Articoli con tag: periodo greco-romano

Assuan, team italo-egiziano scopre una tomba di epoca greco-romana

Ph. Piacentini (Università degli Studi di Milano); Source: ansa.it

Nuovi ritrovamenti sulla riva ovest di Assuan per la missione italo-egiziana diretta dalla prof.ssa Patrizia Piacentini (Università degli Studi di Milano) e da Abdel Monaem Said Mahmoud (Direttore generale delle Antichità di Assuan e della Nubia). Il team dell’EIMAWA – Egyptian-Italian Mission at West Aswan, attivo dal 2018 nella necropoli che si estende attorno al mausoleo islamico di Aga Khan, ha individuato una tomba di epoca greco-romana, ora identificata con la sigla AGH032.

La struttura, come annunciato dal Ministero del Turismo e delle Antichità, si compone di una parte esterna, costruita con blocchi di arenaria e mattoni di fango, che copriva la tomba vera e propria, composta da un corte scavata nella roccia e quattro camere funerarie ipogee. Sulla parete est dell’edificio esterno era ammassata una gran quantità di ossa animali, cocci e tavole iscritte, facendo presupporre che qui si deponessero offerte votive. All’interno della sepoltura (foto in alto), invece, si trovavano circa 20 mummie in buono stato di conservazione, appartenenti a più di una famiglia. Nonostante l’evidente passaggio di ladri, sono comunque stati ritrovati oggetti di corredo, come un sarcofago in terracotta per un bambino, tavole d’offerta, coperture in cartonnage per mummie, statuette in legno raffiguranti, tra l’altro, l’uccello ba e vasi in ceramica. Di un defunto, il cui corpo era stato spostato fuori da antichi tombaroli, è stato possibile risalire al nome, inciso in greco su una placchetta in rame (foto in basso) che indossava al collo: Nikostratos.

Ph. Piacentini (Università degli Studi di Milano); Source: ansa.it

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Scoperto nel Delta un laboratorio per la ceramica di epoca greco-romana

Source: Ministry of Tourism and Antiquities

A Kom Aziza, sito nel Delta nord-occidentale (città di Abu Hummus, a circa 40 km da Alessandria; immagine in basso), la missione egiziana diretta da Ibrahim Sobhi della Fayoum University ha individuato resti archeologici che coprono 5000 anni di storia.

Dati dell’Egypt Exploration Society su Google Earth (www.ees.ac.uk/google-earth)

La scoperta principale consiste in un centro di produzione della ceramica risalente al periodo greco-romano, più precisamente dal III sec. a.C. al I sec. d.C. L’area artigianale conserva ancora le tracce di ogni fase produttiva: una vasca dove l’argilla veniva impastata e mescolata con acqua e altri materiali (in molte pitture vediamo come l’operazione venisse effettuata con i piedi – e non nel senso che fosse fatta male…); il punto in cui la materia prima era modellata, dove sono stati ritrovati attrezzi in metallo, una porzione della ruota del tornio e alcuni vasi crudi; lo spiazzo per l’essiccazione al sole prima della cottura; i grandi forni circolari a corrente ascensionale (l’aria calda veniva canalizzata verso l’alto), costruiti con mattoni mattoni rossi nella parte interna e mattoni crudi all’esterno (foto in alto). Nelle camere di cottura si trovavano ancora diverse forme ceramiche.

Come anticipato, però, il sito era frequentato già da molto prima e gli archeologi hanno scavato anche i resti di un villaggio protodinastico (3150-2700 a.C.), con abitazioni in mattoni di fango, forni e silos per la conservazione dei cereali. Inoltre, è stata trovata un’area sepolcrale con tombe di diverse epoche che vanno dalle più antiche sepolture a fossa in posizione fetale a più recenti strutture in mattoni crudi. Questa coesintenza ha reso l’annuncio ufficiale del ministero un po’ confuso, mescolano oggetti cronologicamente molto lontani; tra le foto in basso, infatti, si vedono monete tolemaiche (in alto a destra) e vasi in pietra di Antico Regno (in basso a sinistra).


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Nuove mummie di epoca greco-romana a Taposiris Magna (e no, niente Cleopatra)

Source: Ministry of Tourism and Antiquities

Non saranno paragonabili alla tomba di Cleopatra, ma le ultime scoperte a Taposiris Magna sono comunque interessanti.

Il team dominicano-egiziano diretto da Kathleen Martínez ha individuato nuove sepolture di epoca greco-romana a poche centinaia di metri dal  tempio dedicato a Iside da Tolomeo IV (222-204 a.C.), nel sito a 50 km a ovest da Alessandria tirato in ballo ogni anno, in primis dalla direttrice della missione e poi dai giornali di tutto il mondo, come luogo di sepoltura della celebre regina e di Marco Antonio.

