Articoli con tag: Luxor

Dra Abu el-Naga: scoperta tomba di sacerdote di XVIII dinastia

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Sourch: @pastpreservers

Fedele alla strategia comunicativa adottata negli ultimi tempi, Khaled el-Enany, ministro egiziano delle Antichità, ha oggi annunciato in pompa magna una grande scoperta effettuata nella necropoli di Dra Abu el-Naga, Tebe Ovest: la tomba di un sacerdote vissuto durante la XVIII dinastia (1543-1292). Il defunto si chiamava Amenemhat e si fregiava del titolo di “Orafo del dio Amon”. La notizia è stata rilasciata stamattina a giornalisti locali e stranieri durante una conferenza stampa ufficiale, anche se erano state già fatte trapelare da mesi piccole anticipazioni ad hoc. Mostafa Waziry, Capo delle Antichità di Luxor e direttore della missione egiziana che ha effettuato il ritrovamento, aveva parlato di una tomba più importante di quella già spettacolare del funzionario Userhat, individuata nella stessa area lo scorso aprile. Il ministro, invece, aveva sibillinamente dichiarato che la scoperta “avrebbe stupito il mondo intero”. La nuova sepoltura è stata scavata poco più in alto sulla collina, in corrispondenza del cortile della già nota TT300 (Anhotep, 1279-1212). Si tratta di una singola camera funeraria a pianta rettangolare con una nicchia nella parete di fondo che contiene le statue dipinte di Amenmhat, di sua moglie Amenhotep – nome di solito maschile, ma seguito dal titolo “Signora della casa” – e dei loro due figli. La struttura, come spesso accadeva in periodi più tardi, è stata poi riutilizzata durante la XXI o XXII dinastia (1069-712) per sepolture più povere. Per questo, gli archeologi hanno trovato diversi sarcofagi lignei decorati, circa 150 ushabti in faience e altri materiali e numerosi frammenti di mummie, oltre a vasi di ceramica, gioielli e altri oggetti. In realtà, la tomba era stata già segnalata con la nomenclatura Kampp -390.

Inoltre, nella corte esterna, è stato individuato un gruppo di pozzi funerari, forse risalenti al Medio Regno, ancora da scavare. Uno di questi conserva il sarcofago di una donna di 50 anni e uno con i suoi due figli di 20/30 anni. Ma le sorprese non finiscono qui; El-Enany ha preannunciato che a breve saranno presentate nuove tombe dalla stessa area. Infatti, tra gli oggetti raccolti, compare il nome di 4 funzionari la cui sepoltura potrebbe essere rivelata nei prossimi mesi.

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All’85% il Viale delle Sfingi di Luxor

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Source: Bernard M. Adams (egyptmyluxor.weebly.com)

Il Viale delle Sfingi, l’antica via processionale che collegava il Complesso di Karnak al Tempio di Luxor, è ormai all’85% della sua lunghezza originaria. Non si tratta di alcuna novità, visto che i lavori sono fermi da un po’, ma dell’aggiornamento ufficiale di Mostafa Waziry, Direttore delle Antichità di Luxor. L’ambizioso progetto della “Kebash Road” prevede lo scavo, il restauro e la musealizzazione di tutto il percorso che, durante la Festa di Opet, i sacerdoti calcavano per portare da un santuario all’altro le barche sacre con le statue della triade tebana: Amon-Ra, Khonsu e Mut. L’attuale sistemazione, di 2,7 km, corrisponde a quella voluta da Nectanebo I (380-362) che fece restaurare l’originale versione di Amenhotep III aggiungendo ai lati della strada 1350 sfingi (di cui sono ne sono state ritrovate circa 650), distanziate di 60 metri l’una dall’altra.

I lavori, iniziati nel 2004, hanno provocato anche accese polemiche a causa dell’abbattimento di abitazioni costruite sul tratto in questione e del conseguente sfratto dei rispettivi abitanti. Ormai rimangono pochi gli edifici da eliminare nei punti che ho indicato in giallo sulle immagini satellitari di Google Earth. Gli ostacoli corrispondono, in particolar modo, alle proprietà della Chiesa Evangelica (già demolita) e della Chiesa Copta della Vergine Maria e all’agglomerato di Naga Abu Asab, nei pressi di Karnak.

