Articoli con tag: Piramide di Cheope

#ScanPyramids: confermate le anomalie della Piramide di Cheope

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Dopo un anno di ricerca, si cominciano a trarre le prime conclusioni per lo ScanPyramids Project; tuttavia, rispetto a quanto detto finora, le novità sono veramente poche. Il progetto internazionale mirava ad analizzare la struttura interna delle grandi piramidi di IV dinastia grazie all’uso delle tecnologie più avanzate come laser scanner, termografia a infrarossi e radiografia muonica. In questi 12 mesi, sono state studiate, alla ricerca di eventuali camere sconosciute, la Piramide romboidale di Snofru e la quella di Cheope. Se la prima è servita, più che altro, per tarare gli strumenti, nella seconda sono state evidenziate due anomalie nell’angolo nord-est e poco sopra l’ingresso alla rampa discendente sul lato nord. Al momento, non si conoscono ulteriori dettagli. Ieri, infatti, Hany Helal e Tayoubi Mehdi, direttore e vicedirettore del progetto, hanno presentato questi risultati al comitato scientifico formato, per conto del Ministero delle Antichità, da Zahi Hawass, Mark Lehner (dir. Ancient Egypt Research Associates), Miroslav Barta (dir. della missione ceca a Saqqara) e Rainer Stadelmann (ex dir. del Deutschen Archäologischen Institut Kairo). Durante l’incontro è stato deciso di prolungare di un anno la concessione di ricerca così da determinare dimensioni e natura delle anomalie.

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Aggiornamento (15 ottobre 2016):

L’HiP.Institute ha rilasciato una relazione che fornisce maggiori informazioni sui risultati conseguiti nell’ultimo anno. L’anomalia sul lato nord (immagine in alto), quella in prospettiva più promettente, sembrerebbe coincidere con un “vuoto” dietro l’ingresso originale. Forma, dimensioni ed esatta posizione di questa anomalia saranno determinate, alla fine di ottobre, con una ulteriore scansione muonica che prevede 12 piattaforme istallate nel corridoio discendente. Sull’angolo N-E, invece, sarebbe stata individuata una cavità a 105 metri d’altezza.

http://www.hip.institute/press/HIP_INSTITUTE_CP9_EN.pdf

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L’imperfezione della Piramide di Cheope

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Credit: Mark Lehner

Il titolo dell’articolo è ovviamente una provocazione verso tutti coloro che, convinti dell’esistenza di avanzatissime tecnologie scomparse nell’antichità, parlano di costruzioni del passato più precise di quelle contemporanee. Il recente studio dell’ingegnere Glen Dash e dell’egittologo Mark Lehner – che da anni dirige a Giza la missione dell’Ancient Egypt Research Associates (AERA) -, infatti, ha portato a dati perfettamente ipotizzabili e che, comunque, non tolgono niente alla perizia tecnica utilizzata per realizzare una delle 7 meraviglie del mondo antico: la base della Piramide di Cheope non è perfettamente quadrata.

Il grande monumento funebre, costruito intorno al 2560 a.C. (e non 12 mila anni fa…), originariamente era ricoperto da lastre di calcare che, nel corso dei secoli, sono state asportate come materiale edile di riuso. Proprio la mancanza del rivestimento non ha permesso finora una misurazione precisa delle dimensioni della piramide. Tuttavia, i ricercatori della Glen Dash Foundation hanno considerato i pochi blocchi rimasti alla base (immagine in alto) e gli 84 segni ancora visibili sulla piattaforma dove poggiavano calcolando, con metodi statistici, il vero andamento del perimetro. In base ai calcoli effettuati, il lato est misurerebbe dai 230,295 ai 230,373 m, mentre quello ovest dai 230,378 ai 230,436 m portando, così, a una differenza di soli 8,3-14,1 cm. Un’inezia se paragonata alla stazza della piramide ma sufficiente, forse, a smontare qualche teoria fantarcheologica.

