Articoli con tag: sarcofago

Recuperato a Londra reperto rubato ad Assuan

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Source: english.ahram.org.eg

Destino piuttosto tumultuoso quello dell’oggetto immortalato nella foto a sinistra. Nei pochi anni passati dalla sua sua scoperta, infatti, questo sarcofago in legno per ushabti (h 16.5 cm) è stato rubato, esportato illegalmente e subito recuperato per una fortunata casualità.

Il reperto era stato scoperto nel 2009 a Qubbet el-Hawa, necropoli situata sulla costa occidentale di Assuan, dalla missione spagnola della Universitad de Jaén. Secondo Alejandro Jiménez, direttore della spedizione, si tratterebbe di uno dei primi ushabti della storia, appartenuto al nomarca di Elefantina, Sarenput I (XII dinastia, regno di Sesostri I: 1971-1926). L’importanza del pezzo è evidente dall’ottima fattura e dalle decorazioni dorate. Tuttavia, già nel 2013 se n’erano perse le tracce a causa di un furto nei locali magazzini del Ministero delle Antichità.

Fortunatamente, nel 2016, un curatore del British Museum – di cui non è stato specificato il nome – ha riconosciuto il piccolo sarcofago in un negozio d’antiquariato a Londra dopo averne visto una foto durante una conferenza ad Assuan. Così, l’oggetto – che sembra essere stato mutilato nelle parti già attaccate dalle termiti – è stato sequestrato e recentemente consegnato all’ambasciata egiziana in Inghilterra, in attesa di tornare in patria.

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Luxor, Scoperta tomba di III Periodo Intermedio nei pressi del tempio di Thutmosi III

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Source: MoA

A Tebe Ovest, nei pressi del tempio funerario di Thutmosi III, la missione spagnola diretta da Myriam Seco Álvarez ha individuato una tomba risalente agli inizi del III Periodo Intermedio (XI-X sec. a.C.). La sepoltura, una semplice camera scavata nella roccia accessibile da un pozzo funerario, si trova lungo la faccia esterna del muro meridionale del tempio. L’area del santuario, infatti, è caratterizzata dalla presenza di tre necropoli di diverso periodo: due di Medio Regno (dove, nel 2014, fu scoperto un corredo di gioielli in oro e argento) e una di epoca tarda cominciata ad essere indagata alla fine della campagna scorsa. Per questo, il lavoro della 9ª stagione del “Thutmosis III Temple Project”, iniziata lo scorso 4 ottobre, si è concentrato soprattutto sullo scavo di queste nuove tombe, indicate con i numeri 21-22-23-24; in particolare, una delle ultime due dovrebbe corrispondere all’oggetto della scoperta segnalata. L’eccitazione che trapelava già una decina di giorni fa dai criptici post sulla pagina Facebook della missione (ricordo che ogni scoperta deve essere annunciata prima dal Ministero delle Antichità) è giustificata dalla bellezza della copertura della mummia, realizzata in cartonnage e decorata con scene religiose dai colori vividi. Il sarcofago ligneo del defunto, il “Servitore della casa del Re” Amon-Renef, invece, è quasi completamente andato perso a causa delle termiti.

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Source: MoA

http://thutmosisiiitempleproject.org/index.php/en/

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Un nuovo studio sui frammenti dorati del sarcofago della KV55

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Source: gettyimages, MSA

Una vecchia cassa di legno dimenticata contenente 500 piccoli frammenti di foglia d’oro, due pezzi di cranio umano e una nota poco chiara scritta a mano in francese. Un sarcofago con la maschera intenzionalmente strappata di cui non si conosce il proprietario. Sono ingredienti che creano uno scontato alone di mistero, soprattutto se si pensa che il sarcofago (immagine a sinistra) è stato ritrovato nell’enigmatica KV55 e che da alcuni, forse troppo liberamente, viene attribuito ad Akhenaton. In realtà, il Ministero delle Antichità sta lanciando uno studio scientifico – finanziato dall’American Research Center in Egypt con 28.500 $ – atto proprio a verificare se, come sembra, quei frammenti dorati appartengano alla bara conservata presso il Museo Egizio del Cairo. La scatola in questione è spuntata l’anno scorso dai magazzini del museo durante le fasi di trasferimento dei reperti verso il nuovo Grand Egyptian Museum di Giza.

