Articoli con tag: Saqqara

Saqqara, scoperta mummia di leone?

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Source: wikipedia.org

La necropoli di Saqqara, oltre che per la piramide a gradoni, è celebre anche per i depositi votivi con milioni di mummie di animali – tra babbuini, ibis, cani, gatti, pesci, coccodrilli, roditori ecc. – che erano donate alle varie divinità. Questa volta, però, sarebbe stata individuata una specie (quasi) mai riscontrata tra questo tipo di ex voto. Ad annunciarlo è stato il ministro delle Antichità Khaled el-Enany che, arrivato a Londra per l’inaugurazione della mostra “Tutankhamun: Treasures of the Golden Pharaoh”, ha dichiarato ai microfoni del Daily Express che una missione egiziana avrebbe scoperto i resti imbalsamati di «Un animale molto strano, come un grosso gatto, forse un leone o una leonessa».

Non si sa altro del ritrovamento perché, giustamente, il ministro ha aggiunto che l’annuncio ufficiale sarà effettuato fra circa tre settimane, dopo opportuni esami, come TAC e analisi del DNA, che permettano di identificare con certezza cosa ci sia sotto le bende. Non è raro infatti trovare sorprese inaspettate nelle mummie animali, come esemplari multipli, costruzioni fittizie realizzate attorno a singole parti anatomiche o addirittura involucri vuoti. Tuttavia, la mancanza di notizie non ha impedito alle testate giornalistiche di tutto il mondo di creare titoli clickbait sulla faccenda, a partire dallo stesso Daily Express che allude a una vera sfinge.

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P. Chapuis / MAFB. Copyright Hypogees

Esiste un precedente simile, sempre da Saqqara, individuato nel 2001 dal team della Mission archéologique française du Bubasteion diretto da Alain-Pierre Zivie. La tomba di Maia, nutrice di Tutankhamun, era stata riutilizzata in Epoca Tarda come luogo di deposizione di mummie animali, soprattutto di gatti, dedicate alla dea Bastet. Tra queste, gli archeologi francesi trovarono lo scheletro ben conservato e indisturbato di un leone adulto (foto a sinistra). Nonostante le fonti egiziane parlino spesso di leoni allevati e sepolti, questo fu il primo caso attestato archeologicamente. Secondo Zivie il leone, tenuto in cattività fino a un’età avanzata, sarebbe stato sepolto come incarnazione del dio Mahes, figlio di Bastet (o di Sekhmet nell’Alto Egitto).

Qui una breve pubblicazione del 2004 su Nature: https://www.nature.com/articles/427211a.pdf

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Saqqara, scoperte catacombe di epoca romana

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Source: MoA

Nel settore nord-orientale della necropoli di Saqqara, la missione nippo-egiziana diretta da Nozomu Kawai (Kanazawa University) ha individuato catacombe risalenti al I-II secolo d.C. Per quest’area sarebbe la prima sepoltura di epoca romana ad essere scoperta. La tomba è composta da una struttura in mattoni crudi (foto in basso a sinistra), in origine coperta a volta, che conduce attraverso una scalinata a una camera scavata nella roccia. La scala è fiancheggiata da due leoni in calcare (55 x 33 x 19 cm), mentre la stanza più interna consiste in un lungo corridoio rettangolare di 15 x 2 metri lungo le cui pareti sono scavati i loculi per la deposizione dei corpi.

Gli oggetti ritrovati nelle catacombe illustrano alla perfezione la commistione tra la tradizione egizia e la religione olimpica tipica di quel periodo. In una stele ancora inserita in una nicchia, ad esempio, sono incise le figure degli dèi Anubi, Thot e Sokar con la dedica scritta in greco* al defunto, Menelao figlio di Filammone; in un’altra, invece, è rappresentata in stile classico la defunta, Demetrias figlia di Menelao (forse il precedente?), all’interno di un tempietto.