Per maggiori informazioni: http://dashfoundation.com/downloads/archaeology/as-published/AERAGRAM16_2_GDash.pdf 

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Arrestati tre uomini per aver venduto pezzi delle piramidi di Giza: il VIDEO

Che l’area archeologica di Giza non fosse il posto più accogliente per i visitatori si sapeva già da tempo, ma ora è stato oltrepassato ogni limite di decenza. Ai cumuli di spazzatura, alle decine di invasivi venditori di souvenir, ai mucchi di escrementi di cavalli e dromedari, si sono aggiunti anche criminali, perché non possono essere definiti diversamente, che vendono veri pezzi delle piramidi. Rumor giravano ormai da una settimana, ma erano stati smentiti ufficialmente dalle autorità locali del Ministero delle Antichità (il vizio di insabbiare verità scomode è purtroppo ben noto a noi Italiani a causa delle ultime tragiche notizie di cronaca).

Ma, dopo la diffusione di ieri di un video girato da giornalisti di Dotmsr, oggi la Polizia per il Turismo e le Antichità è stata “costretta” ad arrestare tre uomini, conducenti di cammelli, sospettati di aver martellato blocchi della Piramide di Micerino e di aver venduto i frammenti di roccia a turisti per 250-5000 LE (dai 28 ai 570 euro circa).

Questa vergogna si aggiunge alla bravata di un giovane tedesco, Andrej Ciesielski, che, un paio di giorni prima, aveva scalato indisturbato la Grande Piramide riprendendo l’ascesa con la sua Go-Pro e meritandosi, così, la cacciata a vita dall’Egitto (e gli è andata bene visto che la pena prevista dalla legge egiziana prevede fino a tre anni di prigione).

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Da rifare il processo a Erdmann e Görlitz

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Source: mz-web.de

Ricordate il caso Görlitz-Erdmann? I due ciarlatani beccati a rubare campioni di roccia all’interno della Grande Piramide di Giza per provarne la datazione a 13.000 anni fa? Se non ne avete mai sentito parlare, qui potete trovare tutti i particolari della vicenda. In ogni caso, i due tedeschi, più il loro cameraman, erano stati condannati in contumacia (ovviamente perché scappati dall’Egitto) a 5 anni di carcere, soprattutto per aver raschiato pigmenti di un cartiglio di Cheope. Ma, nonostante la richiesta ufficiale all’Interpol di un mandato di cattura internazionale, in patria se l’erano cavata solo con una multa di 1200 euro. I sei egiziani accusati di averli aiutati, invece, sono stati puniti con 22 mesi di reclusione. Ora, però, il quotidiano regionale della Bassa Sassonia Mitteldeutsche Zeitung fornisce qualche speranza ai due “pseudo-archeologi” segnalando che gli avvocati di uno dei complici, il tour operator Fergany Al Komaty, sono riusciti a far riaprire il caso e a far liberare il loro assistito dopo 18 mesi. Poi, sono stati rilasciati anche gli altri cinque, tre ispettori del Ministero delle Antichità e due guardiani del sito. Sembra, infatti, che alcuni capi d’imputazione siano stati messi in dubbio e che, per questo, sia necessario iniziare un nuovo processo. Erdmann e Görlitz sperano che cada l’accusa più grave che loro hanno sempre rigettato, cioè quella di aver danneggiato il cartiglio reale tracciato in rosso nella “Campbell’s Chamber”.

http://www.mz-web.de/mitteldeutschland/archaeologe-dominique-goerlitz-aegypten-laesst-alle-helfer-von-sachsens-indiana-jones-frei,20641266,32950342.html

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“ScanPyramids”: al via la misurazione dei muoni

