Articoli con tag: sarcofagi

Bufale eGGizie*: i faraoni giganti

Narmer_Palette

Source: wikipedia.org

(*A scanso di equivoci, il nome della rubrica contiene volutamente un errore ortografico per sottolineare il carattere a dir poco ridicolo di alcune notizie riguardanti l’Egitto che circolano nel web e non solo)

Una delle iconografie più diffuse nell’antico Egitto è quella che vede il faraone stagliarsi enorme sopra nemici sopraffatti o sudditi offerenti. Questa taglia XL del re, resa sulle pareti di templi e tombe, è considerata da alcuni come la prova principe dell’esistenza di giganti nell’antichità. I mitici Nephilim biblici avrebbero popolato l’Egitto e, grazie alla loro stazza, permesso la costruzione delle piramidi e degli altri imponenti monumenti. So che è assurdo, ma bufale del genere girano da sempre, come quella dei cosiddetti “giganti del Wisconsin” finita addirittura sul New York Times nel 1912. Erano altri tempi; oggi, invece, circolano immagini photoshoppate male di scoperte di scheletri fuori misura.

empires-nations-before-islam-09

Source: teachmiddleeast.lib.uchicago.edu

Tornando all’Egitto, scene come quella di Ramesse III contro i Popoli del Mare (tempio di Medinet Habu; immagine in alto) si spiegano semplicemente con il concetto di proporzioni gerarchiche. La produzione figurativa egizia non è realistica non perché non si fosse in grado di ricreare così come è la natura – e basta vedere gli ostraka da Deir el-Medina per rendersene conto -, ma perché l’arte era funzionale al veicolare determinati messaggi. In questo caso, la convenzione stilistica vuol evidenziare la gerarchia dei personaggi rappresentati, dal più grande al più piccolo secondo il rango. Già nella Paletta di Narmer (particolare in alto al post) si vede che l’altezza del faraone è il doppio di quella dei funzionari che lo inquadrano, a loro volta più alti dei portatori degli stendardi. Non fa eccezione l’arte privata come, ad esempio, i rilievi della mastaba di Mereruka a Saqqara (VI dinastia) in cui le dimensioni del defunto sono decisamente titaniche se confrontate con quelle della moglie e del figlio maggiore ai suoi piedi (foto in basso).

carpenters and metalworkers Rekhmire

Davies, The tomb of Rekh-Mi-Rē’ at Thebes, New York 1943, pl. LV (particolare)

Discorso a parte va fatto, invece, per le rappresentazioni pittoriche delle statue, a volte apparentemente indistinguibili dalle persone in carne e ossa se non fosse per il basamento sempre presente. Non considerando questo particolare, nel caso di sculture colossali, si potrebbe cadere nell’errore di vederci dei mostri. Ecco perché la persona da cui ho preso l’immagine qui in basso ha aggiunto una didascalia che recita: “ragazzo massaggia i piedi del re gigante”… non servono commenti.

Immagine

Nofretiri coffin

Source: The Theban Royal Mummy Project

Infine, altro pretesto per parlare di giganti è quello delle dimensioni ‘sproporzionate’ di alcuni sarcofagi. Nella foto a sinistra, ad esempio, è ritratto l’enorme sarcofago della regina Ahmose-Nefertari, moglie di Ahmose (1543-1518). Date le sue misure (3,80 m), fu sfruttato dai sacerdoti che nascosero le mummie reali nella cachette di Deir el-Bahari (DB320) per conservare, oltre ai resti della regina, anche il sarcofago di Ramesse III. In effetti, è proprio questa la spiegazione: alcuni sarcofagi antropoidi sono così grandi perché, come delle matrioske, dovevano contenere altre bare gradualmente più piccole. Per fare l’esempio più celebre, la mummia Tutankhamon era deposta in un sarcofago antropoide in oro massiccio, a sua volta contenuto in uno ligneo ricoperto d’oro, ancora in un altro dello stesso tipo e, infine, in una grande cassa parallelepipeda in quarzite.

Tuttavia, esiste un caso -spesso citato dalla fantarcheologia- in cui le tombe effettivamente non sono state concepite per umani, ma comunque nemmeno per giganti. Nel Serapeo di Saqqara, 24 sarcofagi in granito (foto in basso) misurano 4 m di lunghezza, 2,30 m di larghezza e 3,30 m di altezza e pesano fino a 70 tonnellate perché destinati alle mummie dei tori Api, manifestazioni viventi del dio Ptah.

