 

Categorie: scoperte | Tag: , , , | 1 commento

Scoperta rara testa di Marco Aurelio in Egitto

100943816-17ecaffd-8f9a-45c8-8d37-71ef5b543dbd

Source: MoA

Doppia scoperta ad opera di missioni egiziane: una nuova cappella osiriaca a Karnak e una testa di statua che ritrae Marco Aurelio a Kom Ombo. Il mio articolo per National Geographic Italia:

http://www.nationalgeographic.it/scienza/2018/04/23/news/cappella_consacrata_a_osiride_scoperta_a_luxor-3952152/

Categorie: National Geographic | Tag: , , , , | 2 commenti

Kom Ombo, scoperta statua colossale di Ramesse II

blogger-image--682612688

Source: Luxor Times Magazine

Ormai da settembre, i lavori di abbassamento del livello della falda freatica che minaccia il sito di Kom Ombo, nella provincia di Assuan, portano a continue scoperte. D’altronde, non ci si può aspettare altro quando si scava a pochi metri da uno dei più importanti templi greco-romani d’Egitto. Se a novembre, era stata individuata una stele che retrodatava la costruzione dell’edificio al regno di Filippo III Arrideo (323-317), questa volta il ritrovamento è ancora più antico. Dal cantiere, infatti, sono emersi alcuni frammenti in arenaria – corona, testa e busto – di una statua colossale raffigurante Ramesse II (1279-1213). Il faraone è ritratto in posa osiriaca con corona bianca dell’Alto Egitto, le braccia incrociate al petto e le mani, che mostrano ancora tracce di pittura, a sorreggere due ankh. L’identificazione è assicurata dal cartiglio con il nomen Ramessu-Meriamon (foto in basso). Solo la testa misura 70 x 56 x 30 cm, mentre l’altezza originaria totale doveva raggiungere i 7 metri.

blogger-image-1176416485

Source: Luxor Times Magazine

Categorie: scoperte | Tag: , , | 1 commento

Scoperto tempio di epoca romana nei pressi di Kom Ombo

27857874_1682781325100844_2394896429735857198_n

Source: MoA

Ayman Ashmawy, capo del settore delle antichità egizie del Ministero delle Antichità, ha annunciato la scoperta di un tempio di epoca romana nel sito di Kom el-Rasras, nei pressi di Kom Ombo. Il ritrovamento è stato effettuato nell’ambito degli scavi di una scuola di formazione organizzata dal ministero che, per sei settimane a partire dall’inizio di gennaio, ha fornito le basi di archeologia, antropologia e ceramologia a giovani ispettori egiziani. L’edificio era realizzato in arenaria, con tre sale parallele e un’aula trasversale. Alla datazione del I-II secolo d.C. si è arrivati grazie alla presenza dei cartigli di tre imperatori romani, qui ovviamente rappresentati nei classici abiti faraonici: Domiziano (81-96), Adriano (117-138) e Antonino Pio (138-161). Secondo Ashmawy, il tempio sarebbe stato costruito in un’area residenziale abitata dagli operai che lavoravano nelle vicine cave di Gebel Silsila.

Categorie: scoperte | Tag: , , | Lascia un commento

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.