Articoli con tag: preistoria

Sinai meridionale, documentata grotta con pitture rupestri di 12.000 anni

82790250_2802450053133960_267920575320555520_n

Source: Ministry of Tourism and Antiquities

È terminata la documentazione delle pitture rupestri di una grotta del Sinai meridionale, 60 km a sud-est di Serabit el-Khadim (uno dei siti archeologici più noti della penisola, soprattutto per le sue miniere di turchese) e 30 km a nord dal monastero di Santa Caterina. Il luogo era stato segnalato lo scorso anno da un escursionista che lo aveva scoperto per caso, ma la presenza di ossa di animali e rifiuti vari conferma una frequentazione continua dei beduini del deserto.

Le pareti e il soffitto di arenaria dell’antro – profondo 5 metri, largo 22 e alto 3,5 – sono completamente ricoperti da disegni in ocra rossa, alcuni dei quali vecchi di 12.000 anni. Secondo Hisham Hussein, direttore generale delle Antichità del Sinai del Nord e capo della missione che ha realizzato lo studio, le pitture possono essere divise in tre gruppi: il più antico, posto nella parte più interna della grotta, risalirebbe a un periodo compreso tra il 10.000 e il 5.500 a.C. e comprende impronte di mani e figure di quadrupedi come asini o muli; il secondo è collocabile nell’Età del Rame (4.400-3200 a.C. circa) e presenta scene con donne stilizzate e animali; l’ultimo, il più recente, è successivo al periodo greco-romano per la presenza di figure di dromedari, precedentemente non diffusi in Egitto.

Categorie: scoperte | Tag: , , , , | Lascia un commento

10.000 AC (blooper egittologici)

Ten_thousand_b_c

.

Finalmente risponderò alla domanda più annosa della storia dell’egittologia: come sono state costruite le piramidi?

Semplice; i blocchi erano trainati da mammut.

8

Almeno questa è la risposta tratta dal film “10.000 AC”, pellicola di avventura storica – o meglio, preistorica – che presenta un passato decisamente alternativo. In questa reinterpretazione fantastica di un periodo così remoto, Roland Emmerich torna a parlare anche dell’origine della civiltà egizia con un altro luogo comune fantarcheologico. Infatti, se in Stargate lo sprint evolutivo alla società preistorica era stato fornito da un’entità aliena, 14 anni dopo (2008) il regista e sceneggiatore collega lo sviluppo tecnologico – non ai livelli di navicelle spaziali e viaggi interdimesionali, ma comunque spropositato per 12000 anni fa – ad Atlantide.

17mt2izqly5rjjpgLa storia si svolge dal periodo esplicato dal titolo stesso del film, tra la tribù degli Yagahl, cacciatori primitivi che vivono in remota regione montuosa. Tra questi, il protagonista è il giovane D’Leh (Steven Strait; immagine a sinistra) che, riuscendo fortunosamente ad uccidere un mammut, riceve le insegne del potere. Tuttavia, la tranquillità del gruppo viene sconvolta dall’attacco di misteriosi guerrieri a cavallo – dagli evidenti tratti somatici arabeggianti – che catturano alcuni mastodonti e rapiscono anche diversi membri della tribù, tra cui la ragazza dagli occhi blu Evolet (Camilla Belle). Questo è l’evento scatenante dell’avventura e da qui in poi si assiste all’inseguimento di D’Leh che cercherà di salvare la sua amata attraverso terre sconosciute.

10000_bc_photo_3-1227570862

Balzano subito all’occhio i primi anacronismi e incongruenze geografiche. Si vedono armi in ferro quando saremmo in pieno Mesolitico e cavalcature che anticipano la domesticazione del cavallo di 6/7000 anni e di ancor di più l’utilizzo dell’animale in battaglia; inoltre, i mammut – se si esclude un unico caso – erano già estinti e gli occhi azzurri comparvero a causa di una mutazione genetica verificatasi solo 7000 anni fa circa. Non è ben chiaro nemmeno dove sia la terra di origine di D’Leh, anche perché il guerriero durante il suo viaggio incontra prima una foresta pluviale, poi savane con precoci tracce di agricoltura e infine il deserto che costeggia il “grande serpente” Nilo.

10000-bc-5Si viene a sapere, infatti, che i predoni altro non sono che Egiziani inviati a procacciare schiavi e grandi animali da traino da impiegare nella costruzione delle piramidi, anche dette “montagne degli dèi”. D’Leh incontra diverse tribù che hanno subito la stessa sorte e che si alleano con lui seguendo una profezia che lo vede come liberatore perché risparmiato dallo smilodonte “Denti a Lancia”.