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Tebe Ovest: presto sarà annunciata la scoperta di una nuova tomba

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Source: news.cn

Più di un mese fa, il ministro delle Antichità Khaled el-Enany (in foto) aveva anticipato che ci sarebbe stato l’annuncio di una scoperta “in grado di stupire il mondo intero”. I primi rumors parlavano di una necropoli faraonica nell’area tebana; poi, però, più niente fino ad oggi. Il ministro, infatti, è tornato sull’argomento dicendo che la nuova scoperta sarà resa pubblica durante una conferenza stampa il 9 settembre. Secondo Mostafa Waziry, Dir. delle Antichità di Luxor, il ritrovamento di questa nuova tomba nella West Bank metterebbe addirittura in secondo piano quello già straordinario effettuato lo scorso Aprile della sepoltura di Userhat. In particolare, il numero di ushabti sarebbe maggiore, quindi superiore a 1400. Staremo a vedere…

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Individuato il tempio funerario di Thutmosi I

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Source: scienceinpoland.pap.pl

Da un paio di giorni sta circolando l’interessante notizia di una scoperta che, in realtà, ha già qualche anno. Infatti, lo studio preliminare risale al 2009-2010 e la pubblicazione originaria al 2012 (link in fondo al post), quando il blog ancora non esisteva nemmeno nella mia mente; quindi ne parlo volentieri lo stesso.

Si tratta dell’individuazione, da parte dell’egittologa polacca Jadwiga Iwaszczuk, del tempio funerario di Thutmosi I (1504-1492), fino a quel momento noto solo da fonti scritte che arrivano al regno di Ramesse IX. La scoperta è avvenuta casualmente quando la Iwaszczuk – insieme agli altri membri del team diretto da Zbigniew Szafrański che lavora al tempio di Hatshepsut a Deir el-Bahari – ha visionato una serie di frammenti di blocchi di pietra immagazzinati dallo SCA nella tomba tebana MMA 828 a Qurna, proprio a due passi dalla casa della missione polacca. I reperti in questione sono circa 8000 piccoli pezzi con rilievi policromi, provenienti da un edificio religioso scavato negli anni ’70 da archeologi egiziani a nord del Tempio dei Milioni di Anni di Thutmosi III. Il santuario, di cui oggi si vede solo una base di colonna (foto in basso), era stato erroneamente identificato con il Kha-akhet di Hatshepsut e, invece, sarebbe il tempio funerario del padre, comunque almeno terminato dalla regina. Il riconoscimento è stato possibile per la presenza del nome del tempio, Khenemet-ankh, sula porzione di un architrave (foto in alto). Numerosi sono i frammenti architettonici appartenenti a colonne, pilastri, architravi, stipiti e cornici, tutti nella più resistente arenaria, mentre in calcare erano realizzate le pareti non portanti. Per quanto riguarda la decorazione, invece, spicca quella che sarebbe la prima scena di battaglia con carri da guerra.

http://www.pcma.uw.edu.pl/fileadmin/pam/PAM_2009_XXI/PAM21_Iwaszczuk_Jadwiga.pdf

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Source: scienceinpoland.pap.pl

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È egiziana la più antica protesi ortopedica conosciuta

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Source: unibas.ch

Quando si dice il caso. Giorni fa, ho ripostato sulla pagina Facebook del blog un vecchio articolo del 2012 che parlava di uno studio della University of Manchester su una protesi ortopedica di circa 3000 anni. L’alluce, costruito in tre parti con legno e cuoio, era stato trovato a Sheikh Abd el-Qurna, Tebe Ovest, ancora attaccato al piede destro della mummia della figlia di un sacerdote vissuta tra il 950 e il 710 a.C. Alla sacrosanta domanda di un follower sul perché ci fosse un “forse” nel titolo, ho risposto che le analisi andassero verificate per appurare l’effettiva efficacia dell’oggetto.

Proprio la scorsa settimana, un altro studio ha probabilmente tolto ogni dubbio sul primato di antichità di questa protesi. Nell’ambito del progetto Life Histories of Theban Tombs, ricercatori dell’Università di Basilea hanno sottoposto il reperto – oggi conservato nel Museo Egizio del Cairo – alle più avanzate analisi tecnologiche (microscopio elettronico, raggi X e TAC) dell’Istituto di Medicina Evoluzionistica dell’Università di Zurigo. A quanto pare, il dito artificiale è stato riparato e perfezionato più volte per adattarlo al meglio alla forma del piede e la cinghia di cuoio risulta ben robusta per una presa salda. Quindi, questo certosino lavoro artigianale mirava al miglioramento dell’estetica e del comfort rendendo la protesi non una semplice aggiunta simbolica post mummificazione ma uno strumento funzionale all’uso in vita.

https://www.unibas.ch/en/News-Events/News/Uni-Research/A-Wooden-Toe-Swiss-Egyptologists-Study-3000-Year-Old-Prosthesis.html