La KV55, nella Valle dei Re, fu scavata nel 1907 da Edward Ayrton e Theodore Davis senza un’adeguata documentazione che ha reso ancora più problematica un’identificazione già di suo difficile per la cattiva conservazione della sepoltura e i segni di damnatio memoriae. Inoltre, sembra che Davis abbia addirittura permesso ad alcuni visitatori di prendere come ricordo frammenti della foglia d’oro che erano sparsi a terra. La mummia stessa, mal conservata, fu danneggiata dagli archeologi. Molto più recentemente, uno studio sul DNA del corpo, portato avanti da Zahi Hawass, identificherebbe il defunto con il figlio di Amenofi III, con il padre di Tutankhamon e, quindi, con Akhenaton, ma molti genetisti hanno messo in discussione metodi e risultati.

Così, questa nuova ricerca – che prevede la partecipazione anche di Mark Gabold  (Université Paul-Valéry Montpellier 3) – potrebbe contribuire a dirimere tutti questi dubbi. L’appunto trovato nella scatola, infatti, parla di un sarcofago reale senza indicarne il nome, ma la data coinciderebbe con quella della missione di Ayrton-Davis.

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Scoperta sepoltura di figlia-moglie-madre di governatori di Elefantina

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Source: MSA

A Qubbet el-Hawa, Assuan Ovest, la missione diretta da  Alejandro Jimémez-Serrano (Universidad de Jaén) ha effettuato un’altra importante scoperta nell’area delle sepolture di Medio Regno (QH33). Gli archeologi spagnoli hanno individuato il sarcofago di Sat-tjeni, prominente nobildonna vissuta nella seconda metà della XII dinastia e già nota da fonti epigrafiche. Sat-tjeni V, infatti, era la sposa del governatore di Elefantina Heqaib II e madre di altri due nomarchi dell’isola sotto il regno di Amenemhat III (1853-1809), Heqaib IIIAmeny-Seneb, nelle cui tombe è presente il nome della donna. Tuttavia, il ruolo di Sat-tjeni sembra essere stato molto più attivo perché, a sua volta, era figlia di un governatore, probabilmente Sarenput II (regni di Sesostri II e III), e, di conseguenza, il veicolo della carica. Quest’ultimo dato è conosciuto solo da pochi anni grazie alla scoperta, sempre nella QH33, di una ciotola di ceramica per le offerte in cibo ai defunti con un’iscrizione in ieratico che dice: “La figlia dello ‘Hati-a’ (governatore), Sat-tjeni”.

Tornando alla scoperta, la mummia era avvolta nel lino e deposta in due sarcofagi in legno di cedro del Libano tra cui solo quello interno è in buone condizioni (vedi foto). Sono stati recuperati anche alcuni frammenti della maschera funeraria in cartonnage.

Il sito della missione: http://www.ujaen.es/investiga/qubbetelhawa/index.php

Per maggiori informazioni su Sat-tjeni: http://www.degruyter.com/dg/viewarticle.fullcontentlink:pdfeventlink/$002fj$002fzaes.2015.142.issue-2$002fzaes-2015-0013$002fzaes-2015-0013.pdf?t:ac=j$002fzaes.2015.142.issue-2$002fzaes-2015-0013$002fzaes-2015-0013.xml

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La TAC rivela la mummia del più giovane feto mai scoperto

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Source: independent.co.uk

Prima della radiografia e della TAC, gli egittologi del Fitzwilliam Museum di Cambridge si aspettavano che, nel piccolo sarcofago di 44 cm, ci fosse solo un organo asportato dal corpo di un defunto durante il processo d’imbalsamazione. Invece, nel pacchetto di lino ricoperto di resina scura, si trova un’intera mummia, anche se in miniatura, dell’individuo più giovane scoperto finora. Si tratta, infatti, di un feto di 16-18 settimane, risalente al Periodo Tardo (664-525 a.C.), in cui sono ancora evidenti le braccia incrociate sul petto. Il sarcofago fu scoperto nel 1907 a Giza dalla missione della British School of Archaeology.

