Articoli con tag: Matariya

Aperta inchiesta sullo scavo del colosso di Eliopoli

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Source: thelightmedia.com

La recente scoperta a Matariya (sobborgo settentrionale del Cairo) di frammenti di un colosso identificato con Psammetico I ha scatenato nel web forti polemiche riguardo ai metodi di scavo adottati dalla missione egiziano-tedesca diretta da Dietrich Raue (Universität Leipzig); in particolare, le maggiori accuse sono state rivolte contro l’utilizzo di un escavatore per sollevare dal pantano la pesante testa della statua (qui il video). Non a caso, il giorno dopo, sembra essere stata usata maggiore cura nell’estrarre il torso con imbragature. Successivamente, Raue si era difeso rassicurando sull’effettiva bontà dello scavo stratigrafico e sulla sicurezza delle procedure, versione confermata anche dal ministro delle Antichità, Khaled el-Enany, che era presente durante le operazioni (indicato con una freccia nella foto).

Nonostante il benestare delle più alte cariche del ministero – compreso il prezzemolino Zahi Hawass – l’Administrative Prosecution Authority (l’organo giuridico egiziano che controlla gli illeciti amministrativi e finanziari dei dipendenti del Governo) ha comunque aperto un’inchiesta, probabilmente spinta dalla pressione mediatica nazionale ed estera. Le indagini sono in corso e non è ancora stato emesso un verdetto, tanto da spingere il presidente dell’APA, Ali Mohamed Rizk, a bloccare tutte le speculazioni giornalistiche che sono nate nelle ultime settimane.

http://gate.ahram.org.eg/News/1430474.aspx

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Danneggiato irreparabilmente il colosso di Eliopoli

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Source: Getty Images

Per Psammetico non c’è pace: dopo le polemiche sui metodi di scavo e le discussioni sull’identificazione del faraone ritratto, ora il colosso di quarzite – recentemente scoperto a Eliopoli – sembra aver subito danni probabilmente irreparabili. Era appena stato trasferito al Grand Egyptian Museum, quando ieri notte – secondo alcuni giornali egiziani – il torso sarebbe caduto dall’altezza di 4 metri e si sarebbe fratturato in almeno 7 pezzi. Sotto il peso di oltre 8 tonnellate, infatti, il pavimento ha ceduto, collassando insieme ai reperti su di esso disposti (pare anche un pilastro iscritto di Seti II da Matariya). Come era prevedibile, ancora non si hanno comunicati dal Ministero delle Antichità. Evidentemente, nella fretta di chiudere un cantiere che si protrae ormai da troppo tempo, i costruttori del museo non avranno effettuato i lavori in regola.

Fonte: https://tinyurl.com/z658abr

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Il colosso scoperto a Eliopoli non è Ramesse II ma Psammetico I

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Non è un caso che, nei miei precedenti post, non abbia fatto come quasi tutti gli organi di stampa sbandierando l’altisonante nome di Ramesse II. Il colosso in quarzite scoperto a Eliopoli, infatti, non apparterrebbe al grande faraone, seppur la vicinanza con il suo tempio potesse suggerirlo. Anzi, potrei anche essermi sbilanciato troppo definendo la statua “ramesside”. In ogni caso, a fornire questa indiscrezione è stato lo stesso ministro delle Antichità, Khaled el-Enany, al termine dello spettacolare trasferimento dei reperti scoperti  a Souq el-Khamis verso il Museo Egizio del Cairo a Piazza Tahrir. Il torso pesante 8,5 tonnellate – insieme alla testa, al busto della scultura di Seti II, a due frammenti iscritti di pilastro e a una cornice policroma – sono stati trasportati nella notte (per evitare di congestionare ancora di più il traffico della capitale) con un lungo convoglio di mezzi che ha avuto un’ampia copertura mediatica tramite diverse dirette delle TV egiziane (immagini in basso). Il viaggio, durato dall’1:00 alle 4:00 locali, ricalca eventi d’impatto simili, come il trasferimento del colosso di Ramesse II in Ramses Square nel 2006. Le operazioni si sono poi concluse nella mattinata con il posizionamento dei pezzi nel giardino del Museo dove verranno esposti per 6 mesi, prima di essere spostati definitivamente nel Grand Egyptian Museum di Giza (c’è da aspettarsi un’altra processione in live streaming?).