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Luxor: scoperto per la prima volta un giardino funerario

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Source: MoA

Straordinaria scoperta quella effettuata, ancora una volta (!), dalla missione a Dra Abu el-Naga, Tebe Ovest, diretta da José Manuel Galán (“Proyecto Djehuty”). Scavando nella corte aperta di una tomba di Medio Regno, gli egittologi spagnoli hanno ritrovato la prima testimonianza archeologica di giardino funerario che, finora, era conosciuto solo dalle fonti iconografiche (come nel dipinto dalla tomba di Nebamun della XVIII din., ora conservato al British Museum; foto in basso) e da modellini funebri. La struttura, di 3 x 2 metri, è suddivisa in una griglia di aiuole quadrate di circa 30 cm di lato in cui erano coltivati vari tipi di fiori e piante; al centro, invece, due quadranti rialzati potevano contenere arbusti. Nell’angolo occidentale, si sono addirittura conservate le radici e 40 cm del tronco di un piccolo albero (una tamerice; foto in fondo) accanto al quale, ancora in situ, era deposta una ciotola contenente un’offerta di datteri e altri frutti (immagine in basso a sinistra). Il giardino aveva una funzione rituale legata alla rigenerazione del defunto e ora si aspettano le analisi paleobotaniche sui semi raccolti per capire quali tipi di piante vi erano coltivati.

Ma le sorprese non si fermano qui. Le autorità ministeriali, infatti, hanno annunciato che è stata ritrovata anche una cappella funeraria in mattoni crudi (46 x 70 x 55 cm) addossata alla facciata della tomba rupestre e con dentro ancora tre stele appartenenti a defunti di XIII dinastia (1800 a.C. circa).

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Facciamo un po’ di chiarezza sulla scoperta della tomba di Userhat

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Source: MoA

Quando viene effettuato un’importante ritrovamento archeologico, la stampa si concentra più sulle foto e sul titolo – d’altronde, è ciò a cui bada la gente – che sul contenuto della notizia stessa, a discapito dell’approfondimento del tema e della verifica delle fonti. Così, per rendere più accattivanti gli articoli, alcuni giornalisti – non conoscendo la materia – esagerano con le espressioni e fanno leva sui soliti cliché. È successo – come si vede nei seguenti titoli di giornali nazionali e non – anche stavolta con la recentissima scoperta della tomba di Userhat a Dra Abu el-Naga. Tra travisamenti, errate traduzioni e veri e propri sfondoni, credo sia opportuno fare un po’ di chiarezza. Infatti, al di là di comuni sbagli nelle trascrizioni di nomi di personaggi egizi o di località in arabo e del numero variante di sarcofagi che ancora non è stato definito (al momento, si contano 10 sarcofagi e 8 mummie), purtroppo ho letto dichiarazioni inesistenti, messe in bocca al ministro delle Antichità o al direttore della missione, che rischiano di dare credibilità immeritata a testi non veritieri.

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Ma andiamo in ordine. La tomba in questione era già nota, ma non era mai stata scavata: Friederike Kampp-Seyfried, indicandola con il numero -157- (Die thebanische Nekropole. Zum Wandel des Grabgedankens von der XVIII. bis zur XX. Dynastie, Mainz 1996, p. 708), ha proposto una datazione non certa al regno di Thutmosi III (1457-1425). In ogni caso, gli archeologi egiziani diretti da Mostafa Waziry, eliminando i detriti nella corte esterna, sono riusciti a entrare nell’ipogeo – una classica tomba a T – e a individuare altre due entrate ancora da ripulire. Non è assolutamente una sepoltura reale e i faraoni non c’entrano niente: il proprietario originario, Userhat (se proprio si volesse spezzare il nome, il modo giusto sarebbe Wser-hat), era un alto funzionario della XVIII dinastia (1543-1292) recante il titolo, secondo quanto detto da El-Enany, di qnbty n niwt, “Membro del Consiglio della città (Tebe)”. Si tratta di una carica amministrativa più complessa che, pur comprendendo competenze giuridiche, non si limitava ad esse e quindi non può essere tradotta semplicisticamente con “giudice”. Quindi, sarebbe più consono considerare Userhat un “magistrato” ma con l’accezione romana del termine. La tomba è rimasta inviolata al massimo per qualche secolo perché, durante la XXI dinastia (1069-945), la stanza più interna venne sfruttata per la collocazione di diversi sarcofagi con mummie, come la coeva cachette di Deir el-Bahari (DB320) in cui vennero nascoste oltre 50 mummie di re, regine e dignitari. Riassumendo: la struttura risale alla XVIII dinastia, ma fu riutilizzata durante la XXI. Infine, un capitolo a parte va dedicato al corredo funebre. Leggendo delle oltre mille statue ritrovate, ci si aspetterebbe uno sconfinato schieramento di sculture, simil-“Esercito di terracotta”; in realtà, gli archeologi hanno individuato ‘solamente’ degli ushabti, piccole statuette funerarie di pochi centimetri (come si vede nella foto in basso) che accompagnavano il defunto nell’Aldilà per lavorare al suo posto.

