Articoli con tag: periodo romano

Oasi di Dakhla: scoperte 5 tombe d’epoca romana

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Source: MoA

Nell’Oasi di Dakhla, una delle principali aree verdi del Deserto Occidentale (380 km a ovest di Luxor), gli archeologi egiziani diretti da Magdi Ibrahim hanno scoperto nell’ultimo anno cinque tombe risalenti al periodo romano. Più precisamente, il ritrovamento è stato effettuato a Bir Shagala, una delle necropoli della città di Mut, attuale capoluogo della provincia ma centro amministrativo dell’Oasi fin dall’Antico Regno. Il sito è già noto per strutture simili di questo periodo e la stessa missione ne aveva scavate altre 8 in precedenza.

Le “nuove” sepolture sono tutte costruite con mattoni crudi. La prima presenta un’ingresso che conduce a un ambiente trasversale e a due camere funerarie. La seconda manca dell’atrio, ma ha ancora la copertura a volta. Della terza è stata scavata per il momento solo la parte superiore a forma di piramide. Strutture piramidali sono rare per il periodo romano per il resto dell’Egitto, tuttavia sono comuni a Dakhla e in particolare a Bir Shagala. Infine, le ultime tombe hanno l’entrata in comune che porta alle due stanze sepolcrali.

Dei corredi si sono conservati diversi vasi in ceramica, una maschera funeraria in gesso dipinto (immagine in basso a destra), la base di una piccola sfinge in arenaria (14 x 12,7 cm) e due ostraka con un testo geroglifico e uno in ieratico.

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Ritrovamenti archeologici ad Alessandria d’Egitto

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Source: MSA

Nell’arco di pochi giorni, sono state annunciate due scoperte effettuate nella città di Alessandria. Il ministro delle Antichità oggi ha visitato la missione egiziana nel quartiere di Moharam Bek, dove è stato scavato un pavimento di età romana in opus spicatum (foto in alto), tipologia che prevede la disposizione di laterizi di taglio a spina di pesce. Queste strutture erano utilizzate per esterni o ambienti di servizio; non a caso, l’area di Hend era già nota per la presenza di centri produttivi dell’epoca con forni per ceramica e vetro.

Poche centinaia di metri più a nord, intorno ai Giardini Shallalat, una squadra greca ha individuato un tunnel scavato nella roccia a una profondità di 10 metri, dove sorgevano i Quartieri reali della corte tolemaica. Non sono stati forniti altri particolari. La missione, diretta da Kalliopi Papakosta, lavora qui ormai da 21 anni e fa capo a un’istituzione privata, l’Hellenic Research Institute of the Alexandrian Civilazation (H.R.I.A.C.), che si occupa della diffusione della cultura ellenistica al di fuori della Grecia.

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Source: newsbeast.gr

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Il cimitero degli animali domestici di Berenice

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Source: ibtimes.co.uk

Vi avevo già parlato del curioso ritrovamento di una serie di sepolture animali a Berenice, importantissima città portuale fondata nel 275 a.C. da Tolomeo II (285-246) come punto di partenza dalla costa del Mar Rosso per le spedizioni commerciali verso il Corno d’Africa, l’Arabia e l’India. La speciale necropoli, scoperta nel 2011 dalla missione americano-polacca diretta da Steven Sidebotham (University of Delaware) e Iwona Zych (Uniwersytet Warszawski), si trova a nord-est del porto e ora, al completamento dello scavo dell’area, permette uno studio complessivo da parte dell’archeozoologa Marta Osypińska (Polska Akademia Nauk, Poznań). Le piccole fosse contengono corpi deposti con cura, ma non mummificati, di 86 gatti domestici, 9 cani, 3 cercopitechi e 1 babbuino verde (il cui nome scientifico, Papio anubis, è un chiaro riferimento alla somiglianza con il dio). Le sepolture, tranne che per tre casi, sono tutte individuali, sottolineando l’importanza che era stata data agli inumati. Due gatti sono stati ritrovati con un pendente in madreperla al collo, mentre altri tre felini e una scimmia avevano ancora un collare in ferro. Pare delinearsi, quindi, un vero e proprio cimitero di animali domestici utilizzato tra l’ultimo quarto del I sec. d.C. e la prima metà del II. Infatti, al contrario di quello che si poteva pensare all’inizio, non si tratta di una fossa comune per le vittime di una epidemia perché non sono state individuate patologie diffuse (tuttavia, interessante è il più antico caso di tumore in un cane); né tanto meno si può parlare di deposito cultuale di ex voto alle divinità perché non sono stati riscontrati segni di uccisione intenzionale, pratica largamente diffusa nel Periodo Tardo e in quello greco-romano.

L’articolo originale pubblicato nell’ultimo numero di Antiquity (90,354, dicembre 2016): https://www.cambridge.org/core/services/aop-cambridge-core/content/view/3E9F9F08ABB32E00E56595C8D1187B0B/S0003598X16001812a.pdf/div-class-title-pet-cats-at-the-early-roman-red-sea-port-of-berenike-egypt-div.pdf

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