Articoli con tag: predinastico

Scoperte nel Delta tombe predinastiche e di II Periodo Intermedio

Source: MoA

A Kom el-Khelgan, sito del Delta nord-orientale nei pressi di Tell el-Samara, una missione egiziana ha scoperto una serie di tombe che vanno dal Predinastico al II Periodo Intermedio.
Le 20 sepolture più antiche risalgono alla fase Naqada III (3300-3050 a.C. circa) e presentano semplici deposizioni in fossa con i morti rivolti in posizione fetale verso nord, ovest o est. Il corredo comprende ceramiche, coltelli e altri oggetti in pietra come le classiche tavolozze predinastiche.
Le altre tombe, invece, si datano al periodo in cui l’area era sotto il controllo degli Hyksos (1650-1550 circa). Anche in questo caso, sono stati ritrovati vasi di diverse tipologie come le famose “ceramiche Tell el-Yahudiya”, produzione tipica del Medio Bronzo ed esportata in tutto il Mediterraneo orientale. Scoperti anche un vaso globulare che conteneva 7 scarabei (6 iscritti in faience e uno in pietra dura) e ossa di animali.

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Scoperta la più antica iscrizione geroglifica monumentale

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Source: MoA

A El-Khawy, sito rupestre dell’area di El-Kab (60 km a sud di Luxor), è stata individuata un’iscrizione con geroglifici di oltre 5250 anni. A effettuare la scoperta, la missione congiunta della Yale University e dei Musées royaux d’Art et d’Histoire di Bruxelles. Secondo il co-direttore John Coleman Darnell, i segni risalirebbero al 3250 a.C. corrispondendo, così, a uno dei primi esempi del sistema di scrittura egiziano. Evitando sensazionalismi inutili, probabilmente non è il primo in assoluto perché le etichette della tomba U-j di Umm el-Qa’ab, forse appartenuta al re Scorpione I, si datano dal 3320 al 3150; resta comunque la forma più antica conosciuta di protogeroglifici monumentali vista la loro altezza di circa mezzo metro.

Il pannello, leggibile da destra verso sinistra, vede quattro segni: una testa di toro su un corto palo e due becchi a sella (una specie di cicogna africana, Ephippiorhynchus senegalensis) posti simmetricamente di spalle con al centro un ibis. Secondo Darnell, questa disposizione è comune nelle successive rappresentazioni del ciclo solare e del concetto di luminosità, implicando l’autorità reale sul cosmo. Se quest’ipotesi fosse confermata, nascerebbe un bel quesito sull’origine stessa della scrittura, finora collegata al diffondersi di simboli amministrativi dal principale centro di potere egiziano pre- e protodinastico che era Abido.

http://news.yale.edu/2017/06/20/yale-archaeologists-discover-earliest-monumental-egyptian-hieroglyphs

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Assuan, scoperte incisioni rupestri preistoriche

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Source: MSA

Una settimana fa, l’ormai ex-ministro El-Damaty aveva annunciato una scoperta che è stata un po’ offuscata dalle news in arrivo dalla tomba di Tutankhamon, ma che non potevo omettere di segnalare per la sua importanza. A Qubbet el-Hawa, riva ovest di Assuan, gli archeologi dell’Università di Bonn hanno individuato le più antiche incisioni rupestri della zona. I 15 graffiti rappresentano bovini e animali selvatici come stambecchi, gazzelle, giraffe e struzzi in scene di caccia dal valore rituale. La presenza di questi petroglifi attesta che l’area, nota soprattutto per le tombe dei nomarchi dell’Antico Regno, era frequentata anche nel periodo predinastico.

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Le prime mummificazioni artificiali sarebbero più antiche di 1500 anni

I risultati di uno studio ultradecennale su alcune bende funerarie potrebbero resettare le nostre conoscenze tradizionali sulla mummificazione artificiale in Egitto. Le prime sporadiche tracce d’imbalsamazione non naturale risalgono alla IV dinastia (2620-2500), anche se il processo cominciò a diventare di uso “comune” tra la fine dell’Antico Regno e l’inizio del Medio Regno. Secondo Jana Jones (Macquarie University, Sidney), invece, questa data andrebbe spostata indietro di circa 1500 anni.

L’ipotesi si basa sull’analisi di tessuti conservati in alcuni musei britannici (soprattutto il Bolton Museum) e che provengono dalle necropoli di Mostagedda, Badari e Hierakonpolis collocabili tra il Neolitico e il Tardo Predinastico (4500-3100). I circa 50 campioni di lino presi in considerazione dalla Jones, da Stephen Buckley (University of York) e da Thomas Higham (Oxford University) sono stati sottoposti a spettrometria di massa, gascromatografia e desorbimento termico rivelando una miscela con proprietà antibatteriche a base di grassi animali e prodotti vegetali. Nella maggior parte dei casi, la “ricetta” prevede 3/4 di grasso o olio più resina di pino (proveniente dal SE dell’Anatolia), estratto di piante aromatiche, gomma vegetale o zucchero e petrolio naturale.

L’utilizzo di questi materiali indicherebbe una volontà molto antica di preservare i tessuti molli dei cadaveri aiutando l’azione naturale del clima caldo e secco del deserto. Quindi, se confermata, la scoperta sarebbe importantissima, ma ho dei dubbi. Ci si può fidare di reperti provenienti da scavi degli anni ’20 e ’30 non corredati dei resti umani (leggendo i diari di scavo si capisce che gli archeologi non fossero per niente interessati ai corpi) né tanto meno di una sufficiente documentazione?

L’articolo originale: http://www.plosone.org/article/info%3Adoi%2F10.1371%2Fjournal.pone.0103608

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Hierakonpolis, scoperta tomba di 5600 anni

Hierakonpolis tomb assemblage by Luxor Times

Source: Luxor Times Magazine

Kom el-Ahmar, l’antica Nekhen o Hierakonpolis, è stata scoperta una tomba predinastica risalente al 3600 a.C. Gli archeologi diretti da Renee Friedman hanno individuato una sepoltura con resti umani 500 anni più antichi di Narmer, antichissimo sovrano la cui paletta cerimoniale proviene proprio dallo stesso sito. Il defunto, morto giovane tra i 17 e i 20 anni, doveva essere membro dell’élite perché il corredo funebre comprende una rara statuetta barbata d’avorio che rappresenterebbe una divinità o lo stesso morto (in basso a sinistra nella foto), 10 pettini di avorio e numerosi strumenti litici e armi.

P.S. 100° post del blog!

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