Articoli con tag: sarcofago

Iniziato il restauro del sarcofago esterno di Tutankhamon

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Source: MoA

Dopo oltre 95 anni dalla sua scoperta, uno degli ultimi oggetti del corredo funerario di Tutankhamon rimasti ancora in situ ha lasciato la Valle dei Re per essere trasportato nei laboratori del Grand Egyptian Museum. Era infatti il 12 febbraio 1924, quando gli operai di Howard Carter sollevarono il pesante coperchio della grande bara in quarzite che occupa buona parte della camera funeraria e misero in luce il sarcofago esterno in legno dorato (Carter n. 253) portato al Cairo nei giorni scorsi. Il sarcofago, a sua volta aperto il 13 ottobre 1925, era solo il primo di tre casse antropoidi che rappresentano il faraone defunto in forma osiriaca e che contenevano la mummia di Tutankhamon, per ora lasciata nella KV 62.

Il trasporto è stato effettuato il 12 luglio, sotto la scorta della Polizia Turistica e delle Antichità e utilizzando uno speciale sistema anti-vibrazioni e con controllo di temperatura e umidità. Già a un primo esame preliminare, è emerso un cattivo stato di conservazione dell’oggetto con diverse fratture e parti staccate della superficie dorata dell’intonaco esterno, tamponate momentaneamente già nella tomba dai restauratori del Ministero delle Antichità. Infatti, secondo Eissa Zidan, responsabile del dipartimento di Primo intervento di restauro e Trasporto dei reperti, il 30% del sarcofago sarebbe danneggiato. Una volta al GEM, è stata portata avanti una settimana di quarantena e dal 22 luglio il reperto è sotto una tenda isolante (foto in basso) per le procedure di fumigazione atte a sterilizzare e a eliminare l’eventuale presenza di insetti, funghi e muffe.

Ieri il ministro Khaled el-Enany ha presentato alla stampa la successiva fase di restauro che, in 8 mesi, porterà il sarcofago ad essere pronto per l’esposizione nel nuovo museo che dovrebbe aprire parzialmente nella primavera del 2020 e definitivamente nel 2022, in occasione del centenario dalla scoperta della tomba di Tutankhamon. Prima di tutto, si effettueranno esami non invasivi per definire lo stato dei materiali e scegliere le strategie più adatte. Poi si procederà con la pulizia delle superfici e la ricollocazione dei frammenti staccati.

Il sarcofago sarà esposto presso il GEM insieme ai due che erano nel Museo Egizio del Cairo di Piazza Tahrir e ai 5398 oggetti del corredo funerario di Tutankhamon, di cui 4500 sono già stati trasferiti nella nuova sede.

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Source: MoA

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Il Metropolitan di New York restituirà all’Egitto un sarcofago rubato

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Source: metmuseum.org

Si chiude in anticipo la mostra del Metropolitan Museum “Nedjemankh and His Gilded Coffin” perché – colpo di scena – il museo newyorkese si è accorto che il pezzo principale dell’esibizione era stato rubato dall’Egitto nel 2011. Due giorni fa, infatti, il MET ha comunicato la decisione di restituire al governo egiziano il sarcofago dorato di Nedjemankh, sommo sacerdote del dio dalla testa di ariete Herishef vissuto a Eracleopoli nel I sec. a.C., dopo essere venuto a conoscenza dell’origine illecita dell’oggetto.

Il sarcofago era stato acquistato nel luglio 2017 per 3,5 milioni di euro da una casa d’aste parigina che, a quanto pare, aveva fornito una documentazione falsa comprendente anche una licenza di esportazione del 1971, data precedente alla promulgazione della legge 117 del 1983 sulla tutela delle antichità egiziane. Invece, dalle indagini del Procuratore distrettuale di Manhattan è emerso che il sarcofago sarebbe stato rubato dopo la rivoluzione del 2011; da qui le scuse ufficiali del presidente del MET, Daniel Weiss, al ministro delle Antichità El-Enany e a tutto il popolo egiziano e la non così ovvia – soprattutto in riferimento a istituzioni statunitensi – restituzione.

https://www.metmuseum.org/press/news/2019/metropolitan-museum-of-art-returns-coffin-to-egypt

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el-Asasif, la scoperta della tomba ramesside e l’apertura di 4 sarcofagi intatti

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ph. Mohamed Abd El Ghany /Reuters

Facciamo un po’ di chiarezza.