In tutto questo l’Egitto compare solo dopo un’ora di girato, attraverso un mega cantiere con i già citati mammut da soma e centinaia di migliaia di schiavi che lavorano alla costruzione di due delle tre piramidi di Giza.In generale, troviamo la fiera delle tesi alternative di Graham Hancock, Robert Bauval e tutti gli altri scrittori di fantarcheologia di cui mi occupo nella rubrica “bufale eGGizie“: le piramidi sono allineate con la costellazione di Orione, sono state costruite 12.000 anni fa e la Grande Sfinge appare con la testa di leone (immagine in basso).

6

Un simile grado evolutivo, con vaste città piene di templi con corti e piloni tipici del Nuovo Regno, ovviamente stona con l’effettiva realtà dell’Egitto del Mesolitico che era caratterizzato da diverse culture locali semi-sedentarie che vivevano delle risorse trovate lungo le rive del Nilo, nel Fayyum e nel deserto. Nella finzione del film, invece, la società è retta dal malvagio Onnipotente, un altissimo uomo nascosto da veli e venerato come un dio. Le sue origini sono spiegate da una mappa disegnata su papiro che, oltre a delineare con precisione tutti i continenti comprese le Americhe, pone al centro dell’Oceano Atlantico una grande isola da cui “gli abitanti volarono via quando fu sommersa dalle acque” (immagine in basso). Tale posizione non è casuale e fa riferimento al mito originario di Atlantide che, descritta per la prima volta da Platone nel Timeo (360 a.C.), viene collocata oltre le Colonne d’Ercole.

Il resto non ve lo racconto anche perché il film termina con uno scontatissimo quanto frettoloso lieto fine.

7

Categorie: cinema/TV | Tag: , , , , , , | Lascia un commento

Il “piccolo Anubi” di 34 milioni di anni fa

3F62DD1B00000578-0-image-a-42_1492608592904

Source: Plose One

Dopo mesi pieni di importanti scoperte archeologiche, è arrivato un periodo relativamente tranquillo che mi lascia lo spazio per una piccola divagazione paleontologica con sconfinamento nell’egittomania.

A una nuova specie di mammiferi carnivori estinti appena identificata è stato dato un nome ispirato alla religione egizia: Masrasector nananubis. Tale nomenclatura – che letteralmente è traducibile con “Affettatore egiziano (Masr è il nome arabo dell’Egitto), piccolo Anubi” – fa riferimento alle caratteristiche morfologiche dell’animale e al luogo di ritrovamento. Infatti, questo piccolo predatore (dalle dimensioni di una volpe) del gruppo degli ienodonti viveva nell’area del Fayyum 34 milioni di anni fa e si cibava soprattutto di roditori sezionandone la carne con i suoi denti affilati. Pare che, osservando su ossa fossili segni compatibili con queste zanne, ci abbiano rimesso anche i nostri scimmieschi ‘progenitori’. Anubi, invece, è stato tirato in ballo per una somiglianza con lo sciacallo, così come è già successo con il babbuino verde il cui nome scientifico è Papio anubis.

I primi resti del Masrasector sono stati scoperti una trentina di anni fa in una cava denominata Locality-41, ma l’individuazione della specie è recentissima grazie allo studio di Matthew R. Borths (Ohio State University):

http://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0173527

Categorie: egittomania | Tag: , , , | Lascia un commento

Assuan, scoperte incisioni rupestri preistoriche

1935826_471566853048464_2769600128734378937_n

Source: MSA

Una settimana fa, l’ormai ex-ministro El-Damaty aveva annunciato una scoperta che è stata un po’ offuscata dalle news in arrivo dalla tomba di Tutankhamon, ma che non potevo omettere di segnalare per la sua importanza. A Qubbet el-Hawa, riva ovest di Assuan, gli archeologi dell’Università di Bonn hanno individuato le più antiche incisioni rupestri della zona. I 15 graffiti rappresentano bovini e animali selvatici come stambecchi, gazzelle, giraffe e struzzi in scene di caccia dal valore rituale. La presenza di questi petroglifi attesta che l’area, nota soprattutto per le tombe dei nomarchi dell’Antico Regno, era frequentata anche nel periodo predinastico.

Categorie: scoperte | Tag: , , , , | Lascia un commento

Blog su WordPress.com.