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Source: MoA

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Scoperta a Luxor tomba di XVIII dinastia con sarcofagi e oltre 1000 ushabti di XXI dinastia

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Source: Nigel J.Hetherington

Stamattina si sono rincorsi rumors sulla scoperta – o, secondo altre fonti, riscoperta – di una tomba di Nuovo Regno effettuata da archeologi egiziani a Dra Abu el-Naga, Tebe Ovest. Non essendoci ancora stato l’annuncio ufficiale del Ministero delle Antichità, le informazioni non sono ancora verificabili, ma, da quanto affermato alla stampa locale dal direttore della missione Mostafa Waziry, la sepoltura apparterrebbe a Userhat, alto ufficiale della XVIII dinastia, e conterrebbe almeno sei sarcofagi policromi, decine tra ushabti e vasi di ceramica e resti di mummie (immagini in basso).

Secondo quanto anticipato da Luxor Times, invece, si tratterebbe della già nota tomba Kampp -157-, un classico ipogeo “a T” (anticamera trasversale e corridoio terminante in una nicchia) situato a sud della TT255 e da non confondere con la TT157 di Nebwenenef (Primo profeta di Amon sotto Ramesse II).

Aggiornamento:

Il comunicato ufficiale del Ministero conferma che la tomba appartiene a Userhat e si compone di una corte aperta, una stanza rettangolare, un corridoio e una camera interna. Dopo la pulizia della prima sala, è stato scoperto un pozzo di 9 metri di profondità che conduce a ulteriori due vani ancora da scavare. Nella prima sala, sono stati scoperti il sarcofago, la maschera funeraria e ushabti appartenenti a Userhat; quella più interna, invece, è stata riutilizzata successivamente come cachette per diversi sarcofagi e mummie di XXI dinastia e oltre 1000 ushabti in faience, legno e terracotta.

 

 

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Scoperte altre statue di Sekhmet nel tempio funerario di Amenofi III

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Source: MoA

A Kom el-Hettan, Tebe Ovest, dall’inizio dell’anno, la missione egiziano-tedesca del “The Colossi of Memnon and Amenhotep III Temple Conservation Project” – diretta da Hourig Sourouzian – ha individuato frammenti relativi a 66 statue in diorite di Sekhmet. La scoperta è stata effettuata nell’area tra la corte a peristilio e la sala ipostila del tempio funerario di Amenofi III (1387-1350) durante lo scavo del muro che separa i due ambienti. La dea è rappresentata sia seduta in trono sia stante con scettro di papiro nella mano sinistra e ankh nella destra. Inoltre, nella grande corte, è stata trovata anche una statua perfettamente integra dello faraone stesso seduto in trono (immagine in basso a destra), alta 2,48 metri e realizzata in granito nero.

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Luxor: inaugurato centro tecnologico per la conservazione delle tombe tebane

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Source: ahram online

Dopo un anno di lavori, il Theban Necropolis Preservation Initiative Training Centre è finalmente a disposizione dei tecnici egiziani per la tutela dei siti archeologici di Luxor. La sede prescelta è la Stoppelaëre House, una stupenda abitazione progettata nel 1951 dall’architetto Hassan Fathy (nell’ambito della realizzazione del villaggio di New Qurna sulla riva occidentale) per il restauratore francese da cui prende il nome l’edificio. Già previsto dal 2008 grazie alla collaborazione tra Ministero delle Antichità, Università di Basilea e Factum Foundation, il centro fornirà le ultime tecnologie nel campo della fotogrammetria e della scansione 3D applicate alla tutela, conservazione e documentazione delle tombe delle necropoli tebane; il ruolo principale, però, sarà quello di preparare professionisti locali così da renderli autonomi negli interventi necessari a salvaguardare il patrimonio storico egiziano. In questo, sarà fondamentale l’esperienza della società madrilena che ha già operato nella Valle dei Re e in particolare nelle tombe di Seti I e Tutankhamon.

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