Durante il fine settimana, i siti di testate giornalistiche nazionali e straniere, blog e pagine Facebook hanno riportato la notizia che vi ho segnalato qui sabato scorso, cioè quella della scoperta di una tomba con sarcofagi ancora sigillati a el-Asasif. Purtroppo, ho visto ovunque (nemmeno Rainews si è salvata parlando un fantomatico faraone chiamato “Ramesside”) errori grossolani, traduzioni errate, date sballate, foto invertite e altre imprecisioni che hanno creato solo confusione tra la gente. Tutto ciò è dovuto alla consueta difficoltà di traslitterazione dall’arabo in inglese di nomi egizi e non solo, dall’accavallamento di due eventi durante la stessa mattinata (oltre alla scoperta della tomba, anche l’apertura “in diretta” di due sarcofagi scoperti nella stessa area dalla missione francese), all’utilizzo di una tomba già nota (TT28, a cui appartiene il soffitto dipinto nelle foto) per mostrare i reperti ritrovati e dalla mancanza di verifica e approfondimento nei vari articoli.

Ecco come sono andate le cose (più 19 spettacolari foto), sul mio pezzo per National Geographic Italia: https://goo.gl/Ued72X

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Asasif, scoperti sarcofago e stele di XVIII dinastia

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Source: MoA

In attesa dell’annuncio ufficiale della scoperta di una tomba con due mummie di cui si vocifera ormai da settembre, dalla necropoli tebana di el-Asasif arriva un altro ritrovamento. La missione francese dell’IFAO (Institut Français d’Archéologie Orientale) e dell’Università di Strasburgo diretta da Frédéric Colin ha individuato nell’area settentrionale del sito un sarcofago ligneo dipinto e una stele di XVIII dinastia (1543-1292 a.C.).

La bella stele in arenaria in origine era rettangolare (1 x 0,65 m) e coronata da una modanatura a gola egizia. Scene rituali di offerta si sviluppano su tre registri in cui vengono menzionati due alti funzionari dell’epoca, Tetianekh e quell’Ineni che, secondo Colin, sarebbe lo stesso “Supervisore dei granai di Amon” sepolto nella TT81 a Sheikh Abd el-Qurna. Sempre all’inizio della XVIII dinastia, come si vede dallo stile decorativo, risalirebbe il sarcofago ‘bianco’, lungo 1,70 m, che si è perfettamente conservato se si esclude la punta dei piedi.

https://tombett33.hypotheses.org/

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Source: MoA

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Assuan, scoperte tombe di Epoca Tarda con sarcofagi e mummie

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Source: MoA

Sulla riva occidentale di Assuan, nei pressi del mausoleo islamico di Aga Khan, gli archeologici egiziani hanno individuato tre tombe rupestri di Epoca Tarda (672-332 a.C.).

Le sepolture sono state sicuramente riutilizzate più volte, come dimostra la presenza di mummie accatastate senza ordine. Tuttavia, nell’ipogeo principale, composto da una camera rettangolare di 3 x 5 metri, si trovava un sarcofago antropoide in arenaria ancora chiuso che conteneva una mummia in buono stato di conservazione (foto a sinistra). Nella tomba sono stati scoperti anche i resti di un sarcofago in terracotta, oltre ad amuleti in faience (occhi udjat, uno scarabeo alato e i quattro Figli di Horus), una testa di statua in arenaria e una statuetta in legno di falco. Sulle pareti, invece, decorazioni pittoriche con divinità come Hathor, Iside e Anubi e iscrizioni geroglifiche ancora non diffuse dal Ministero delle Antichità (foto in basso).

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Le decorazioni d’oro dal sarcofago di Alessandria

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Source: MoA

Per un approfondimento della notizia segnalata ieri e maggiori informazioni sulle lastre in oro ritrovate tra gli scheletri che erano nel sarcofago:

http://www.nationalgeographic.it/mondo-antico/2018/08/20/news/alessandria_d_egitto_nel_grande_sarcofago_nero_con_i_tre_scheletri_scoperte_decorazioni_in_oro-4081013/

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Analizzati gli scheletri del sarcofago nero di Alessandria: non solo acqua di fogna ma anche oro

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Source: MoA

Ricorderete sicuramente il clamore (immotivato) provocato dalla scoperta e dalla relativa apertura di un sarcofago in granito nero ad Alessandria. Chi si aspettava il corpo di Alessandro Magno o un’improbabile maledizione si era dovuto ‘accontentare’ di tre scheletri immersi in moderni liquami.

