Articoli con tag: Museo Egizio del Cairo

Il colosso scoperto a Eliopoli non è Ramesse II ma Psammetico I

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Non è un caso che, nei miei precedenti post, non abbia fatto come quasi tutti gli organi di stampa sbandierando l’altisonante nome di Ramesse II. Il colosso in quarzite scoperto a Eliopoli, infatti, non apparterrebbe al grande faraone, seppur la vicinanza con il suo tempio potesse suggerirlo. Anzi, potrei anche essermi sbilanciato troppo definendo la statua “ramesside”. In ogni caso, a fornire questa indiscrezione è stato lo stesso ministro delle Antichità, Khaled el-Enany, al termine dello spettacolare trasferimento dei reperti scoperti  a Souq el-Khamis verso il Museo Egizio del Cairo a Piazza Tahrir. Il torso pesante 8,5 tonnellate – insieme alla testa, al busto della scultura di Seti II, a due frammenti iscritti di pilastro e a una cornice policroma – sono stati trasportati nella notte (per evitare di congestionare ancora di più il traffico della capitale) con un lungo convoglio di mezzi che ha avuto un’ampia copertura mediatica tramite diverse dirette delle TV egiziane (immagini in basso). Il viaggio, durato dall’1:00 alle 4:00 locali, ricalca eventi d’impatto simili, come il trasferimento del colosso di Ramesse II in Ramses Square nel 2006. Le operazioni si sono poi concluse nella mattinata con il posizionamento dei pezzi nel giardino del Museo dove verranno esposti per 6 mesi, prima di essere spostati definitivamente nel Grand Egyptian Museum di Giza (c’è da aspettarsi un’altra processione in live streaming?).

Tornando alla notizia principale, studi preliminari avrebbero escluso l’attribuzione della statua a Ramesse II; tuttavia, per conoscere il nome del faraone ritratto, bisognerà aspettare la cerimonia ufficiale di questa sera (18:00 locali, 17:00 italiane) durante la quale il ministro, con un’abile mossa pubblicitaria, dovrebbe sciogliere ogni dubbio. Rimanete connessi per tutti gli aggiornamenti (io punto 1 euro su Seti II)!

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haber201703PsamtikAggiornamento delle 18,00:

Si è appena conclusa la conferenza stampa ufficiale presso il Museo Egizio del Cairo con il ministro El-Enany, il direttore della missione Dietrich Raue e altri esperti del MoA. Oltre a informazioni sullo scavo e sul trasporto del colosso, è stato riferito un vero e proprio colpo di scena. Grazie a un frammento del protocollo reale conservatosi sul pilastro dorsale, è stato possibile leggere il nome nebty del faraone ritratto (foto a sinistra): Neb-a cioè Psammetico I (664-610) della XXVI dinastia.

Si tratterebbe, così, della più grande statua di Epoca Tarda mai ritrovata, anche se, viste alcune caratteristiche stilistiche, non si può escludere che sia più antica e quindi usurpata in un secondo momento dal faraone saitico.

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Aumenti in vista per i biglietti di musei e siti archeologici egiziani

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Source: travel-steps.com

Il Ministero delle Antichità egiziane sembra essere ormai sul lastrico a causa del netto crollo del turismo negli ultimi anni. Così, per far fronte al pagamento degli stipendi dei dipendenti del dicastero (circa 81 milioni di lire egiziane) e al finanziamento di alcuni progetti di pulizia e messa in sicurezza di siti archeologici, il ministro El-Enany ha annunciato che, da ottobre prossimo, ci saranno aumenti del 50/60% sul prezzo dei biglietti d’ingresso a musei e monumenti.

In particolare, il provvedimento interesserà i seguenti punti d’interesse:

  • Museo Egizio del Cairo: da 75 a 100 LE (5,85 €);
  • Valle dei Re (ingresso a 3 tombe, escluse quelle di Tutankhamon, Ramesse VI e Seti I): da 100 a 160 LE (9,35 €);
  • Piramidi di Giza: da 80 a 120 LE (7 €);
  • Tempio di Kom Ombo: da 40 a 80 LE (4,65 €);
  • Abu Simbel: da 100 a 160 LE.

L’attuale cambio della valuta locale con euro o dollaro è ancora molto conveniente per i turisti stranieri, quindi l’aumento non graverà di molto sulle tasche dei visitatori; tuttavia, questa decisione, insieme a quella recente di portare il prezzo del visto turistico da 25 a 60 dollari americani (inizialmente proposta per il 1 marzo, poi spostata al 1 luglio), è lo specchio della difficile situazione finanziaria in cui riversa il Paese. Nel senso opposto, invece, El-Enany ha promesso che diminuirà il costo della licenza speciale giornaliera per scattare foto nei musei (ora a 50 LE).

Aggiornamento (08/06/2017):

Il Ministero delle Antichità, per contrastare il calo di turismo nel Paese, ha deciso di posporre gli aumenti di un mese, a novembre.