Gli archeologi hanno ritrovato anche alcuni piccoli vasi in ceramica e cinque figurine in terracotta di cui 4 ritraggono Iside-Afrodite nella versione “anasyrmena”, cioè nell’atto di alzarsi la veste per mostrare i genitali come simbolo di fertilità. Una quinta statuetta fittile di Iside-Afrodite con cornucopia è molto più grande (alta 58 cm) e presenta ai piedi anche il piccolo Arpocrate nel classico gesto del portarsi il dito alla bocca.

 

*Ringrazio Stefania di Memorie dal Mediterraneo per l’aiuto nella traduzione dei testi dal greco.

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Saqqara, archeologi polacchi scoprono una trentina di mummie

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Ph. J. Dąbrowski / PCMA

Gli archeologi polacchi dell’Istituto di Egittologia dell’Università di Varsavia hanno scoperto una trentina di mummie di oltre 2000 anni a ovest del complesso funerario di Djoser a Saqqara. In realtà, il ritrovamento risale all’ultima missione del settembre 2018, ma non era ancora stata annunciato.

L’area di scavo è collocata tra il muro di cinta occidentale e il grande fossato che circonda il complesso (immagine in basso), in una zona in cui si trovano tombe di funzionari di Antico Regno. Tuttavia, lo stesso luogo è stato sfruttato in epoche successive per sepolture molto più povere consistenti in corpi con mummificazione semplice in sarcofagi in legno o coperture in cartonnage, posti in fosse nella sabbia. Per questo motivo, lo stato di conservazione è quasi sempre cattivo e spesso delle bare sono rimaste solo tracce.

Particolare è il sarcofago in legno della Sepoltura 732 (foto in alto) che è stato depredato già in antichità da ladri che hanno asportato la maschera funeraria. La decorazione, secondo il direttore della missione Kamil Kuraszkiewicz, sottolinea la scarsa qualità dell’oggetto il cui artefice era evidentemente analfabeta in quanto l’iscrizione geroglifica non ha un significato compiuto. Inusuale è anche la scelta di utilizzare il blu nel disegnare i due Anubi che si trovano nella parte dei piedi.

http://saqqara.uw.edu.pl/wp-content/uploads/sites/213/2019/06/PEAMS-2018.pdf

Source: saqqara.uw.edu.pl/en/obiekty/fosa/

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Saqqara, scoperti tomba di un funzionario e il nome di una nuova regina di V dinastia

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Source: cegu.ff.cuni.cz

Abituati troppo bene negli ultimi tempi, sono sembrati strani i due mesi passati senza una grande scoperta di archeologi egiziani. Finalmente ieri l’annuncio, doppio, del ritrovamento a Saqqara di una tomba di V dinastia dalle pitture perfettamente conservate e del nome di una regina finora sconosciuta, moglie del faraone Djedkara Isesi.

Tutti i particolari e le foto nel mio articolo per National Geographic: http://www.nationalgeographic.it/wallpaper/2019/04/03/foto/egitto_saqqara_tomba_dignitario_antico_regno_regina_finora_sconosciuto-4356877/1/

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Le ultime notizie egittologiche del 2018

Con il nuovo anno, faccio una veloce carrellata delle ultime notizie del 2018 che non ho riportato sul blog per mancanza di tempo o per concomitanza di altri articoli da pubblicare.

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Source: MoA

A Tell el-Deir, nella città di Damietta (costa del Mediterraneo), una missione egiziana ha scoperto una serie di sarcofagi di epoca romana. Le bare consistono in contenitori di terracotta con i tratti del viso abbozzati o semplici decorazioni geometriche. Al loro interno gli archeologi hanno ritrovato ancora tracce delle bende e degli involucri di cartonnage. I ritrovamenti comprendono vasi di ceramica, oltre 700 amuleti di diversi tipi e materiali (scarabei, udjat, cuori-ib, pilastri-djed, piume, nodi-tiet, figure di Tauret e Iside, orizzonti-akhet, ecc.), ushabti di Epoca Tarda (nelle precedenti campagne di scavo qui era stata indivuiduata una necropoli databile al regno di Nectanebo II) e 5 tra anelli e pendenti d’oro romani.