In 16 pozzi funerari scavati nella roccia sono state trovate mummie in cattivo stato di conservazione che però mantengono resti di cartonnage dorato e lingue in lamina d’oro posizionate nella bocca così da permettere ai defunti di parlare nell’aldilà (in basso a destra).

Inoltre, le persone qui sepolte sono ritratte idealmente in diversi busti in calcare (foto in alto).

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Scoperta fortezza di epoca romana nel Sinai settentrionale

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Source: Ministy of Tourism and Antiquities

A Tell el-Saqr, località nei pressi di Port Said nel Sinai settentrionale, è stata scoperta per caso una fortezza risalente al periodo romano. L’area, infatti, posta a pochi chilometri sia dalla costa del Mediterraneo che dal Canale di Suez, è molto importante per il commercio e la produzione industriale dell’Egitto e per questo è interessata da diversi interventi infrastrutturali; proprio durante la realizzazione di una strada è stato individuato il sito.

Nonostante la casualità del ritrovamento, la zona è già nota per la presenza di diverse strutture difensive che servivano a proteggere il confine orientale lungo la cosiddetta “Via di Horus” (per approfondire, consiglio l’articolo di Alberto Pollastrini). Questa volta, però, grazie alla datazione fornita da ceramica e mattoni cotti, la fortezza sembrerebbe risalire al periodo romano.

Al momento sono stati messi in luce diversi muri con una torre circolare nell’angolo sud-occidentale e due torri a forma di U sul lato est. L’edificio è stato poi trasformato in epoca bizantina e islamica in stazione idrica con la costruzione di serbatoi rivestiti in malta isolante. L’approvvigionamento dell’acqua era infatti vitale per le carovane di passaggio nella zona dopo l’insabbiamento del ramo pelusiaco del Nilo.

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Scoperto arsenale greco-romano nei pressi del Canale di Suez

Source: MoA

A Tell Abu Sefeh, località situata nel nord-ovest del Sinai, 3 km a est del Canale di Suez, gli archeologi egiziani hanno individuato un piccolo arsenale di epoca greco-romana. Nel sito si costruivano e riparavano imbarcazioni che venivano trasportate a secco in almeno due bacini di careneggio. Le due vasche in questione erano rettangolari e realizzate con muri in blocchi di calcare che, tuttavia, sono stati quasi tutti asportati e riutilizzati in epoche successive quando, a causa dell’insabbiamento del ramo pelusiaco del Nilo, la struttura perse la sua utilità. Il bacino più grande, quello est, è largo 6 metri e lungo 25.

La funzione del centro è stata confermata anche dai reperti ritrovati che, oltre a ceramica locale e importata e a resti di pesci, comprendono materiali e attrezzi tipici di un’officina navale come tavole di legno e chiodi in bronzo e ferro.

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Scoperto tempio greco-romano a 50 km dall’Oasi di Siwa

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Source: MoA

Ad Al-Salam, località situata circa 50 km a est dall’Oasi di Siwa, la missione diretta da Abdel Aziz El-Demery ha scoperto un nuovo tempio di età greco-romana. Gli archeologi egiziani hanno finora scavato la parte anteriore della struttura, comprese la facciata, l’entrata principale, alcune fondazioni e le mura perimetrali della prima corte. Tra i blocchi in calcare recuperati, ne spiccano alcuni che conservano ancora le classiche decorazioni architettoniche dell’epoca, in particolare la cornice a “kyma ionico” (modanatura con ovuli e lancette; foto in basso a sinistra) e dentelli. Inoltre, sono stati individuati diversi reperti come contenitori ceramici, monete, la testa di una statua maschile e due leoni in calcare.

La scoperta conferma l’importanza dell’area soprattutto dal periodo tolemaico. Non a caso, la vicina Oasi di Siwa, nel Deserto Occidentale al confine con la Libia, si ricorda per l’Oracolo di Amon che, nel 332 a.C., avrebbe rivelato ad Alessandro Magno la sua origine divina e la buona riuscita delle sue campagne militari.

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3 scoperte nella provincia di Assuan

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Source: MoA

Stamattina Mostafa Waziry, segretario generale del Supreme Council of Antiquities, ha annunciato non una, non due, ma ben tre scoperte effettuate nella provincia di Assuan.