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Aperture serali per il Museo Egizio del Cairo

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Source: mgkhs.com

In occasione dei preparativi per le celebrazioni del 114° anniversario della fondazione del Museo Egizio del Cairo, il ministro delle Antichità, Khaled el-Enany, ha annunciato che, a partire da questa settimana, ci saranno anche aperture serali. L’iniziativa era stata anticipata mesi fa, quando erano iniziati i lavori di ammodernamento del sistema d’illuminazione, interno ed esterno, della storica sede di Piazza Tahrir. Quindi, in aggiunta al normale orario d’ingresso 9:00-17:00, sarà possibile visitare il museo anche dalle 17:30 alle 21:00 ogni giovedì e domenica.

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Grand Egyptian Museum: verso l’apertura parziale nel 2017

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Source: architectsjournal.co.uk

Da oltre un anno, ormai, continua ininterrotto il flusso di reperti dal Museo Egizio del Cairo e da altre collezioni del Paese verso quella che sarà la più grande esposizione archeologica del mondo, ma che, al momento, è solo un gigantesco cantiere. Il Grand Egyptian Museum di Giza comincia ad avere tempistiche degne della Salerno-Reggio Calabria e l’ultima previsione poneva nel 2018 la fine dei lavori; tuttavia, un recente comunicato del Ministero delle Antichità – il trasferimento del tesoro di Tutankhamon al GEM alla fine del 2016 – presagiva che potessero esserci novità. Il ministro El-Enany, infatti, ha affermato che lo scopo è terminare la prima fase del progetto entro dicembre così da aprire almeno alcune sezioni del museo verso la metà del 2017.

Il museo di Piazza Tahrir non sarà sostituito completamente e continuerà a conservare alcuni pezzi che, quindi, avranno gli spazi che meritano. Inoltre, per le prossime settimane, anche grazie al nuovo sistema d’illuminazione, è previsto un prolungamento dell’apertura, dalle 17:00 alle 21:00, il giovedì e la domenica. Tra questo mese e il prossimo, invece, ci saranno le riaperture del Museo d’Arte Islamica del Cairo – colpito dall’attentato del gennaio del 2014 – e del Mallawi Museum – depredato nell’agosto del 2013 con 69 reperti che mancano ancora all’appello -.

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Nuovo sistema d’illuminazione per il Museo Egizio del Cairo

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Source: mgkhs.com

Ieri, al Museo Egizio del Cairo, è partita l’istallazione di un nuovo sistema d’illuminazione per sostituire il precedente ormai obsoleto e poco funzionale. L’iniziativa è stata voluta dal Ministero delle Antichità anche per supportare future aperture serali del museo. Inoltre, saranno aggiunti ulteriori punti luce nel giardino esterno per permettere alla Polizia Turistica un controllo migliore. In totale, il progetto costerà 2 milioni di lire egiziane (circa 200.000 euro).

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Il tesoro di Tutankhamon sarà spostato al GEM alla fine dell’anno

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Source: english.ahram.org.eg

Dopo oltre 80 anni, il tesoro di Tutankhamon lascerà il Museo Egizio del Cairo. Il ministro El-Enany, infatti, ha annunciato che, alla fine del 2016, tutti gli oggetti del corredo funerario della KV62 saranno trasferiti nel Grand Egyptian Museum di Giza seguendo quei pezzi mai esposti prima – come le decorazioni d’oro dei carri da guerra – che erano già stati spostati per il restauro in attesa dell’inaugurazione definitiva del nuovo museo che viene rimandata ormai da anni e che, per ora, è prevista per il 2018. Tuttavia, questo significherebbe privarsi almeno per un anno di una delle più grandi attrattive turistiche del paese: difficile crederlo…

Ricordo che il GEM sarà – chissà quando – il più grande museo archeologico del mondo con 470 mila m² e 100.000 reperti esposti che comprenderanno anche le due barche solari di Cheope. La posa della prima pietra risale al febbraio del 2002 quando venne lanciato il concorso internazionale per il progetto, mentre gli sporadici lavori della I fase sono iniziati nel 2005.

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Un nuovo studio sui frammenti dorati del sarcofago della KV55

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Source: gettyimages, MSA

Una vecchia cassa di legno dimenticata contenente 500 piccoli frammenti di foglia d’oro, due pezzi di cranio umano e una nota poco chiara scritta a mano in francese. Un sarcofago con la maschera intenzionalmente strappata di cui non si conosce il proprietario. Sono ingredienti che creano uno scontato alone di mistero, soprattutto se si pensa che il sarcofago (immagine a sinistra) è stato ritrovato nell’enigmatica KV55 e che da alcuni, forse troppo liberamente, viene attribuito ad Akhenaton. In realtà, il Ministero delle Antichità sta lanciando uno studio scientifico – finanziato dall’American Research Center in Egypt con 28.500 $ – atto proprio a verificare se, come sembra, quei frammenti dorati appartengano alla bara conservata presso il Museo Egizio del Cairo. La scatola in questione è spuntata l’anno scorso dai magazzini del museo durante le fasi di trasferimento dei reperti verso il nuovo Grand Egyptian Museum di Giza.