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Source: MSA

“ScanPyramids” va avanti verso la scoperta di dati ancora sconosciuti sulle grandi piramidi della IV dinastia. Dopo le analisi termografiche che, un mese fa, hanno rilevato interessanti anomalie, soprattutto alla base della Piramide di Cheope (un nuovo corridoio?), si è appena passati alla fase tecnologicamente più avanzata del progetto: la radiografia muonica. Tale tecnica permette di misurare la quantità assorbita di muoni, particelle con carica negativa che si formano dallo scontro dei raggi cosmici con gli atomi dell’atmosfera, dopo il loro attraversamento di strutture solide. Il metodo è stato elaborato in Giappone per il monitoraggio dei vulcani (recentemente anche per il Vesuvio) ed è stato applicato perfino per verificare, a distanza di sicurezza, la situazione dei reattori di Fukushima dopo l’incidente nucleare del 2011. In questo modo, posizionando sensori in punti strategici nelle piramidi, è possibile studiarne il nucleo interno e individuare eventuali spazi vuoti come camere o passaggi. Il team del Prof. Kunihiro Morishima (Nagoya University), dopo aver realizzato una serie di test per tarare le strumentazioni sulle caratteristiche chimico-fisiche dell’area (temperatura, umidità, materiali usati, ecc.), ha già terminato l’istallazione del sistema di rilevamento nella camera inferiore della “Piramide romboidale” di Dashur. Quaranta piastre, per una superficie totale di 3 m² (vedi foto in alto), presentano ognuna due pellicole con un’emulsione sensibile ai muoni che permetterà di quantificarne l’assorbimento e la deviazione nelle prime settimane del 2016. La stessa istallazione sta per essere completata anche nella “Camera della Regina” della Grande Piramide di Giza.

Il sito del progetto: http://www.scanpyramids.org/

Il video dei primi risultati: https://vimeo.com/148674296

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Riscontrata anomalia termica nella Piramide di Cheope: un nuovo corridoio?

A Giza, si è appena conclusa la conferenza stampa, prevista per le 17:00, del ministro delle Antichità El-Damaty sui primi risultati dellloScanPyramids Project. Dopo due settimane di analisi agli infrarossi delle superfici esterne delle quattro piramidi in questione (Cheope, Chefren, “romboidale” e “rossa” di Snefru a Dashur), sono stati ricavati dati che potrebbero portare a scoperte potenzialmente eccezionali. Le prospezioni termografiche degli esperti canadesi dell’Université Laval hanno evidenziato alcune anomalie termiche di cui una è particolarmente rilevante. Sulla facciata est della Piramide di Cheope, all’altezza della base, due blocchi presentano una differenza di 6° C in fase di riscaldamento (alba) e di 3° C in raffreddamento (notte), dovuta all’utilizzo di materiali diversi, con conseguenti altre proprietà di conduzione del calore, o, caso molto più accattivante, a una zona vuota retrostante. Che sia un corridoio mai individuato finora? Al livello attuale degli studi, però, non si possono ancora fare ipotesi perché tutti i dati saranno analizzati nei prossimi giorni dagli ingegneri dell’HIP.institute che realizzeranno simulazioni e modellazioni 3D.

Il video del discorso di El-Damaty (anche se di scarsa qualità):

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Solo una multa per Görlitz ed Erdmann per aver prelevato campioni dalla Piramide di Cheope

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Ricordate la vicenda di  Dominique Görlitz e Stefan Erdmann? I due ciarlatani tedeschi che, con la connivenza di funzionari e guardiani egiziani, avevano prelevato campioni dalla Piramide di Cheope per poi portarli in Germania a farli datare, possibilmente a 13.000 anni fa secondo le loro teorie (qui la storia completa). Il caso era finito alla Corte Penale del Cairo con l’arresto a 5 anni per i sei complici locali e un mandato di cattura per Görlitz, Erdmann e il loro cameraman che, ovviamente, si sono ben visto dal tornare in Egitto.

Parallelamente, però, anche la Procura federale tedesca e la Corte distrettuale di Chemnitz (Sassonia) hanno avviato delle indagini che hanno portato, lo scorso 4 marzo, al solo pagamento di una multa di 1200 euro per mancanza di precedenti penali. Lo stesso Görlitz, in una nota sul suo sito, ha ammesso parte delle colpe dicendo che non avrebbero dovuto portare via i frammenti di roccia prelevati senza autorizzazione. Per il resto, ha aggiunto che l’intera operazione era stata organizzata legittimamente con il beneplacito dello SCA e che nessuno si è permesso di toccare la porzione di parete con il cartiglio di Cheope, l’accusa più grave a loro imputata.