Questa scoperta conferma l’importanza che gli Egizi davano ai bambini nati morti che, come tutti gli altri, avevano il diritto alla mummificazione e, quindi, alla rinascita nell’Aldilà. Esemplare è il caso dei due feti di 25 e 37 settimane trovati nella tomba di Tutankhamon. Il primato della mummia di Cambridge, però, è da condividere con una conservata presso lo Swansea University’s Egypt Centre e di cui, curiosamente, avevo parlato proprio lo stesso giorno di due anni fa.

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Luxor, scoperto sarcofago di sacerdote di Amon-Ra della XXII din.

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Source: MSA

Il Ministero delle Antichità aveva già anticipato due giorni fa che oggi sarebbe stata annunciata una nuova scoperta a Luxor e le attese sono state perfino superate. A el-Asasif, nella TT28 (tomba di Amenhotep-Huy),  gli archeologi spagnoli diretti da Francisco José Martín Valentín hanno effettuato, ancora una volta, un ritrovamento eccezionale: un sarcofago perfettamente conservato con la mummia di un sacerdote uab di Amon-Ra, “Scriba delle offerte ad Amon-Ra” a Karnak chiamato Ankh-ef-en-Khonsu. La scoperta dovrebbe risalire al 18 novembre, come si può intuire dall’entusiasmo strozzato per motivi istituzionali (ricordo che ogni annuncio ufficiale spetta al ministero) nel giornale di scavo pubblicato sul sito della missione.  La tipologia della bara riconduce chiaramente all’inizio della XXII dinastia (950 a.C. circa), periodo in cui la carica religiosa di Primo Profeta di Amon ebbe anche una grandissima rilevanza politica tanto da costituire praticamente una dinastia parallela a Tebe. Il sarcofago ligneo, che era alloggiato in una fossa parallelepipeda scavata nella roccia, è rivestito da uno strato di stucco dipinto che mostra il defunto con parrucca e larga collana usekh sotto le mani incrociate sul petto. Una striscia verticale con tre colonne di geroglifici attraversa la parte centrale del coperchio mentre, sulle pareti laterali esterne, scene variopinte rappresentano il sacerdote mentre compie offerte verso divinità come Osiride, Nefertum, Anubi e Hathor.

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Source: MSA

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Antico sudario di lino venduto all’asta per 374.000 euro

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Source: kunicki.eu

Lo scorso giovedì (18 giugno), un antico frammento di lino dipinto è stato venduto per l’esorbitante cifra di 373.800 €. Tale offerta è stata lanciata al telefono da un compratore ancora anonimo che si è aggiudicato il pezzo durante l’asta di antichità della Piasa, a Parigi, partendo da un prezzo base di 50.000 €. Un costo così alto, oltre che dalla bellezza e dall’età (fine XVIII din., 1300 a.C. circa), può essere spiegato dalla rarità della tipologia del reperto nota in soli 22 esemplari conservati in collezioni del mondo come quelle del Museo Egizio del Cairo, del Museum of Fine Arts di Boston, del Louvre e del Metropolitan Museum.

Si tratta di un rettangolo di tessuto di 29 x 21 cm che apparteneva a un sudario probabilmente posto sopra il sarcofago. La superficie è finemente decorata con l’immagine policroma del defunto, Ta-Nedjem, rappresentato seduto su una sedia nera con gambe a forma di zampa animale e di fronte a una tavola d’offerta con tre pani, tre zucche e un pezzo di carne. La resa del gonnellino pieghettato, della collana usekh, della parrucca e del cono profumato sulla testa ha fatto pensare che l’uomo appartenesse alla classe dirigente dell’epoca. La scena è completata da due colonne di geroglifici che dicono (da destra a sinistra):

  • wdn xt nb.t nfr.t wab.t = Offerta di tutto ciò che è bello e puro
  • n kA n tA-nDm mAa xrw = per il ka di Ta-Nedjem, giusto di voce.