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Una ‘non notizia’ che è circolata in questi giorni a causa dell’inaccuratezza dei siti egiziani è quella della scoperta della più antica fabbrica di profumi al mondo nel governatorato di Daqahliyya, nel nord del Delta. Al di là del tono eccessivamente sensazionalistico per un’area di età tolemaica quando ci sono esempi molto più antichi, dei nomi sbagliati e delle foto vecchie o appartenenti ad altri contesti (come il tempio di Antonino Pio a Siwa), non si tratta di una novità ma il resoconto di una conferenza fatta sui risultati della missione archeologica americana nella zona (foto in basso). Infatti, Jay Silverstein – direttore del Tell Timai Project insieme a Robert Littman (University of Hawaii a Manoa) – la scorsa settimana ha illustrato a giornalisti, archeologi e amministratori locali le scoperte effettuate dal 2007 ad oggi. In particolare, il centro di produzione dei profumi è stato individuato nel sito di Timai el-Amdid e consiste in speciali forni e vani con dipinti che mostrano le tecniche di estrazione delle essenze da fiori e piante e d’infusione dell’olio d’oliva. Tuttavia, nonostante questa fiorente attività, l’antica Thmuis sembra essere stata abbandonata intorno al  206–186 a.C. dopo un evento cruento, come testimoniano armi e caveri di soldati abbandonati nelle strade (per approfondire, un articolo più esteso di Archaeology nov/dic 2017).

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Source: Tell Timai Project

La missione italo-olandese a Saqqara è finalmente riuscita a dare un nome al proprietario della Tomba X scoperta nel 2013 (foto in basso). Durante l’ultima missione, infatti, gli archeologi del Rijksmuseum van Oudheden di Leiden e del Museo Egizio di Torino hanno identificato il defunto che si chiamava Ry ed era un ufficiale d’armata sotto Horemheb (1319-1292 a.C.).

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Source: Friends Of Saqqara

Hisham Samir Ibrahim, assistente del ministro delle Antichità per le questioni ingegneristiche, ha annunciato che il Museo Greco-Romano di Alessandria riaprirà alla fine del 2019. Fondato nel 1892 da Giuseppe Botti, il museo è stato chiuso nel 2005 per restauro che, dopo la recente ripresa dei lavori, è al 40%. Staremo a vedere…

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Scarabei, gatti, cobra, coccodrilli e tanto altro: gli aggiornamenti sulla scoperta di Saqqara

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Source: Amigos de la Egiptología – AE

Tutti gli aggiornamenti, le precisazioni e le foto relative all’ultimo post su Saqqara nel mio articolo per National Geographic:

http://www.nationalgeographic.it/wallpaper/2018/11/11/foto/egitto_scoperte_7_tombe_con_rarissime_mummie_di_scarabei_e_altri_animali-4186141/1/#media

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Saqqara, scoperte rarissime mummie di scarabeo e altri animali imbalsamati

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Source: ExtraNews

A Saqqara si è appena conclusa la conferenza stampa in cui FINALMENTE è stata annunciata la prima delle tre grandi scoperte archeologiche di cui si parla ormai da due mesi. Le altre due, perfino più importanti secondo quanto riferito dal ministro delle Antichità  Khaled El-Enany (in foto), sono state effettuate nell’Alto Egitto (una di sicuro a Luxor) e verranno rese pubbliche il 19 novembre presso il Museo Egizio del Cairo.