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Source: MoA

Oggi sono stati finalmente annunciati i risultati dell’esame preliminare sui resti ossei, effettuato dal team di Zeinab Hashish, direttore del dipartimento di Antropologia Fisica del Ministero delle Antichità. Analizzando crani, bacini e ossa lunghe, si è arrivati al genere e all’età dei tre individui deposti, probabilmente in due fasi distinte, nel sarcofago: la prima (foto a sinistra) era una donna morta intorno ai 20-25 anni e alta 1,60-1,64 m; il secondo (foto al centro) un uomo di 35-39 anni, alto 1,60-1,66 m; il terzo (foto a destra) un uomo di 40-44 anni, alto 1,79-1,85 m. In particolare, il più anziano dei tre presenta sulla parte destra del cranio un foro dai bordi arrotondati che indicano che l’uomo è sopravvissuto a lungo alla lesione in gran parte rimarginata. Non il buco di una freccia, come un po’ frettolosamente gli archeologi egiziani avevano dichiarato al sollevamento del pesante coperchio, ma forse le tracce di una trapanazione, pratica chirurgica nota fin dalla preistoria ma piuttosto rara in Egitto.

Inoltre, ripulendo l’interno della bara dal misto di acqua di fogna e resti organici putrefatti, sono spuntate alcune decorazioni in foglia d’oro di circa 5×3 cm (foto in basso).  Per il resto, nei prossimi giorni si procederà a ulteriori test sul liquido rossastro raccolto e a TAC, datazione al Carbonio 14 e analisi del DNA sulle ossa.

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Source: MoA

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Aperto il sarcofago in granito nero di Alessandria

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Source: MoA

Una mummia maledetta? I resti di un nephilim? Il corpo di Alessandro Magno? Niente di tutto questo… L’ormai celebre sarcofago di Alessandria è stato aperto ed ecco cosa hanno ritrovato all’interno:

http://www.nationalgeographic.it/mondo-antico/2018/07/19/news/alessandria_d_egitto_aperto_il_sarcofago_di_granito_nero-4052323/

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Sorpresa a Sidney: una mummia nel sarcofago che doveva essere vuoto

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Source: Nicholson Museum

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Source: Nicholson Museum

Sarà la vicinanza con la Pasqua, ma in questi giorni i giornali di tutto il mondo stanno rilanciando notizie su ‘sorprese scartate’ in varie collezioni egizie. In particolare, dall’Australia ne arriva una veramente inaspettata. Gli studiosi della University of Sidney, infatti, di certo non pensavano di trovare qualcosa in uno dei sarcofagi egizi conservati nei magazzini del Nicholson Museum. Dopo oltre 150 anni, in occasione dell’allestimento del nuovo museo universitario, la cassa antropoide è stata studiata per la prima volta e il team diretto da Jamie Fraser si è accorto che non era vuota come preventivato: al suo interno, terra e resti umani fortemente disturbati (immagine in alto), forse per l’intervento di un ladro in cerca di amuleti.

I frammenti di mummia appartengono con tutta probabilità a Mer-Neith-it-es, sacerdotessa di Sekhmet durante la XXVI din. (664-525 a.C.) il cui nome compare sul coperchio del sarcofago (foto a sinistra). Lo scavo microstratigrafico del contenuto al momento ha portato solo all’individuazione dei piedi della defunta, ma la TAC ha fornito molte informazioni in più (immagine in basso). Infatti, John Magnussen, radiologo della Macquarie University che ha scansionato il reperto, ha affermato che le ossa indicano un individuo di oltre 30 anni e che è visibile anche il riempimento della calotta cranica con della resina a sostituzione del cervello estratto.

http://sydney.edu.au/museums/publications/muse/Muse-March2018.pdf

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Source: Macquarie University

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Recuperato a Londra reperto rubato ad Assuan

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Source: english.ahram.org.eg

Destino piuttosto tumultuoso quello dell’oggetto immortalato nella foto a sinistra. Nei pochi anni passati dalla sua sua scoperta, infatti, questo sarcofago in legno per ushabti (h 16.5 cm) è stato rubato, esportato illegalmente e subito recuperato per una fortunata casualità.

Il reperto era stato scoperto nel 2009 a Qubbet el-Hawa, necropoli situata sulla costa occidentale di Assuan, dalla missione spagnola della Universitad de Jaén. Secondo Alejandro Jiménez, direttore della spedizione, si tratterebbe di uno dei primi ushabti della storia, appartenuto al nomarca di Elefantina, Sarenput I (XII dinastia, regno di Sesostri I: 1971-1926). L’importanza del pezzo è evidente dall’ottima fattura e dalle decorazioni dorate. Tuttavia, già nel 2013 se n’erano perse le tracce a causa di un furto nei locali magazzini del Ministero delle Antichità.

Fortunatamente, nel 2016, un curatore del British Museum – di cui non è stato specificato il nome – ha riconosciuto il piccolo sarcofago in un negozio d’antiquariato a Londra dopo averne visto una foto durante una conferenza ad Assuan. Così, l’oggetto – che sembra essere stato mutilato nelle parti già attaccate dalle termiti – è stato sequestrato e recentemente consegnato all’ambasciata egiziana in Inghilterra, in attesa di tornare in patria.

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