7130252_orig

 

Annunci
Categorie: bufale eGGizie | Tag: , , , , | Lascia un commento

Scoperta a Luxor tomba di XVIII dinastia con sarcofagi e oltre 1000 ushabti di XXI dinastia

C9sBoUyXkAAHhRQ

Source: Nigel J.Hetherington

Stamattina si sono rincorsi rumors sulla scoperta – o, secondo altre fonti, riscoperta – di una tomba di Nuovo Regno effettuata da archeologi egiziani a Dra Abu el-Naga, Tebe Ovest. Non essendoci ancora stato l’annuncio ufficiale del Ministero delle Antichità, le informazioni non sono ancora verificabili, ma, da quanto affermato alla stampa locale dal direttore della missione Mostafa Waziry, la sepoltura apparterrebbe a Userhat, alto ufficiale della XVIII dinastia, e conterrebbe almeno sei sarcofagi policromi, decine tra ushabti e vasi di ceramica e resti di mummie (immagini in basso).

Secondo quanto anticipato da Luxor Times, invece, si tratterebbe della già nota tomba Kampp -157-, un classico ipogeo “a T” (anticamera trasversale e corridoio terminante in una nicchia) situato a sud della TT255 e da non confondere con la TT157 di Nebwenenef (Primo profeta di Amon sotto Ramesse II).

Aggiornamento:

Il comunicato ufficiale del Ministero conferma che la tomba appartiene a Userhat e si compone di una corte aperta, una stanza rettangolare, un corridoio e una camera interna. Dopo la pulizia della prima sala, è stato scoperto un pozzo di 9 metri di profondità che conduce a ulteriori due vani ancora da scavare. Nella prima sala, sono stati scoperti il sarcofago, la maschera funeraria e ushabti appartenenti a Userhat; quella più interna, invece, è stata riutilizzata successivamente come cachette per diversi sarcofagi e mummie di XXI dinastia e oltre 1000 ushabti in faience, legno e terracotta.

 

 

Categorie: scoperte | Tag: , , , , | 2 commenti

Israele restituisce all’Egitto due coperchi di sarcofago

910131097

Source: haaretz.com

Finalmente tornano a casa i due reperti egizi sequestrati nel 2012 in un negozio di antiquariato della città vecchia di Gerusalemme. Si tratta di coperchi di sarcofagi in legno di palma ricoperti in stucco dipinto e datati, tramite il C14, al XVI-XIV e al X-VIII sec. a.C. Secondo l’Israel Antiquities Authority, i due pezzi, segati a metà per facilitarne il trasporto, sono stati scavati illegalmente nel deserto occidentale per poi essere esportati a Dubai e poi in un paese europeo prima di finire in Israele. La restituzione – la prima del genere dagli anni ’90 – è stata resa possibile grazie all’intervento dell’Interpol e ad accordi diplomatici tra i due paesi, tornati a dialogare lo scorso settembre con la riapertura dell’ambasciata israeliana al Cairo. I coperchi ora si trovano nei magazzini del Museo Egizio di Piazza Tahrir per il restauro, in attesa di essere esposti nello stesso museo o nel Grand Egyptian Museum di Giza.

Categorie: traffico di antichità | Tag: , , , , | Lascia un commento

Guida galattica per gli autostoppisti (morti)?

Source: scientificamerican.com

Source: scientificamerican.com

Gli antichi Egizi viaggiavano verso il cielo… No, non sono impazzito e non c’è nemmeno bisogno di tirare in ballo tecnologie perdute, i “geroglifici di Abido”, i canali della Grande Piramide o Stargate. A volare verso gli astri era l’anima che, dopo la morte, soprattutto nella religione di Antico Regno e nei Testi delle Piramidi, raggiungeva le “stelle imperiture”, cioè le stelle circumpolari che non tramontano mai durante l’anno. Secondo la topografia celeste, infatti, nell’area più settentrionale della volta, si trovava il “”paradiso”” (scritto volutamente con doppie virgolette) con i Campi dei Giunghi (sxt iArw) e i Campi delle Offerte (sxt Htpw), dove il faraone avrebbe passato la sua vita ultraterrena.