La storia del reperto è sconosciuta fino al 1926, quando il collezionista Lucien Lépine lo comprò a Qurna. Il luogo d’origine dovrebbe corrispondere al villaggio operaio di Deir el-Medina, forse dagli scavi dell’egittologo Bernard Bruyère, ma il nome Ta-Nedjem non è noto da altre fonti. Poi, arrivato nella capitale francese attraverso l’antiquario Paul Mallon, il frammento fu acquistato nel 1927, come regalo per la moglie, dal ricchissimo Arthur Sachs della famiglia di banchieri Goldman Sachs. Nel ’39, però, Sachs cambiò idea e lo diede alla sua amante, la scrittrice ed editrice Jeanne Loviton (che aveva un bel curriculum di relazioni illustri; basti pensare, tra gli altri, a Paul Valery e Curzio Malaparte), morta nel 1996. Ed è proprio in una delle proprietà della Loviton che, sei mesi fa, è rispuntato fuori il sudario, scoperto dal direttore della Piasa, Henri-Pierre Teissedre, che stava facendo l’inventario degli oggetti da vendere su commissione della figlia dell’autrice.

http://www.piasa.fr/sites/default/files/upload/actualites/fichiers/PIASA_Le_carre_de_Ta-nedjem_18_juin_2015_0.pdf

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Scoperte sei tombe di XXVI dinastia ad Assuan

Source: MSA

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Il ministro El-Damaty ha annunciato la scoperta di sei tombe di XXVI dinastia (672-525 a.C.) nelle vicinanze del Mausoleo di Aga Khan, sulla costa occidentale di Assuan. Al loro interno, gli archeologi egiziani diretti da Mostafa Khalil hanno trovato sarcofagi in calcare e legno ancora contenenti mummie e splendidi oggetti di corredo come statuette in faience dei quattro figli di Horo, una serie di altri amuleti e piccole figurine lignee a forma di falco (vedi immagine in basso). Le tombe presentano tre o quattro sale scavate nella roccia senza iscrizioni e la principale, da cui proviene la maggior parte degli oggetti individuati, ha una scalinata di accesso di 30 gradini. Queste sepolture hanno una grande importanza perché sono le prime di Epoca Tarda per la necropoli di Qubbet el-Hawa che, finora, era stata caratterizzata da resti di Antico, Medio e Nuovo Regno.

Source: MSA

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Asasif, Scoperto sarcofago intatto con mummia

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Source: MSA

In una nota ufficiale del Ministero delle Antichità, è stata annunciata la scoperta (del 1 dicembre, ma si aspettava la dichiarazione di El-Damaty) di un sarcofago intatto con mummia nella necropoli di El-Asasif, West Bank di Luxor. Ad effettuare il ritrovamento è stata la squadra del Dt. Francisco José Martín Valentín che lavora nella tomba di Amenhotep-Huy (TT28) visir sotto il faraone Amenofi III. Il sarcofago, di legno ricoperto in stucco dipinto (181 x 48 x 50 cm), apparteneva a una “Cantante di Amon” della XXI dinastia (1069-945 a.C.) il cui nome sarà individuato dopo la pulitura completa della superficie. Le decorazioni presentano gli dèi Thot, Anubi, Osiride, Iside, Nut e i quattro Figli di Horo. La mummia, invece, è adornata da una maschera funeraria, un pettorale e una parrucca con corona floreale.

Per ulteriori informazioni, seguite il diario di scavo della missione: http://www.visiramenhotep.es/

 

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Scoperto altro sarcofago in una casa dell’Essex

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Source: dailymail.co.uk

L’Essex, contea inglese a NE di Londra, deve essere un posto pieno di antiquari e collezionisti perché basta entrare in una vecchia casa per trovarsi di fronte a un sarcofago egizio! Dopo il coperchio di XXV dinastia scoperto lo scorso agosto a Bradwell-on-Sea, è spuntata fuori una bara antropomorfa (immagine a sinistra), questa volta completa, nel soggiorno di un pensionato di Colchester. Sono le stesse anche le modalità del ritrovamento fortuito compiuto da Gina Vince, esperta inviata dalla Reeman Dansie Auction House a valutare lo stabile prima della vendita.

Il sarcofago ligneo, risalente al 1000 a.C. circa, apparteneva a una donna. Alto circa 1,80 m, presenta ancora tracce della pittura esterna e geroglifici incisi all’interno, mentre il volto è coperto da stucco dipinto. Ancora non è chiaro come il reperto sia finito lì; in ogni caso, verrà messo all’asta il prossimo 24 novembre con una valutazione di 6000 £.

Aggiornamento (26/11/2014):

Il sarcofago è stato venduto per 13.500 sterline (circa 16.400 euro).

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