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Scoperto tratto della rampa processionale della Grande Piramide

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Source: en.albawabhnews.com/49519

Notizia da prendere con le molle perché ancora non confermata da fonti ufficiali, ma, da un paio di giorni, i media egiziani (primo tra tutti, gate.ahram.org.eg) stanno diffondendo immagini di quella che sarebbe una grande scoperta: un tratto della rampa processionale che collegava il tempio funerario di Cheope, alla base della Grande Piramide, e il tempio a valle.

Siamo abituati a vedere belle cartoline della piana con le tre piramidi che si stagliano sul deserto, ma basterebbe girare la testa dall’altra parte per accorgersi che lo sviluppo urbano incontrollato del Cairo sfiora ormai l’area archeologica. Proprio per questo, il tempio a valle e gran parte della rampa sono spariti, inghiottiti dal moderno villaggio di Nazlet es-Simman (vedi in basso) in cui vivono circa 70.000 persone. Sarebbe stato proprio uno degli abitanti ad effettuare la scoperta, scavando illegalmente un pozzo di 10 metri sotto la sua abitazione che ha incrociato il corridoio composto da grandi blocchi di calcare. Dalle foto, si vedono il tunnel e la vicinanza dello scavo alla Piramide di Cheope, oltre al comitato di esperti, tra cui Kamal Wahid, direttore generale delle Antichità di Giza, accorsi a controllare.

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Source: touregypt.net

Non sarebbe il primo ritrovamento del genere perché, alla fine degli anni ’80, durante l’istallazione di una fogna, vennero fuori blocchi di calcare, mattoni crudi e una pavimentazione in basalto che Zahi Hawass interpretò come parte del tempio a valle e la continuazione della rampa, la cui lunghezza è stimata tra gli 810 e 825 metri. Però, nessuna campagna di scavo venne organizzata e non se ne seppe più niente.

Ora, aspetto ulteriori dettagli, quindi… stay tuned!

 

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Caso del furto di campioni dalla Grande Piramide: deferito Zahi Hawass!

egyot-hawass21rv1Oggi, la Corte Penale di Giza guidata dal giudice Mahmoud Kamel Sami ha condannato a 5 anni di carcere i nove imputati nel caso del furto di campioni dalla Piramide di Cheope (qui i particolari). Ad essere puniti saranno sei cittadini egiziani, tra cui tre custodi della piramide e un proprietario di un’agenzia turistica, complici di Dominique Görlitz, Stefan Erdmann e il loro cameraman che avevano portato in Germania frammenti di intonaco dalla cosiddetta “Campbell’s Chamber” per provare la datazione della struttura a 13.000 anni fa. Ovviamente, i tre tedeschi non sono reperibili.

Ma a far scalpore è la notizia che sta rimbalzando tra le agenzie di stampa locali e che parla di un presunto coinvolgimento dell’ex Ministro delle Antichità, Zahi Hawass. La Corte avrebbe deferito alla procura generale Hawass, già accusato più volte di corruzione e di spreco di denaro pubblico, per aver infranto la legge e per non aver adottato le misure necessarie per impedire il reato. Sembrava strano, infatti, che senza il benestare dall’alto, i tre siano entrati con strumentazioni ingombranti e ben visibili in aree normalmente chiuse al pubblico e fuori l’orario di apertura.

 

 

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“Visitando” l’Egitto con Google Street View

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Le Google Cars (in questo caso le Google Bikes) sono arrivate in Egitto. Finalmente, il servizio di Street View  è disponibile anche per alcuni tra i principali siti archeologici e culturali della Valle del Nilo. Da oggi, sarà possibile “visitare” con il solo movimento del mouse la Piana di Giza, la necropoli di Saqqara e alcuni tra i più importanti luoghi della storia cristiana e islamica del nord del Paese. Oltre alla Sfinge e alle di piramidi di Cheope, Chefren, Micerino e Djoser (sono evidenti gli interventi del restauro…), il tour virtuale di Google Maps comprende anche la cittadella medievale e la Chiesa “Sospesa” della Vecchia Cairo, il complesso di monasteri copti di Abu Mena e la fortificazione del XV secolo di Qaitbat ad Alessandria.

http://googleitalia.blogspot.it/2014/09/a-spasso-tra-le-piramidi-con-street.html

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