Tornando alla notizia principale, studi preliminari avrebbero escluso l’attribuzione della statua a Ramesse II; tuttavia, per conoscere il nome del faraone ritratto, bisognerà aspettare la cerimonia ufficiale di questa sera (18:00 locali, 17:00 italiane) durante la quale il ministro, con un’abile mossa pubblicitaria, dovrebbe sciogliere ogni dubbio. Rimanete connessi per tutti gli aggiornamenti (io punto 1 euro su Seti II)!

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haber201703PsamtikAggiornamento delle 18,00:

Si è appena conclusa la conferenza stampa ufficiale presso il Museo Egizio del Cairo con il ministro El-Enany, il direttore della missione Dietrich Raue e altri esperti del MoA. Oltre a informazioni sullo scavo e sul trasporto del colosso, è stato riferito un vero e proprio colpo di scena. Grazie a un frammento del protocollo reale conservatosi sul pilastro dorsale, è stato possibile leggere il nome nebty del faraone ritratto (foto a sinistra): Neb-a cioè Psammetico I (664-610) della XXVI dinastia.

Si tratterebbe, così, della più grande statua di Epoca Tarda mai ritrovata, anche se, viste alcune caratteristiche stilistiche, non si può escludere che sia più antica e quindi usurpata in un secondo momento dal faraone saitico.

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Eliopoli, scoperti altri blocchi di un tempio di Ramesse II

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Source: MSA

Da Eliopoli arrivano ulteriori conferme della presenza di un secondo tempio di Ramesse II (1279-1213). Dopo quelli scoperti lo scorso maggio nel sito di Matariya, la missione egiziano-tedesca, diretta da Ayman Ashmawi e Dietrich Raue, ha individuato altri blocchi iscritti attribuibili al faraone della XIX dinastia, presentato qui con la rarissima variante “Paramessu” (il nome originario di Ramesse I). Infatti, come si può vedere nell’immagine in alto, accanto al classico praenomen Usermaatra Setepenra (cartiglio a sinistra), si trova il nomen Paramessu Meriamon che, quindi, ingloba l’articolo “pA”. I frammenti farebbero parte della decorazione delle stanze più interne dell’edificio che si trova 450 metri a ovest dell’obelisco di Sesostri I.

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Scoperti nuovi templi a Eliopoli

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Source: MSA

Conferme e novità dalla missione egiziano-tedesca a Eliopoli, l’odierna Matariya, nella periferia nord del Cairo  Gli archeologi diretti da Dietrich Raue (Universität Leipzig) hanno infatti scoperto altri blocchi di basalto riconducibili alla cappella di Nectanebo I (XXX din., 380-362 a.C.) individuata lo scorso anno (link 1, link 2), sempre decorati con scene rituali con le personificazioni di sei nomoi (province) dell’Alto Egitto e il dio Hapi (immagine in basso). Questi blocchi dovevano costituire la base dei muri in calcare di un tempio della XXX dinastia nel recinto sacro di Eliopoli, frequentato anche in età tolemaica, come testimonia la presenza di statuette bronzee di Bastet e altri oggetti di culto.

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Source: MSA

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Source: MSA

Inoltre, tra questo santuario e quello solare già noto di Ramesse II a Suq el-Khamis (l’edificio più a ovest indicato nello schema in alto), sono stati trovati grandi blocchi e frammenti di statue colossali, possibili tracce di un secondo tempio del faraone della XIX dinastia.

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