Tornando ad oggi, il ministro e Mostafa Waziry, segretario generale dello SCA, hanno parlato di diversi ritrovamenti in un’atmosfera, tra battute e problemi ai microfoni, più ilare del solito. Nei pressi del Bubasteion, il complesso templare consacrato alla dea Bastet, una missione egiziana ha individuato diverse mummie animali, alcune delle quali molto rare. In Epoca Tarda, infatti, si sfruttarono le già esistenti tombe rupestri di Nuovo Regno per deposizioni di animali imbalsamati, soprattutto gatti, da offrire come ex voto agli dèi. In particolare, sarebbero stati scoperti 4 ipogei di Antico Regno e 3 di Nuovo Regno nei quali si trovavano due casse in calcare, una contenente 2 mummie di scarabei perfettamente conservati e l’altra con ancora all’interno 200 insetti. Secondo Waziry, che dice di aver interpellato musei da USA, Italia, Francia, Inghilterra, Belgio e Russia, sarebbe un vero e proprio unicum della storia dell’egittologia (in realtà il Brooklyn Museum conserva un piccolo sarcofago con resti del coleottero, ma non è paragonabile a questo caso). Ovviamente non mancano decine di gatti mummificati. In più, sono state ritrovate anche due mummie di cobra custodite in statuette con le fattezze del serpente e due sarcofagi lignei con le rispettive mummie di coccodrillo. Tutti gli oggetti, che comprendono anche un migliaio di amuleti, papiri in demotico e ieratico, figurine di animali ecc., saranno esposti nel vicino Imhotep Museum.

A breve su National Geographic Italia per foto e approfondimenti.

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Egitto, scoperto il formaggio solido più antico mai rinvenuto

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Source: pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/acs.analchem.8b02535?journalCode=ancham

Curiosi di sapere quanto stagionato è questo formaggio? Andatelo a leggere nell’articolo che ho scritto per National Geographic:

http://www.nationalgeographic.it/popoli-culture/2018/08/08/news/egitto_scoperto_il_formaggio_solido_piu_antico_del_mondo-4073554/

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Una rara maschera d’argento tra le scoperte di Saqqara

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Source: Amr Nabi / AP

Per approfondire la notizia che ho riportato due giorni fa:

http://www.nationalgeographic.it/mondo-antico/2018/07/15/foto/egitto_scoperti_a_saqqara_laboratorio_per_l_imbalsamazione_e_oltre_35_mummie_di_xxvi_dinastia-4046371/1/

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Saqqara, scoperti laboratorio per l’imbalsamazione e oltre 35 mummie di XXVI dinastia

Il Ministero delle Antichità aveva già fatto trapelare qualche indiscrezione creando negli ultimi giorni un bel po’ di hype intorno a una scoperta effettuata a Saqqara dalla missione egiziano-tedesca dello SCA e dell’Università di Tübingen. Ma stamattina, nei pressi della piramide di Unas, si è tenuta la conferenza stampa ufficiale che ha confermato il ritrovamento di un laboratorio d’imbalsamazione, una cachette con gli attrezzi utilizzati nel trattamento dei cadaveri e un pozzo funerario con oltre 35 mummie di XXVI dinastia (664-525 a.C.). L’area, che non veniva scavata da oltre un secolo, si trova proprio a sud del complesso piramidale dell’ultimo faraone della V dinastia (circa 2350 a.C.).

Nel laboratorio, una camera rettangolare in mattoni e blocchi in calcare, si trovavano contenitori per oli e sostanze utilizzate nel processo di mummificazione il cui nome è scritto sul vaso e che verranno analizzate per capirne la composizione chimica. In un’area aperta, sono stati ritrovati due bacini probabilmente utilizzati per i bagni di natron dei cadaveri.

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Source: uni-tuebingen.de

Il pozzo funerario, profondo 30 metri, presentava oltre 35 mummie, 5 grandi sarcofagi in pietra di cui quattro ancora sigillati (per questo Mostafa Waziry si è detto stupito del clamore mediatico scoppiato attorno al sarcofago in granito nero di Alessandria), un sarcofago antropoide in legno, vasi canopi, statuette di legno, ushabti, amuleti, coperture in cartonnage ecc. La mummia deposta nel sarcofago di legno indossava una preziosa maschera funeraria in argento dorato con intarsi in pietra dura (alabastro, onice e ossidiana). Seppur manchi il nome del defunto, è stato possibile leggerne i titoli sul sarcofago: “Secondo Profeta di Mut” e “Sacerdote di Niut-shaes”.

Fonte foto: english.ahram.org

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