Tra la IX e la XII dinastia, quando ormai le formule funerarie si erano trasferite dalla pietra al legno, nella parte interna dei coperchi dei sarcofagi, si vedono calendari stellari, considerati come primordiali orologi o comunque come sistemi di conteggio del tempo nelle ore notturne che sfrutterebbero la posizione delle stelle nei vari periodi dell’anno. Queste tavole presentano una griglia divisa in quattro quadranti principali con il nome delle stelle e gli “spostamenti” per ogni decano (il periodo di 10 giorni che divide il mese in tre parti).

Un’interpretazione alternativa, però, arriva da Sarah Symons (McMaster University in Ontario) che, dopo anni di studio sui 27 esemplari di calendario stellare conosciuti (tra i più belli, c’è quello del sarcofago di Idi da Asyut, in foto, oggi conservato presso il Museum der Universität Tübingen) e con l’aiuto di un software in grado di ricreare il cielo notturno di 4000 anni fa, pensa che le tabelle, in realtà, siano mappe stellari per aiutare il defunto a completare la sua ascesa, con il percorso segnalato grazie alla diversa posizione delle costellazioni.

L’articolo originale, “Stars of the Dead”, sarà pubblicato sul numero di ottobre di Scientific American.

Categorie: pubblicazioni | Tag: , , , , , , , , , | Lascia un commento

Minya, recuperate mummie che galleggiavano in un canale di scolo

287

Source: dostor.org

Lo scorso sabato, in un piccolo villaggio nelle vicinanze di Al-Minya (Medio Egitto), sono stati recuperati tre sarcofagi lignei di età greco-romana, di cui due conservavano ancora le mummie. Non si tratta, però, di una normale scoperta perché ad effettuarla è stata la polizia che ha individuato le bare mentre galleggiavano in un canale di scolo.

E’ probabile che i reperti siano stati rubati durante scavi illeciti dagli abitanti del luogo che, però, per paura di essere arrestati, potrebbero averli gettati nell’acqua senza farsi tanti problemi. Come spesso succede in Egitto, questi corsi d’irrigazione diventano delle vere e proprie fogne a cielo aperto (come si vede dalla foto); chiaro, quindi, che i sarcofagi abbiano subito danni irreparabili.

Youssef Khalifa, capo del dipartimento delle Antichità Egizie dell’MSA, ha assicurato che sia le mummie che i sarcofagi saranno restaurati, per ciò che sarà possibile, e poi esposti nell’Hermopolis Museum di Al-Minya.

http://www.dostor.org/762615

Categorie: traffico di antichità | Tag: , , , , | Lascia un commento

Due sarcofagi egizi restaurati a Ischia

1959960_726256810801529_557177781766304181_n

Nella mattinata di oggi, presso il Castello Aragonese di Ischia, si è tenuta una conferenza stampa per presentare un importante progetto di collaborazione tra Italia e Belgio. L’Istituto Europeo del Restauro, che ha sede proprio nell’isola, lavorerà per un anno su due sarcofagi provenienti dal Musées Royaux d’Art et d’Histoire di Bruxelles.

In questo periodo, più ulteriori 12 mesi appena tornati a “casa”, i reperti saranno restaurati e studiati da un team internazionale diretto da Teodoro Aricchio (IER) e coordinato da Luc Delvaux, curatore della collezione egizia del museo belga. Tutte le operazioni, sull’esempio del Museo Egizio di Torino, saranno visibili dal pubblico presso il laboratorio dell’Istituto nel Castello Aragonese.

I sarcofagi risalgono alla XXI dinastia (1070-945) e furono scoperti nel 1891 da Georges Daressy, forse su suggerimento del celeberrimo tombarolo Mohammed Abd el-Rassoul, nella cachette di Bab el-Gasus (la seconda a Deir el-Bahari dopo quella reale della DB320), insieme ad altre 151 bare per lo più appartenenti a sacerdoti di Amon a Karnak. Qualche anno dopo, i sarcofagi furono ceduti dal Museo Egizio del Cairo a quello di Bruxelles insieme a molti altri reperti provenienti dalla tomba.

Categorie: restauro | Tag: , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Blog su WordPress.com.