La prima riguarda il Gebel el Silsila Project, diretto da Maria NilssonJohn Ward (Lund University, Svezia), nell’ambito del quale, come all’inizio di quest’anno, sono state ritrovate quattro tombe rupestri di XVIII dinastia (1543-1292 a.C.). Questa volta, ad essere inumati nelle antiche cave di arenaria situate tra Edfu e Kom Ombo, sono dei bambini di 2/3, 6/9, 5/8 e 5/8 anni. I loro corpi mummificati giacevano con resti dei sarcofagi lignei e alcuni oggetti del corredo come amuleti e vasi di ceramica (foto a sinistra).

https://gebelelsilsilaepigraphicsurveyproject.blogspot.it/

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Source: MoA

Circa 15 km a sud, a Kom Ombo, la missione egiziano-austriaca diretta da Irene Forstner-Müller ha individuato un cimitero risalente al I Periodo Intermedio (2192 – 2055 a.C.), epoca in cui le aree periferiche dell’Egitto acquisirono sempre più potere portando alla frammentazione dell’unità nazionale e alla creazione di ‘dinastie’ locali. Qui i defunti erano sepolti con vasi ceramici in tombe costruite in mattoni crudi (immagine a destra). Tuttavia, sembrerebbe che la necropoli copra resti più antichi, in particolare un insediamento di Antico Regno perché è stata scoperta una porzione del cartiglio con il praenomen di Sahura, faraone di V dinastia (2500-2490): sAH w [ra] (foto in basso).

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Source: MoA

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.https://www.oeaw.ac.at/oeai/forschung/siedlungsarchaeologie-und-urbanistik/kom-ombo-stadt-und-hinterland/

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Source: MoA

Infine, proprio ad Assuan, la missione svizzera diretta da Wolfgang Müller ha scoperto una statua frammentaria di epoca greco-romana. La scultura, realizzata in calcare (14 x 9 cm), manca della testa e dei piedi, ma, grazie alla resa degli abiti, può essere interpretata come la rappresentazione della dea della caccia Artemide, in Egitto assimilata con Bastet o Iside.

http://swissinst.ch/html/forschung_neu.html

 

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Deir el-Banat, scoperta mummia greco-romana

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Source: MoA

La missione del Centro per gli Studi Egittologici dell’Accademia Russa delle Scienze (CESRAS) ha scoperto un sarcofago con una mummia di età greco-romana. Il ritrovamento è stato effettuato a Deir el-Banat, necropoli situata in pieno deserto oltre il bordo sud-orientale del Fayyum. Nonostante la bara di legno sia piuttosto danneggiata (foto in basso), la mummia, avvolta in un sudario di lino, è fortunatamente in ottimo stato di conservazione e presenta ancora maschera con lamina d’oro per il volto e copertura in cartonnage dai colori vividi (foto in alto, con tanto di dito sull’obiettivo). Mancano iscrizioni, ma sul torso, sotto la parrucca, si vedono il collare usekh, la dea alata del cielo Nut e i 4 figli di Horus (Duamutef, Hapi, Qebehsenuef, Imsety). Le tombe di questo cimitero vanno dal periodo tolemaico a quello copto e sono state quasi tutte depredate, ma gli archeologi del CESRAS, diretti da Galina Belova, hanno individuato diverse sepolture intatte.

http://www.cesras.ru/deyatelnost/arheologiya/fajjum-dejr-al-banat

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Source: MoA

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Scoperte tre tombe tolemaiche nei pressi di Minya

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Source: MoA

El-Kamil El-Sahrawi (S-E di Samalut, governatorato di el-Minya, proprio dove qualche giorno fa è stato arrestato un tombarolo con rilievi di Seti II), la missione egiziana diretta da Ali al-Bakry ha individuato tre nuove tombe di età tolemaica. Nell’area si scava ormai da due anni ed erano note già altre 20 sepolture in forma di catacombe. È evidente, quindi, che si tratti di un’ampia zona cimiteriale utilizzata, secondo la datazione derivante dalla ceramica, dalla XXVII dinastia (525-404 a.C.) al periodo greco-romano. Inoltre, la scoperta per la prima volta di resti ossei appartenenti a donne e bambini ha spinto Ayman Ashmawy, nuovo direttore del Settore delle Antichità Egizie del MoA, a ipotizzare che il sito corrispondesse a una città vera e propria e non solo a un avamposto militare come si pensava fino ad ora.

La prima tomba consiste in un pozzo scavato nella roccia che conduce alla camera funeraria con quattro sarcofagi antropoidi in pietra e 9 loculi scavati lungo le pareti (immagine in alto). La seconda presenta due stanze in fondo al pozzo, la prima delle quali con due sarcofagi e 6 nicchie (una piccola per un bambino), mentre l’altra conservava solo i resti di un sarcofago ligneo. Infine, la terza tomba deve essere ancora scavata (foto in basso a destra).

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