Articoli con tag: Oxford University

“Riletta” tecnologicamente l’iscrizione dell’Obelisco di File

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Source: collectingegypt.blogspot.it

Mentre il lander Philae si appresta a sbarcare sulla cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko, a circa 500 milioni di km di distanza, nel Dorset, il monumento che dà il nome al robot torna ad essere studiato. Negli ultimi giorni, ricercatori del Centre for the Study of Ancient Documents (Oxford University) stanno analizzando le iscrizioni dell’Obelisco di File utilizzando le ultime tecnologie di imaging. Scoperto sull’isola nilotica nel 1815, il monolite venne acquistato da William John Bankes che lo fece portare da Belzoni, nel 1820, nella sua tenuta di Kingston Lacy. L’esploratore inglese aveva notato il nome di Tolomeo e Cleopatra nella doppia iscrizione, in greco e geroglifico, sul granito rosa; in effetti, la sua ipotesi fu confermata da Champollion che sfruttò quest’intuizione, insieme alla lettura della Stele di Rosetta, per la decifrazione della lingua egizia.

Il testo, redatto intorno al 118/117 a.C. sotto Tolomeo VIII, presenta anche i cartigli delle regine Cleopatra II e III e celebra una’agevolazione fiscale nei confronti dei sacerdoti di File. Delle due parti, quella in greco è la più danneggiata risultando quasi illeggibile. Così, lo studio della squadra della Dott.ssa Jane Masséglia consiste proprio in un record epigrafico completo possibile solo grazie al Reflectance Transformation Imaging (RTI), tecnica fotografica che crea un’immagine composita tridimensionale della superficie che si sta trattando.

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Ashmolean Museum: “Discovering Tutankhamun”

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Lo scorso 24 luglio, è stata inaugurata presso l’Ashmolean Museum di Oxford un’interessante mostra incentrata sulla scoperta della tomba di Tutankhamon e sulla sconfinata documentazione prodotta da Howard Carter nei dieci anni impiegati per catalogare tutti gli oggetti del corredo. “Discovering Tutankhamun”, fino al 2 novembre (già che c’erano, avrebbero potuto prorogarla almeno di due giorni per arrivare al 92° anniversario della scoperta del primo gradino), esporrà lettere, diari di scavo, giornali e altri documenti provenienti dall’archivio del Griffith Institute che quest’anno celebrerà i 75 anni dalla fondazione. Il materiale fu donato nel 1959 all’istituto da Phyllis Walker, la nipote di Carter. Sarà possibile ammirare anche reperti archeologici dell’epoca amarniana, le foto di Harry Burton (alcune delle quali pubblicate il 21 febbraio 1923 in esclusiva dal The Times) e varie testimonianze della “Tutmania” che influenzò la moda e la cultura popolare dell’epoca.

http://www.ashmolean.org/exhibitions/discovertut/about/

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Disponibile online il download gratuito del “Porter & Moss”

topbib-bannerPer chiunque si occupi di egittologia, la “Topographical Bibliography of Ancient Egyptian Hieroglyphic Texts, Statues, Reliefs and Paintings”, o più semplicemente, dal nome delle autrici, “Porter & Moss”, è una risorsa fondamentale per le ricerche bibliografiche.  I primi sette volumi, divisi in aree geografiche che comprendono anche la Nubia, parlano dei monumenti in situ e di reperti provenienti da scavi regolari. L’VIII, in via di pubblicazione definitiva, parla degli oggetti di origine sconosciuta appartenenti a musei e a collezioni private.

Ora, grazie al Griffith Institute della Oxford University, è possibile scaricare gratuitamente i primi sette volumi dalla pagina internet dell’istituto. Erano già presenti online diverse versioni, spesso incomplete, dei singoli volumi, ma finalmente tutto è a disposizione di un click. Questo “regalo” è il primo passo della progressiva digitalizzazione delle pubblicazioni del Griffith Archive.

Per il download: http://www.griffith.ox.ac.uk/topbib.html

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