La KV55, nella Valle dei Re, fu scavata nel 1907 da Edward Ayrton e Theodore Davis senza un’adeguata documentazione che ha reso ancora più problematica un’identificazione già di suo difficile per la cattiva conservazione della sepoltura e i segni di damnatio memoriae. Inoltre, sembra che Davis abbia addirittura permesso ad alcuni visitatori di prendere come ricordo frammenti della foglia d’oro che erano sparsi a terra. La mummia stessa, mal conservata, fu danneggiata dagli archeologi. Molto più recentemente, uno studio sul DNA del corpo, portato avanti da Zahi Hawass, identificherebbe il defunto con il figlio di Amenofi III, con il padre di Tutankhamon e, quindi, con Akhenaton, ma molti genetisti hanno messo in discussione metodi e risultati.

Così, questa nuova ricerca – che prevede la partecipazione anche di Mark Gabold  (Université Paul-Valéry Montpellier 3) – potrebbe contribuire a dirimere tutti questi dubbi. L’appunto trovato nella scatola, infatti, parla di un sarcofago reale senza indicarne il nome, ma la data coinciderebbe con quella della missione di Ayrton-Davis.

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Khaled el-Enany nuovo Ministro delle Antichità

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Source: weekly.ahram.org.eg

Nella mattinata di oggi, nell’ambito di un parziale rimpasto del Gabinetto del governo egiziano che ha visto la nomina di 10 nuovi ministri, Khaled el-Enany ha sostituito Mamdouh el-Damaty alla guida del Ministero delle Antichità. El-Enany era il direttore generale del Museo Egizio del Cairo e del National Museum of Egyptian Civilization di Fustat (il suo CV completo). Cambiato anche il capo del dicastero del Turismo che ora è Yehia Rashed.

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Rinviati a giudizio gli 8 responsabili dei danni alla maschera di Tutankhamon

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Ieri (23 gennaio), l’Administrative Prosecution Authority, l’organo egiziano che controlla il comportamento di tutti i funzionari pubblici, ha deciso di rinviare a giudizio 8 ex dipendenti del Museo Egizio del Cairo sospettati di essere i responsabili dei danni provocati nel 2014 alla maschera di Tutankhamon. L’indagine interna ha riscontrato gravi negligenze e violazioni dei normali standard scientifici e professionali durante il “trattamento” di un reperto che ha un valore inestimabile per il Paese. Ricordo che, il 12 agosto 2014, durante la sostituzione dell’impianto d’illuminazione della teca della maschera, era stata staccata per sbaglio la barba posticcia, poi rincollata impropriamente, senza avvertire né i diretti responsabili del museo né i vertici del Ministero delle Antichità, con della resina epossidica. Il materiale legante in eccesso era ben visibile (facendo circolare le prime voci inascoltate fino al gennaio 2015, quando il ministro El-Damaty fu costretto ad ammettere l’incidente fino ad allora negato), così da indurre gli stessi autori del “restauro” a tentare di rimuovere la colla in due occasioni, il 30 ottobre e il 2 novembre, graffiando, però, la superficie del mento.

Alla sbarra del tribunale disciplinare finiranno l’ex Direttore Generale del museo, accusato di aver permesso gli interventi successivi all’errato incollaggio, l’ex responsabile del dipartimento di Restauro, Elham Abdel Rahman (già trasferita al piccolo Museo delle Carrozze Reali), accusata di aver trascurato il suo ruolo di vigilanza e di non aver documentato lo stato della maschera prima e dopo il trattamento, i due restauratori, tra cui il marito della Rahman, che hanno materialmente causato il danno (nella foto) e altri 4 tecnici.

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Esposte al Cairo le antichità recuperate dall’estero negli ultimi due anni

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Source: MSA

Domani (14 gennaio), in occasione della “Festa degli Archeologi”, il ministro El-Damaty inaugurerà una mostra speciale presso il Museo Egizio del Cairo. In “Repatried Objects Exhibition: 2014-2015”, sarà possibile vedere, nella Sala 44 fino al 29 febbraio, 226 reperti archeologici tra quelli prima illegalmente esportati all’estero e poi recuperati negli ultimi due anni grazie ad azioni legali e diplomatiche con paesi come Francia (242), USA (154), Germania (56), Gran Bretagna (17), Danimarca (8),  Belgio (1), Austria (1) e Sud Africa (1).

Il caso vuole che il periodo preso in considerazione per la mostra coincida con l’attività del mio blog, quindi le vicende di molti degli oggetti esposti sono state raccontate qui nella categoria “traffico di antichità“.

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